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mercoledì 25 settembre 2013

C'è misericordia e Misericordia - Meditazione di Eugenio Pramotton



C'è un'idea di misericordia secondo lo spirito del mondo e c'è la Misericordia secondo lo Spirito di Dio.
Molti, partendo dal fatto che Dio è buono e perdona, si sentono autorizzati e pretendono autorizzare tutti a fare quello che vogliono, tanto alla fine non ci potranno essere conseguenze gravi e irrimediabili, altrimenti Dio non sarebbe più buono e misericordioso. Così con sorprendente facilità e ingenuità si sente dichiarare pubblicamente che la tale o tal altra persona deceduta è ormai felice, ha finito di soffrire, gode senz'altro della visione di Dio... L'ingenuità e la stoltezza di simili affermazioni sta nel fatto di non comprendere la formidabile profondità e grandezza del libero rapporto d'amore che il Creatore vuole instaurare con la sua creatura. Dio vuole che liberamente noi possiamo dirgli di si o di no, e farà il possibile e l'impossibile perché gli diciamo di si, ma se ostinatamente insistiamo a dirgli di no fino all'ultimo istante utile concesso alla scelta, è come se la Giustizia di Dio si vedesse costretta a dire basta alla Misericordia, perché spingersi oltre un certo limite significherebbe violare le regole del gioco ossia la nostra libertà. Può così accadere che Dio sia costretto a lasciare che l'uomo, irrimediabilmente deciso nel suo rifiuto, sperimenti l'eterna e dolorosa conseguenza della sua scelta.
La pericolosità dell'idea di misericordia secondo lo spirito del mondo sta nel fatto di illudere l'uomo sulla natura fondamentale del suo rapporto con Dio, nel senso che gli fa erroneamente credere che le sue scelte non siano da interpretare come un si o un no all'amore di Dio e che queste scelte non comporteranno alla fine un si o un no definitivo la cui conseguenza sarà la beatitudine o l'inferno.

Meditazione di Eugenio Pramotton - Tratto dal sito http://www.medvan.it/