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sabato 15 novembre 2014

SANTA GERTRUDE DI HELFTA di Don Giuseppe Tomaselli



Eisleben, Germania, ca. 1256 - Monastero di Helfta, Germania, 1302

INTRODUZIONE
Ricevetti una lettera spedita dall'Abbadessa del Monastero " Romite Ambrosiane ", dimorante al Sacro Monte di Varese.
Mi fece meraviglia quella lettera, perché spedita da persona a me ignota. Il contenuto era: Reverendo, Le mando un volume importante, perché credo che nelle sue mani potrebbe essere utile.
Mi pervenne il volume dal titolo "L'Araldo del Divino Amore", cioè "Santa Geltrude".
Dopo averlo letto ed averne constatato la preziosità, pensai: L'Abbadessa avrà avuto una santa ispirazione per inviarmi il volume.
Anch'io ebbi un' altra ispirazione: scrivere un libretto popolare per fare conoscere Santa Geltrude, chiamata "La Grande", degna di paragonarsi, secondo il giudizio de' Teologi, a Santa Teresa D'Avila.
Il titolo del libretto "L'Araldo del Divino Amore" significa che la Santa è stata scelta dal Signore come canale dei tesori divini a vantaggio delle anime.
Il volume contiene cinque libri. Nella esposizione della materia per il libretto che intendo comporre, spero essere fedele a quanto già è stato pubblicato nel volume sopra indicato.


INFANZIA
Sono tre le Sante che portano il nome di Geltrude, ma quella di cui trattiamo è Santa Geltrude La Grande, detta anche Santa Teresa della Germania.
Nacque il 6 gennaio 1256 ad Helfta (Sassonia). Ancora bambina rimase orfana di padre e di madre. Ormai è conosciuta la lodevole condotta delle Suore nell'accettare le orfanelle nei loro istituti.
La piccola Geltrude all'età di cinque anni fu ricevuta nel Monastero Cistercense di Helfta. Questo Monastero era in quel tempo un notevole centro di vita intellettuale e spirituale. Ammessa alla scuola, subito si distinse per vivacità e finezza d'intelligenza, sorpassando le compagne in qualsiasi ramo di studio.
La sorella dell'Abbadessa, che poi fu dichiarata Santa, di nome Matilde, era direttrice delle scuole del Monastero ed anche Maestra delle Novizie.
Santa Matilde ebbe una cura particolare di Geltrude, fino a disporla a divenire Suora.
GIOVANE SUORA
Geltrude era così avida di sapere, che per venti anni lo studio era diventato la sua occupazione preferita; cosicché all'età di venticinque anni aveva una grande istruzione Provava il suo diletto nello studio delle lettere, della filosofia, del canto e delle arti belle.
Quantunque fosse Suora e vivesse nel Monastero da vera Suora, la sua vita spirituale s'intiepidì nella pratica degli esercizi spirituali.
A Suor Geltrude, sebbene fosse tiepida spiritualmente per il troppo attaccamento allo studio profano, Dio, siccome voleva attuare su di lei dei meravigliosi disegni spirituali, le venne in aiuto per mezzo di una forte crisi spirituale. Era necessaria questa crisi per farla uscire dallo stato di tiepidezza ed introdurla nella via dell'ardente fervore spirituale. La crisi durò parecchie settimane.
Suor Geltrude cominciò a provare un'angosciosa mestizia; si sentiva sola, sperduta ed avvilita. Non sapeva come uscire da quello stato.
Non trovando più soddisfazione alcuna in ciò che non tendeva a Dio, stabili di darsi generosamente a Dio e di trovare il suo diletto nell'amore divino.
PRIMA VISIONE DI GESÙ
Dopo questa risoluzione venne nell'anima sua la serenità ed il conforto. Essendo cessata la tiepidezza ed incominciato il vero fervore spirituale, Geltrude il 27 gennaio 1281, quando contava ventisei anni, ebbe la prima visione di Gesù.

La Santa così riferisce questa prima visione:
Avevo ventisei anni ed era la seconda feria (giorno benedetto per me) che precedeva la vigilia della festa della Purificazione della Madonna. Era sera, dopo Compieta, e Gesù venne a dissipare le tenebre che mi circondavano; cominciò a placarsi il turbamento, che già da un mese stava nel mio cuore. Quella crisi era destinata a rovesciare la fortezza della mia vanagloria e della curiosità letteraria e scientifica, che io avevo innalzato nel mio insensato orgoglio, benché portassi il nome e l'abito di Suora. Pertanto, nell'ora sopra detta, stando in mezzo al dormitorio, vidi davanti a me un Giovane splendente di grazia e di bellezza; poteva avere circa sedici anni ed il suo aspetto era tale che i miei occhi non avrebbero potuto ammirare nulla di più attraente. Con accento di grande bontà Egli mi disse: La tua salvezza non tarderà. perché ti consumi nel dolore?
