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sabato 6 settembre 2014

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi - 1Cor 4,6-15 - Soffriamo la fame, la sete, la nudità.



Fratelli, imparate [da me e da Apollo] a stare a ciò che è scritto, e non vi gonfiate d’orgoglio favorendo uno a scapito di un altro. Chi dunque ti dà questo privilegio? Che cosa possiedi che tu non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché te ne vanti come se non l’avessi ricevuto?
Voi siete già sazi, siete già diventati ricchi; senza di noi, siete già diventati re. Magari foste diventati re! Così anche noi potremmo regnare con voi. Ritengo infatti che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all’ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo dati in spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini.
Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi onorati, noi disprezzati. Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo percossi, andiamo vagando di luogo in luogo, ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.
Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli miei carissimi. Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri: sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo.

Parola di Dio
Riflessione

Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli miei carissimi”...
Caro Paolo... non darti pena... vergognarsi?... non ci sarà stato certo questo pericolo!!! Gonfi di orgoglio erano... gonfi di orgoglio sono rimasti!
E' strano, è passato tanto tempo, ma alla fine il comportamento umano non è cambiato. Gasarsi infatti è il “passatempo” preferito di tanti di noi... o forse è meglio dire, il nostro primo lavoro. Mi sa che questo settore non conosce crisi!!!
In una società come la nostra dove al primo posto c'è tutto tranne Dio, andare veramente controcorrente è una vera persecuzione e un tormento... e, come Paolo, si è costantemente calunniati e rifiutati, anche tra “credenti”. Diceva bene don Divo Barsotti: “Io non stupisco che siano pochi i credenti, ma mi stupisco che ce ne possano essere”.
L'ammonizione di Paolo non solo è molto dura.... diciamo pure che dovrebbe far vergognare tanti di noi. La sua ironia sottile e tagliente è straordinaria, ma non tutti purtroppo la comprendono.
Dalle sue parole si nota tantissimo la sofferenza e la delusione che tanti fratelli di Corinto, con la loro presunzione, gli hanno causato.
Quante volte abbiamo sofferto anche noi per questo motivo? Abbiamo offerto aiuto, abbiamo dedicato il nostro tempo, anche con qualche sacrificio e poi la persona beneficiata si scorda di dirti grazie. Non solo... parlerà anche male di te!!!
“Voi siete già sazi, siete già diventati ricchi; senza di noi, siete già diventati re. Magari foste diventati re! Così anche noi potremmo regnare con voi”.
Paolo non tace di fronte a tanta sporcizia e così, con le sue cesoie, mette a nudo il loro comportamento non tanto brillante. Le persone che oggi pensano una cosa e il giorno dopo un'altra... non sempre hanno la sindrome del “dottor Jekyll e mister Hyde”... ma sono semplicemente così perché non hanno capito che Dio è l'unica verità. Le persone cambiano idea così velocemente che quasi ti viene il capogiro. Oggi sei alle stelle... domani alle stalle!!! Per fortuna c'è il buon Dio... che non cambia mai idea. Era... E'... E sarà.
Quante volte anche noi ci siamo alleati con qualcuno per screditare un altro? Molte volte preferiamo andare dalla parte della maggioranza perché in qualche modo ci fa sentire più forti.
Si tende a frequentare un certo tipo di ambiente per così dire: ”bene”, gente ricca, figli di papà, gente istruita... deridendo chi non appartiene a queste cerchie. La realtà è che non c'è scuola migliore al mondo se non quella di Gesù, e a questa scuola noi dovremmo metterci in fila... perchè chi sceglie di andare con chi vive vantandosi per ciò che non è suo prima o poi finirà nelle tenebre. Di tutto ciò che abbiamo in questa terra dobbiamo ricordarci che non abbiamo nessun merito... quindi è assurdo gonfiarsi perchè prima o poi “qualcuno”, con un aghetto, penserà a farci fare “puff”... A questo proposito mi viene in mente un pensiero del Curato d'Ars: “Ecco dunque un tale che si tormenta, che si agita, che fa chiasso, che vuole dominare su tutti, che si crede qualche cosa, che sembra voler dire al sole: “togliti di là, lasciami illuminare il mondo al tuo posto!...” Un giorno quest'uomo orgoglioso, sarà ridotto tutt'al più ad un pizzico di cenere che sarà portata via di fiume in fiume... fino al mare”.
Paolo poi elenca tre qualità che un vero discepolo di Cristo deve possedere: Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo...
Allora preghiamo il buon Dio di rafforzare sempre la nostra fede, in modo da vedere almeno un po' con i Suoi occhi. Diceva bene San Giovanni della Croce: “Ciò che è più chiaro e vero, è per noi più oscuro e incerto. Per questo lo evitiamo, e invece è ciò che ci conviene; al contrario, cerchiamo ciò che brilla e riempie i nostri occhi, e lo desideriamo, essendo il peggio per noi perché ci ostacola ogni passo”.
Caro Gesù, io ti ringrazio di vero cuore per tutto ciò che ho e per tutto ciò che non ho. E quando ogni tanto, dico quella parola pessima: "non è giusto"... mollami un ceffone!!! Perchè nel momento in cui pronuncio questo dentro di me, evidentemente penso di meritare di più.
Pace e bene