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lunedì 21 luglio 2014

LA MIA CONVERSIONE - 16 LUGLIO 2011



L'inizio

Sono passati tre anni da quel 16 luglio... Era un giorno come tanti altri ma, in realtà, da quel giorno è cambiata totalmente la mia vita. Il Signore mi ha chiamata. A dire il vero è Lui che si è presentato alla mia porta senza che io lo cercassi, ed è entrato quasi di prepotenza nel mio cuore. Da allora non ho smesso un giorno di essere una sua vera amica... o almeno, ci provo.
Per quarantatré anni ho vissuto senza avere la minima idea di chi fosse veramente Gesù. Lo conoscevo, come dice Giobbe, solo per sentito dire... ma il 16 luglio del 2011 i miei occhi lo hanno veduto.
Il primo anno è stato molto duro. Diciamo che non mi capacitavo di quello che mi stava succedendo e tutto mi sembrava strano... bello, ma strano. Era come se vivessi in un corpo non mio, ogni giorno che passava stentavo io stessa a riconoscermi. Ho iniziato a cambiare il mio modo di pensare e di vivere. E in un battito di ciglia mi sono vista trasformata in una nuova creatura. Ora comprendo anche le perplessità delle persone che mi avevano conosciuta fino a quel momento... erano sconvolte più di me e per qualche tempo hanno pensato che fossi diventata matta di colpo. A dire il vero... l'ho pensato anch'io.
Sono stata seguita per più di un anno da un sacerdote - il caro don Pietro - che mi ha tenuta per mano e mi ha aiutata a comprendere quello che mi stava succedendo. Mi ha fatto capire infatti che quello che mi era capitato era una cosa bellissima e che non dovevo avere paura, ma dovevo lasciarmi fare. Sembra facile... infatti all'inizio era tutto troppo difficile e io continuavo a voler tenere le redini della mia vita. Non volevo mollarle neanche a questo Dio che inaspettatamente aveva posto gli occhi su di me. Avevo paura che, se lo avessi fatto, sarei diventata vulnerabile e questo non potevo e non volevo accettarlo.

La pace

In questi tre anni ho attraversato tante tappe. Si alternavano sistematicamente momenti di gioia intensa e momenti di sconforto. Ma l'unica cosa che non è mai stata intaccata è stata la pace che sentivo dentro. Questa grazia infatti il buon Dio non me l'ha fatta mai mancare, non solo... nei momenti di grande sconforto ne aggiungeva sempre una bella dose. Solo questa grande grazia dovrebbe bastarmi e non dovrei chiedere altro.
Riconosco che sono stata una privilegiata, ma questo fatto non mi ha mai “gasata”, non mi ha mai fatto fare le “bollicine”, anzi... mi sono sempre sentita molto in colpa, perché, se da una parte avevo cento, io invece non riuscivo e non riesco ad amarlo come vorrei e come merita. A dire il vero ogni tanto mi gasavo un po' per il mio rapporto particolare con il Signore, ma Lui provvedeva subito a ridimensionarmi dandomi certi “ceffoni”.
Mi sono accorta che seguire Gesù veramente non è così facile, e ogni giorno che passa mi rendo conto di non sapere niente, non solo... quando penso di essere riuscita a salire un gradino verso di Lui ecco che all'improvviso vengo catapultata al piano di sotto. Ma questo non mi scoraggia più di tanto perché, proprio in quei momenti, tendo automaticamente le braccia verso di Lui e mi ci aggrappo con tutte le forze.
In quei momenti vedo che Gesù mi sorride ed ecco che poi, subito, arrivano le sue consolazioni. Ogni giorno, insieme a tante noie, Lui mi colma di ogni bene... e non solo di beni spirituali, si occupa di me per ogni aspetto: materiale e spirituale.

Il dono della luce

Un altro dono che il Signore mi ha fatto è la grazia di “vedere”... Questo è stupendo ma è una lama a doppio taglio, perché non solo mi fa vedere in continuazione le mie miserie, ma mi fa vedere anche quelle degli altri.
Le miserie di ogni uomo sono differenti, ma quando il Signore mi fa vedere le mancanze degli altri è come se mi dicesse: “Cara Paola, vedi di non aggiungere anche quelle... ne hai già abbastanza di tue!!!”.
Allora cerco di correggermi e chiedo al Signore ogni giorno di aumentare la mia fede, perché oltre a combattere con le mie miserie devo sopportare e avere misericordia anche per le miserie degli altri.

