lunedì 15 dicembre 2014

Beato Onorato (Venceslao) Kazminski Cappuccino (1829 – 1916) SACERDOTE PROFESSO DELL'ORDINE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI FONDATORE DI MOLTE CONGREGAZIONI RELIGIOSE - Beatificazione: 16 ottobre 1988 - Festa: 16 dicembre




ONORATO KOŹMIŃSKI nacque a Biała Podlaska, nella provincia di Siedlce in Polonia, il 16 ottobre 1829, dall'architetto Stefano Koźmiński e da Alessandra Kahl, coniugi di agiata condizione. Era il secondo di quattro figli. Al battesimo, ricevuto due giorni dopo, gli vennero imposti i nomi di Fiorentino, Venceslao, Johann, Stefano. Era però comunemente chiamato Venceslao. I suoi genitori lo educarono a una vita profondamente cristiana. Trascorse i primi undici anni in famiglia, frequentando le scuole elementari nel paese natale e poi continuando gli studi, dal 1837, nella scuola circoscri­zionale. Nel 1840 ricevette la cresima e nel maggio dello stesso anni si tra­sferì a Włocławek. Frequentò poi il ginnasio nel governatorato di Płock con­seguendo la relativa licenza. Ancora quindicenne, nel settembre 1844 iniziava gli studi di architettura all'Accademia delle Belle Arti di Varsavia.

L'influsso di un compagno negli ultimi anni di studi ginnasiali, l'azione anti-cattolica svolta dal governo, l'illuminismo razionalista e la morte del pa­dre il 2 novembre 1845 gli causarono una crisi di fede, per cui si proclamò ateo e svolse attività antireligiosa tra i compagni.

Il 23 aprile 1846, sospettato dalla polizia zarista di aver fatto parte di un complotto contro il regime, fu arrestato e rinchiuso nella « Cittadella » (pri­gione) di Varsavia, nel X reparto, dove finivano i candidati alla sentenza ca­pitale. Sua madre si precipitò a Varsavia e fece di tutto per strapparlo alla morte. In carcere Venceslao, oltre che dall'attesa tremenda, fu anche tormen­tato dal tifo. La crisi religiosa si acuì, ma con il lento ricupero della salute, tornò anche la fede.


Assolto per mancanza di indizi, il 27 marzo 1847 venne messo in libertà. Attribuendo la liberazione dal carcere alla preghiera di sua madre, tornò su­bito in famiglia per chiedere perdono alla mamma d'averla fatta tanto soffri­re. Riprese subito gli studi universitari a Varsavia e si diede ad una vita molto dura e povera. Laureatosi in architettura nel 1847, si immerse sempre di più nella ricerca del vero senso della vita. Dopo una confessione generale si decise di dare alla propria vita un indirizzo diverso: « Mi sembra dovero­so confessare che nella mia giovinezza sono stato un gran delinquente, per­ché offendevo apertamente e direttamente Iddio, l'ho rinnegato e mi sono comportato come se Egli non esistesse; sono giunto persino a combatterlo, tentando di strappare altri dalla fede, dichiarando che tutti avrebbero potuto sputarmi in faccia se un giorno mi avessero visto convertito ».

Ma così avvenne, la conversione fu radicale: « Nella festa dell'Immacolata del 1848 sono partito da casa mia per il convento e posso dire che soltanto la Madonna mi ha dato il coraggio necessario per abbandonare la mia mam­ma ammalata ».

L'8 dicembre 1848, lasciò a Włocławek la famiglia per entrare tra i Cap­puccini di Varsavia. Il 15 dicembre lasciò Varsavia per Lubartów, ove il 21 dicembre 1848 vesti l'abito religioso e assunse il nome di Fra Onorato da Biała. L'anno seguente, terminato il noviziato, il 18 dicembre emise la pro­fessione semplice. Nel 1850 fu trasferito nel convento di Lublino per lo stu­dio della filosofia e della teologia e qui, il 21 dicembre 1850, emise la profes­sione solenne. Nel settembre del 1851 fece ritorno a Varsavia, dove proseguì gli studi teologici. Ordinato sacerdote, il 27 dicembre 1852 a Varsavia, si diede subito ad un intenso lavoro pastorale svolgendo in pari tempo vari in­carichi nel suo ordine: segretario provinciale, definitore provinciale e guar­diano. Fuori del convento, padre Onorato fu presente nelle scuole, nei colle­gi, nei pensionati femminili per la lezione di religione. Si fece carico in mo­do speciale della società del Santo rosario e del Terz'Ordine Francescano, da cui dovevano poi uscire parecchie vocazioni religiose.