Non hai un consigliere che possa calmare queste tue angosce? Io ti libererò; non temere di nulla. Detto questo, Egli prese la mia mano destra nella sua mano nobile e delicata; poi soggiunse: Ritorna finalmente a me ed io ti inebrierò al torrente dei piaceri divini.-Mentre così Egli parlava, scorsi tra lui e me una siepe lunga; la sua superficie era coperta di spine molto fitte. Questa siepe non mi permetteva di passare per stare a fianco di Gesù. Ero titubante, quando Egli stesso, tenendomi la mano, mi sollevo senza difficoltà e mi pose al suo fianco. Scorsi allora su quella mano una sacra Piaga. Da quel momento la mia anima ritrovo la serenità ed incomincio a gustare le dolcezze dell'amore divino.-
Dopo questa visione Geltrude venne trasformata da intellettuale a spirituale; lasciò lo studio profano e si dedico allo studio della Sacra Bibbia, agli scritti dei Santi Padri ed allo studio della Teologia. Divenne così istruita sulle questioni religiose da divenire consigliera a molte persone, che andavano a trovarla nel Monastero.
Scrisse anche libri spirituali, ricchi di grande soavità per il suo stile di scrittrice chiaro e convincente. Nel parlare era dolce e penetrante, persuasiva ed efficace; in taluni ispirava sincero pentimento dei peccati; in altri ispirava la luce per conoscere Dio e ad altri dava sollievo e conforto; in molti accendeva la fiamma del divino amore.

PROFONDA UMILTÀ
Le apparizioni di Gesù e della Madonna cominciarono a moltiplicarsi e Geltrude veniva istruita larghissimamente da tutto ciò che Gesù e la Madonna le manifestavano.
Il dono delle visioni potrebbe fare insuperbire le anime deboli nella virtù. Gesù, per attuare i suoi disegni in un'anima privilegiata, vuol trovare in essa una profonda umiltà. Con questa virtù si ha nel cuore la vera sorgente di ogni grazia.
Tra le virtù di Geltrude primeggiava quella dell'umiltà. Essa si stimava indegna dei doni di Dio e diceva a se stessa: Sono una grande peccatrice e mi meraviglio che la terra mi sostenga peccatrice come sono. Non voglio che gli altri conoscano i doni ed i privilegi di cui Dio mi ha arricchita -.
IL LIBRO
Dio si degno manifestare la sua volontà, che cioè venisse pubblicato un libro riportante quanto di straordinario avveniva in lei.
Geltrude era alquanto restia, pensando quale utilità avrebbe potuto avere tale libro. Gesù le disse: Molte anime, sentendo la narrazione dei privilegi a te accordati, potranno desiderarli e per esserne degne si sforzeranno di correggersi dei loro difetti. Io ho posto in te tale abbondanza di grazie da doverne esigere frutti copiosi.-
Quando questo libro fu terminato, Gesù apparve a Geltrude. Egli teneva il libro stretto al cuore e disse: Stringo il mio libro al petto, perché tutte le parole che contiene siano penetrate della dolcezza della Divinità. Chi leggerà questo libro con devozione, ne ritrarrà frutti di eterna salvezza.-
Gesù, stendendo la mano, traccio sul libro il segno della Croce ed aggiunse: La persona che ha scritto il mio libro, ha fatto opera a me così gradita, come se mi avesse circondato di tanti flaconi di profumo, quante sono le lettere ivi tracciate. Mi piace specialmente nel mio libro la dolcezza inesprimibile del divino amore. Renderò feconde tutte le parole del libro, perché è stato scritto sotto l'influsso del mio Spirito. Chiunque vorrà leggere queste pagine col desiderio del mio amore, lo terrò a me vicino. Ma chi oserà falsare il senso del libro, lo tratterò come un insolente e lo confonderò con la mia forza divina.-
La Santa fece l'offerta del libro a Gesù, dicendo: O Cristo Gesù, che sei la sorgente delle luci eterne, Ti offro in questo libro il nettare prezioso della tua bontà infinita. Te l'offro come adeguato ringraziamento per tutta la felicità che mi hai data, dai e darai in avvenire a coloro che leggeranno queste pagine. Te l'offro come una degna soddisfazione per tutte le colpe che la meschinità della mia intelligenza, il mio scarso zelo, la mia inesperienza mi hanno fatto commettere in questa esposizione così imperfetta dei tesori nascosti che mi hai affidati, affinché io li rivelassi per il bene del prossimo. Te l'offro in espiazione degli oltraggi e dei disprezzi che i cattivi fanno alla tua bontà infinita. Vedendo, o Gesù, Dio del mio cuore, che Ti sei degnato scegliermi per fare conoscere grazie così sublimi, pur essendo io un vile atomo, o meglio, la spazzatura del mondo, e considerando pure che nella miseria nulla posso darti in compenso, Ti offro il mio povero cuore.-
RICHIAMO AL SACERDOTE
L'Eucaristia è mistero di Fede, Gesù Sacramentato è il centro dell'amore divino.
