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mercoledì 8 ottobre 2014

Con le parole si puo' mentire con l' occhio no......

San Giovanni di Kronstadt (1829-1908)

            Le persone che si sforzano di condurre una vita spirituale, hanno da affrontare in ogni istante una lotta sottile e difficilissima con i loro pensieri, la lotta spirituale. L’occhio deve essere sempre luminoso per osservare i pensieri che entrano nell’anima da parte del demonio e respingerli. Tali persone debbono avere il cuore sempre ardente di fede, d’umiltà, di amore. Altrimenti in esso entrerà facilmente la malizia del demonio, a seguito della quale la debolezza della fede o la sua mancanza assoluta ed infine ogni male, da cui non riuscirai a liberarti presto neppure con le lacrime. Perciò non permettere che il tuo cuore sia freddo e specialmente durante la preghiera evita in ogni modo la fredda indifferenza. Molto spesso abbiamo sulle labbra una preghiera, ma nel cuore la maligna debolezza della fede o la sua assenza assoluta. Con le labbra, per così dire, l’uomo è vicino a Dio, con il cuore lontano. Ma durante la preghiera, il demonio impiega tutti i mezzi per raffreddare e rendere maligno il nostro cuore in modo per noi impercettibile. Prega e rafforzati, rafforza il tuo cuore.
            Se vuoi chiedere una grazia qualsiasi a Dio, prima di pregare preparati ad una fede che non conosca dubbi, ad una fede robusta e prendi a tempo opportuno i mezzi necessari per difenderti dal dubbio e dalla mancanza di fede. È brutto se durante la preghiera nel tuo cuore perde forza la fede ed essa non vi è in ampia misura. Non pensare in tal caso che riceverai da Dio ciò che gli hai chiesto in preda al dubbio: a chi lo beffa Dio non dà i suoi doni. Ha detto il Signore: Tutto ciò che chiederete nella preghiera, se crederete, otterrete”. Perciò se chiederete senza fede o in preda al dubbio, non riceverete nulla. “Se avete fede, e non dubiterete – egli dice –, potrete smuovere anche le montagne”. Vuol dire che se dubiterete e non crederete, non riuscirete a farlo. “Che (ogni uomo) chieda con fede, non avendo alcun dubbio” – dice san Giacomo – e non pensi di ottenere qualcosa da Dio se dubita. L’uomo che ha due anime, è sconnesso in tutte le sue vie”. Il cuore che dubita che Dio possa concedere ciò che gli si chiede, viene punito per il dubbio che ha avuto: esso si tormenta come in preda ad una malattia ed è oppresso dal dubbio. Non adirare l’Onnipotente neppure con l’ombra di un dubbio, specialmente tu che hai provato su di te moltissime volte l’onnipotenza di Dio.

