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sabato 25 ottobre 2014

COMMISSIONE IN PARADISO ...... “Vada a Lourdes”



Padre Cristoforo, sacerdote e religioso dall'anima ardente, non aveva che un sogno: parlare con Dio e parlare di Dio ai fratelli. I giovani da portare a Gesù erano i suoi prediletti. Predicatore e di­rettore spirituale appassionato, nessuno poteva fermarlo nella sua missione. Ma in quegli anni, i Superio­ri gli avevano affidato un incari­co conventuale che gli rendeva quasi impossibile assentarsi an­che per breve tempo dal conven­to. Non pensava minimamente ad uscire, neppure di andare a Lourdes. La sua "obbedienza" lo voleva là. Punto e basta. Un giorno, però, fu chiamato in parlatorio. Una signora che P. Cristoforo non conosceva affat­to, gli disse: "Reverendo, lei è stato scelto come Padre Spiri­tuale di un treno di malati che vanno a Lourdes dalla nostra città". "Ma come è possibile? E chi gliel'ha detto? Io non ne so nulla". "Padre, non si stupisca troppo, adesso lo sa". "Mi oc­corre il permesso del mio Padre Provinciale". "E il suo Padre Pro­vinciale che mi manda da lei". "E chi mi dà il denaro?". "È già tut­to pagato. Deve solo venire alla nostra riunione organizzativa. Non manchi: l'aspettiamo". Il buon Cristoforo era traso­gnato. "Chi l'aveva mandata quella tale? E che cosa c'entra­va lui, povero frate? Possibile che lo voglia il P. Provinciale? Queste donne ne combinano sempre una!". Così brontolava, ma informatosi apprese che pro­prio il suo Provinciale lo man­dava a Lourdes. Non c'era che da ubbidire. Al­la data fissata, Padre Cristoforo, valigetta e breviario in mano, il cuore in festa, salì sul treno dei malati e parti. A Lourdes la Ma­donna lo attendeva.




Un aviere ammalato

Mentre i barellieri portavano i malati al treno, una donna pian­gente si avvicinò a P. Cristoforo: accompagnava alla partenza il fi­glio molto malato. Si chiamava Giovanni e faceva, quando stava bene, l'aviere. Il ragazzo era ca­duto atterrando con l'aereo: al­cune costole si erano fratturate colpendo i polmoni e riducen­dolo quasi in fin di vita. Ora si recava a Lourdes a chiedere la guarigione. Quella mamma in pianto si ri­volgeva al Padre e gli racco­mandava il suo "bambino". Pa­dre Cristoforo strinse subito a­micizia con il giovane. Il treno partì. Lungo il viag­gio preparò il malato con la Con­fessione a presentarsi alla Ma­donna. Giovanni si confessò co­me un santo... Giunto a Lourdes era in uno stato pietoso: la mor­te per lui non era più lontana. Nel pomeriggio, mentre i ma­lati erano in attesa della Benedi­zione Eucaristica, il Padre fu chiamato: "Venga, presto, Gio­vanni chiede di lei. Sta moren­do...". Arrivò subito, e per otto ore consecutive assisté il giovane. Gli ammistrò i sacramenti: Gio­vanni, sereno, si incamminava davvero verso la sua ultima ora sulla terra. Disse: "Padre, sono contento. Oh, se ci fosse qui la mamma! Ma non fa nulla, c'è lei, c'è Gesù con me. Non ho paura. C'è la Madonna che mi sostiene. Quando tornerà a casa, dica alla mamma che la Madon­na mi ha accolto in Paradiso". "Giovanni - gli rispose il Pa­dre - ora sei tutto puro. Gesù ti ha purificato da tutte le tue mi­serie. Il Paradiso è a un passo da te. Presto vi entrerai, vedrai il tuo Dio, lo contemplerai per sem­pre. Non ci sarà più pericolo di perderti. La Madonna ti porterà Lei stessa da Gesù". Il volto di Giovanni si fece ancora più luminoso, più bello, come quello di un bambino: "Padre, consoli la mia mamma. Le dica che non pianga se non mi vedrà più su questa terra. Ci ri­vedremo in Cielo. Lassù l'atten­do. Attendo anche lei, Padre! Sta­remo insieme in eterno!".