Santa Geltrude, che con tanto amore e frutto faceva la Comunione, desiderava che tutte le altre anime si comunicassero con frequenza. Un Sacerdote, che era Rettore del Monastero, nelle prediche si dimostrava contrario alla Comunione frequente, facendo rilevare che le anime d'ordinario per i loro difetti non possono dare gioia a Gesù ricevendo la Comunione; cosicché tante Suore del Monastero erano sfiduciate e timorose di comunicarsi e tralasciavano con frequenza la Comunione.
La Santa chiese a Gesù: Signore, quando mi comunico, che cosa avviene? - Gesù rispose: Mi do a Te come mi sono dato alla mia Santissima Madre. -
Insistette la Santa: Ieri le Consorelle Ti ricevettero con me; oggi nessuna ha fatto la Comunione. Ti chiedo, Gesù, se Tu approvi il metodo austero di quel Sacerdote.-
Rispose Gesù: Le mie delizie derivano dallo stare con i figli dell'uomo. Per contentare il mio amore, ho istituito il Sacramento Eucaristico ed ho voluto che le anime mi ricevessero con frequenza. Se dunque qualcuno, con pubbliche istruzioni o con privato consiglio allontana dalla Santa Comunione un'anima che non è in peccato mortale, impedisce ed interrompe le delizie del mio Cuore. Eccoti un esempio: Se un principino, che è sotto la cura di un precettore, si compiacesse grandemente di parlare e di giocare con fanciulli poveri, di bassa condizione, non resterebbe dispiaciuto se il suo precettore lo riprendesse duramente e cacciasse i poveri contadinelli, sotto il pretesto che la dignità di un giovane principe non permette simili giuochi in compagnia di gente povera?-
Allora la Santa soggiunse: Se quel Sacerdote predicatore mutasse opinione e condotta riguardo alla frequente Comunione, non perdoneresti le sue esagerazioni? -
Non solo lo perdonerei subito, ma resterei grato di tale mutamento. -
RAPPORTI EUCARISTICI
Un giorno Geltrude si avanzava verso l'Altare per comunicarsi e domando al Signore di preparare Lui stesso la sua anima a ricevere degnamente la Santa Ostia per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime del mondo intero. Gesù si chino verso di lei ed impresse sull'anima sua un soavissimo bacio, dicendo: Io col mio bacio divino ti regalo la santità della mia Umanità e della mia Divinità, affinché ti serva di preparazione e possa tu venire degnamente a ricevermi.-
Il giorno dopo, mentre ella ringraziava di un tale beneficio, Gesù la prese fra le sue braccia e la presento all'Eterno Padre, il quale molto si compiacque di quell'anima presentata dal Figlio suo.
Un'altra volta durante la Santa Messa ricevette da Gesù questa luce: Tutte le volte che una persona assiste alla Santa Messa, unendosi a Gesù che s'immola sull'Altare, l'Eterno Padre la guarda con la stessa compiacenza dell'Ostia Santa.
Geltrude chiese ancora: Se una persona cadesse in qualche mancanza veniale, si spegnerebbe in esse la luce divina? - No, Figlia mia, perché chi commette qualche mancanza non grave, pone, per cosi dire, l'ombra di una nube tra essa e la mia misericordia.
Un altro giorno, dopo avere ricevuta la Santa Comunione, Geltrude rifletteva sulla vigilanza con cui bisogna custodire la lingua per evitare qualsiasi peccato, essendo proprio la lingua che ha il grande onore di ricevere il Corpo di Gesù.
Fu illuminata da Gesù con questo paragone: Se qualcuno non sta attento per evitare parole bugiarde, immodeste o maldicenti, e senza averne fatto penitenza si accosta a ricevermi, costui mi accoglie come farebbe una persona che, aprendo la sua casa ad un ospite, gli rovesciasse addosso un mucchio di pietre. -
In altra occasione, dopo essersi comunicata, vide Gesù sotto figura di un pellicano, il quale, come si suole rappresentare, si apre il petto col becco per dare il suo sangue ai suoi piccoli. Cosi la Santa comprese molto meglio l'immenso amore che Dio porta alle sue creature.
Un altro giorno, mentre faceva il ringraziamento alla Comunione, la Santa disse a Gesù: Tu mi hai invitato al tuo Sacro Banchetto ed io sono venuta cantando le tue lodi. Le fu risposto: Sappi che io ti desideravo con tutto l'amore del Cuore.-La Santa soggiunse: Quale gloria e quale gioia può ridondare alla tua Divinità, dal fatto che con la mia lingua indegna, ho accolto il tuo Immacolato Sacramento -
Il dolce Gesù soggiunse: L'amore che si porta a persona amica, fa trovare un incanto speciale in tutte le sue parole; così la mia tenerezza mi fa gustare nel cuore di chi mi riceve amorosamente, tali gioie che non si possono né supporre né provare.-
IL CROCIFISSO
Santa Geltrude comprese l'importanza della devozione alla Passione di Gesù e si convinse che qualsiasi anima, benché molto tiepida nella devozione, potrebbe ottenere favori celesti meditando con amore i patimenti di Gesù.
