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domenica 15 gennaio 2017

Dalla lettera agli Ebrei - Eb 5,1-10 - Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì.


Eb 5,1-10

Fratelli, ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo:
«Tu sei sacerdote per sempre,
secondo l’ordine di Melchìsedek».
Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchìsedek.

Parola di Dio
Riflessione

Non dobbiamo mai dimenticare il caro prezzo che Gesù ha pagato per la nostra redenzione. Lui si è fatto uno di noi... ha compatito le nostre sofferenze e le ha condivise. Quale testimone migliore di Lui poteva rappresentarci in questo mondo? Gesù infatti durante la Sua vita terrena si è mostrato come uomo “perfetto”. Con la Sua obbedienza totale alla volontà di Dio, anche nell'agonia, ci ha dato un esempio da imitare. Percorrendo il cammino della sofferenza prima di noi ci ha tracciato il qualche modo il sentiero. Quando si deve attraversare una boscaglia chi lo fa per primo dovrà faticare un po' di più per tagliare l'erbaccia o i rami che impediscono di avanzare, ma una volta che il passaggio è libero chi lo segue sarà avvantaggiato.
Le orme che Gesù ha lasciato sono molto evidenti e vale la pena seguirle. Una volta intrapreso il sentiero, pieno anche di insidie e trappole, ti ritrovi all'improvviso, come si dice per gli aerei: a un punto di non ritorno. Non si può più tornare indietro e, anche con tanta fatica, continui a seguire Gesù, cerchi in tutti i modi di non perderlo di vista e di non deluderlo.
Seguire veramente Gesù a volte è una faticaccia e comporta anche tante sofferenze, ma come diceva Santa Rosa da Lima: “Al di fuori della croce non vi è altra scala per salire al cielo”.
Quello che ci deve far riflettere nella lettura di oggi è l'obbedienza di Gesù al Padre e la Sua preghiera fiduciosa, che poi Dio ha ascoltato ed esaudito.
Proviamo a porci allora due domande: facciamo sempre la volontà di Gesù?... dedichiamo tempo per una preghiera fiduciosa?... o ci stanchiamo alla prima difficoltà e facciamo di testa nostra?
Fare la volontà di Gesù a volte sembra impossibile, specialmente nel mondo in cui viviamo. Lasciare che sia Dio a disporre la propria giornata per qualcuno può far “specie”... ma chi ha deciso di consegnare la propria baracca al Signore trova la cosa incantevole.
E' come se non si fosse mai cresciuti... Che fa un bimbo in viaggio con i genitori?... Li segue dappertutto, a volte brontolando un po', ma in ogni caso non deve pensare a niente, perché saranno mamma e papà a provvedere per il viaggio, in tutto... Ecco si scende... ecco si mangia... ecco si riparte. Più comodo di così!!! Ma perché voler diventare per forza adulti e stare così lontano da Dio? Questo non significa che un vero discepolo deve fare il pelandrone, non fare niente e dire: "Tanto ci pensa Dio!!!".
Lasciare che Dio disponga gli eventi della nostra vita significa non volere delle cose per forza, significa non sforzarci a fare andare le cose come piacciano a noi, significa evitare di fare le persone prepotenti e dire sempre: voglio, voglio, voglio... Mio nonno, da piccola, mi diceva sempre: "l'erba voglio non cresce neppure nella casa del Re"...
In ogni caso dobbiamo cercare di imitare Gesù e il Suo abbassamento... "Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà" (2 Cor 8 , 9).
Dobbiamo cercare di imitare Colui che è stato perseguitato e ucciso, Colui che con la Sua morte ha distrutto la nostra morte e, innalzato sulla croce, ha attirato tutti a se... "Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me" ( Gv 12, 32).
Grazie Gesù...
A proposito della preghiera fiduciosa che Gesù fa a Suo Padre... anche su questo punto siamo un po' scarsucci... Pregare, preghiamo... ma la preghiera fiduciosa è un'altra cosa. Significa essere convinti di aver già ricevuto ciò che chiediamo senza avere dubbi. "Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato" (Mc 11, 24)... significa pregare anche e soprattutto nei momenti di sofferenza, significa continuare a supplicarlo e a gemere anche nei momenti di aridità. Alla fine Dio ci esaudirà. E' un bell'esercizio quotidiano quello dell'obbedienza e della preghiera fiduciosa, ma alla fine ne vale la pena. Gesù è di parola... checché se ne dica!!!
Pace e bene