mercoledì 5 novembre 2014

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 15, 1-10 - Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte.

Lc 15, 1-10
 
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Parola del Signore
Riflessione

Certo che se Gesù avesse frequentato la scuola dei “ragionieri” sarebbe stato un alunno sempre rimandato a settembre!!! La matematica mi sa, non era il suo forte! E io dico: meno male!!!
Le parabole della pecorella smarrita e della donna che perde la monetina ci offrono un messaggio molto rassicurante. Noi tutti agli occhi di Gesù siamo unici e preziosi, e Lui non permetterà mai che nessuno di noi vada perduto senza prima aver tentato il possibile e l'impossibile per salvarci. Grazie Gesù...
La misericordia del buon Dio però, non dobbiamo tenercela per noi, ma, seguendo il Suo esempio, dobbiamo usare la stessa misericordia con il prossimo che Lui ci mette accanto. Solo così potremo cambiare una società in cui i disprezzati e i dimenticati sono messi al margine, e chi soffre nello spirito viene etichettato come “esagerato”.
E' molto comodo frequentare le persone simili a noi, che pensano come noi, che vivono come noi e che si vestono come noi... Se ci reputiamo bravi cristiani dobbiamo fare molta più attenzione alle persone che, per motivi che noi non conosciamo, hanno comportamenti, idee e situazioni diversi.
Ma nella realtà, cosa succede tra i cristiani? Oltre a puntare il dito verso le pecorelle “perdute”, si è gelosi del fatto che il buon Dio abbia messo gli occhi proprio su di loro e le abbia colmate di grazie. E allora si mormora come facevano gli scribi e i farisei... «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Succede poi che chi pensa di essere giusto si dà la zappa sui piedi... perchè Gesù dice: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori" (Mc 2, 17). Quindi... a buon intenditor poche parole!!!
Il nostro crederci chissà chi non fa altro che impedire al buon Dio di agire. Gesù ha bisogno di amici che si facciano piccini, piccini... di grande, c'è già Lui... basta e avanza!!! La Sua grande specialità è quella di fare dei Santi da delle pietre toste...
Proviamo allora, noi cristiani, a essere più uniti ed evitiamo di sbarrare la porta di Cristo ai nostri fratelli più deboli, perché, come guardiano, Dio ha già assunto San Pietro... cerchiamo di stare al nostro posto, che è meglio!!! San Paolo scriveva: “...amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda” (Rm 12, 10).
Tutti siamo peccatori... tutti siamo pieni di miserie e tutti abbiamo bisogno di molta Misericordia. Tutti...
Io continuo a ringraziare il mio amico Gesù perché è stato un pastore premuroso e, grazie alla Sua lacuna in matematica, mi ha salvato la vita; questo mi ha insegnato che ora ho una grande responsabilità, perché non posso più esimermi dall'andare anch'io alla ricerca della pecorella smarrita... devo essere sempre pronta ad accogliere tutti e amabile con tutti, devo evitare di etichettare senza carità i fratelli meno fortunati di me; devo impegnarmi a pregare perché Lui continui a cercare e a salvare altre pecorelle che si trovano ora dove un tempo ero io.
Pace e bene

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