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giovedì 11 aprile 2013

L'AVARACCIO



L'AVARACCIO
Un giorno, Nasreddin Efendi e un gruppo di amici se ne vanno a fare una passeggiata in campagna. Mentre camminano sulla riva di un fiume, uno della combriccola mette un piede in fallo e casca nell'acqua. La corrente forte lo trascina via veloce. Il malcapitato si mette a gridare aiuto e tutti, ansiosi, si danno da fare a salvarlo: "Dà qui la mano!", gli urlano dalla sponda.
Ma il poveretto sembra non ascoltare e non tira fuori nessuna mano. Intanto la corrente lo trascina via. Efendi, vedendo la malpartita degli amici, interviene e, sporgendosi dalla riva, urla:
"Prendi la mia mano! Eccola qui!"
Il malcapitato tira fuori immediatamente dall'acqua la sua mano e afferra quella di Efendi che così riesce a salvarlo.
Dopo la felice fine dell'accaduto, tutti si congratulano con Efendi per il suo intervento efficace e, curiosi, gli chiedono come mai il malcapitato ha preso la sua mano ma non quella di tutti loro.
"Voi non conoscete la psicologia di quel tizio. Io invece so bene che è un avaraccio di prima classe: a lui non si può chiedere di 'dare' nulla, neppure una mano, ma solo di 'prenderla'".


ANEDDOTI DI NASREDDIN EFENDI