Un venerdì rimirava il Crocifisso e fu penetrata di dolore e di amore. Ella disse fiduciosa: Amatissimo Salvatore, quanto hai sofferto per la mia salvezza ed io oggi, che è venerdì, ho pensato poco alla tua Passione. -
Gesù le rispose: Dall'alto della Croce io ho supplito alle tue negligenze.-
Afferma la Santa: Appena l'anima negligente ha formulato un solo pensiero guardando il Crocifisso, rimpiangendo i dolori di Gesù, lo stesso Gesù offre a Dio Padre la soddisfazione per essa. -
Un altro giorno, mentre Geltrude contemplava il Crocifisso, comprese che l'anima, guardando amorosamente il Crocifisso, merita che Dio rivolga con bontà il suo sguardo verso di lei. Sotto l'influsso del medesimo sguardo divino, l'anima diviene brillante come uno specchio, ove si riflette l'immagine del Salvatore. Quando una persona guarda il Crocifisso con devozione, deve pensare che Gesù le dica: Ecco, come io ho voluto soffrire per te! Il mio Cuore è così amante del tuo, che, se per salvarti fosse necessario, sopporterei volentieri per te sola un'altra volta la Passione. -
GESÙ CROCIFISSO INSEGNA
Un giorno, mentre era immersa nella considerazione dei patimenti di Gesù, comprese che le preghiere o le meditazioni che hanno qualche relazione col mistero della Croce, portano all'anima maggiore frutto degli altri esercizi spirituali.
- Infatti, dice la Santa, come è impossibile maneggiare la farina senza impolverarsi, così l'anima non può meditare la Passione senza trarne qualche vantaggio. -
Geltrude vicino al letto teneva il Crocifisso. Una notte esso si animò come stesse per cadere e si chino su di lei. Geltrude prese la sacra immagine, se la strinse al cuore e la coperse di carezze e di baci
Gesù le insegno che l'anima deve uni re tutte le sue pene e difficoltà alla sua santissima Passione. Se il numero e l'intensità dei suoi mali la portano all'impazienza, deve ricordare la dolcezza del Cuore di Gesù, che simile a mansueto agnello, si è lasciato prendere e crocifiggere senza emettere lamento. Se qualcuno sta per vendicarsi del male ricevuto, ricordi la generosità del Salvatore del mondo, che mai rese male per male e non fece vendetta per gli oltraggi ricevuti; anzi in cambio degli atroci dolori che gl'inflissero i suoi nemici, li riscatto con le sue sofferenze e con la sua morte. Se taluno sente odio verso i suoi nemici, pensi con quale amore Gesù pregava sulla Croce per coloro che l'avevano crocifisso
Geltrude chiese ancora: Gradisci, o Gesù mio, l'amore che si porta all'immagine della tua Croce? - Io l'accetto con profonda gratitudine. Però tutte le prove di amore e di rispetto prodigate al Crocifisso non possono farmi piacere, se non si cerca nello stesso tempo di imitare gli esempi della mia Passione. -
I CHIODI DELLA CROCE
Scrive la Santa nel suo libro "Araldo del Divino Amore":
Il secondo anno dopo la mia conversione, trovai in un libro la seguente preghiera: "Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio Vivente, dammi di aspirare al possesso di te, di dirigere verso di te, felicità suprema, tutti i palpiti del mio cuore, scolpisci col tuo Sangue nel mio cuore le tue Piaghe, affinché io possa leggervi i tuoi dolori ed il tuo amore. Fa' che la memoria delle tue ferite mi sia sempre presente nel segreto del cuore. Fa' altresì che ogni cosa creata sia per me cosa spregevole e che tu solo sii dolce al mio cuore". Questa preghiera mi piacque e la recitai con frequenza. In un dato momento, mentre stavo meditando la suddetta preghiera, compresi che Dio mi esaudiva, cioè che Gesù mi avrebbe impresse nel cuore le stimmate adorabili delle sue Sante Piaghe. Infatti, sentii nel mio spirito i segni ed i dolori delle cinque Sante Piaghe. -
Un venerdì Geltrude, dopo aver passata l'intera notte in preghiera, si ricordo di avere tolto i chiodi del Crocifisso, per porvi boccioli profumati di garofano. Chiese pertanto a Gesù: O mio diletto Signore, cosa hai tu pensato quando con atto tenerissimo tolsi i chiodi dalle ferite dei tuoi piedi e delle tue mani, per porvi fragranti bocciolini? - ale prova d'amore mi ha così consolato che ho diffuso sulle piaghe dei tuoi peccati il balsamo della mia Divinità. -
Geltrude insistette: Mio Gesù, accorderai lo stesso favore a tutti coloro che ti onoreranno in questo modo? -Non a tutti, ma solamente a coloro che compiranno questo atto con lo stesso tuo amore; pero grande sarà la ricompensa anche per le anime che non ti uguaglieranno in fervore e devozione -
A tali dolci parole, Geltrude prese il Crocifisso, lo coperse di teneri baci e lo strinse al cuore.