Con la collaborazione della Beata Maria Angela Truszkowska, il 21 no­vembre 1855, presiedette all'atto di fondazione della Congregazione delle Suo­re Feliciane (di S. Felice da Cantalice). Nel 1860 lo troviamo guardiano del convento di Varsavia. In quell' anno presiedette anche alla fondazione delle Monache Cappuccine. Quattro anni dopo, in seguito alla soppressione degli Ordini religiosi da parte del governo Russo (1863-1864), fu costretto a tra­sferirsi a Zakroczym. I documenti del tempo riferiscono che nel 1864 i con­venti soppressi furono centocinquantacinque, dei quali sette cappuccini. I su­perstiti vivevano come reclusi. Anche padre Onorato viveva sotto la rigida sorveglianza della polizia. Gli furono impediti i contatti con l'esterno ed egli, attraverso il confessionale, riuscì a compiere una feconda opera di direzione spirituale.

Per impedire che molte persone si recassero all'estero, per poter realizza­re la vocazione religiosa, pensò alla fondazione di Congregazioni « nasco­ste », cioè di religiosi e religiose che, restando nel mondo, vivessero senza abito religioso, con voti. Negli anni 1855-1895, P. Onorato, servendosi emi­nentemente del confessionale e della corrispondenza, fondò ventisei comunità religiose, dalle quali sorsero numerose Congregazioni. Oggi ne esistono diciassette, di cui tre con abito religioso e quattordici senza (due maschili e dodici femminili). In virtù di tale opera P. Onorato può essere chiamato un precursore degli istituti secolari. Con tale attività di fondatore contribui in misura notevole alla sopravvivenza della Chiesa in terra polacca. Nel 1867 iniziò a scrivere il « Diario spirituale ». Nel 1889 la nuova forma di vita reli­giosa da lui iniziata venne riconosciuta dalla S. Sede con il Decreto « Eccle­sia Cattolica ».
Nel 1892 l'autorità russa soppresse anche il convento di Zakroczym. P. Onorato, per evitare una sommossa del popolo già programmata per impedi­re il suo trasferimento, uscì di notte attraverso una porta segreta dal conven­to per trasferirsi in quello di Nowe Miasto, l'unica casa cappuccina rimasta disponibile nel regno della Polonia, camminando a piedi per ben centocin­quanta km. Qui visse gli ultimi ventiquattro anni della sua vita, tutto dedito alle sue Congregazioni, alla direzione spirituale e al confessionale, sempre af­follatissimo.

Nel 1895 venne nominato commissario generale per i Cappuccini di Po­lonia soggetti alla Russia e fu confermato nell'incarico nel 1908. Nel 1906 organizzò un pellegrinaggio nazionale al santuario mariano di Czestochowa con la partecipazione di oltre mezzo milione di persone.

Ormai la salute cominciava a declinare. Fin dal 1905, non potendo più dedicarsi al confessionale, per la sordità ed altre malattie, si applicò intensa­mente all'opera di scrittore e al contatto epistolare con le figlie e i figli delle sue Congregazioni. Sempre nel 1905, cominciò una forte azione dei Vescovi per sottoporre le sue Congregazioni alla loro direzione. Nei giorni 31 dicem­bre 1907 e 2 gennaio 1908 la Conferenza dei vescovi decise la riorganizza­zione delle congregazioni e il Papa S. Pio X l’approvò. Il 23 aprile 1908, il ministro generale dei cappuccini trasmise a padre Onorato la decisione della S. Sede della sua rimozione dalla direzione generale delle congregazioni ag­giungendo: « I tuoi meriti restano ». Padre Onorato accettò la decisione e il 1° maggio1908, inviando una lettera, invitò tutte le congregazioni ad obbedi­re. Egli diede per primo l'esempio, tenendosi completamente in disparte, an­che a costo di un grande sacrificio, ritenendo per se solo la direzione spiri­tuale, di sacerdote e confessore. Ciò nonostante nel 1911/12 la polizia zari­sta, scoprendo le Congregazioni nascoste, sottopose ad inchiesta il convento di Nowe Miasto e la stessa cella del padre Onorato.

Nel 1914 sopraggiunse la prima guerra mondiale. Una bomba colpì la chiesa del convento dove P. Onorato stava pregando. Ne uscì miracolosa­mente illeso. Il 16 dicembre 1916, consunto dall'età e dalle fatiche, dalle fre­quenti infermità e colpito da polmonite, morì santamente. Venne sepolto nel sotterraneo del convento di Nowe Miasto.

Il 10 dicembre 1975 le sue spo­glie furono traslate nella chiesa dello stesso convento.

Il 16 ottobre 1988 Onorato Kozminski e stato beatificato da Papa Gio­vanni Paolo II.


Articoli correlati per categorie



Nessun commento:

Posta un commento