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giovedì 26 febbraio 2015

Dal libro di Ester Est 14, 1. 3-5. 12-14 - Non ho altro soccorso fuori di te, o Signore




In quei giorni, la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un’angoscia mortale. Si prostrò a terra con le sue ancelle da mattina a sera e disse: «Tu sei benedetto, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe. Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta.
Io ho sentito dai libri dei miei antenati, Signore, che tu liberi fino all’ultimo tutti coloro che compiono la tua volontà. Ora, Signore, mio Dio, aiuta me che sono sola e non ho nessuno all’infuori di te.
Vieni in soccorso a me, che sono orfana, e poni sulle mie labbra una parola opportuna davanti al leone, e rendimi gradita a lui. Volgi il suo cuore all’odio contro chi ci combatte, a rovina sua e di quanti sono d’accordo con lui. Quanto a noi, liberaci dalla mano dei nostri nemici, volgi il nostro lutto in gioia e le nostre sofferenze in salvezza».

Parola di Dio


Riflessione

La preghiera di Ester è veramente speciale e quindi potente... Prima di domandare al buon Dio una qualsiasi cosa, lei si confida con Lui e gli presenta il suo caso. E' quello che dovremmo fare noi ogni volta... Prostrarci ai Suoi piedi e raccontargli la nostra giornata difficile, le nostre angosce, i nostri limiti e solo dopo chiedergli di aiutarci, perché solo Lui può farlo, nessun altro. Una preghiera di fiducia e di umiltà è sempre ascoltata e accolta dal Signore nostro.

Diciamo pure che la regina Ester si comporta come Gesù quando ha scelto i dodici... prima di agire prega e non il contrario. Molte volte noi invece, prima facciamo di testa nostra senza interpellare Dio e quando le cose si mettono male, abbiamo pure la faccia tosta di prendercela con Lui. Poveretto questo Gesù... siamo davvero un disastro ambulante!!!

L'importante è non stancarsi mai di pregare, sia per noi che per gli altri, senza fare leva sui meriti, che ne abbiamo pochi... ma, coscienti dei nostri peccati, facendo appello alla misericordia del buon Dio... e, se ce n'è bisogno, dobbiamo mettere da parte il nostro “io” e agire per il bene dei nostri fratelli.
Inoltre, non dobbiamo farci prendere dallo scoraggiamento, e quando non sentiamo subito la Sua risposta, non significa che Lui è andato in ferie, ma semplicemente vuole essere cercato con vero desiderio e farci ammettere finalmente che riponiamo la nostra fiducia non più in noi stessi... e se a volte non ci ascolta, è perché quello che chiediamo è stonato o superficiale. Quindi... è meglio darci una regolata, perché con Lui non si può mentire... e solo quando il nostro cuore è sincero, possiamo e dobbiamo tornare alla carica, chiedendo e chiedendo... insomma, dobbiamo gridare e rompergli i “timpani” o prenderlo ai “fianchi”... A Lui, questo atteggiamento... gli garba molto.
Pace e bene