LA MADRE DI GESÙ
Geltrude era stata avvisata che avrebbe dovuto sopportare un'avversità per crescere in merito. La Santa era timorosa di affrontare le avversità perché si sentiva fragile.
Gesù ne ebbe compassione e le diede sua Madre, l'augusta dispensatrice delle grazie, per sopportare generosamente le tribolazioni. Egli voleva che, se la sofferenza le avesse stretto l'anima al di sopra delle sue forze, subito si rivolgesse alla Madre della misericordia, la quale immediatamente le avrebbe accordato soccorso.
Poco tempo dopo Geltrude si trovò immersa nella desolazione più tormentosa. Ricorse con fiducia alla Consolatrice degli afflitti e fu senz'altro sostenuta.
LODARE LA REGINA DEL CIELO
Un'altra volta Geltrude, prima di cominciare la meditazione, prego Gesù d'indicarle il soggetto più adatto della meditazione per il bene dell'anima sua ed ebbe questa risposta: Tieniti vicino alla Madre mia, che è qui al mio fianco, e onorala con lodi ferventi.-
Allora Geltrude saluto la Regina del Cielo, dicendo: Paradiso di delizie, io Vi lodo con tutto il cuore, perché siete stata gradevolissima abitazione del Figlio di Dio, il quale, conoscendo tutte le creature, si è degnato di sceglierVi per sua dimora. Vi prego di accordare a me un cuore adorno delle vostre stesse virtù, affinché Dio si possa compiacere di abitare nel mio cuore. -
La Beatissima Vergine s'inchinò verso Geltrude in atto di piantare nel suo cuore la rosa della carità, il giglio della purezza, la viola dell'umiltà, il girasole dell'ubbidienza. In tal modo la Santa riconobbe che la Madre di Dio è sempre pronta ad esaudire le preghiere di coloro che l'invocano con fiducia.
ISTRUZIONI
Finora abbiamo esposto gli argomenti con un certo ordine. Ora verranno esposti tanti insegnamenti, che la Santa ha ricevuto da Gesù, di varie specie. Secondo il parere dell'autore, quanto verrà esposto in seguito è la parte più utile di tutto il libretto.
PAZIENZA DI GESÙ
Tutti abbiamo difetti nella vita spirituale. Ci si domanda come Dio possa avere tanta pazienza nel sopportare le nostre colpe.
Geltrude era turbata per avere commesso un fallo a motivo della vivacità del suo carattere. Si meravigliava di quanto sentisse nell'anima e fece questa preghiera: Mio Dio, Ti ringrazio della visione che mi hai concessa, la quale mi è riuscita gradita ed utile. Tu mi hai fatto conoscere con quale pazienza aspetti per condurci alla correzione. Ti sei degnato di mostrarti a me sotto le sembianze di un pellegrino sfinito ed abbandonato da tutti e mi hai detto, per farmi meglio comprendere la lezione, queste parole amorose: -Se un povero malato, che si è con fatica trascinato al dolce raggio del sole, fosse ad un tratto sorpreso dal temporale, non troverebbe conforto sperando che presto il temporale finirà? Ebbene, anche io faccio così con le anime che mancano, aspettando che finalmente si ravvedano ed aspetto l'attimo benedetto in cui l'anima abbia il pentimento e si umilii.-
PROVE E MERITI
Gesù vuole arricchirci di meriti e permette delle prove dolorose nella vita per arricchirci di meriti per l'eternità.
Pero, conoscendo la debolezza umana, non permette che la prova superi le nostre forze.
Geltrude aveva delle infermità ed, essendo Suora, le costava molta fatica il seguire la comunità. Quando le Suore stavano nel coro per recitare il divino ufficio, la Santa, constatando la fatica che le costava, provava tristezza e scoraggiamento.
Un giorno la Santa disse a Gesù: Vorrei risparmiarmi certi sforzi a motivo della salute. Ma perché risparmiarmi così, dato che non ho più speranza di recuperare la salute?-
Gesù rispose: Quando tu con retta intenzione risparmi le forze e curi il tuo corpo, io ti resto grato come se tu donassi un necessario sollievo alle mie membra inferme ed io ti sono grato e ti ricompenserò secondo la grandezza della mia magnificenza.-
L'INSONNIA
La Santa aveva trascorsa una notte quasi interamente senza dormire, rimanendo stanca e svigorita. La mattina offri a Gesù la sua pena in eterna lode per la salvezza delle anime.
