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giovedì 19 febbraio 2015

Lasciarsi amare da Dio - Dalla collana sulla Piccolezza Evangelica curati da Don Liborio Tambè



Perfetti come il Padre”

Figlio mio, il mio desiderio più grande è che tu progredisca sempre più nell’Amore:
Nato dall’Amore sei fatto per amare.
      Ma l’Amore (quello vero) non si ferma mai!
La vita è un cammino inarrestabile:
      bisogna crescere… crescere…andare avanti, sempre!
Devi crescere soprattutto spiritualmente, fino a raggiungere “lo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo”.
    (Ef. 4,13)
Sei “Corpo di Cristo” ( I Cor. 12,27).
Con Me e in Me, sei figlio del Padre Celeste:
      Non puoi contentarti del minimo impegno;
      la tua meta è la perfezione stessa di Dio:
      “ Siate  perfetti come è perfetto  il Padre vostro”.
                                                                                          (Mt. 5,48)               
      Non devi certo angosciarti per la tua fragilità o per i tuoi limiti.
      Ma, nello stesso tempo, non puoi e non devi mai rassegnarti alla mediocrità, che è la negazione dell’Amore.
      L’Amore esige tutto, per sua intrinseca natura:
Non si può amare “a metà” ;
      devi tendere al massimo, almeno con la volontà.
Le “mezze misure” non sono per il cristiano:
devi combatterle, come  le  combatto Io, perché sono la tua rovina, la rovina del mio “Regno”:
Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo.
  Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché  sei    
  tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per
  vomitarti dalla mia bocca” (Ap. 3,15)
Perché ti amo, sono così esigente.
Non ti chiedo poco… o molto…ti chiedo “tutto” :
      “Ama Dio con tutto il tuo cuore, con tutta  
       la tua anima, con tutta la tua mente.” ( Mt. 22, 37)
Molti cristiani (si vede subito) mi mettono all’ultimo posto nella loro vita:
      E tu sei lì pronto a condannarli.
Per te, invece, Io occupo sicuramente il primo posto,
      come per tanti altri cristiani “praticanti”,
che si sentono soddisfatti della loro fedeltà ai “doveri” religiosi.
Io però non mi contento solo del primo posto.
Che giova, infatti, dare a Me il primo posto, se tutto il resto della tua vita viene occupato e dominato dall “uomo vecchio” e da quei falsi beni che inaridiscono l’anima?

Io per te non sono soltanto il primo; sono il Tutto…
      sono l’unico: l’Unico Amore, l’unico Bene!
Da me, come da sorgente unica, scaturisce ogni vero Amore, ogni bene autentico.
E’ solo nel mio amore che tu puoi realizzare ogni bene e raggiungere i vertici più alti della carità.
Non esiste amore fuori di Me:
      Tu non potrai realmente amare i fratelli, se non ti lasci “invadere” dal mio Amore.
Più crescerà in te il mio Amore, più ti donerai agli altri.
      E la tua vita sarà rinnovata.




I - TUTTO E’ GRAZIA
Ora voglio spiegarti “il segreto” per crescere nell’Amore:

             “Lasciarsi amare da Dio”.
E’ la cosa più semplice e più vantaggiosa.
      Eppure molti la ignorano.
La maggior parte di coloro che sentono il desiderio della perfezione, arrivati ad un certo punto, non riescono ad andare avanti e segnano il passo…
      quando (addirittura) non tornano indietro!
Ascoltami bene.

1°-  Voglio cominciare da una verità fondamentale,
       che non è approfondita mai abbastanza:
Tutto è Grazia, cioè dono gratuito di Dio!
       E’ Grazia e ;
       è  Grazia l’Amore di Dio e del prossimo;
        è  Grazia tutto il corteo di virtù, di doni
                       e di carismi che io elargisco a tutti;
        è Grazia la parola di Dio, ,
  la contemplazione;
        è Grazia ogni programma di spiritualità,
  ogni opera di apostolato;
        è Grazia tutto ciò che ti porta al bene,
  tutto ciò che ti aiuta a crescere;
        è Grazia anche la tua “buona volontà”:
        “Tutto ciò che abbiamo di buono e di perfetto
          viene dall’alto: è un dono di Dio, Padre della
          luce”. (Gc.1,17)

E’ dono mio, non conquista tua o frutto dei tuoi sforzi:
Dio ci ha salvati, non già in base alle nostre opere,
          ma secondo il suo proposito  e la sua grazia,
 che ci è stata data in Gesù Cristo”. (II Tim. 1,9).
Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede;
          e ciò non viene da voi, ma è dono di Dioné viene 
          dalle opere, perché nessuno possa vantarsene”.    
                                                                           (Ef.2,8)
Vedi quanto ci tengo a questo:
-          Se tutto il bene che c’è in te è dono di Dio, il “vantartene”come se fosse “conquista tua” sarebbe segno di smisurato orgoglio  e di disprezzo di Dio:
-             “Se hai qualcosa, non è forse” Dio che te l’ha data?
            perché te ne vanti, come se fossi stato tu 
           a conquistarla?”  (I Cor.4,7)...
-          e, se non puoi “vantartene” come cosa tua, non puoi
       neppure giudicare e criticare quelli che non
       possiedono le qualità o le virtù che ci sono in te.
Quanto ti riesce difficile tutto questo!

2° - Rifletti ancora:
Tutte  le  realtà  soprannaturali  sono   “esclusiva”  mia;
-   con tutti i tuoi sforzi non potresti accrescerne neppure una briciola.
-   L’Amore è un “prodotto” mio:
Solo Io posso farlo nascere e crescere in te, perché   
    “l’Amore sono Io.
-          Tu puoi amare solo col mio amore, che è lo Spirito S.:
    “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori,   per
     mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”.(Rom.5,5)
E’ straordinario!… è inaudito:
- Potere amare l’infinito Amore con lo stesso Suo Amore!
Amare Dio per mezzo di Dio” (S. Agostino).
- Tu puoi amare Me con lo stesso amore con cui mi ama il
   Padre!
Padre, l’amore con il quale mi hai amato sia in
  essi. (Gv.17,26).
- Ma potrai amarmi nella misura in cui “ti lascerai amare   
           da me”, ti lascerai riempire del mio Amore.
- Se “ti lascerai amare da me”,
           se cioè lascerai che sia il mio Spirito ad amare in te,
           potrai amare l’umanità come la ama la Trinità!
Ma ci pensi?… E non ti senti scuotere ed esaltare?
Potere operare con la mia stessa “Potenza d’Amore”…
          Proprio tu…che sei la debolezza personificata!
- Se lascerai che sia il mio Spirito ad amare in te, crescerai sempre più nell’Amore e progredirai in ogni virtù…perché sarò Io a farti crescere:
 “Io ho piantato, Apollo ha innaffiato, ma è Dio che
   ha fatto crescere. Perciò chi pianta e chi annaffia
   non contano nulla:
           Chi conta è Dio che fa crescere”. (I Cor. 3,6).

3°- Implora “la luce” del mio Spirito, perché ti faccia scoprire la tua radicale “povertà”:
Senza la tua luce, nulla è nell’uomo,
  nulla senza colpa”.
Tu non sei capace di amare,
nonostante la sete insaziabile di amore che c’è in te.
Quando avrai “la fortuna” di rendertene conto, allora sarai più disposto a “lasciarti amare”.
II - “LASCIARSI AMARE DA DIO”
E’ l’ideale supremo a cui tu devi tendere,
      la grazia più grande che devi desiderare.
E’ il mio più ardente desiderio,
      la gloria più grande che tu possa darmi:
Solo in chi si lascia amare da me, infatti, io posso operare le mie “meraviglie” e realizzare tutti i progetti che voglio.
      Il mio Amore può tutto, è vero; ma, se non “ti lasci amare da me” e non mi lasci operare in te, resta come bloccato.
Lasciarsi amare da Dio”:
      E’ un’espressione tanto semplice, ma ricca di
      significati profondi, che sfuggono all’umana
      intelligenza.
Te ne presento alcuni, i più importanti e pratici, che ti aiuteranno a cambiare il tuo cuore e la tua vita:
-          Credi fermamente all’Amore misericordioso di Dio, nonostante la tua grande miseria.
-          Lascia che Io ti ami a modo mio… sino alla follia…
Lasciati abbracciare, carezzare, avvolgere con la mia tenerezza infinita.
-          Lascia che Io ti ami così come sei… gratuitamente!
-          Dammi la possibilità e la gioia di effondere in te tutta la dolcezza e la forza del mio Amore senza limiti.
-          Lasciati “afferrare” da questo ineffabile Amore, piuttosto che tentare di afferrarlo.
-    Lasciati difendere da me:
Solo Io posso liberarti dal “maligno”…
      e proteggerti da ogni suo attacco:
  “In Dio è il mio saldo rifugio e la mia difesa.”
-          Lasciati custodire sempre nel mio Cuore,
  “senza aver paura” del pericolo…
          senza preoccuparti mai di non farcela.
-          Lascia che sia il mio Amore a disporre di te,
   secondo i miei sapientissimi disegni…
   e a dosare nella tua vita le gioie e le amarezze,
   nella misura più conveniente al tuo vero bene.
-          Lascia a me la gestione e la guida di tutta la tua vita,
   di tutte le tue “imprese”.
-          Lasciati “usare da me:
-          “Come un bambino” che sa di non potere nulla, affida
          a me ogni difficoltà,         ogni problema insolubile…
          soprattutto quando hai “la fortuna” di renderti conto
          dell’inutilità dei tuoi tentativi.
-     Lascia a me ogni tuo affanno…
-     Lasciati condurre da me, “nelle mie vie”…
    sempre attento alla mia voce,
    disponibile e pronto ad ogni segno della mia Volontà. 
-     Lasciati “fare” da me: Lascia che il mio Amore
    ti lavori…e ti trasformi “a mia immagine”…
-          e ti “rivesta” della mia santità, delle mie virtù,
      dei miei doni di Grazia:
          “La mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha
             rivestito delle vesti di salvezza, come una sposa
             che si adorna di gioielli.” (Is.61,10).
-     Riconosciti incapace di pregare
      e lascia che sia il mio Spirito a pregare in te.
          Non fare “sforzi” nella preghiera:
          Immergiti nel “silenzio interiore”,
          per seguire la preghiera che lo Spirito fa in te.
-     Riconosciti incapace di amare
      e chiedimi insistentemente che sia Io ad amare in te.
-     Lasciati “invadere” dal mio Spirito:
       Lascia che il mio Amore riempia tutte le tue facoltà,
           tutti gli spazi del tuo essere e della tua vita,
       così che non ci sia nulla in te, che non sia amore mio.
-     Lascia che sia il mio Spirito
          a ispirare ogni tua decisione,
          a manovrare ogni tua azione, a regolare ogni tuo atteggiamento.
Queste…e tante altre cose significa “lasciarsi amare da Dio”  (te ne parlerò più ampiamente in questo Librettino): Ma tu comincerai a capirle solo quando comincerai davvero a “lasciarti amare.
III - “Lasciarsi amare” è “CREDERE” NEL MIO AMORE
1°-  Figlio mio, credi tu nel mio Amore
          immenso, tenerissimo, dolcissimo,
          misericordioso, immenso, provvidente?…
Ci credi veramente, come i miei primi seguaci?
      “Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’Amore
       che Dio ha per noi” (I Gv. 4, 16)
Colui che “ha creduto all’amore che Dio ha per noi”
sente la necessità di  “lasciarsi amare” dal mio Amore,
perché ha compreso in che cosa consiste l’amore:
      “In questo sta l’amore:
        non siamo stati noi ad amare Dio.
        ma è lui che ha amato noi. ( I Gv. 4, 10).

