Pagine statiche

domenica 2 agosto 2015

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 14,13-21 - Alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla


 


Mt 14,13-21
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Parola del Signore

Riflessione
Gesù, con il gesto di scendere dalla barca, mi fa capire che adesso è Lui la nuova e unica guida lungo il cammino del mio deserto. Si unisce a me, a noi, nella terra ferma, dove forse ci sentiamo più a nostro agio e più sicuri. Come se esistessero solo i maremoti!!! Diciamo pure che siamo sempre un po' timorosi di allontanarci dalla riva, abbiamo paura di fare il primo passo, di cambiare completamente sponda, abbiamo paura di rimanere coinvolti in una storia che potrebbe cambiare la nostra vita, i nostri schemi, il nostro modo di vivere, la nostra tranquillità... Gesù tutto questo lo sa, conosce i nostri limiti, le nostre miserie e per questo ci viene incontro, si mischia alla folla e ci nutre con la Sua Parola... si mise a insegnare loro molte cose”... con la Sua premura, con la Sua tenerezza, con il Suo amore, con la Sua compassione... perché erano come pecore che non hanno pastore”, si prende cura della nostra anima e del nostro corpo. Lui sa aspettare, conosce i nostri tempi, noi invece, molte volte siamo impazienti, vogliamo e pretendiamo tutto subito: da noi stessi e dagli altri. Non solo, in qualche modo, qualche volta ci comportiamo come i discepoli del brano di oggi che, con la scusa di farsi vedere buoni, e per convincere loro stessi che pensano al bene degli altri, chiedono a Gesù di liquidare la folla... "Sai, sono stanchi... sono affamati... il viaggio di ritorno è lungo...". E' il solito problema: quando non ci va di fare una cosa per mille motivi, invece di dirlo apertamente giriamo la frittata... "Sai, ti vedo stanco... forse e meglio vederci o sentirci un altra volta...". E' incredibile, quando vogliamo sbarazzarci di qualcuno, quando ci troviamo ad affrontare situazioni che ci interpellano, quando dovremmo dare una risposta precisa... che facciamo? Svicoliamo noi o facciamo svicolare chi ha bisogno... insomma, liquidiamo come niente fosse chi è nel disagio... e cosi, invece di diventare un ponte tra Dio e i nostri fratelli, allunghiamo le distanze. Ma Gesù ci toglie ogni scusa... "Voi stessi date loro da mangiare"... ma la nostra risposta qual'è?... Continuiamo a cercare scuse e a dire la solita parola: "E' IMPOSSIBILE!!!". Siamo veramente delle persone cocciute, siamo veramente "gente di poca fede"... Dopo tutti i segni che Dio ci invia ogni giorno, dopo tante esperienze che attestano la Sua presenza in mezzo a noi, all'improvviso ci dimentichiamo ogni cosa e ragioniamo in termini umani... "E' impossibile!!!"... Il miracolo non rientra assolutamente nelle nostre prospettive. Siamo veramente duri di cervice!!! Tutto questo ci porta ad indurire il cuore e chi ha un cuore chiuso perde la possibilità di conoscere Gesù, perché Gesù, di solito, dà la luce a chi, anche senza capirci niente, si sforza di cercarlo. Gesù dà a tutti la possibilità di conoscerlo, ma l'uomo continua a vedere Dio come il genio della lampada di Aladino... tu sfreghi la lampada, e ogni tuo desiderio è esaudito. Ma Gesù oggi ci chiede una cosa: vuole che tutti proviamo a sviluppare il sentimento della compassione, cosa che non sempre ci è naturale... Ma per sviluppare questo sentimento dobbiamo nutrirci della Sua parola, farla nostra... allora, diventeremo forse una dimostrazione vivente della verità del Vangelo. Ma le brevi parole di Gesù: “Voi stessi date loro da mangiare non bastano... e, come al solito, deve usare le maniere forti; infatti, alla fine, Gesù ordina di farli sedere tutti... non su dei sassi, ma sull'erba verde. Perché? Provo a dire il mio pensiero... Chi si arrotola nell'erba verde, chi si mette a fare le capriole sui prati lasciandosi andare, lasciandosi coccolare dall'erba soffice, senza preoccuparsi di sporcarsi, senza pensare