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mercoledì 11 giugno 2014

San Barnaba, l'apostolo che proclama che il Regno dei cieli è vicinissimo - di San Gregorio Magno (ca 540-604), papa, dottore della Chiesa Omelie sul Vangelo, n° 30 ; PL 76, 1220


    “Come posso amare qualcuno che non conosco?”… Se non possiamo vedere Dio, abbiamo tuttavia altri mezzi per alzare gli occhi dello spirito fino a lui. Se non è possibile vederlo per se stesso, possiamo vederlo fin da ora nei suoi servi. Considerando che compiono meraviglie siamo certi che è Dio che abita in loro… Nessuno di noi può guardare il sole in modo diretto e fissarlo quando sorge in tutto il suo splendore, dato che gli occhi fissi sui suoi raggi ne sono abbagliati. Ma guardiamo le montagne illuminate dal sole e capiamo da ciò che è sorto il sole. Così, poiché non possiamo vedere per se stesso il Sole di giustizia (Mal 3,20), guardiamo le montagne illuminate dalla sua luce, cioè i santi apostoli, che brillano per la loro virtù e risplendono per i loro miracoli… Infatti la potenza di Dio in se stessa è il sole nel cielo; la potenza di Dio diffusa fra gli uomini, è il sole sulla terra…

    Ma condizione per non inciampare nel cammino sulla terra è amare Dio e il prossimo con tutto il cuore (Mt 22,37ss)… Perciò lo Spirito è stato dato ai discepoli in due volte: prima dal Signore sulla terra, poi dal Signore in cielo (Gv 20,22; At 2,2). Ci è dato sulla terra per amare il prossimo, dal cielo per amare Dio…; così capiamo la parola di Giovanni: “Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1Gv 4,20). Allora, fratelli, amiamo il nostro prossimo, amiamo chi sta accanto a noi, per essere capaci di amare Colui che è al di sopra di noi… e per meritare di rallegrarci in Dio con la gioia perfetta insieme al nostro prossimo.