Hai capito?
Non sei tu che ami me:
       Sono Io che amo te!
Quando ti chiedo di amarmi, io non cerco il tuo amore, ma
 il tuo cuore, perché Io possa riempirlo del mio amore.
       Non tentare di effondere il tuo amore verso di me;
non fare sforzi per suscitarlo in te:
Lascia piuttosto che sia Io ad effondere in te il mio amore.     
       Ma (non dimenticarlo) Io, l’Amore infinito,
        posso amarti tanto quanto tu ti lasci amare da me.


2°-  Anche se tu conoscessi a perfezione tutta la teologia
        o la mistica dell’amore, non sarai mai capace del più
        piccolo atto d’amore (di amore autentico).
      Più ti inoltrerai nel cammino verso Dio e più sperimenterai la tua naturale impotenza ad amare.
      No, non fidarti del tuo amore, che è tutto permeato di egoismo e di sentimentalismo…ed è soggetto ad incostanza spaventosa:
Anche se fossi giunto ad un alto grado di amore o di   contemplazione, potresti sempre scivolare giù e subire la più umiliante sconfitta.
E’ storia di tutti i giorni…
       E’ anche la tua storia!
Ma, non meravigliarti e non scoraggiarti:
Ci sono Io! Io non mi meraviglio: so chi tu sei…e che cosa puoi.
In te io cerco solo vuoto da riempire,
         miseria da arricchire,
         infermità da curare,
         debolezza da fortificare.

Pessimismo totale?
No, verità integrale, incoraggiante, tonificante:
Sei il capolavoro di Dio, rovinato dalla follìa suicida del  peccato.
Se “ti lascerai amare” e restaurare da me, potrai raggiungere le vette dell’amore…e superare lo splendore originario.


3°-  Credi fermamente che Io ti amo, così come sei, qualunque sia la tua condizione:
Il solo titolo che tu puoi vantare per “aver diritto” al mio amore è la tua “povertà”, la tua “debolezza”.
Da questa fede nel mio amore dipende tutto il tuo cammino e il tuo progresso nella vita spirituale:

Beata te che hai creduto”!
E’ questo il più grande elogio che è stato fatto di mia Madre, perché dalla sua fede in me scaturiva ogni suo atteggiamento, ogni sua decisione…
dalla sua fede nel mio amore nasceva la sua fiducia illimitata, il suo totale abbandono.

Beato te”, se crederai nel mio amore, come Maria, con la fede semplice dei “piccoli”, i quali non possono vantare alcun diritto presso il padre o la madre; eppure
non dubitano di ottenere da loro tutto ciò di cui hanno bisogno,         perchè sono certi del loro amore gratuito.

Vorrei in te la fede di Abramo, “il padre di tutti coloro che
credono” (Rom.4,11), il quale “credette, sperando contro ogni speranza”… (Rom.4,18)
per fede egli ubbidì quando fu chiamato da Dio e partì senza sapere dove andava” (Eb.11,8);
egli fu sicuro che Dio avrebbe mantenuto la sua    promessa”.

4°-  Questa fede io voglio in te:
una fede fondata non sui tuoi meriti o sulle tue qualità, ma sul mio “amore ricco di misericordia”.

      Una fede simile è onnipotente:
      “Tutto è possibile per chi crede”.
Basterebbe che tu mi dicessi e ti lasciassi amare da me, per darmi la possibilità di riversare in te, come in Maria, torrenti di amore e di misericordia.
      “Padre, Figlio e Spirito Santo” siamo in attesa del tuo
, del tuo consenso a “lasciarti fare”.

      Ma, ahimè, quanto appare arduo questo !
Sai recitare tante preghiere, sai ripetere tante belle parole…e non sai pronunziare la parola più soave e più potente:
      quella che ha permesso all’Amore onnipotente di invadere e rinnovare la terra.
      Il tuo totale, sincero, senza riserve…
Questo mi attendo da te…e da tutti i miei fedeli amici.
Solo questo mi serve; solo questo giova al mondo:
      il tuo a me, alla mia volontà, al mio Vangelo!

Ascolta queste stupende riflessioni di J.Lafrance:
Dio guida le anime verso atti di questa tempra…e tutta la pedagogia spirituale è orientata a disporre l’uomo a farli.
    Tutto il resto è niente, se non conduce a questo.
Bisogna che sulla terra ci sia un certo numero di uomini, che, nelle profondità del loro cuore, lascino che Dio disponga di loro.
     Fino ad un certo momento hanno condotto la propria vita
come un capitano la propria nave.
     Ma, un bel giorno, essi hanno abbandonato il timone nelle mani di quel pilota, che è lo Spirito Santo.
     Anche Maria rinuncia a decidere liberamente e lascia che DIO disponga totalmente di lei:
        “Avvenga di me quello che hai detto”.
Questo apre le cateratte del cielo e tutta la vita di DIO può riversarsi sulla terra”.(da “In continua preghiera ” di Jean Lafrance)
Così si crede:
      dicendomi sempre Sì…qualunque cosa Io ti chieda…
      dovunque ti voglia portare.
Così credono i miei fedelissimi:
Vorrei che anche tu fossi tra quelli che credono veramente,
      facendomi “credito” di tutto…
fidandoti di me e affidandoti a me, continuamente,
      con assoluta sicurezza, senza mai dubitare del mio amore.
Ripetimi spesso, con la fiducia e l’abbandono di mia Madre:
                           “Eccomi, Signore”!
E’ la preghiera che meglio esprime la tua disponibilità a lasciarti amare da me.

5°-  Ma, forse, il tuo è proprio l’opposto di quello che desidero io:
      il tuo è un a te stesso, più che a me,
      alla volontà tua, più che alla mia.
Sei talmente imperniato in te stesso, che non te ne rendi conto…e vorresti piuttosto ottenere il mio , per piegarlo ai tuoi disegni….vorresti decidere tu ciò che è possibile a me, erigendo barriere alla mia potenza”(o.c.);
in una parola, vorresti essere tu a dirigere lo Spirito Santo,          anziché lasciarti dirigere da Lui.


6°-  Vai cercando la causa di tutti i tuoi mali morali e dei tuoi fallimenti spirituali.
Ma dove la cerchi?…Proprio qui sta:
     Nel rifiuto di lasciarti amare e costruire da me,
      per volerti costruire da te.
E’ questo il tuo più grande peccato:
perché, se non accetti di lasciarti amare da me, è segno che non credi al mio amore,
      o ci credi troppo poco.
E se non credi al mio amore, a che cosa credi?
Forse hai ancora “il coraggio” di credere in te,
      nella forza dei tuoi sentimenti
      e delle tue convinzioni…
Difatti, la tua fede e il tuo impegno dipendono ancora dall’intensità del fervore che senti, dalle emozioni che provi, dall’euforia e dall’entusiasmo che a volte ti prende:
      A questi fenomeni passeggeri e fluttuanti tu ti appoggi con tanta fiducia e sicurezza…
      Ma non vedi come tutto ti crolla addosso, così facilmente…e repentinamente?

No, no, figliolo, uno solo è il pilastro sul quale devi fondare la tua vita e la tua sicurezza:
      La certezza che Io ti amo,
      che ti amo sempre, nonostante la tua indegnità…
      e ti sostengo ininterrottamente.

La fede nel mio Amore” è la tua unica forza:
      Il mio amore può “tutto” in te…
      e tu “puoi tutto in me”!

Credilo, con tutta la garanzia della mia parola:
      “Tutto posso in Colui che mi dà forza”.(Fil.4,13).
      “Beato chi trova in me la sua forza”.(Salmo 88,4).

Ma, appena tu cominci a credere in te
      e a confidare nelle tue forze,
la tua fede in me perde di efficacia,
      come se non l’avessi.
III - “Lasciarsi amare” è “SPERARE” TUTTO da DIO”
1°- Se credi veramente nel mio amore, devi essere certo del mio onnipotente aiuto,
      anche quando ti vedi perduto.
Ah, se avessi più fiducia in me, e meno fiducia in te stesso,
      qualsiasi liberazione potresti ottenere,
      qualsiasi vittoria potresti riportare.
Tutto” puoi e devi sperare da me:
 -    da me,
     non dalla tua affannosa ricerca…
 -    dalla mia “misericordia” senza limiti,
           non dalle tue infuocate preghiere,
       né dalle tue interminabili tensioni:
        “In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
          il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio”.    
                                                           (Salmo 61,8)

2°-  Oh, il miracolo della “Speranza”!
      Tu otterrai tanto quanto speri:
      Se speri poco,
            otterrai poco;
      se speri molto,
           otterrai molto;
      se speri “l’impossibile”,
           otterrai “l’impossibile”;
      perché, “se avrete fede, niente vi sarà impossibile”.    
                                                                              (Mt.17,20)
3°-  La piccola grande virtù della “Speranza”!

Attento a non annullarla
      con le tue continue contraddizioni:

a).  Se “speri tutto” da me,
perché ti affanni e ti agiti tanto?
Capisco: Vorresti fare tante cose…e corri…corri…
perché non ti basta mai il tempo.
Ma, cosa credi di poter concludere tu?
        “Chi rimane in me e Io in lui  fa molto frutto,
           perché senza di me non potete far nulla”. (Gv.15,5).

b).  Se tutto ti viene da me, devi restare sempre unito a me, come “il tralcio alla vite”.
      Come puoi vivere anche un solo istante lontano da me?
--    Vieni…e resta a lungo con me!
       Qui troverai tutto:
           amore, forza, pace, gioia…
      Qui troverai me…e ritroverai te stesso…trasfigurato!
--    Perché vuoi andare via così presto?…
Temi forse di perdere troppo tempo nella preghiera.
Ma non ti accorgi che è tempo perso tutto quello che non parte da me?
      Tu potrai guadagnare tempo solo
      se saprai “perdere tempo” con me.
Diversamente tu rischi di passare tutto il tuo tempo  girando a vuoto:
      senza centrare mai i problemi,
      anzi rendendoli complicati sempre più.

--    Voglio confidarti un mio grande “segreto”:
Più sono numerose e impegnative le tue attività
      e più devi restare a lungo con me,
che ti illumino, ti dirigo, e ti aiuto a svolgere ogni tuo lavoro nel modo più fruttuoso e più giusto:
      “Invano vi alzate di buon mattino,
        tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore:
        il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno”.(Sal.126)
Capisci, ora?…Ai suoi amici che sperano in lui     
       (e “perdono tempo con lui”)
il Signore concede anche “nel sonno” (cioè senza tanta fatica) di raccogliere più  frutti di coloro che si affannano in un lavoro estenuante.

c).  Se “speri tutto” da me,
      non devi appoggiarti ad altro che a me,
      alla mia Grazia:
        “Chi confida nel Signore è come il monte Sion:
          non vacilla, è stabile per sempre”. (salmo 124).
Tu, invece, ti fidi troppo della tua intelligenza, della tua generosità, delle tue “fiammate” o consolazioni interiori.
      No, non devi contare su queste cose…che possono avere un certo valore solo se stai sempre appoggiato a me:
Sono come fili d’erba o fuscelli di paglia, che non possono sostenerti.
Quante volte l’hai provato anche tu:
appena ti sei fidato della tua “buona volontà”,
della fermezza dei tuoi propositi
o del fervore delle tue preghiere,          
      sei precipitato giù, miseramente.
--    Ma davvero sei così cieco, che non riesci ancora a capire che tutto ti viene da me?…

      Quanti scivoloni (dolorosi ma salutari) si alterneranno ancora nella tua vita…fino a quando non farai l’esperienza completa della tua radicale “impotenza”:
      Solo allora, forse, la tua “speranza” (o la tua fiducia in me) diventerà totale e assoluta.