Il Signore, compatendo con bontà la sua sofferenza, le insegnò d'invocarlo in casi simili con questa preghiera:
O Gesù, per la tranquillissima dolcezza con la quale hai riposato da tutta l'eternità nel seno del Padre Celeste, per il gradito tuo soggiorno di nove mesi nel seno purissimo della Vergine, per le gioie che hai gustato nel cuore di anime particolarmente amate, ti prego, o Dio misericordioso, di degnanti non per mia soddisfazione, ma per la tua eterna gloria, di accordarmi un po' di riposo, affinché le mie membra affaticate possano rinvigorirsi. -
Rispose Gesù: Quando una persona si trova sfinita e priva di forze per l'insonnia, può rivolgermi tale preghiera. Se poi non la esaudisco ed essa sopporta la sua debolezza con umile pazienza, allora sarà accolta dalla mia divina bontà con gioia tutta speciale. Chi mi offre pazientemente la sua infermità notturna, quantunque la malattia e la veglia abbiano esaurite le sue forze, mi è assai più caro di colui che, avendo buona salute, passa l'intera notte in orazione senza risentire disagio. -
PURIFICAZIONE
Mentre la Santa recitava il sacro ufficio, alle parole bibliche " Santificatevi, figli d'Israele ", illuminata da Dio, comprese che se un'anima deplora le colpe che ha commesse e rimpiange di non aver compiuto tutto il bene che le era possibile, risoluta ormai di sottomettersi in tutto alla legge di Dio, appare agli occhi
di Gesù già purificata, come il lebbroso che fu purificato dallo stesso Salvatore, il quale disse al lebbroso: Voglio che tu sia purificato. -
VISIONE SIGNIFICATIVA
Geltrude comprese che il Figlio di Dio, essendo stato mandato per sollevare i tribolati, suole provare i suoi eletti con la sofferenza, per avere poi l'occasione di portarvi rimedio. In tale caso Gesù si avvicina all'anima, non toglie la prova che, pur spezzando il cuore, riesce meritoria, ma si applica a guarire nella fragile creatura ciò che può essere pericoloso o funesto.
In una visione vide Gesù avanzarsi su di una strada fiancheggiata da verdura e fiori, ma stretta e spinosa. Era difficile attraversarla. Davanti a Gesù apparve una Croce, che apriva il passaggio rendendo la via praticabile.
Gesù si rivolse con volto sereno verso coloro che camminavano dietro a lui ed invitava i suoi amanti a seguirlo, dicendo: Chi vuole seguirmi, prenda la sua croce e mi segua -.
Ascoltando tali parole, la Santa comprese che la croce di ciascuno è la sua tentazione o prova personale. Noi dobbiamo portare la nostra croce, soffrendo volentieri quanto di duro e di penoso ci presenta la volontà di Dio.
ASPIRAZIONI DI GELTRUDE
La Santa prima della Comunione si era abituata a ripetere queste parole: O Gesù, o eccellentissimo Re dei re, illustrissimo Principe! -
Una mattina chiese al Signore: O mio amatissimo Gesù, che farai di queste espressioni che mi ritornano così spesso alla mente ed alle labbra? -
Gesù le mostro una collana d'oro, composta di quattro parti. Geltrude comprese che la prima parte indicava la Divinità di Gesù Cristo; la seconda la sua Santissima Anima; la terza parte l'anima fedele riscattata col suo Divin Sangue; la quarta rappresentava il Corpo Immacolato del Salvatore.
Gesù fece notare che l'anima fedele si trovava fra l'Anima ed il Corpo di Gesù, per significare il vincolo d'amore col quale il Signore avrebbe unita a sé l'anima fedele. Poi Geltrude disse questa ispirata preghiera: - O vita dell'anima mia! Che gli affetti del cuore mio mi uniscano intimamente a Te! Che il mio cuore sia privo di vita, qualora amasse alcuna cosa senza di Te! Non sei Tu che dai ai colori la leggiadria, ai sapori la delizia, agli odori il profumo, ai suoni l'armonia, alle più care affezioni le loro attrattive e dolcezze? Si, Gesù! In Te si trovano i più deliziosi godimenti; da Te zampillano le grazie abbondanti della vita; verso di Te attrae un incanto irresistibile; per Te l'anima è inondata di santi affetti, poiché Tu sei l'abisso illimitato della Divinità. O Re dei re, o Sovrano supremo, Principe di gloria, Maestro dolcissimo, Protettore onnipotente, Tu sei la perla vivificante della dignità umana Creatore delle meraviglie, Consigliere di sapienza infinita, aiuto generoso, Amico fedelissimo! Chi si unisce a Te, gusta le più caste delizie, riceve le più tenere carezze da Te, che sei il più dolce degli amici, il più tenero dei cuori, il più casto degli zelatori! I fiori di primavera non più sorridono se si paragonano a Te, fiore dello splendore di Dio! O amabilissimo Fratello, o Adolescente pieno di grazia e di forza, o Compagno infinitamente caro, Ospite generoso, Albergatore munifico, che servi i tuoi amici come se fossero tanti re! Io rinunzio a tutte le creature per scegliere Te solo; per Te respingo ogni piacere; per Te supero ogni contrarietà; e dopo aver fatto tutto per Te, non voglio essere apprezzata da alcuno, ma solo da Te! Riconosco col cuore e con la bacca che sei il Creatore ed il Conservatore di ogni bene. Unisco i miei desideri e la mia devozione alla forza irresistibile delle tue preghiere, affinché per questa Divina unione io sia condotta alla vetta della più alta perfezione, dopo aver estinto in me tutti i movimenti della natura ribelle -.
