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martedì 12 novembre 2013

....allo stesso disegno

Quando Tobia sentì le parole di Raffaele e seppe che Sara era sua consanguinea della stirpe della famiglia di suo padre, l'amò al punto da non saper più distogliere il cuore da lei (6,19).
Per noi questa notizia suona un po' curiosa, quasi straordinaria. Come si può amare una persona, che non si è neanche conosciuta? E certamente un amore che non ha niente a che fare con la definizione corrente. Infatti, l'amore di Tobia per Sara si definisce come obbedienza ad una medesima vocazione: questo amore è in grado di riconoscere la sposa, in quanto sa cogliere la realtà di un unico disegno, a cui si appartiene in due. "È tua consanguinea", dice l'angelo; o, meglio: "È tua sorella", ossia fa parte della tua stessa vocazione, entra nel tuo stesso disegno, è donata a te da Dio. Pensata nella sua sapienza e chiamata da lui, che è l'origine di ogni vocazione, è stata collocata dinanzi a te e accanto a te in virtù della sua provvidenziale iniziativa d'amore. Nell'obbedienza al dono che viene da tale iniziativa di Dio, Tobia ama Sara, così da "non poter più distogliere il cuore da lei". Non l'ha ancora incontrata, non l'ha ancora vista, non la conosce, eppure l'ama, sentendosi già legato a lei da un vincolo indissolubile: è il vincolo che congiunge due creature nella stessa obbedienza alla stessa Parola, allo stesso disegno, alla stessa vocazione.

Pino Stancari S.J.