Ripetimi spesso e con profonda convinzione:
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto a Dio: Sei tu il mio Signore,
senza di te non ho alcun  bene”.(Salmo 15,1).
Solo in me devi cercare ogni forza, ogni sicurezza:
      “Solo in Dio riposa l’anima mia;
      Lui solo è mia rupe e mia salvezza,
      mia roccia di salvezza:
      non potrò vacillare”.(Salmo 61,1).
         
Sono Io che “do forza allo stanco
      e moltiplico il vigore allo spossato.
      Anche i giovani faticano e si stancano,
      gli adulti inciampano e cadono;
      ma quanti sperano nel Signore
      riacquistano forza, mettono ali come aquile,
      corrono senza affannarsi,
      camminano senza stancarsi”.(Isaia 40,30).

Parole sublimi, che solo Dio poteva pronunziare.
d).  Se “speri tutto” da me,
non puoi, per nessun motivo, abbandonarti allo sconforto, alla preoccupazione o alla paura:
      “Perché temete”?…”Non abbiate paura”…
E’ questo il mio invito più insistente,
il mio lamento più accorato:
      “Chi vive nell’amore di Dio non ha paura. Anzi
  l’amore di Dio quando è veramente perfetto in noi
  caccia via la paura…
  Chi ha paura non è perfetto nell’amore”. (I Gv.4,18)                                                                    (trad. interc.)
Come puoi “temere”, se io sono con te?
      “Ecco, Dio è la mia salvezza;
      io confiderò, non avrò mai timore,
      perché mia forza e mio canto è il Signore”.(Is.12,2).
         “Gettate in lui ogni vostra preoccupazione,
          perché egli ha cura di voi”.(I Pt. 5,7).

Io non ti abbandono mai, non posso abbandonarti, soprattutto nei momenti più pericolosi e più difficili:
      “Nell’ora della paura, io in te confido
      In Dio confido, non avrò timore”. (Salmo 55,4).
                “Getta sul Signore il tuo affanno
                ed egli ti darà sollievo.(Salmo 54,23).
      “Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
        sta alla mia destra, non posso vacillare”.(Salmo 15,8).


e).  Se “speri tutto” da me,
      devi sapere attendere.
Questa è la vera sapienza, il segno della tua fede
      e della tua speranza:
Sapere aspettare la mia ora”, l’ora della Grazia,
      del mio intervento opportuno…
      senza spingere, senza forzare o accelerare.
Sapere aspettare l’ora della maturazione del “seme”,
      senza volere anticipare il raccolto.

Chi “si lascia amare da Dio” non ha mai fretta:
      accetta con calma qualsiasi ritardo o lentezza.
Egli non è mai preoccupato del risultato…
Non gli importa arrivare; vuole solo camminare insieme a me, col mio passo, “aspettando me”:
      L’anima nostra attende il Signore,
      egli è il nostro aiuto e il nostro scudo.
      In lui gioisce il nostro cuore
      e confidiamo nel suo santo nome.
      Signore, sia su di noi la tua grazia,
      perché in te speriamo”. (Salmo 32, 20).
Se indugerà, attendilo, perché (al momento giusto)
  verrà  e non tarderà”.

f)- Se “speri tutto” da me,
      come puoi lasciarti travolgere dallo scoraggiamento?
Lo scoraggiamento è il segno più certo del tuo orgoglio, che non si rassegna a vedere sconfitta la tua forza e deturpata la tua “bellezza interiore”.
      Se provi tanta rabbia per le tue cadute, vuol dire che ti ostini a mettere il tuo “io” al centro delle tue attenzioni.
      No, figlio mio!
Chi “si lascia amare da me”  non può preoccuparsi di sé:
Guarda alla mia bellezza,
più che alla sua miseria;
      alla mia santità,
          più che alla sua indegnità;
      alla mia potenza,
          più che alla sua debolezza.
Chi si lascia affascinare dalla mia bellezza
      non può che “gloriarsi” della sua miseria:

Tanto più è felice di essere “nulla”,
      quanto più è felice che “Io sia tutto.


4°-  Ma ci pensi davvero chi sono Io?…
      “Io sono l’Amore”:
           “l’Amore” che si dona…
          “l’Amore” che perdona.
Il mio stesso “essere” è “Amore”:
      “Amore” di un Dio, che oltrepassa ogni limite,
        che eccede ogni misura.
Il mio “Amorenon è come lo pensi tu:
       è inimmaginabile…è “incredibile”!…
Giunge ad amare, con una tenerezza particolare, persino i peccatori più ributtanti!
      La mia più grande gioia è quella di risollevare e riabbracciare i miei figli caduti:
Questa è la “logica” dell’Amore!
Gridalo forte, gridalo a tutti:
      Solo in me potete trovare tanta “misericordia”, tanta comprensione, tanta “abbondanza di consolazioni”:
      “Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio!
        Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali,
        si saziano dell’abbondanza della tua casa,
        e li disseti al torrente delle tue delizie”.  (Sal.35,89).
Quanto è sorprendente e “delizioso” il mio amore!
Nulla deve farti perdere “la fiducia in me”:
       Nessuna offesa può chiudere questo mio Cuore aperto,
       nessuna ingratitudine lo può stancare!

Solo la sfiducia potrebbe chiudere, non il mio Cuore,
      ma il tuo:
Ogni tuo volontario atto di scoraggiamento o di sfiducia non fa altro che rallentare (o addirittura bloccare) il flusso della mia Grazia.

La fiducia è la prima disposizione che io cerco:
Fiducia che deve poggiare non sui tuoi meriti o sulle tue virtù, ma sulla “potenza del mio Amore e della mia Misericordia”, che non può venire mai meno!
Questo è il tuo vero problema, l’unico problema:
      Tutti gli altri dipendono da questo.

5°-  Ma la fiducia devi averla, non solo quando tutto ti appare facile e chiaro, ma anche quando tutto ti appare “impossibile” e inspiegabile…anche nell’ora della tempesta o della battaglia:
      “…il mio cuore non teme; se contro di me divampa
            la battaglia, anche allora ho fiducia”.(Salmo 26,3).
Solo così glorificherai il mio Amore!

      Consolati, figlio: Quando ti senti abbattuto alla vista delle tue difficoltà o delle tue miserie, anziché fermarti ad assaporarne l’amarezza, ripeti con tutto il cuore:
      “Canterò senza fine la misericordia del Signore”.
Chi, più di te, potrebbe trovare tanti motivi per farlo?




V - “POTENZA” DELLA “DEBOLEZZA”
Sai perché non riesci ancora a “lasciarti amare da me”, nonostante la tua buona volontà e gli sforzi che fai per riuscirci?
      Perchè ancora non ti sei reso conto del tuonulla”:
      della tua incapacità di amare e di operare il bene…
      o l’hai compreso solo in parte.
      Ancora ti fidi troppo di te e delle tue forze.
(Fortuna per te che sei così fragile…e puoi continuamente toccare con mano la tua miseria…
altrimenti chissà dove ti porterebbe il tuo orgoglio).

1°-  Io potrò darti la mia forza e la mia “potenza” , quando tu sarai profondamente convinto della tua sconfinata “debolezza”:
      e ne gioirai…
      e ne ringrazierai il Signore!
Sì, proprio così; perché questo è il più grande dei “segreti”:
      Non la tua forza - unita alla mia,
       ma la tua debolezza”- unita alla mia “potenza”:
          “Quando sono debole è allora che sono che
            sono forte. (II Cor.12,10).
La tua “debolezza” può diventare causa di energia soprannaturale, perché ti costringe a diventare più umile.
     

2°-  E’ proprio l’umiltà il canale privilegiato della mia Grazi, come ti insegnano “le Scritture Sacre”:
     “Rivestitevi tutti di umiltà  gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi   e dà la sua Grazia  agli umili”.
       Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio,
      perché vi esalti al momento opportuno.”   (I Pt..5,5)
           “Il Signore sostiene gli umili…”        (Salmo 146,6).
    “La preghiera dell’umile penetra le nubi…”. (Sir.35,17)
          “Eccelso è il Signore e  guarda verso l’umile,
        ma al superbo volge lo sguardo da lontano”.(Sal.137,4)
Più sono grandi i compiti e i “tesori” che io ti affido, e più devi sprofondarti nell’umiltà.

-“L’arma vincente”  di tutte le battaglie è l’umiltà:
      “Il Signore incorona gli umili di vittoria”.      (Sal.149,4)
- Ed è ancora l’umiltà il terreno più favorevole alla mia 
  azione e alla tua crescita:
a)      Quando ti senti tutto euforico, brillante e soddisfatto,
perché tutto ti riesce secondo i tuoi piani, allora
la mia forza non può agire in te, perché bloccata dalla parete sottile e impenetrabile del tuo orgoglio.
                    (Quante volte avrai sperimentato che le tue
                 cadute avvengono, quasi sempre, dopo i momenti più
                 esaltanti, quando ti sentivi più sicuro e invulnerabile).
Stai attento:  ”Colui che si sente sicuro di stare in piedi
                       guardi di non cadere”. (I Cor.10,12).

b)   Quando, al contrario, ti senti oppresso dalla tua miseria
       e dalla tua “impotenza”…
-          o ti vedi immerso nelle tenebre più spaventose, e non ci capisci nulla…
-          o ti senti come stritolato nel torchio della tentazione o della desolazione…
-          quando non riesci neppure a “pregare”...e tutta la tua vita ti appare vuota, e la tua fatica vana…
-          quando ti accorgi che non sei capace neppure del più piccolo sforzo ne della più leggera rinunzia…
-          quando non riesci a far nulla…
-          e non sai trovare nessuna soluzione…
allora può entrare in azionela mia Onnipotenza”:
       allora “sono Io” che agisco in te…
      e muovo i cuori…
      e dirigo ogni cosa verso il bene più perfetto.

-  Hai capito ora?
      Il pericolo maggiore per te non è nel momento della  “tempesta” o della prova (quando tutto ti va male…e  tu ti
                                              senti del tutto “impotente”),
ma nel momento della “bonaccia”:
      quando tutto ti riesce bene, secondo i tuoi desideri…
      e tu sei portato a credere che quel bene proviene dalla
       tua buona volontà o dai tuoi sforzi:
Proprio allora aumenta in te l’orgoglio, che è la causa di tutte le tue cadute…di tutti i tuoi mali.
--    No, non devi aver paura della tua “debolezza”
--    del tuo orgoglio devi aver paura.

4°-  Più tu diventi consapevole di essere “nulla”,
      bisognoso di “tutto”, e più mi giovi
Se ti lascerai amare e lavorare da me, Io ti ridurrò al “nulla” di cui ho bisogno:
taglierò, sradicherò, brucerò anche le ramificazioni più sottili del tuo orgoglio…
Voglio condurti a questa “umiltà radicale”
Per raggiungere il Tutto non c’è che una via:
      la via del “nulla”:
Quando tu ti sentirai “nulla”, Io sarò “Tutto” in te:
      Tutto potrai…quando sarai profondamente convinto di non potere nulla.