            Il dubbio è una bestemmia contro Dio, è una menzogna sfacciata del cuore, oppure dello spirito della menzogna che si annida nel cuore contro lo Spirito della Verità. Temilo come un serpente velenoso, ma no, che dico, non tenerlo in nessun conto, non rivolgergli l’attenzione. Ricordati che Dio, quando tu chiedi, aspetta una risposta positiva da parte tua alla domanda se tu sei internamente disponibile per Lui: “Credi che io possa fare questo?”, e tu dal profondo del cuore gli devi rispondere: sì, credo o Signore”. Ed allora riceverai secondo la tua fede. Al tuo dubbio o alla mancanza di fede sia di aiuto il seguente ragionamento:
            Innanzi tutto, io chiedo a Dio un bene che esiste, non astratto, non sognato, non frutto della fantasia, e tutto ciò che esiste ha ricevuto l’esistenza da Dio. Infatti senza di Lui non è esistito nulla di ciò che esiste”. Ciò significa che nulla esiste senza di Lui e che tutto ha ricevuto la vita o da Lui o dalla Sua volontà o che Egli permette che avvenga grazie alle forze e le capacità da Lui concesse alle sue creature, per cui Dio è Signore assoluto di tutto ciò che esiste e che accade. Oltre a ciò Egli chiama viventi anche le cose che non esistono”. Ciò vuol dire che se io gli chiedessi ciò che non esiste, Egli potrebbe darmelo creandolo.
            In secondo luogo, io chiedo ciò che è possibile e per Dio anche quanto per noi è impossibile, è possibile, per cui da questo lato non ci sono impedimenti. Giacché Dio può fare per me anche ciò che dal mio punto di vista è impossibile. Il nostro danno consiste nel fatto che alla nostra preghiera si unisce un ragionamento miope, un ragno che dà la caccia alla Verità con la ragnatela dei suoi giudizi, conclusioni, analogie… La fede vede improvvisamente, accoglie, mentre il ragionamento per vie traverse giunge alla Verità. La fede è un mezzo di comunicazione dello spirito; il ragionamento è un mezzo di comunicazione spirituale e sensibile con ciò che è spirituale e sensibile o, semplicemente, materiale. La prima è spirito, il secondo carne.
            Osservate l’immagine del Salvatore e vedete come Egli vi guarda con occhi luminosissimi. Questo sguardo significa che Egli penetra in voi con i suoi occhi più splendenti del sole e vede tutti i vostri pensieri, ascolta tutti i desideri del vostro cuore ed i sospiri. È un’immagine, ma nelle sue linee rappresenta ciò che non può essere oggetto di un disegno o di una raffigurazione, ma può essere raggiunto solo dalla Fede. Credete che il Salvatore sempre vi guarda e vi vede, con i vostri pensieri, affanni, sospiri, con tutte le vostre difficoltà, come sulla palma della sua mano. Ecco sulle mie mani ho raffigurato le tue mura e sei sempre davanti a me”, dice il Signore. Quanto conforto, quanta vita in queste parole dell’Onnipotente, che è Provvidenza. Perciò pregate davanti all’icona del Salvatore, come davanti a Lui stesso. Egli per il suo amore per gli uomini vi è presente con la sua grazia e con gli occhi che vi sono raffigurati realmente vi guarda: “in ogni luogo i suoi occhi guardano”, anche nell’immagine dalla quale vi ascolta con l’occhio che vi è disegnato. Ma ricordate che i suoi occhi appartengono a Dio e che i suoi orecchi sono orecchi di Dio Onnipotente.
Dovunque io mi trovi, appena levo lo sguardo dell’animo nel mio affanno a Dio, Egli, che ama gli uomini, risponde subito alla mia fede ed alla mia preghiera e l’affanno subito viene meno. Egli non lo vedi, ma lo senti vivamente con il cuore. L’affanno è la morte del cuore, ed è la caduta da Dio; la tranquillità del cuore grazie alla viva fede in Lui dimostra in modo più chiaro del giorno che il Signore è continuamente accanto a me e che vive nel mio intimo. Quale intercessore o angelo ci libererà dai peccati o dagli affanni? Nessuno, all’infuori di Dio. L’esperienza lo dimostra.
La misura della validità della nostra preghiera sarà da noi giudicata con un criterio umano, con la qualità dei nostri rapporti con gli uomini. Quali ci dimostriamo con gli uomini? Alle volte con freddezza, senz’alcuna partecipazione del cuore, per puro dovere oppure per convenienza esprimiamo a loro le nostre domande, le lodi, la gratitudine, oppure facciamo una cosa qualsiasi per loro. Altre volte invece con calore, con partecipazione del cuore, con amore, oppure alle volte con ipocrisia o altre volte con sincerità. Così pure con Dio siamo incostanti. Eppure non dobbiamo essere così. Bisogna sempre e con tutto il cuore glorificare e ringraziare Dio e rivolgergli le nostre richieste. Bisogna sempre di tutto cuore agire nei Suoi confronti; con tutto il cuore amarlo e confidare in Lui.
La parola, piena di grazia, della Scrittura, dei Santi Padri, della preghiera e particolarmente la parola del Logos, è veramente acqua viva; è acqua corrente e la parola scorre come l’acqua. L’acqua rinfresca e ravviva il corpo; così la parola piena di grazia ravviva  e penetra con la pace e gioia nell’anima o con la comunione ed il pentimento per i peccati. La nostra speranza di ottenere ciò che chiediamo nelle preghiere si fonda sulla fede nella bontà e nella misericordia di Dio, giacché Egli è Dio di misericordia e di clemenza e così noi ci ricordiamo delle infinite esperienze precedenti della Sua bontà e misericordia sia nei confronti degli altri, che si manifestano nella Sacra Scrittura e nelle vite dei Santi, che di noi stessi. Perciò, affinché la preghiera abbia un esito positivo, è anche necessario che chi prega abbia precedentemente ottenuto ciò che abbiamo chiesto e che creda fermamente in ciò; spesso noi riceviamo dopo la preghiera ciò che abbiamo chiesto, specialmente quanto si riferisce alla salvezza delle nostre anime. Bisogna attribuire queste grazie a Dio stesso, e non ad un caso qualsiasi; com’è possibile ammettere l’esistenza del caso nel regno di Dio onnipotente? In realtà senza di Lui nulla accade, come senza di Lui nulla fu fatto di ciò che è esistito”. Molti non pregano perché sembra loro di non aver ricevuto da Dio alcuna grazia tramite la preghiera. Oppure ritengono la preghiera inutile. “Dio – dicono – sa tutto prima che noi gli chiediamo”, ma dimenticano che è stato detto: chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto”. Le nostre preghiere sono necessarie appunto per rafforzare la nostra fede, grazie alla quale soltanto ci salviamo: Per opera della Grazia siete salvati attraverso la fede”; È grande, o donna, la tua fede!”. Il Salvatore costrinse quella donna a chiedere con forza, per risvegliare la sua fede, per rafforzarla. Siffatti uomini non si rendono conto di non avere la fede – che è il più prezioso tesoro del Cristiano, necessario quanto la vita – che essi con la loro mancanza di fede fanno di Dio un mentitore, che sono figli del demonio, indegni di qualsiasi misericordia divina, che essi vanno alla propria rovina. Bisogna pure che il cuore arda durante la preghiera dal desiderio di beni spirituali, di amore per Dio, contemplato chiaramente con il cuore nella sua immensa bontà nei confronti del genere umano e pronto ad ascoltare con amore paterno tutte le nostre preghiere. Se però voi, che siete malvagi, sapete dare doni benefici ai vostri figli, quanti più beni vi darà il Padre vostro celeste se gliene chiederete?”.

 Da “La mia vita in Cristo”