al giudizio altrui, con spensieratezza...? I bambini, i puri di cuore. Quindi, se Gesù con la moltiplicazione dei pani ha voluto prefigurare l'Eucaristia, chi si accosta a questo sacramento deve essere fresco, pulito come l'erba verde, come i bambini che fanno le capriole sui prati, e non avere un cuore duro come un sasso. Chi si sforza di seguire Gesù consegnando a Lui quello che ha... ossia le proprie miserie - che sono più di cinque pani e due pesci - vedrà trasformato il proprio cuore di pietra in un cuore che sa amare, che sa accogliere, che sa abbandonarsi completamente, che ha fiducia in Lui qualunque cosa accada... il suo cuore diventerà soffice e fresco, come un prato verde. Come possiamo notare, le persone che hanno avuto un sostentamento materiale, sono le stesse che prima erano desiderose di cibarsi di un nutrimento spirituale. Quindi, al buon Dio dobbiamo  chiedere prima il cibo dell'anima, poi, per il corpo, la Provvidenza divina provvederà... Lui sa molto bene di cosa abbiamo bisogno e non farà mancare mai il necessario ai suoi amici, soprattutto quando si trovano in difficoltà.
Pensando poi alla compassione di Gesù per la folla di allora mi viene da dire: ma quanta compassione deve avere Gesù per noi oggi? Se la folla di allora era disorientata... oggi, noi, cosa siamo? Problemi economici, problemi di lavoro, non sappiamo dove andare, ma sopratutto non sappiamo che "pesci prendere"... problemi morali, di droga, di violenza, polemiche che affliggono la Chiesa e i suoi ministri, guide che più che pastori sono lupi rapaci, tanti cristiani di nome ma non di fatto... Più sballottati di così... Gesù oggi non ha compassione... E' disperato!!! E' lui che non sa che pesci prendere!!! ...e ci grida: Popolo mio che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta” (Michea 6, 3). Attenzione... il disorientamento di oggi è anche dovuto all'ignoranza delle scritture e alla presunzione di tanti laici che sono convinti di evangelizzare a parole, ma nei fatti fanno solo danni... e così la gloria di Dio è oscurata e noi siamo nella melma. Ci si deve mettere in testa che non è solo andare in chiesa, accendere candele, recitare preghiere e orazioni... che ci fa essere luce per gli altri... ma è la Parola di Dio ascoltata, meditata e accolta che porta frutto in noi e diventa luce per gli altri... Solo allora potremo anche dare da “mangiare” ad altri. Il nostro modo di vivere e il nostro stile di vita deve essere coerente con la fede che professiamo, le parole trovano il tempo che trovano... Come sappiamo ci sono dei parlatori fantastici nelle nostre comunità, ma forse non hanno incontrato ancora il Signore. Le loro parole, le loro meditazioni, sono piacevoli alle orecchie, ma alla fine non fanno bene all'anima. Proviamo allora, come ci esorta San Paolo, ad essere astri nel mondo... Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo” (Fil 2, 14-15). Lasciamoci coinvolgere dalla luce di Dio perchè è l'unica che può cambiare la nostra vita.
E quando rivolgiamo ai nostri fratelli lo sguardo, facciamo in modo che sia uno sguardo di speranza, di gioia, ti tenerezza, di pace... uno sguardo che brilli di una luce che viene da un altro mondo... Dalla nostra bocca escano solo parole che edifichino... e se non ne siamo capaci, cerchiamo di metterci un cerotto... Chiediamo al buon Dio di rafforzare la nostra fede, di aiutarci, di darci forza... per essere Suoi degni strumenti, per essere una Liturgia vivente. Chiediamogli di aiutarci perché non prevalgano le persone che vogliono spegnere la nostra speranza, la nostra gioia, la nostra pace... non prevalgano le persone che vogliono che diventiamo come loro, contente di vivere in una prigione d'oro. Non lasciamoci intimorire da nessuno... perché Dio cerca la collaborazione dei suoi amici per far crescere la luce e dissipare le tenebre, poi, come dice Ezechiele: "Ascoltino o non ascoltino, almeno sapranno che un profeta si trova in mezzo a loro".
Pace e bene