5°- Devi “stimarti un nullanon solo quando tocchi con mano la tua “nullità”, ma sempre…anche nei successi più esaltanti…soprattutto quando sei tentato di stimarti più bravo degli altri:
Quando Io faccio fiorire il bene attorno a te, non esaltarti, come se fosse merito tuo.
Non puoi immaginare quanto sia distruttivo qualsiasi compiacimento orgoglioso.
Ripeti piuttosto: “Servi inutiles sumus”
                         (“Sono un  servo inutile”).
Proprio allora anzi devi “annientarti” maggiormente e considerarti inferiore a tutti, come t’insegna Paolo:
Ciascuno di voi consideri gli altri superiori a se 
  stesso”.
Ripeti spesso la seguente preghiera (o altre simili):
      “Pietà di me, mio Dio: Pietà di questo “povero nulla”!
      Tutto mi viene da Te, o Signore:
           a Te l’onore e la gloria!
A me l’umiliazione e il disprezzo, perché sono stato capace di sciupare tanti tuoi preziosi doni.
      Fa’ che la presunzione e l’orgoglio non continuino a
      devastare la mia anima…e a rovinare le opere che Tu
      vuoi compiere in me!
          Grazie di tutto, o mio Gesù!
Devi sinceramente convincerti di essere “l’ultimo”,
      il più debole, il più misero di tutti.
Ma proprio “l’ultimo” devi sentirti,
      perché troppo grandi sono le grazie
     e i “talenti” di cui ti ho arricchito…
e troppo evidente è stata (ed è) la tua incorrispondenza.

5°-  Attento, però:                                
Riconoscersi “l’ultimo” non è una frase fatta  o una parola vuota, ma un meraviglioso programma, carico di
tante conseguenze
Se sei davvero convinto di essere “l’ultimo”, dovrai:
a)    Accettare di essere considerato e trattato come “l’ultimo” anche dagli altri…
           (metterti da te all’ultimo posto” potrebbe, infatti,
           essere segno di raffinato orgoglio,  di malcelato
          desiderio che tutti ammirino la tua “grande”  umiltà.
b)    Non lamentarti quando vieni trascurato o posposto
      ad altri meno degni di te… o quando ti ritieni
     “vittima” di giudizi falsi o di trattamenti ingiusti.
c)     Non criticare mai nessuno…
      e non meravigliarti degli sbagli e dei difetti degli
      altri, pur non approvando la loro colpa.
d)    Non meravigliarti neppure di te stesso e dei tuoi
           sbagli… e non affliggerti per le tue cadute…
      poiché tu già  lo sai di essere capace solo di debolezza.
         (Te lo ripeto: non devi aver paura della tua debolezza  
           e fragilità, ma solo del tuo orgoglio).
e)     Non presumere e non fidarti di te e delle tue capacità,
      pur riconoscendoti capace di tutto con la mia Grazia:
      Ripeti: “Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
           e non si leva con superbia il mio sguardo;
          non vado in cerca di cose grandi,
           superiori alle mie forze”. (Salmo 130).

-  E’ chiaro ora:
Per donarti la mia forza, Io “ho  bisogno” che tu mi doni la tua debolezza”.
Non ti chiedo di offrirmi i tuoi meriti o le tue virtù:
Queste cose, se in te ci sono, vengono da me, non da te; sono frutto di Grazia, cioè di un dono gratuito.
Devi donarmi ciò che è tuo, tua proprietà esclusiva:
Voglio che tu mi offra, volta per volta, tutte le tue “debolezze”, di qualsiasi natura:
malessere fisico e spirituale,
          incapacità e difficoltà,
          scoraggiamenti  e delusioni,
          magre figure e insoddisfazioni,
          lotte e incomprensioni,
          cadute e tentazioni,
          aridità interiori e distrazioni,
           in una parola, tutto:
                tutto ciò che ti fa toccare con mano
                la tua fragilità e la tua “nullità”
               in qualsiasi campo…
Quando ti deciderai a mettere nelle mie mani tutto l’enorme potenziale di “debolezza” che c’è in te?

6°- Ma devi offrirmi tutto con gioia:
Più aumentano i segni della tua “debolezza”
e più deve crescere la tua gioia…
perché solo quando tu mi doni la tua “debolezza” scatta la mia “Onnipotenza” (anche se tu non te ne accorgi subito):
La mia potenza infatti si manifesta pienamente
  nella debolezza”. “Mi vanterò quindi ben
  volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me
  la potenza di Cristo”. (2 Cor.12,9).
Lo capisci ora perché Io preferisco lasciarti nella tua “debolezza”? E’ un grande dono che ti faccio!

7°- Non ti basta questo per farti superare ogni scoraggiamento e sfiducia?
       Perché sarò Io a fare ogni cosa in te, capisci?
Ma (te lo ripeto) Io non posso far niente in te,
se tu non accetti di  lasciarti amare da me…
Certo è più facile “sforzarti” di amarmi,
più difficile “lasciarti amare”;
       è più facile “fare”,
           più difficile “lasciarti fare”.
Ma è la sola “via” che mi consente di “vivere in te”
e di operare nella tua vita tutto il bene che voglio!

Figliolo, quanto ti amo!
(Lasciatelo ripetere, ancora una volta).
Ma tu, perché non ti lasci amare?
Se ti lascerai amare da me,
cresceranno in te, in maniera sorprendente,
la fiducia e la gioia, come vedremo.
VI - “LASCIARSI AMARE” è VIVERE NELLA GIOIA
Dopo tutto quello che ti ho detto nelle pagine precedenti, tu dovresti “esultare di gioia” in qualsiasi circostanza…
in qualsiasi momento.

1°-   Chi si lascia amare da me viene sempre nella gioia,
perché, possedendo il mio Amore, non gli manca nulla.

a)-   La gioia è il volto amabile del tuo Dio.
 Gioia sono Io:
 Gioia ineffabile, completa, travolgente.
     “Lasciarsi amare da me” significa vivere immersi
       in questo oceano di gioia, che è il mio Amore:
       qui tutto si trasforma in gioia!
b)   La gioia è il frutto più delizioso della fede:
            Se credi in me, se ti fidi del mio Amore,
            non puoi non essere felice.
       Quale stridente contraddizione:
 Possedere la fonte della gioia
 ed essere sempre inquieti  e tristi!
c)     La gioia è la vita dei beati nel cielo
 e dei giusti sulla terra:
 oh, come vorrei che sia anche la tua vita!
a)      La gioia è il messaggio sempre ricorrente nelle mie
Scritture dell’A.T. in particolare nei Salmi:
    *“Non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra
             forza”. 
    *“Gioia e allegrezza grande per quelli che ti cercano”.           
    *“Cerca la gioia nel Signore”…
    *“Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia, più che in ogni
            altro bene”…
    *”Grandi cose ha fatto il Signore per noi, ci ha colmati di
            gioia”.
    *“Gioiscano quanti in te si rifiutano, esultino senza fine”.
    *“Servite il signore nella gioia, preservatevi a lui con
            esultanza”.
E ancora: “Possa tu avere molta gioia (Tb.5,11).
    *“Rallegratevi con Gerusalemme, sfavillate di gioia
        con essa…Così vi sazierete delle sue consolazioni.
        Come una madre consola un figlio, così Io vi
        consolerò”. (Isaia 66,10-13).
     *“Li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera”. (Is.56,7)
     *”Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia”.
                                                                                     (Is. 9,3)
Queste e mille altre espressioni (della Bibbia) vogliono presentarvi “il vero volto di Dio”:
   Sorgente di gioia,
   amante della gioia!

e)  IL NUOVO TESTAMENTO ancora di più…
       Inizia con un annunzio di gioia:
       *“Vi annunzio una grande gioia”…
       ed è tutto un invito alla gioia,
       è tutto un programma di  gioia:
 * “Rimanete nel mio amore, perché la mia gioia
      sia in voi e la vostra gioia sia piena”.
 * “La vostra tristezza si cambierà in gioia…
      nessuno vi  potrà togliere questa gioia”.
 * “Rallegratevi nel Signore;
     ve lo ripeto ancora: rallegratevi”.
f)    La gioia è l’essenza del mio Regno,
       come l’amore e la giustizia:
        * “Il Regno di  Dio…è giustizia, pace e gioia
                  nello Spirito Santo”. (Rom. 14,17).
        * “Dio ama chi dona con gioia” (2 Cor.9,7).
        Dona di più (e quindi ama di più)
             chi dona con più gioia.


- Ti voglio sempre nella gioia, “piccolo mio”,
        soprattutto quando sei “affaticato e oppresso”…
             e il tuo corpo è sfinito…
            e il tuo cuore a brandelli…
            e la tua anima tormentata
       dalla solitudine e dallo scoraggiamento.
Gioia di  volontà, s’intende, (ben diversa dalla gioia
              sensibile, la quale non dipende da te).
Gioia della volontà, che consiste nell’intenzione di fare di
     tutta la propria vita un dono d’amore.
Ma ogni dono richiede la rinunzia gioiosa a tutto ciò che si dona.
           (Anche nei rapporti tra gli uomini avviene la stessa
             cosa: Più costa il dono e più si è felici di farlo).
Nel “discorso della montagna”
Io ho dichiarato “beati” coloro che vivono l’amore
nella concretezza del dono totale:
          nella povertà,
          nel pianto e nel dolore,
          nella paziente sopportazione,
          nella persecuzione,                    
          nella misericordia verso i nemici…
          “…Beati…beati… beati” …(Mt.5,3-11).
Chi ama veramente è più felice quando dona di più
     (e quindi quando perde di più o soffre di più).
Ascolta l’Apostolo Paolo:
 “Sono pieno di consolazione, pervaso di gioia in ogni    nostra tribolazione… da ogni parte siamo tribolati:
 battaglie all’esterno, timori al di dentro”. (II Cor.7,4).
E l’Apostolo Pietro:
     “Siete ricolmi di gioia,  anche se ora dovete essere per
       un po’ di  tempo afflitti da varie prove”…
 Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa”. (I Pt.1,6)
     “Carissimi, nella misura in cui partecipate alle
 sofferenze di Cristo, rallegratevi… Beati voi se venite
 insultati, per il nome di Cristo”. (I pt.4,13).
E San Giacomo: “Considerate perfetta letizia, miei fratelli,
      quando subite ogni sorta di prove”. (Gc. 1,2).

Sì, è una grazia particolare potere soffrire per me:
A voi è sta concessa la grazia non solo di credere in
 Cristo, ma anche di soffrire per lui”. (Fil. 1,29).
    “Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli
 oltraggi, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per
 Cristo”. (2 Cor.12,10).

3°- Il tempo della tribolazione è davvero il tempo più    
      prezioso, il più fecondo di bene…
e perciò il più  agognato  dai miei fedelissimi, come lo era per me:
      Io la chiamavo “la mia ora”!
 E come la desideravo ardentemente…
 non perché Io ami la sofferenza, ma perché amo
 l’umanità: E’ per voi che ho voluto soffrire!
E  chi ama come me deve, anch’egli, accettare di soffrire con me; perché solo
      è il rimedio a tutti i mali,
      la medicina che guarisce le malattie dell’anima,
 il prezzo che redime da ogni colpa.
Più grande è il bene che Io voglio realizzare nella vostra vita e più ho “bisogno” delle vostre sofferenze.
Pensi, forse, che siano le tue belle parole, le tue    brillanti iniziative o il tuo “saper fare” a salvare e formare le anime?
      La croce, solo la croce salva:
      la mia e la tua…
 la tua, offerta con amore, insieme alla mia,
 nell’unico “calice della salvezza”.

