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giovedì 10 aprile 2014

GLI ANGELI


 

Nel libro della Genesi (28,11-12) si parla di un sogno simbolico di Giacobbe:
«Il sole era tramontato. Giacobbe si fermò in pieno deserto per passare la notte. Prese una pietra, la mise sotto la sua testa e si addormentò. Allora fece un sogno: una scala era levata sulla terra ed il suo vertice raggiungeva il cielo, e degli angeli di Dio vi salivano e discendevano!»

Lungo i secoli i gesuiti hanno avuto grandi meriti nel divulgare la devozione cattolica ai santi angeli di Dio. Tra i numerosi santi gesuiti ricordiamo san Stanislao Kostka, nato nel 1550 e morto giovanissimo da novizio gesuita nel 1568. Nel 1565, trovandosi un giorno moribondo nella casa di un fanatico protestante luterano, presso il quale era stato obbligato ad alloggiare contro la sua volontà, chiese che gli fosse portata la santa Comunione. Ma sia il suo tutore sia il fratello Paolo temevano la reazione negativa del padrone di casa. Stanislao allora ricorse alla preghiera e implorò santa Barbara, alla quale era molto devoto, di ottenere per lui questa grande grazia.
Una notte il suo tutore, Bilinski, che si trovava accanto al suo letto, mentre lo stava vegliando temendo che morisse da un momento all’altro, lo vide all’improvviso, con suo grande stupore, illuminarsi di uno splendore celeste e assumere una espressione di dolcezza e riverenza insieme. Ma il suo stupore crebbe quando Stanislao gli si rivolse dicendo con voce chiara e distinta:
"Inginocchiati e adora il santo Sacramento. Due angeli del Signore sono con Lui, e anche la vergine martire santa Barbara". "Io so e ne sono certo", disse Bilinski raccontando ciò di cui era stato testimone, "che Stanislao era nel pieno possesso di tutte le sue facoltà, da lui conservate durante l’intero decorso della malattia".
Appena Stanislao ebbe parlato, il tutore lo vide assumere un atteggiamento pieno di venerazione. Nonostante la malattia il ragazzo si inginocchiò sul letto e, battendosi tre volte il petto, disse: "Signore, io non sono degno"; poi atteggiò il viso per ricevere il suo Signore nel divino Sacramento. Bilinski osservò la scena con timore riverente e intuì quanto stava accadendo miracolosamente, anche se i suoi occhi erano chiusi a quella visione angelica.
Poi Stanislao si coricò nuovamente nel suo letto e vi rimase tutto assorto dalla presenza di Gesù Eucaristia. Lo stesso Stanislao confermò in seguito questo racconto mentre si trovava a Roma. "Sappiate", disse a un novizio, suo compagno, "che, essendomi ammalato a Vienna, in Austria, nella casa di un protestante, e desiderando ardentemente ricevere la Comunione, mi affidai con devozione a santa Barbara e, mentre il mio cuore era colmo di questo desiderio, apparvero due angeli nella mia stanza e con essi la santa martire, e uno degli angeli mi dette la Comunione".
Dopo aver pronunciato queste parole, trasse un profondo sospiro e il suo viso si soffuse di un intenso rossore. In un’altra occasione, mentre il giovane stava viaggiando a piedi attraverso la Germania diretto verso Roma, vide una chiesa, che una volta era stata cattolica, aperta; i fedeli vi stavano entrando ed egli fece lo stesso, ma si accorse con amarezza che quella chiesa era diventata un tempio protestante. Ne fu profondamente afflitto, ma la sua tristezza si trasformò in gioia quando, per sua delizia, vide un gruppo di angeli venirgli incontro; uno di essi teneva la santa Comunione fra le dita.
Stanislao cadde in ginocchio, con il cuore infiammato d’amore, e ricevette la Comunione direttamente dallo spirito celeste. San Stanislao Kostka, che morì il 15 agosto del 1588, nel 1605 fu proclamato beato, primo in tutta la Compagnia di Gesù; nel 1671 fu proclamato celeste patrono della Polonia; nel 1726 fu canonizzato dal papa Benedetto XIII insieme a san Luigi Gonzaga e successivamente anche protettore dei novizi religiosi, della gioventù studiosa insieme ai santi gesuiti Luigi Gonzaga e Giovanni Berchmans e protettore anche dei moribondi.