Geltrude vide che ciascuna di queste aspirazioni brillava come perla incastonata in monile d'oro.
Un giorno recitava con grande devozione questa preghiera e le sembrava che Gesù ne provasse gioia immensa. Allora gli disse: O amatissimo Gesù, poiché questa preghiera ti è tanto gradita, voglio diffonderla, così molte persone potranno offrirtela a guisa di un gioiello d'oro -.
Gesù rispose: Nessuno può darmi ciò che è mio; sappi pero che, se qualche persona recita devotamente questa preghiera, otterrà la grazia di conoscermi meglio ed attirerà sopra di sè e riceverà nell'anima sua lo splendore della Divinità, come colui che girando verso il sole una piastra di puro oro, vede riflettere il fulgore dei raggi di luce -.
GRAZIA E RICAMBIO
Il Monastero, ove dimorava la Santa, era gravato di un grande debito. Geltrude pregava il Signore affinché venisse in aiuto. Gesù rispose: Cosa mi darete voi Suore in ricambio di questa grazia? Se ci fai questo grande favore, noi Suore potremmo servirTi con minore inquietudine e con maggiore devozione -.
Ma il Signore replicò: A me non interessa che mi serviate così; per me è indifferente vedervi applicate agli esercizi spirituali oppure ai lavori esterni. È l'intenzione che dà la misura del merito. Fare la mia volontà nella consolazione è come darmi dell'oro, ma compierla nella tribolazione è aggiungere all'oro lo splendore di una perla di alto pregio. Come il corpo è formato da diverse membra unite tra loro, così nell'anima i diversi sentimenti: il timore, la sofferenza, la gioia, l'amore, la speranza, ecc. Nel giorno della risurrezione, quando il corpo diventerà incorruttibile, ogni suo membro riceverà una speciale ricompensa per le opere compiute e per i lavori che avrà fatti per mio amore. L'anima poi avrà un premio particolare più sublime per l'amore con cui mi avrà servito per mezzo del suo corpo.
MERITO DELLA RASSEGNAZIONE
Una persona era gravemente ferita e soffriva assai. La Santa era commossa e pregava Dio di guarirla. Gesù le rispose: La guarirò ed ella otterrà un premio grande per il dolore sofferto. Chi sopporta per mio amore un dolore, viene santificato dalla parola che ho detto nel Getsemani: "Padre, se è possibile, passi da me questo calice"! Chi nella sofferenza ripete queste parole, acquista molti meriti ed una grande ricompensa -.
La Santa insistette: Ma Tu, Gesù, non preferisci quell'anima che ha una sofferenza e non cerca alcun ristoro?
Gesù spiego: Chi si rassegna nella sofferenza e chi nella sofferenza non cerca ristoro, ha due diversi sentimenti, e sono come due colori ben distinti, ma così belli che sarebbe difficile stabilire quale sia il migliore -.
AIUTARE I MALATI
È un atto di carità pregare per i malati. Geltrude un giorno supplico Gesù di dirle quale preghiera fare per un certo ammalato. Ebbe questa risposta: Basta che tu mi rivolga due brevi preghiere, ma con devozione. La prima preghiera è: Dire: - Conserva, o Dio, all'ammalato la pazienza. La seconda preghiera è: O Signore, fa' che secondo gli eterni desideri del tuo Cuore paterno ogni istante di patimento di questo infermo procuri la tua gloria ed accresca i suoi meriti per il Cielo. Ogni volta che ripeterai questa preghiera, i tuoi meriti aumenteranno con i meriti dell'ammalato. È come quando si mette una vernice fresca sopra una tela, affinché il dipinto brilli di nuovo splendore -.
VANTAGGIO DI UNA COLPA
Geltrude pregava per una persona che era afflitta perché non poteva correggersi del cadere in una mancanza. Gesù le diede questa risposta: Permetto tale prova per farle conoscere e detestare un difetto, in cui spesso cade, senza riuscire a correggersi. L'umiliazione che si prova per tale impotenza, cancella quasi interamente altri difetti, che quella persona non conosce. Chi scorge di avere una macchia sulla mano, si lava e così purifica le sue mani da ogni bruttura, cosa che non avrebbe fatto se non ci fosse stata quella macchia -.
SEGRETO DI MISERICORDIA
Ogni anno a Roma i fedeli usavano venerare il Santo Volto di Gesù nella seconda domenica dopo l'Epifania.
Santa Geltrude si preparo a questa pia pratica con una Confessione generale. In quel giorno baciava con affetto e devozione il Santo Volto di Gesù, implorando misericordia e perdono dei suoi peccati.
Poi Gesù le disse: Ora accetta la penitenza che ti do per riparare i tuoi peccati. Ogni giorno, per un anno intero, farai un'opera di carità come se la facessi a me stesso, in unione all'amore con cui mi sono fatto Uomo per salvarti ed all'infinita tenerezza con cui ho perdonato le tue colpe -.