Perciò non preoccuparti e non scoraggiarti quando hai “la fortuna” di subire le stesse mie umiliazioni, lo stesso mio fallimento e abbandono…
      Lasciati inchiodare alla croce, con me:
Solo così puoi davvero aiutarmi a “generare” una umanità         “nuova”.
Certe tue sofferenze strazianti… certe pene laceranti… sono per te come “le doglie del parto”.
      Accettale volentieri, senza lamentarti…
Vorresti davvero far morire le opere meravigliose che io voglio realizzare in te, proprio quando è “l’ora di darle alla luce?”


4°-  Oh, non preoccuparti se tu ancora non riesci a gioire   
       nelle tribolazioni:
E’ una cosa umanamente “impossibile”.
Ma ci sono Io, c’è la mia Grazia consolatrice:
          “… i giovani e i vecchi gioiranno…
          Io cambierò il loro tutto in gioia,
          li consolerò e li renderò felici”. (Ger.31,13)
   “Sia benedetto Dio, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione…Infatti, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione”.
 (II Cor.1,4).

5°-  C’è però una condizione, che dipende da te:
       Se vuoi lasciarti invadere dalla mia gioia, devi “chiudere la porta”, risolutamente, ad ogni forma di  tristezza o tormento…
(sono i segni o le impronte del tuo “vecchio io” che vuole dominare e non vuole arrendersi al mio Amore).
Quando ti senti invadere dalla tristezza o dallo sconforto, vieni subito a me:
      Immergiti in questo oceano di pace,
          che è il mio Cuore dolcissimo!
      E restaci a lungo… fino a quando “la mia pace”
      non abbia di nuovo invaso il tuo spirito.

4°- Quanti motivi di gioia tu hai, figlio mio:
      La gioia di saperti amato  da me, con amore smisurato
      come se Io  non avessi altri da amare, all’infuori di te!
Tu sei l’oggetto della predilezione del tuo DIO
      (nonostante i tuoi tradimenti…)
quasi che NOI, Padre, Figlio e Spirito Santo, non potessimo fare a meno del tuo amore!
Ma, puoi pensare a questo… e non impazzire di            gioia?…
Io, che sono l’immensità dell’Essere, non bramo altro
    che donarmi a te,che sei il non-essere, il non-amore!
      Io, che sono il Tutto e non ho bisogno di nessuno,
voglio “aver bisogno” di te, che sei il “nulla”:
e ti cerco e ricerco… e busso… e ti supplico di
        “lasciarti amare” e ricolmare dei miei beni!
Non è “incredibile?”… non è sconvolgente tutto questo?
       Ma Io sono Dio per questo:
          per amare e donarmi… E’ questa la mia essenza.
       E mi presento come un povero mendico,
che chiede di donare (non di ricevere)…
       che “ha bisogno” di  amare, (non di essere amato).
--    Che “strano Essere Io sono”!
       Solo chi “si lascia amare come un bambino”
mi può comprendere…e restare incantato!

--    Ma tu… che “strano essere” sei tu!
Sai che la gioia più grande che puoi darmi è di vederti felice del mio Amore,
lasciandoti amare da me”…
       E tu, mi rifiuti questa gioia.
       Eppure sarebbe tanto vantaggioso per te!

5°-  Sii sempre contento, piccolo mio”!
L’unico motivo che potrebbe, in certo senso, giustificare la tua tristezza sarebbe  il peccato, perché ti stacca da me, che sono la fonte della gioia.
Ma ti ho tante volte dimostrato che lo stesso tuo peccato, purchè deplorato e donato a me, può diventare occasione e strumento di santificazione.

Perciò sii contento di tutto:
Contento di essere così fragile
e di cadere tanto spesso…
contento di non sapere amare
          e di non saper soffrire…
contento dei tuoi limiti e dei tuoi sbagli,
          dei tuoi difetti  e delle tue imperfezioni,
che ti appariranno sempre più numerose…
contento di essere realmente “l’ultimo”
e di venire messo da tutti all’ultimo posto…
contento di non concludere nulla
e di vedere fallire ogni tuo proposito
e ogni tuo progetto…
contento nelle malattie e nelle frustrazioni,
nelle contraddizioni e nelle umiliazioni…
contento anche del mio nascondimento
e del mio silenzio…
contento persino della tua difficoltà a sentire la mia  voce
e a capire la mia volontà…

Questa tua contentezza costante è la prova più sicura che tu vuoi realmente “lasciarti amare da me”;
ed è il tuo più ben canto di ringraziamento, il più gradito al mio cuore;
nello stesso tempo, è la più efficace testimonianza al “Dio dell’amore e della gioia”!

6°- Se sei davvero contento, non devi mai cessare di ringraziarmi!
Ripetimi spesso, in qualsiasi circostanza:
                    “Grazie, Signore”!
Ti ringrazio per tutto quello che mi doni…
          e per quello che non puoi donarmi!
Ti ringrazio quando ti nascondi e mi lasci nel buio…
          e quando ti fai “sordo” al mio grido implorante!
Ti ringrazio quando tutte “le porte” mi si presentano
          chiuse… e gli ostacoli insormontabili!
Ti ringrazio quando mi fai “impazzire” di gioia…
          e quando mi fai partecipe della tua mortale tristezza.
Ti ringrazio quando sono  immerso nell’aridità e nelle
          desolazioni…e quando “il nemico mi tormenta
          con ogni genere di tentazioni!
Ti ringrazio per le mie incapacità e debolezze,
          per i miei fallimenti e insuccessi…
Ti ringrazio sempre…anche se “a denti stretti”…
          anche se gli occhi piangono…
          e il cuore geme!

7°-  Figlio mio, sei hai capito davvero chi sono Io,
      devi essere sempre splendente di gioia…
          ma di una gioia semplice e serena,
          senza alcuna posa…
      Attraverso il tuo sorrisomite e umile”,
      deve trasparire la mia gioia amabile e accogliente.

-        Guardati invece  dalla gioia altera ed esuberante di chi vuole mettere in mostra se stesso,
per attirare  tutte le attenzioni e le simpatie su di sé.
VII - “LASCIARSI AMARE” è “A P R I R S I A M E”
1°-  Io sono l’Autore di “ogni dono perfetto”.
      Io solo posso costruire la tua vita “nello spirito”,
      ma voglio costruirla insieme con te:
Per grazia di Dio però sono quello che sono e la sua grazia non è stata vana: io ho lavorato più di tutti loro;  non io, ma la grazia di Dio che è con me”. (I cor.15,10).
Non posso fare a meno della tua collaborazione, dal momento che, con la mia incarnazione, Io e tu siamo “un  
 solo Corpo”,  ” una sola Vita”.
Io e tu: i n s i e m e…
            impegnati nella stessa opera,
             sebbene con ruoli e funzioni diverse:
Io come “Capo del corpo” – tu come “membro”,
Io   da    “Maestro”         -     tu    da  “discepolo”,
Io   da    “ Architetto”      -     tu    da   “operaio”.


2°-  Attento, c’è un solo modo di collaborare con me:
          “Ecco, Io sto alla porta e busso.
          Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la
           porta, Io verrò da lui, cenerò con lui
          ed  egli con me”.  (Apoc.3,20).
Ecco qual è il tuo compito (umile ma grandioso),
la prima e più importante collaborazione che Io ti chiedo:
Aprirmi la porta”.
Solo tu puoi “aprirmela”
E’ la sola cosa che Io “non posso” fare
e che solo tu  devi fare:
Aprimi la porta”, Io entri e “ceni con te”,
          viva cioè in piena comunione con te,
          ti riempia di me, della mia “vita”, dei miei doni.
Questo è lo scopo ultimo della mia opera salvifica:
Farti vivere la mia stessa vita…
Io voglio entrare in te,
per farti vivere in me.
Questa è la vera essenza della vita cristiana:
          E’ la mia “Vita” innestata nella tua:
          “Per me il vivere è Cristo”.  (Fil.1,21).
Per cui “non sei più tu che vivi,
          ma Cristo vive in te(Gal.2,20).


3°-     Questo è il punto cruciale,
          in cui moltissimi (purtroppo) vengono meno:
--   Tu mi lasci entrare in te
      e mi accogli magari con tanto fervore ed entusiasmo…
Ma, a nulla serve, se non mi lasci “vivere in te”,
se non lasci (cioè) che sia Io ad amare, pregare e operare in te…(poiché questo significa “vivere”).

Oh, non aver paura!
Vivendo in te, Io non mi sostituisco a te:
Voglio, al contrario, immergerti in Me,
per compenetrarti di Me
e renderti partecipe della mia gioia,
dei mie sentimenti, delle mie virtù.
Quando “ sono Io che vivo in te”, tu cominci a vivere una vita tutta diversa…immensamente più bella…
          che è tutta tua, proprio perché è tutta mia.
--   Tu mi lasci “entrare” in te,
      ma tu resti fuori di me,
      perché vuoi continuare a vivere di te:
-        a seguire le tue vedute;
-        a pregare a modo tuo;
-        a fare solo il bene che conviene a te;
-        ad andare per conto tuo,
-        ad impegnarti in quelle attività che soddisfano il tuo amor proprio, sfruttando le mie cose per la tua gloria;
     -    a compiere la volontà mia (o dei superiori) solo
           quando riesci a sottometterla alla tua.
--   Mi fai “entrare”, sì; ma mi lasci “aperte” soltanto le  zone  periferiche del tuo essere…
(solo qualche corridoio o qualche angolino),..
mentre il cuore ( o il centro) del tuo “Santuario” rimane  per me chiuso, come una fortezza inespugnabile, perché è dominato dal tuo “uomo vecchio”.
No, figlio mio, non è questo che io cerco…
La tua volontà, la tua mente, il tuo cuore:
Ecco ciò che mi interessa, innanzitutto!
Qui “ Io busso” ripetutamente… senza mai stancarmi…
finchè tu “mi apra”.
Invano ti sforzi di moltiplicare preghiere e comunioni: queste ti giovano nella misura in cui ti chiudi a te stesso
(al tuo “vecchio io”)
e “ti apri a me”.
Io devo impregnare del mio Spirito tutte le tue facoltà,  perché devo fare di te “un altro me stesso”.

Dal momento che “mi sono fatto Carne” in te,
voglio inserire tutto ciò che sono Io
in tutto ciò che sei tu:
il mio pensiero       nella tua mente,
il mio volere           nella tua volontà,
la mia preghiera      nella tua preghiera,
nel tuo cuore            il mio stesso Amore…
cosicché il mio modo di pensare, di sentire, di giudicare,  di pregare e di amare dovrà essere anche il tuo
Solo chi “si lascia amare da me” può giungere a questo.

4°-“Aprimi”, figlio:
     “aprimitutto
     “apriti”  tutto!
      perché Io possa entrare in te da “Sovrano e Signore”.      Se vuoi che Io “viva in te”
            (cioè,che ami, preghi e operi in te),
tu devi essere sempre aperto” a Me.
Aperto a Me”:
cioè, attento ad ogni mio cenno,
     ad ogni mia aspirazione;
in costante ascolto di ogni mia Parola…
      e di ogni mio silenzio;
docile e pronto ad ogni “segno” del mio volere;
disponibile a lasciarti usare e manovrare da Me, in tutti i sensi:
a lasciarti amare quanto voglio Io,
a lasciarti condurre dove voglio Io,
a lasciarti parlare quando voglio Io,
a lasciarti fare come voglio Io,
a lasciarti plasmare, modellare e modificare,
secondo i miei benevoli disegni”. (Fil.2,13).

Vorrei “entrare” nella tua vita, per “convertirla a me”
e orientarla a modo mio”…
e ne ho tutta la forza e la capacità.
Ma tu hai il tremendo “potere” di impedirmelo,
in nome di una religiosità vuota,
che si nutre di devozioni senz’anima.

