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venerdì 11 luglio 2014

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 10,24-33 - Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.


 
 Mt 10, 24-33
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia!
Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Parola del Signore

Riflessione

Gesù nel Vangelo di oggi ci informa su quello che ogni vero discepolo deve aspettarsi in questo mondo. A dire il vero non è molto confortante!!! Ma, come si dice: “Persona avvisata... mezzo salvata”!!!
Conoscere in anticipo che ci saranno sofferenze e  opposizioni nel seguire il Signore, evita gli scoraggiamenti e di strapparsi i capelli nel momento in cui si dovranno affrontare. Così riusciremo a tenerci salda la gioia e la pace che ogni cristiano vero ha nel cuore.
Quando ci troviamo circondati da tribolazioni di ogni genere, da contrarietà, da incomprensioni... il nostro sguardo deve guardare altro... deve guardare al premio promesso. Mi viene in mente un dialogo che Teresina di Lisieux ha avuto con una sorella negli ultimi mesi della sua vita, ed esattamente il 19 maggio 1897. La sorella le chiese: “Perché è così allegra oggi?... La stupenda Teresina rispose: “Perché stamattina ho avuto due piccoli dispiaceri, oh!... di quelli che si fanno sentire... Niente mi dà delle piccole gioie quanto le piccole afflizioni.”
Amare Gesù quindi, è come prendere in mano una bella rosa con tante spine senza brontolare...
Ma se diciamo: "Mi è scesa questa disgrazia dal cielo senza che me l'aspettassi"... significa che siamo degli alunni poco attenti. Non abbiamo infatti ascoltato bene Gesù e i suoi insegnamenti. Evitiamo allora di comportarci come dei bambini che tornano a casa da scuola con la faccia affranta - il compito in classe era difficilissimo e ho preso due, che disgrazia!!! - Asinaccio...  - dovrebbe dire un bravo genitore... - se, invece di dormire durante le spiegazioni fossi stato attento, il compito lo avresti svolto brillantemente! - Ma a volte i genitori danno la colpa agli insegnanti dicendo che non sanno insegnare bene. Può essere... ma non sempre è così...
L'avvertimento di Gesù invece, è chiaro e senza equivoci. Ed è come se dicesse: “Se Io che sono venuto nel mondo per fare del bene a tutti e per salvare tutti, sono stato trattato a "pesci in faccia" e sono stato ucciso... secondo voi... che cosa faranno a chi ha deciso di seguirmi?. Lo stesso trattamento... è ovvio!!! E siccome non siamo i figli della “gallina bianca”... mettiamoci l'anima in pace... perché un vero discepolo che imita il Maestro non ha nessun privilegio rispetto a Lui. Gesù è stato disprezzato? Allora aspettiamoci disprezzo... Gesù è stato odiato? Allora aspettiamoci odio... Gesù è stato osteggiato? Allora aspettiamoci opposizione... Gesù è stato incompreso? Allora aspettiamoci incomprensione...
Ma il Signore dopo questo avvertimento un po' duro ci conforta... meno male, dico io!!! “....non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima”. Non dobbiamo quindi temere perché niente e nessuno potrà toglierci il bene più grande: Gesù, che è sempre con noi e si preoccupa in ogni istante della nostra povera anima. Non solo, nessuna cattiveria fatta volutamente a un credente rimarrà nascosta. Infatti, nel giorno del giudizio salterà fuori come un coniglio dal cilindro! Chi fa soffrire un fratello ingiustamente quel giorno troverà ad attenderlo una “bella sorpresa”.
Allora, continuiamo ad andare avanti con fede e a spargere attorno a noi il profumo di Cristo, perché il premio promesso viene dato solamente a chi si è sforzato di imitare il Maestro. Non dobbiamo avere paura degli uomini, ma solo del giudizio di Dio. L'uomo infatti, può farci del male solo fino ad un certo punto e nella misura in cui Dio lo permette. Lui ha il controllo totale della nostra vita e se ne prende cura anche quando a noi non sembra...
Chiediamo al buon Gesù di aumentare la nostra fede, di darci più coraggio per testimoniare con gioia di essere Suoi discepoli, e così non saremo rinnegati davanti al Padre suo. O vogliamo sentirci dire quando arriveremo lassù: "E TU CHI SEI?".
Pace e bene.