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domenica 13 aprile 2014

Domenica delle Palme - (Mt 26,14—27,66)


 

Commento: Rev. D. Antoni CAROL i Hostench (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)
Sei tu il re dei Giudei?
Oggi, ci si invita a contemplare lo stile della regalità di Cristo Salvatore. Gesù è Re e –precisamente- nell’ultima domenica dell’anno liturgico celebriamo la festa di `Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’universo.´ Sì, Egli è il Re, ma il Suo regno è il «Regno della verità e la vita, il regno della santità e la grazia, il Regno della giustizia, l’amore e la pace» (Prefazio della Solennità di Cristo Re). Regalità sorprendente! Gli uomini, con la nostra mentalità mondana, non siamo abituati a questo.

Un Re buono, mite, che bada al bene delle anime: «Il mio regno non è di questo mondo» (Gv 18,36). Lui lascia fare. Con accento dispregiativo e di beffa, «`Sei tu il re dei giudei?´». Gesù rispose: «Tu lo dici» (Mt 27,11). Ancora più burla: Gesù viene paragonato con Barabba, e il popolo deve scegliere la liberazione di uno dei due: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi Barabba o Gesù, chiamato Cristo?» (Mt 27,17). E...preferiscono Barabba! (cf. Mt 27,21) E...Gesù tace e si offre in olocausto per noi, che Lo giudichiamo!

Quando poco prima era arrivato a Gerusalemme, con entusiasmo e semplicità, «La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava; Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!» (Mt 21,8-9). Adesso, però, essi gridano: «Sia crocifisso! Chiese loro Pilato: Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo? Tutti risposero: «Sia crocifisso! Ed egli disse:«Ma che male ha fatto?» Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!» (Mt 27 22,23). «Metterò in croce il vostro re?» Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare» (Gv 19,15).

Questo re non si impone, si offre. La Sua regalità è impregnata di spirito di servizio. «Non viene a conquistare gloria, con sfarzo e con lusso; non discute ne alza la voce, non si fa sentire per le strade, ma è mite ed umile (...). Non lanciamo al Suo passare ne rami di ulivo, ne tappeti o vestiti; diffondiamoci noi stessi il più possibile» (Sant’Andrea di Creta, vescovo).