5°-  Quante “meraviglie” potrei compiere in te,
  se “ti aprissi a me” interamente,
  “lasciandoti amare da me”!
Vorrei poter fare di te (e di ogni battezzato):
il “trono” della mia gloria
               e della gloria del Padre;
il “tempio” santo della mia preghiera
               e della mia adorazione;
il “sacramento”, umile e radioso, del mio Amore
                e   della  mia Misericordia;
lo “strumento” di cui Io possa disporre liberamente,
                per qualsiasi operazione;
il “canale” attraverso il quale vorrei raggiungere tutti
           i miei figli dispersi;
il “campo-base” al quale Io possa appoggiarmi,
           per realizzare i miei progetti più audaci;

Vorrei, attraverso di te, (esile stoppia) potere accendere il “fuoco”, il mio “Fuoco”
in tanti cuori di ghiaccio,
in tante comunità sonnolenti:
Sono venuto a portare il Fuoco sulla terra
  e come vorrei che fosse già acceso”. (Lc. 12,49).
Vorrei”…”Vorrei”ma tu  non me lo consenti,
poiché non sei disposto a lasciarti invadere da questo “fuoco divorante”. (Isaia 30,27  e 33,14).

No, figliuolo, “ il fuoco”  tu non puoi “afferrarlo”
con le tue mani”…
Devi (perciò) “lasciarti divorare, assorbire, trasformare da questo “fuoco” mirabile, che è l’Amore del tuo Dio.

Il fuoco” trasforma in sé (cioè in “fuoco”) tutto quello che tocca…e lo rende incandescente, tenero, duttile,
plasmabile.
Altrettanto fa il “fuoco” prodigioso del mio Spirito:
      Tutto rinnova, tutto purifica, tutto raddrizza…
      Tutto trasforma in Amore, (cioè in me).
Fuoco” io voglio in te in te, figlio mio!
Fuoco” Io voglio in ogni “fedele”, in ogni comunità,
          in ogni gruppo o movimento ecclesiale!
Fuoco” vero, non “fuoco” finto…o dipinto…
 non servono le “chiacchiere”… le belle parole…
 o “i discorsi sapienti, che rendono vana di
 Cristo”. (Cor.1,17).

Ci vuole “il fuoco della Pentecoste”:
che rischiari le tenebre del mondo…
che riscaldi e unifichi i cuori!
L’umanità ne è “assetata”… ne ha urgente bisogno.


6°-  Ma questo mio “fuoco d’Amore” non può  accendere
      nelle menti inzuppate d’orgoglio….. che presumono
 troppo di sé e “non si lasciano amare da me”:
 Accende solo nei cuori semplici, umili, “poveri”,
    che vivono abitualmente immersi nell’oceano di
    “Fuoco” che è Trinità Santissima.
E ora và… irradia questo “fuoco” dovunque stai:
      Questo solo è essenziale…
      il resto conta poco…o nulla!




IX - “LASCIARSI AMARE” è D O N A R S I A M E
- Tutte queste “meraviglie”  “incredibili”  Io vorrei
          realizzare in te.
Ma, per farlo, ho bisogno di un “terreno” tutto mio,
      dove Io sia Tutto…
      dove Io possa tutto:                                                         abbattere e costruire,
          svuotare e riempire,
          sradicare e piantare.
-     Ho bisogno di un “campo”, a mia totale disposizione,
 dove Io possa coltivare e produrre tutti  “i frutti dello
 Spirito”, che mi servono per “il Regno.
-     Ho bisogno di un “centro” tutto mio,
     dove Io parlo…e vengo ascoltato;
     chiamo… e vengo  seguito                  
     chiedo… e vengo collaborato.
    
No, figlio mio: non posso “vivere” e operare in te,
se non mi fai  “Padrone” di tutto te stesso:
                                               (Nessuno può costruire qualcosa
                                               in un locale che non gli appartiene)
Mie devono essere i tuoi pensieri,
               i tuoi sentimenti, i tuoi giudizi;
mie le tue aspirazioni, le tue scelte
               e le tue decisioni;
mia ogni tua gioia e ogni tua afflizione,
               ogni tua fatica e ogni tua delusione:
mia ogni tua difficoltà e ogni tuo problema,
               ogni tua lotta e ogni tua sconfitta;
mio ogni attimo del tuo tempo,
               ogni spazio della tua vita;
      mia, in particolar modo, deve essere la tua preghiera.
                    (ne parleremo più avanti).    

2°-  Quante contraddizioni nella tua vita:
     a parole, mi ripeti continuamente che sei tutto mio;
          coi fatti invece non mi permetti di muovermi se non
                    nei modi e nelle condizioni che stabilisci tu;
          Guai se io mi permetto di toccare i tuoi interessi…
                    o il tuo amor proprio!...
--   Se sei “tutto mio”, non devi volere altro che quello che voglio io:
-        Non posso fare in te ciò che voglio Io, dal momento che sei tutto mio?
-        Non posso prendermi (da ciò che è mio) tutto quello che mi serve?...
-        Perché  ti disperi quando le cose non ti vanno come vuoi tu?
                    Quello che voglio Io è il tuo unico vero bene ---        Se sei “tutto mio”, perché ti abbatti e ti deprimi quando
          non concludi nulla…
     o non riesci  ad andare avanti?
      -      Perché ti tormenti tanto per il passato…
          ti preoccupi per il presente…
          stai in pensiero per l’avvenire?
              Nulla ti deve mai turbare:
          Non ci sono Io, il tuo  “Padrone”,
          che amo e proteggo la mia  “proprietà,
             “la mia diletta vigna”?
               a ogni istante  Io la irrigo,
               per timore che venga danneggiata,
               “io ne ho cura notte e giorno”. (Is.27,2)

-     Se sei “tutto mio”, perché ti lamenti quando la mia
          “proprietà” (che sei tu) gode dello stesso trattamento
            del suo  “Maestro e Signore”?
            “Un servo non è più importante del suo padrone:
              Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche
              voi” . Gv.15,20.
      E’ un onore per te! Dovresti  “rallegrartene”:
             “Beati voi quando vi insulteranno…e, mentendo,
                diranno ogni sorta di male contro di voi, per
                causa mia: Rallegratevi ed esultate”… (Mt.5,12).


3°-  Vedi quanta falsità c’è in tè:
-         Mi doni tutto te stesso, sì,  ma…che me ne faccio
     del tuo dono, se non posso utilizzarlo liberamente?
     Non mi lasci libero di nulla…neppure di pregare
     in te e di effondere in te il mio Spirito.
 Quale assurdità:                            
          “Il Maestro” deve seguire  “il discepolo”…
          “il Padrone” deve fare volontà del “servo”!
-        Mi doni tutto te stesso, ma…vuoi essere sempre tu
     a gestire la tua vita,
          a manovrare la tua attività:
          Tutto vuoi discutere e risolvere tu
          e ti “ammazzi”… e ti agiti senza fine…
      Ma dimmi, donandoti a me, non hai ceduto al mio
      Spirito la direzione della tua vita?  
      Perché, allora, vorresti strappare dalle Sue “mani”
il timone della tua fragile barca…
    persino nei momenti in cui più furiosa
          infuria la tempesta… o nei punti in cui
          più insidiosi sono gli scogli?

--    Mi doni tutto te stesso… ma in realtà,
 non mi fai padrone di nulla
 neppure delle tue miserie e delle tue immondizie:        
          Se sei veramente mio, anche i tuoi errori e i tuoi debiti appartengono a me:          
Non tenerteli stretti…Non stare lì a guardarli, sfiduciato...
     Donali a me, immediatamente!
     Buttali nel mio “inceneritore”…guardando, felice,
               al mio Cuore:
    Qui, anche “il fango” delle tue infedeltà si trasforma
    in sorgente di umiltà e in fuoco di carità.
                    Solo così ti potrò rinnovare,
                    giorno dopo giorno!

4°-  Figlio mio, smetti, una buona volta,
          di recitare questa “commedia”…
Donarti significa cedermi tutto di te…
          appartenere a me interamante,
          senza riprenderti coi fatti
                quello che mi consegni con le parole.
In verità,  tu mi appartieni già, di diritto,
      perché sei una mia creatura, che tutto riceve da me.
Ma Io desidero che sia tu a donarmi liberamente
quello che  Io per amore ho affidato a te.
Questo tuo dono libero è cosa che più mi sta a cuore, perché è la prova e la misura del tuo amore:
      Più tu ti doni a me
          e più Io posso donarmi a te
          e riempirti di me.
Ripetimi spesso, con convinzione e decisione:
          “O mio Dio, Tutte le cose mie sono tue”!
          “Omnia mea tua sunt”!

Te lo ripeto:
      Ogni cosa della tua vita deve essere donata a me,
      senza esclusioni…e senza interruzioni…
Io devo “occupare” e riempire tutte le parti del tuo essere,
come il sangue penetra e vivifica tutte le cellule del tuo corpo.
     Nella vita fisica anche ilpiù piccolo trombo” (o grumo)
     può ostruire il flusso del sangue nel cuore o nel cervello,
     provocando paralisi o morte.
Altrettanto avviene nella vita spirituale:
      Ogni tua resistenza, ogni tuo rifiuto a”lasciarti amare”
           (e quindi a donare tutto a me)
       può bloccare in te “la mia vita” e la mia azione.

Su, “arrenditial mio Amore, finalmente!
          Tuffati in questo “Mare”…di che hai paura?
          Fuori di esso troverai solo morte… o illusioni.
Donandoti a me, temi forse di “perdere” tutto…
e ti ostini allora a tenerti qualcosa per te…
          e resti sempre nell’aria… insoddisfatto e insicuro.
Povero figlio! No, non continuare a ingannare te stesso,

          a nutrirti di surrogati pseudo-mistici,
          a cercare palliativi devozionistici…
Solo donandoti tutto, tu  “troverai Tutto”!
Solo “perdendoti” in me  tu “ritroverai” te stesso!
Lasciati lanciare nella mia “orbita”,
          senza incertezze o titubanze:
Ti sentirai pienamente realizzato…
          e non ti fermerai più.
      (“Arrendersi” significa: cedere le armi…smettere di avanzare…consegnare tutto a me...)
X - CHI “SI LASCIA AMARE” GODE DI UNA GRANDE PACE
1°-  Figlio mio, vivi sempre nella pace,
          “nella  mia  pace”!
      Ti voglio sempre sereno… e sicuro di Me.
L’anima  “donata”  non  si  abbandona  mai  allo  sconforto
o al turbamento.
Non ne ha il motivo:
Tutta intera la sua vita, con le sue complicazioni e i suoi problemi, l’ha messa nelle mani di  Colui che sa trasformare in bene anche i mali più terribili e irreversibili.
Essa non si appartiene più:
      perciò non si occupa più di sè;
      non le interessa più nulla:
          il fervore o l’aridità,
          la gloria o l’umiliazione,
          la riuscita o il fallimento…
      sono tutte cose che interessano al “Padrone”,
      dal quale si sente teneramente amata.
Chi “si lascia amare da Dio” si abbandona tranquillamente
      a Lui, lasciando che sia il Suo amore a regolare e
      dosare  ogni cosa nella sua vita.
Dal momento che si è donato tutto a Lui,
      egli non è attaccato più a nulla
      e non cerca più nulla…
perché ha trovato l’Amore, che è  T  u  t  t  o.


2°-  Nei momenti più difficili e burrascosi, ricordati che
      ti sei donato…e godrai di una grande pace: 
Qualunque cosa ti accada, tu non hai nulla da perdere,
perché tutto ciò che è tuo appartiene a me,
      anche le cose più negative e più inquietanti.