“Parlane alla Madonna”

In quel momento P. Cristofo­ro confidò al moribondo un cruc­cio che aveva in cuore: "Per­mettimi che io ti chieda un favore appena entrerai in Paradiso. Qui nel nostro pellegrinaggio, ci so­no due persone che sono venute a Lourdes come per un viaggio di piacere. Non pregano. Non si sono accostate ai Sacramenti. Co­me io ti ho promesso di parlare di te alla tua mamma, appena ar­riverò nella nostra città, promet­timi anche tu che chiederai alla Madre del Cielo che converta queste due anime. Saranno que­ste due conversioni il segno che tu sei arrivato in Paradiso". "Sì, Padre, lo farò, ne sia certo". "Ma mi hai capito bene? Vo­glio che tu chieda la grazia del­la loro conversione e che tu me la faccia conoscere... "Ho capito perfettamente. La Madonna mi esaudirà". Ormai Giovanni non percepi­va più altre parole. Chiuse gli occhi, mentre P. Cristoforo rac­comandava la sua anima a Dio. Benedisse il corpo esanime del giovane, poi fu costretto dai di­rigenti del pellegrinaggio ad an­darsene a riposare. Mentre si al­lontanava, giunse verso di lui u­no dei due medici in servizio presso i malati. Chiese notizie di Giovanni. Il Padre gli rispose: "È morto da pochi minuti". Pro­prio in quel momento, si ricordò che era proprio quello uno dei due "fratelli" affidati al giovane. Lo chiamò: Dottore, mi permet­ta una parola. Lei è qui a Lour­des, fà un gran servizio ai nostri malati, ma... mi sembra che non abbia ancora pensato a Dio, alla sua anima... "E vero, Padre, - gli rispose il medico - ma stasera verrò da lei: mi confesserò e comincerò una vita nuova". Alla sera venne davvero. Pa­dre Cristoforo ascoltò la sua Con­fessione, raccolse commosso le lacrime del medico sulla sua po­vera vita, poi lo mandò riconci­liato con Dio, felice come un bimbo, a ricevere Gesù nella Co­munione. Era la prima conversione ot­tenuta da Giovanni l'aviere, ap­pena giunto presso la Madonna. Il Padre si mise alla ricerca della seconda pecorella smarrita: era l'altro medico del pellegri­naggio. Chiese di lui a tutti e sep­pe che per non annoiarsi in quel­la cittadina, "piena di malati, pre­ti e bigotti", era andato a fare u­na gita sui Pirenei. A tarda sera non l'aveva ancora trovato. L'in­domani mattina, P. Cristoforo pregava presso la Grotta. Ad un tratto, alzando gli occhi, vide un signore accostarsi a lui: era il medico che aveva cercato: "Pa­dre, lei ieri voleva parlarmi? io sono il dottor XY...". "Oh, sì, desideravo parlarle, ma non qui". Il medico lo guardò fisso, con aria di chi interroga. Poi, sorri­dendo, gli disse: "Forse ho capi­to. Oggi, oggi stesso, sono stato a confessarmi e ho ricevuto già la Comunione. Prima ero un di­sperato. Adesso sono sereno. Ho ritrovato Cristo". Dunque anche il secondo me­dico si era già convertito. In quel momento, Padre Cristoforo vide i cieli aperti e, nella gloria del Paradiso, la Madonna che ave­va ottenuto il ritorno a Dio di due anime tanto lontane. L'a­viere dunque era arrivato in Pa­radiso ed aveva eseguito in mo­do mirabile la commissione che il Padre gli aveva affidato pres­so la Madre della Misericordia...