Geltrude accetto di gran cuore e con riconoscenza; ma poi, ricordandosi della propria fragilità, disse: Se qualche volta trascurassi quest'opera buona quotidiana, cosa dovrei fare? -
Rispose Gesù: Come potrai tu trascurarla, se è così facile? Io non ti chiedo che un solo passo offerto a tale intenzione, un gesto di bontà, una parola buona detta al prossimo, un Requiem per i defunti, un accento di carità a favore di un peccatore o di un giusto. Di uno solo di questi atti sarà pago il mio Divin Cuore -.
Domandò la Santa: Potrebbero anche altri avere parte a tale privilegio, compiendo la medesima pratica? - Sì! - rispose Gesù. Quale dolce accoglienza faro al termine dell'anno a coloro che avranno coperto con tali atti di carità tante loro colpe! Quale felicità gusteranno coloro che avranno praticato questo esercizio per un anno o anche solo per un mese! Per loro è preparata in Cielo una grande ricompensa -.
DESIDERIO DI MORIRE
Nella festa di S. Martino, mentre si cantava l'Ufficio, Geltrude sentì, a proposito del Santo, queste parole: "Il Beato Martino conobbe l'ora della sua morte molto tempo prima di morire".
Allora la Santa disse al Signore: Quando, mio diletto Gesù, darai a me la stessa lieta notizia di morire? -
- Presto ti ritirerò da questa vita. Tale affermazione accrebbe nella Santa il desiderio di morire, per essere sempre intimamente unita a Gesù in Cielo.
Dopo alcuni giorni, ricevuta la Santa Comunione, Gesù le disse: Nel tempo che ti rimane di restare in terra, sforzati di procurare la mia gloria. Ora scegli quello che vuoi: o morire presto o rendere più bella la tua anima con la lunga malattia -.
La Santa rispose: Gesù, scegli tu stesso; si compia in tutto la tua santa volontà -.
In seguito si riaccese vivamente il desiderio di morire e prego il Signore di prenderla presto con sé.
Le fu risposto: Ti lascio ancora un poco su questa terra, perché dopo la morte l'anima non può crescere in merito, né lavorare per Dio. Non devi trascurare nulla per ben prepararti alla morte -.
Santa Geltrude chiese: Come faro a capire quando è giunta l'ora della morte, nulla quale mi toglierai dalla prigione del corpo? E Gesù replicò: Manderò due Angeli, i quali con le loro trombe d'oro faranno giungere al tuo orecchio un dolce canto con queste parole: Ecco lo Sposo che viene! Andategli incontro! -
OGNI COSA HA IL SUO TEMPO
Un giorno Geltrude implorò la misericordia di Dio per l'ora della sua morte. Disse a Gesù: Se Tu mi avessi tolta dal mondo quando tempo fa mi avevi promesso che presto sarei venuta a te, credo che sarei stata meglio disposta alla buona morte. Ma con tutto questo ritardo, sento di essere diventata tiepida e negligente -.
Ebbe questa risposta: Nelle sagge disposizioni della mia Provvidenza, tutte le cose hanno il loro tempo -.
La Santa si ammalo ed aveva molto da soffrire. Gesù le disse: Le tue forze, ormai sfinite, ti faranno capire che la morte è vicina ed allora ti darò un bacio soavissimo ed avrai il Sacramento dell'Estrema Unzione. Questo Sacramento penetrerà in modo così intimo l'anima tua, che quando mi disporrò a portarti in Cielo, tu sarai interiormente avvertita e l'anima tua trasalirà di allegrezza nell'attesa della mia venuta. Io verro a prenderti raggiante di gioia. Mi presenterò ai tuoi sguardi pieno di grazia, d'incanto, di delizie, col fascino della mia Divinità e della mia Umanità -.
LASCIA LA TERRA
In questo periodo di preparazione alla morte aveva presa l'abitudine di ritirarsi il venerdì da qualsiasi occupazione esteriore, adducendo il motivo che aveva bisogno di riposo e quindi non essere disturbata da nessuno. Faceva per se stessa quello che si usa fare con le persone che sono in agonia.
In uno di questi venerdì Gesù le mostro le felici circostanze che avrebbero accompagnato la sua morte. Schiere di Angeli e di Santi giunsero giubilanti nella camera dove essa giaceva a letto. In un angolo della camera venne anche una schiera di demoni sotto forma di rospi e di serpenti, ma non potevano fare nulla contro la Santa. Era presente anche il suo Angelo Custode e San Michele Arcangelo; era presente pure la Madonna. Gesù fece poggiare Geltrude sopra il suo Cuore.
Come il sole nel suo pieno calore assorbe e volatizza la gocciolina di rugiada, cosi il Figlio di Dio con la sua virtù divina attrasse l'anima fortunata di Geltrude, staccandola dalla terra ed introducendola in Cielo.
Era il 17 novembre 1302.
È preziosa al cospetto del Signore la morte dei suoi Santi.