A) -    Ti senti l’anima  “a brandelli”?
          “Lasciati amare da me”!
      Sei  “cosa mia”:
          A me tocca ricucire ogni strappo e  ogni guasto.
B) -    Sei oppresso dal peso di tante colpe?...
          (tanto male commesso...
          tanto bene non compiuto…
          tanto tempo perduto…
          tante occasioni mancate…?
     “Lasciati amare da me”…e non abbatterti mai!
      Lasciati perdonare…settanta volte sette, senza fine…
      A me tocca pagare i debiti dei miei figli “più piccoli”.            Con Me, niente e nessuno è irrecuperabile:
      Io (e solo Io) posso farti recuperare
          tanti “tesori” perduti…tante grazie sciupate!

C)- Hai l’anima coperta di ferite e di piaghe
          che si riaprono sempre?...
          “Lasciati amare da me”…
      Lascia che Io mi chini a baciarle…e a medicarle
          con “il vino” della mia fortezza
          e   “l’olio”   della mia tenerezza.
      Tu non toccarle…(e non guardarle):
          non si rimarginerebbero mai.
      Solo il mio Amore ti può guarire,
          non le tue introspezioni o le tue tensioni interiori:      “Il Signore risana i cuori affranti
       e fascia le loro ferite”. (Salmo 146).

D)-     Sei tormentato da tentazioni di ogni genere?...
          Ti senti attaccato da tutte le parti?...
      “Lasciati amare da me”… sempre di più:
      Ti sei donato a  me, mi hai ceduto tutto di te:
          Lascia che sia Io a difendere la mia “eredità”.
      Non affannarti a combattere tu contro satana:
          tu non puoi vincerlo, è più forte di te.
          Non sottovalutare la sua astuzia, che è più insidiosa
          di quanto tu possa pensare:
      Quando egli ti vede con me, si ritira sconfitto,
      ma torna subito al contrattacco… e ti chiama
      fuori, allo scoperto…e ti presenta mille lusinghe,
      per intrattenerti a discutere con lui.
          E’ questa la tattica che usa “il leone ruggente,
          per divorarti” più rapidamente.
      E Io, che posso tutto, devo assistere “impotente”
          alla tua sconfitta!...
      Si, perché la tua presunzione e la tua sfiducia
          bloccano la mia onnipotenza.
      Quale angoscia… povero figlio mio!
      No, torna indietro… dove vai nell’infuriare della
      battaglia…sotto i colpi insidiosi del “nemico”?
          Solo Io posso proteggerti dai suoi assalti.
          Io, che sono “il Signore potente in battaglia”.(Sal.24)

          Solo Io posso riportare vittoria su di lui:
          “Solo nel Signore si trovano vittoria e potenza”.
                                                                          (Is.45, 24)
      Lascia a me ciò che mi appartiene:
          “Al signore appartiene la vittoria”. (Pro.21.30).         
Ma, (te lo ripeto) Io non posso proteggerti, se tu cerchi  il rifugio o la vittoria dove non si possono trovare.           
      E’ vero che tu gridi aiuto e invochi la mia forza,
      ma Io non posso comunicarla, se tu ti stacchi
      dalle mie braccia sicure, per appoggiarti alle
      tue instabile forze:
        ”Il re non si salva per un forte esercito
          ne il prode per il suo grande vigore
          Ecco l’occhio del signore veglia su chi lo teme,
          su chi spera nella sua grazia,
          L’anima nostra aspetta il Signore:
          egli è nostro aiuto e nostro scudo(Sal.32)

3°- Ascolta ora alcuni consigli che ti saranno di grande aiuto:

a)-“Non aver paura” del demonio: l’umiltà lo annienta,
          (lui che è l’orgoglio personificato);
      soprattutto l’umiltà dei “piccoli”,  i quali sanno di non
          poter nulla e ricorrono prontamente a me.
-     E c’è una umiltà specialissima, che lo costringe a scappare, l’umiltà della “piccola Serva del Signore”:
                    M A R I A, umiltà fatta persona
          “terribile come esercito a vessilli spiegati”. (Ct.6,10)

-     Al contrario, è l’orgoglio che ti rende fragilissimo
     di fronte al demonio.
Guardati dalla presunzione:
     ”Colui che si sente sicuro di stare in piedi
       guardi di non cadere”.  (I Cor.10,12).
Solo dei “piccoli”  satana ha paura, perché solo “i piccoli”  sono veramente  umili:
     solo “i piccoli” si lasciano amare e difendere da me,
     soltanto essi, perciò, possono avere nella mani
     la mia “potenza” e riportare la mia “vittoria”. 
Non preoccuparti, perciò, se il demonio moltiplicherà
     contro di te i suoi attacchi…
     che potranno diventare sempre più furibondi.

b)- Quando sei assalito dalla tentazione
          (soprattutto da certe tentazioni),
non indugiare, neppure un istante, a discutere con essa,
      neppure per cercare i motivi della tua resistenza…
      o per convincerti della bruttezza del peccato.
(Non puoi rimettere continuamente in discussione       quei  principi morali che ti hanno  spinto a fare  scelte tanto  sicure ed esaltanti!):
           “Confida nel Signore con tutto il cuore
      e non appoggiarti sulla tua intelligenza”.
     Pensa a Lui ed egli appianerà i tuoi sentieri”.
                                                                  (Prov.3,5).
c)-  Perciò, quando ti senti tentato, corri  subito
 tra le mie braccia,
     “come un bimbo” che si sente minacciato:
Rifugiati nel mio Cuore o nel Cuore della Madre
e  non uscire mai, (neppure un istante) da questa
fortezza inespugnabile”:
          Da qui puoi colpire meglio,
           senza essere colpito!
               Qui troverai la forza e la serenità:
Il Signore è una torre fortissima;
  il giusto vi si rifugia ed è al sicuro”. (Pro.18,10).
E ripetimi spesso:
Dio mio, salvami… guariscimi… liberami…
     solo in Te è la mia speranza, la mia forza
     e la mia  ”sicurezza”!     
      Vedrai, l’attacco passerà presto,
     (più presto di quanto credi);
 Il ”nemico”  si ritirerà sconfitto…
     e tu godrai di una pace incomparabile!

d)- Perché ti affliggi tanto di fronte alle tentazioni, come se fossero per te        la più grande disgrazia?...
          Sapessi quanto bene portano alla tua anima
          “i diavoli scatenati”, con tutte le loro tentazioni!
Tanti tuoi fratelli più saggi hanno dichiarato che sono state proprio le tentazioni più forti a far  loro capire la
      “povertà” della loro anima…
      e la necessità della preghiera e della penitenza.
Le tentazioni (e le stesse debolezze e cadute) possono  diventare mezzi di grazia e di santificazione,
      dandoti una forte spinta in avanti.

e)-  Un’ultima raccomandazione, per incoraggiarti a vivere sempre nella “mia pace”:
Forse, anche tu, ti lasci travolgere dall’angoscia e dal pessimismo, di fronte  “all’avanzata inarrestabile” del  “regno di satana”, che sembra travolgere la resistenza dei pochi fedeli.
Sì, è vero, il mondo di oggi sembra  “impazzito”:
l’indifferenza religiosa, il materialismo pratico,
la corruzione e la violenza avanzano sempre più…
fino a imbrattare e profanare l’intera umanità!
L’uomo rinnega il Suo Creatore, per sostituirsi a Lui…
in una ribellione generale…mentre si moltiplicano
le sette sataniche e gli adoratori di satana.
Ma “non abbiate paura”: “la luce” è più forte
        delle “tenebre”.
No, “non prevalebunt”: “le potenze infernali non potranno
       avere il sopravvento”. (Mt.18,18).
La vittoria è sicuramente mia e del mio “ piccolo gregge”:
      Non v’è alcun dubbio!
I piccoli”, che “si lasciano amare e condurre da me”,     saranno i miei più potenti collaboratori,
perché solo nella “debolezza e stoltezza”  dei  ”piccoli” Io          posso  operare   tutte “le meraviglie”  che voglio.
      senza che  “nessuno possa gloriarsene!”... (I Cor.1,27)

4°)- Tutte le cose che ti ho detto sin qui si possono sintetizzare in una sola espressione:
          “diventare piccoli come i bambini”…
avere l’atteggiamento abituale del “bambino”, che si lascia portare dalla mamma o dal papà, solo ad essi si appoggia…e non cerca altro:
     “Io sono tranquillo e sereno come un bimbo svezzato          in braccio a sua madre”.  (Salmo 130).
Voglio “convertirti” alla “piccolezza evangelica”!

Rileggi spesso le salutari riflessioni contenute in alcuni libretti della stessa collana, che ti faranno innamorare sempre più dell’ideale evangelico della “piccolezza”:
Comprenderai, sempre meglio, che, “se non si diventa  piccoli come i bambini” è impossibile
convertirsi” ad una vita cristiana autentica,
penetrare nella semplicità di Dio e del suo “Regno”, crescere spiritualmente…fino a diventare “il più piccolo”, come me, come Maria, come tutti i Santi.

Soltanto ”i piccoli” si lasciano amare da Dio”.
Ma è altrettanto esatto affermare che solo chi “si lascia amare da me” può diventare veramente “piccolo”.
Come vedi, le due verità si completano a vicenda, quasi si equivalgono:
Il “ lasciarsi amare”  è la caratteristica principale della “piccolezza”.
Lasciarsi amare” ti dice anche che nessuno è capace di diventare “piccolo”   con la propria  “buona volontà”;
      solo Dio ti può rendere “piccolo come un bambino”,
a condizione che tu  “ti lasci amare”, condurre e  trasformare da Lui.        
XI - "LASCIARSI AMARE” è LASCIAR PREGARE LO SPIRITO
1°- “Lasciati amare da me” soprattutto nel momento della
        preghiera, da cui dipende tutto il resto.
Lascia che sia il mio Spirito a pregare in te,
      perché la tua preghiera “si rinnovi” sempre più
      e “ti rinnovi” sempre più:
          Lo spirito stesso prega con insistenza per noi,
          …poiché lo Spirito intercede per i credenti
          secondo i disegni di Dio”.  (Rom.8,26).            
Cosa mia è la preghiera:
      In essa Io effondo me stesso,
      la mia luce, il mio Amore, la mia pace!
           (vedi “Parla o Signore” – da pag. pag. 24).     
L’uomo che sta in preghiera si trasfigura;
diviene, come me, capace di tutto…
      diventa “un altro me stesso”!
Povero figlio, hai la mia potenza infinita nelle mani
      e te la lasci sfuggire!...

2°-  La tua preghiera non è ancora la mia preghiera.
      La tua preghiera è ancora troppo piena di te…
      è troppo ingombrante la tua preghiera:
è impastata di sentimentalismo e di falso fervore, di tensione e di complicazioni di ogni genere…
      Quando ti metti a pregare, sei sempre tu ad andare
      avanti e ad occupare il tempo della preghiera,
      rendendo vano proprio il momento privilegiato della
mia Presenza.
      Peccato davvero!
Tu reciti tante preghiere… Ma nella tua preghiera
 Io non ci sono, o come se non ci fossi;    
ci sei soltanto tu:
     con i tuoi ragionamenti,
          con i tuoi affetti,
          con le tue domande:
      Non fai altro, nella preghiera, che parlare di te,
          delle tue difficoltà, delle tue paure,
          dei tuoi problemi,
          dei tuoi bisogni…
      Sei tu il centro della preghiera, (non Io):
          parli sempre tu,
          ami solo tu (o ti illudi di amare),
          invadi tutto tu…
      Nessuno spazio per me nella ”tua” preghiera,
      neppure nelle tue “visite”, adorazioni e comunioni
          che rimangono (per lo più) senza frutto,
          perché non ti mettono in comunione con me,
          con la mia parola, con il mio volere.
      Nella ”tua” preghiera non c’è l’incontro fra te e me,
      ma fra te e te stesso:
          tu non dialoghi con me, ma con te stesso.