L'incontro con don Pietro

In tre anni tanta acqua è passata sotto i ponti... Se penso al giorno in cui ho varcato la soglia della mia parrocchia per chiedere di parlare con il sacerdote... mi vergogno ancora come una ladra... Ero veramente una randagia!!!
Ricordo ogni minimo dettaglio e, quando ci penso, vorrei prendere una pala e sotterrarmi da sola!
Sono entrata in Chiesa alle 18,30 circa. Dovevo parlare assolutamente con un sacerdote e capire quello mi stava capitando. Appena entrata sento un senso di angoscia. La parrocchia è maestosa. La cosa che mi ha colpita è stata la statua di bronzo enorme di Gesù che si trova sull'altare. Solo a guardarla ti senti piccina e ti viene il capogiro.
Vedo il sacerdote seduto all'altare che recita qualcosa... In quel momento ho pensato: “Che strana Messa!!!”. Comunque ho aspettato che finisse quello che io non riuscivo a capire. Così, appena il don entra in sacrestia, con il cuore un po' in tumulto entro, mi presento e chiedo se gli posso parlare. Lui mi guarda e dice: “Certo... però dopo la Messa”. Io con tanta tranquillità gli dico: “Dopo la Messa!? Perché questa cos'era?”. Ricordo ancora oggi il suo sguardo e la sua risposta... avrei voluto sprofondare... “Questi erano i vespri!!!”.
Mi esce dalla bocca solo un ok... Rossa dalla vergogna vado a sedermi al mio posto e aspetto la fine della vera Messa.

L'inizio del cammino

Da quel giorno è iniziato il mio cammino di fede.
Quando penso a questi tre anni mi viene da sorridere e mi dico: “Povero don Pietro... se avesse saputo in anticipo cosa gli sarebbe capitato mi sa che avrebbe fatto di tutto per scansarmi!!!”.
Infatti, se occuparsi di un'anima è come occuparsi di una diocesi, ebbene, il don dovrebbero farlo santo subito perché io sono stata per lui dieci diocesi!!!...
Ma la sua pazienza e la sua perseveranza alla fine hanno prodotto dei frutti. Diciamo che questo dovrebbe un po' consolarlo... e poi sono sicura che la vera ricompensa gli sarà data dal Signore a suo tempo.
Ma se il rapporto con Gesù andava migliorando diventando sempre più intenso e particolare, in parrocchia i rapporti con i fratelli di fede non andavano di pari passo.
La mia grande delusione infatti, è stata quella di constatare che all'ombra del campanile regnava tanto buonismo, ipocrisia e anche un po' di cattiveria. Ero convinta che un ambiente dove in qualche modo si trovava Dio dovesse essere per forza un luogo incantato, pieno di persone buone, gioiose e serene. Che illusa!!!
Dopo tre anni la delusione c'è sempre, ma è cambiato il mio atteggiamento nei confronti dei fratelli. Prima, infatti, constatare che “l'Amore non è amato” mi dava un senso di fastidio, ora invece provo un grande dispiacere e prego il buon Dio per tutti; cerco di stare il più possibile vicino al Signore e di consolarlo un pochetto... almeno per quello che posso.
Dicendo questo, non voglio assolutamente dire che io sono migliore o che non pecco, anzi... penso di essere una poveretta che ha sempre bisogno della misericordia del buon Dio. Diciamo che cerco di evitare certi comportamenti che potrebbero offendere l'Amore. L'amore esige rispetto, lealtà, bontà, giustizia, fedeltà, purezza... Ma se manca anche solo il rispetto per il prossimo, manca tutto.

