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domenica 23 febbraio 2014

Adamo e Cristo, Eva e Maria - Dalle omelie di san Giovanni Crisostomo, vescovo.

 
Dalle omelie di san Giovanni Crisostomo, vescovo.

 

Il cimitero e la croce, 2; PG 49,396

Adamo e Cristo, Eva e Maria

Hai visto l'ammirabile vittoria? Hai visto la nobilissima impresa della croce? Potrò mai dirti qualcosa di meraviglioso? Considera il modo con cui hai vinto e resterai ancora più ammirato. Cristo infatti ha vinto il diavolo con gli stessi mezzi con cui aveva ottenuto vittoria il diavolo. Lo sbaragliò con le stesse armi usate da lui. Senti in che modo. Una vergine, un legno e la morte furono i simboli della nostra sconfitta. La vergine era Eva, non aveva infatti ancora coabitato col marito. Il legno era l'albero. La morte la pena di Adamo. Ma ecco ancora una vergine, un legno e la morte, già simboli della sconfitta, diventare ora simboli della sua vittoria. Infatti al posto di Eva c'è Maria, al posto dell'albero della scienza del bene e del male e è l'albero della croce, al posto della morte di Adamo la morte di Cristo. Vedi come colui che aveva vinto viene ora sconfitto con gli stessi suoi mezzi? Presso l'albero il diavolo abbatte Adamo, presso l'albero Cristo sconfisse il diavolo. E quell'albero mandava all'inferno, questo invece richiama dall'inferno anche coloro che vi erano già scesi. Inoltre un altro albero nascose l'uomo vinto e nudo, questo invece innalza agli occhi di tutti il vincitore spoglio. E quella morte colpì tutti coloro che erano nati dopo di essa, questa morte invece risuscita anche coloro che erano nati prima di essa. “Chi può narrare i prodigi del Signore?” (Sal 105,2). Siamo stati resi immortali da una morte: queste sono le gloriose imprese della croce. Hai compreso la vittoria? Hai capito il modo con cui ha vinto? Apprendi ora come questa vittoria fu riportata senza nostra fatica e sudore. Noi non abbiamo bagnato di sangue le armi, non siamo stati in battaglia, non siamo stati feriti, la battaglia non l'abbiamo nemmeno vista, eppure abbiamo riportato vittoria. Del Signore è stato il combattimento, nostra la corona. Poiché la vittoria è anche nostra, imitiamo i soldati e, con voci di gioia, cantiamo oggi le lodi e l'inno della vittoria. Diciamo, lodando il Signore. “La morte è stata ingoiata per la vittoria. Dov'è, o morte la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione? (1 Cor 15,54 55; cfr Is 25,8; Os 13,14). Tutto questo ci è stato procurato dalla croce gloriosa: la croce trofeo eretto contro il demonio, arma contro il peccato, spada con cui Cristo ha trafitto il serpente; la croce volontà del Padre gloria dell'Unigenito, gaudio dello Spirito Santo, onore degli angeli, presidio della Chiesa, vanto di Paolo, difesa dei santi, luce di tutto il mondo.