Aspetti di una conversione da adulti

All'inizio pensavo che essere rinata a quarantatré anni fosse in qualche modo un handicap. Troppo tardi, dicevo tra me... perché non sei venuto prima? Ma ora penso che sia stata una vera grazia. Il fatto di essere vissuta nelle tenebre mi fa apprezzare in modo incredibile la luce e tutto ciò che essa mi fa vedere, anche la mia polvere e quella degli altri... Ma la conversione da adulti ha qualche inconveniente... E' come se tu conoscessi in anticipo la persona che ti ritrovi davanti, anche solo per un istante... La fisionomia di ogni uomo è certamente diversa, ma alla fine i comportamenti o i pensieri, specialmente di chi continua a voler vivere nel buio, sono uguali. La cosa quindi che mi ha turbato e che ancora oggi mi turba, è vedere certi atteggiamenti in persone apparentemente “carucce”, “pie”, che erano miei quando ero nelle tenebre. Allora mi domando: come è possibile ciò? Perché il Signore, appena è entrato nella mia vita, mi ha rivoltata come un calzino e mi ha dato una bella scremata eliminando certi comportamenti che invece sono comuni nelle persone di Chiesa? Chi è vissuto all'ombra del campanile, non dovrebbe aver già eliminato certa “sporcizia”? Una domanda senza risposta...
Tutto questo mi ha portato a vivere il rapporto con Dio in solitudine, anche se, a dire il vero, con vera gioia; non c'è stato un giorno in cui mi sono sentita abbandonata da Lui, anche nei momenti in cui non lo sentivo

Fraintendimenti

Però, dopo tre anni ringrazio il mio Gesù per avermi dato la prudenza. Se mi fossi buttata come un pesce nella rete, senza ponderare, sarebbe stata la mia rovina. Ho visto infatti tante persone che appena convertite hanno avuto la necessità di appartenere a qualche gruppo, ma la loro crescita spirituale non si è spostata di una virgola, anzi... se si intravedevano indizi che lasciavano ben sperare, col tempo le speranze sono svanite come la rugiada al sorgere del sole. La mia prudenza però è stata travisata da tutti e vista come superbia. Non conformandomi infatti al comune modo di vivere e di pregare sono stata allontanata come un'appestata.

Sorprese

Ma il buon Dio non mi ha lasciata orfana... un bel giorno, ed esattamente il 19 settembre 2013, mi ha mandato un angelo in sembianze umane. Il suo nome è Eugenio. Il buon Dio, finalmente, esaudiva la mia preghiera. Chiedevo infatti con insistenza, di avere al mio fianco una persona che parlasse la mia “stessa lingua” e condividesse il mio cammino. Gesù mi ha accontentata, ma ahimè... nella mia richiesta mi sono scordata di precisare un particolare... ossia che abitasse nella mia città... e così, questo angelo, non solo abita in un'altra città, ma anche in un'altra regione... non solo, c'è di mezzo anche il mare. La prossima volta leggerò meglio le mie richieste prima di inoltrarle al Signore!
Visto come sono andate le cose però, penso che una persona così speciale nella mia zona non era possibile trovarla, il buon Dio è dovuto andarla a pescarla tra i monti della Valle d'Aosta. E' nata così un'amicizia spirituale che difficilmente può capire chi non ne ha esperienza. E' un amore infatti che va oltre l'immaginazione, penso sia un dono che Dio concede a pochi. Io non finirò mai di ringraziarlo anche per questo... diciamo che il mio debito verso il cielo aumenta a vista d'occhio. E quando mai potrò sdebitarmi? Mi sa che il Signore deve lasciarmi vivere ancora per un bel po'!!!

Rammarico e ringraziamenti

La cosa che mi dispiace tanto è che, pur ricordando ogni minuto di questi tre anni, non sono capace di mettere tutto per iscritto. Il buon Dio mi ha dato altri talenti, ma non certo quello dello scrittore... anche se nel mio blog ho osato scrivere le mie riflessioni sulle letture del giorno. Chiedo perdono al Signore se con i miei discorsi ho scandalizzato qualcuno.
In ogni caso, tutti i doni e tutte le grazie che Dio mi ha dato in questi anni e che ogni santo giorno continua a darmi, rimarranno impressi nel mio cuore come un tatuaggio perenne. Grazie Gesù per avermi voluto con te. Grazie perché mi sopporti nonostante io sia un disastro ambulante. Spero tanto che con il tuo aiuto, e con l'aiutante che mi hai mandato, io possa continuare a camminare verso di te in modo decente. Mi raccomando... cerca di pagare gli straordinari a Eugenio!!! Perché se dovesse perdere tutti i capelli per causa mia... dovrà avere la possibilità di fare un trapianto!!! Anche lui bisognerebbe fare santo!!! Per favore Gesù... custodiscilo sempre nel tuo amore.
E spero tanto che un bel giorno Tu possa dire: Oh... finalmente, con questa randagia, ci ho azzeccato!!!...”.
Tua Paola