3°-  Quando preghi,  non conta tanto quello che tu dici
      a me, quanto quello che Io voglio dire  a te…
-         non conta quello che Io ascolto da te,
     (mi ripeti  spesso ”ascoltaci o Signore”,  come
       se Io potessi distrarmi o fare il sordo).
-         ma quello che tu ascolti da me.
      Io devo essere il centro della tua preghiera:
Lascia che ti parli di me, della mia Vita intima
      che ti faccia capire qualcosa del mio smisurato Amore.
Quante cose meravigliose ho da dirti…
      Ma tu ascolti solo te stesso.
          Me devi sentire nella preghiera!
Sono quelli i momenti preziosi, in cui posso farti capire i miei desideri, ”indicarti le mie vie,
insegnarti i miei sentieri”.

La tua preghiera deve essere
          più ascolto che parole,
          più contemplazione che ragionamento,
    più adorazione che supplica,
    più ricezione che offerta.
Nei miei incontri con te Io vorrei potere riversare nel tuo cuore i torrenti della mia Grazia,
      effondervi tutta la dolcezza e la forza del mio Amore…
      Vorrei potermi donare a te interamente…
          riempirti, saziarti, inebriarti di me…
          inondarti della mia Luce, della mia Pace!

-        Figlio mio, dammi, finalmente, la tua preghiera!
Mi ripeti che vuoi donarmi tutto…
      Ma non mi cedi la cosa che più mi sta a cuore,
      cioè la preghiera:
          è nella preghiera, infatti, che (ordinariamente)
          Io mi manifesto.
Fino a quando la tua preghiera non sarà tutta mia,
      Io non potrò comunicarmi a te, come vorrei.

Ah, se mi facessi veramente “Padrone” della tua preghiera,
      di tutto il tempo, di tutto lo spazio della tua preghiera…
      cosi che potessi condurla come voglio Io…
                    e potessi “aprire” e “chiudere”,
          “entrare e uscire”…quando voglio Io
Se cedessi a me (nella preghiera) la tua intelligenza,
      il tuo sentimento, la tua volontà…
così che potessi usarli  Io, come strumenti per comunicare con te:
          quanti doni potrei effondere nel tuo spirito…
          e quanto bene potrei realizzare nella tua vita!

4°- Da qui, dalla preghiera, ha inizio il cammino della vera
      “conversione”.
Se non diventa mia la tua preghiera, non può diventare mia
la tua vita.
E’ nella preghiera, innanzitutto, che devi “lasciarti amare
e lasciarti fare da me”.
     Invece, proprio in questo tempio santo, che è la preghiera, vuoi comandare e dirigere tu ogni cosa:
     sei tu che prendi l’iniziativa…cominci sempre tu
          sei tu che regoli il nostro colloquio…
     sei tu che decidi persino quello che devo fare Io
     e quando posso parlare, (se me lo permetti tu)…

5°-  No, figlio mio!..La tua preghiera deve cambiare:
         Se non cambia la tua preghiera,
          come può cambiare la tua vita?
      Se non ti lasci dirigere nella preghiera,
      come può il mio Spirito guidare la tua vita?                 
Quanta rigidità e fissità nella tua preghiera:
      sempre monotona, chiusa, impenetrabile a qualsiasi
      raggio o soffio dello Spirito.
Se tutta la tua vita di Fede deve essere un cammino inarrestabile verso la perfezione, deve esserlo soprattutto la
      tua preghiera, che ne è la sorgente:
Non puoi restare fermo sempre agli stessi schemi
      e agli stessi metodi di preghiera;
non puoi continuare a pregare sempre alla stessa
maniera, come quando, tanti anni fa, hai imparato a pregare.
Tutto cambia, progredisce e si rinnova nella vita...
      La tua preghiera, invece, è sempre uguale:
          “No, la tua orazione di oggi non può essere
            quella di ieri, ne quella di domani”. (op.c.).

6°-  Ascolta:
      Più andrai avanti nel cammino della preghiera
      e più ti renderai conto di non sapere pregare!
              (Non scoraggiarti: è segno che la tua preghiera
                progredisce).
Più andrai  avanti… e più sentirai il bisogno di
          tirarti indietro dinanzi a me, per cedermi il posto.
      Tirarti indietro:  proprio così, perché tu ti muovi
troppo…fino ad occupare tutto lo spazio mio della preghiera…vuoi correre avanti a me…più di me…
mi anticipi sempre, vuoi cominciare sempre tu…
vuoi fare tutto tu, perché confidi troppo in te stesso.
Senti (a proposito) che cosa ho detto un giorno alla mia “piccola serva” Suor Consolata Betrone:
Consolata, godo in te, perché posso fare quello che voglio e perché faccio Io tutto in te. Dimmi, tu sai con quanta cura e con quanto amore una mamma fa il vestitino al suo bimbo: vi mette proprio tutto il cuore.
    Ora, se il bimbo non la lasciasse fare, perché il vestitino…vuol farlo lui, contristerebbe la mamma”.

E’ difficile capire questo, ma è importantissimo.
No,  figlio mio, devi “ritirarti dai territori occupati” 
e lasciarti “invadere” dal mio Spirito,
       soprattutto nella preghiera:
     “Non è il tuo avanzare verso di me che ti fa  progredire,
       ma il tuo indietreggiare di fronte a me. (Lafrance,o.c.).

-  Quando vuoi pregare,  ferma la tua intelligenza:
--        Spegni le tue luci
   e lascia che sia Io ad accendere  in te la luce,
     perché “Io sono ”!
 Lasciati inondare dalla luce della mia preghiera.
  “La vera orazione si fa sempre di notte”,
          (ti insegna S. Giovanni della Croce)
di notte”: cioè quando tu non ti accorgi di essere
in preghiera, perché non stai pregando tu,
ma in te sta pregando il mio Spirito.
--    Quando vuoi pregare, resta in silenzio, per un po’, senza dir nulla…senza pensare a nulla…Lascia che cominci Io: “La vera orazione è un atto di attenzione  e
                    di consenso a Dio”. (Lafrance, o.c.).
--    Quando vuoi pregare, ferma il tuo sentimento:
      Non è il tuo fervore o il tuo “fuoco” che mi attira a te,
          ma il tuo “vuoto”…
      non il tuo movimento verso di me,
          ma la tua quiete.
      Io devo dirigere e regolare il tuo rapporto con me:
      “Noi non sappiamo neppure come dobbiamo pregare”.
Perciò, non affannarti e non angustiarti, per riuscire a
      concentrarti come vorresti.
Al contrario, rilassati…ferma tutto dentro di te,
          (persino il respiro, se fosse possibile)
      e mettiti nell’atteggiamento del “povero”,
      che non possiede nulla… e tutto si aspetta da Dio.

8°- Non mi stancherò di ripeterlo:
      Pregare non è venire a trovare o incontrare Me,
                    ma lasciarsi trovare e incontrare da Me.
                    Sono Io che ti vengo a cercare,
                             sapessi con quanta brama!
      Pregare non è donarmi qualcosa.
                    Sei “povero”: nulla puoi donarmi
                        (perché tutto ciò che è tuo è dono mio),
solo la tua ricettività, cioè la volontà
di accogliere i doni che Io voglio farti.
      Pregare non è (essenzialmente) chiedermi qualcosa,
ma desiderare di ricevere tutto quello che
Io voglio donarti:
      Il mio desiderio di donarmi Tutto e di donarti tutto
      è infinitamente più grande del desiderio che hai tu
      di ricevere da me.
Si,  devi pregare a lungo… devi supplicare,  sempre;    ma
-     non per convincere me a seguire te,
          ma per convincere te a seguire me…
          e a fare tutta la parte che Io voglio da te;
-     non per dare più valore e più forza alle tue richieste,
ma per rendere il tuo spirito più attento e più disposto ad ascoltare i miei inviti;

-        non per piegare o per aprire il mio Cuore, (che è
                sempre aperto e traboccante),
          ma per intenerire e spalancare il tuo cuore,
               che, abitualmente, è chiuso e sordo ad ogni
                ispirazione del mio Spirito.

--    Non sei tu che “bussi” al mio Cuore;
          Sono Io  che ”busso” continuamente al tuo cuore,
          perché “si apra” al mio Amore.

9°-  Un ultimo suggerimento, che li riassume tutti:
      Non preoccuparti se tutte queste spiegazioni
      hanno forse accresciuto in te la confusione:
          (Ora ti appare forse più difficile pregare)…
Ma non aver paura…e non avere la pretesa di cominciare subito a pregare bene.
          (Molto spesso, la preghiera che piace di più a me
      è quella che piace meno a te, o che ti soddisfa di meno).

Rivolgiti, più di prima, al Maestro della preghiera:
Signore, insegnami a pregare”

Non dimenticare mai che la preghiera (quella vera)
      non è opera tua, ma dello Spirito Santo, che è in te:
Quando vuoi pregare, invoca sempre il mio Spirito, che è Spirito di Preghiera:
      ”O Spirito Santo, vieni in me:
       Prega Tu in me, che non so pregare”.
Ma poi dovrai lasciarlo libero di pregare in te come vuole Lui, non come hai sempre fatto tu…
      senza volerlo imprigionare nelle tue abitudini,
      nelle tue “pratiche” o nei tuoi schemi.

Credimi: Pregare con Me,  “nello Spirito” , è molto più
semplice e bello di quanto tu possa immaginare…

Te lo ripeto ancora: lascia pregare in te il mio Spirito:
      e ogni cosa in te diventerà preghiera,
          cioè unione amorosa con Dio.
      Io tu diventeremo ”una sola cosa”,
      come Io sono “una sola cosa” col Padre:
          “O Padre, Io in loro e  Tu in me. (Gv.17,23).
Non ci lasceremo mai…ma faremo ogni cosa insieme:
          Insieme pregheremo, insieme ameremo,
          insieme agiremo, insieme parleremo,
          insieme opereremo il bene,
          insieme soffriremo e ci offriremo al Padre,
            insieme andremo al “PADRE”,
              facendo “la sua volontà”,
              (che è lo stato più perfetto della preghiera),
          insieme andremo ai fratelli,
          insieme cammineremo per le strade del mondo
              a seminare amore…a portare salvezza!
      Oh, miracolo della preghiera!
      Si può dare “meraviglia” più grande di questa?
          “Egli solo ha compiuto meraviglie: eterna è la sua misericordia”. (Salmo 135,4).
XII - “LASCIARSI AMARE” è LASCIARSI CONDURRE DALLO “SPIRITO”
Se vuoi crescere davvero nell’amore e in tutte le altre virtù, devi tener conto di una legge fondamentale del cammino spirituale:
          (Non sono sufficienti la buona volontà
             o gli sforzi di ogni genere).
1°-  La vita spirituale è un cammino progressivo,
      che si compie in varie tappe.
Ogni tappa ha caratteristiche ed esigenze diverse, che bisogna conoscere e rispettare:
Sarebbe un errore fatale usare sempre, in qualsiasi tappa, gli stessi mezzi o gli stessi metodi.
Per maggiore chiarezza, te le voglio raggruppare in due tappe. Eccole, semplificate al massimo:

a)-  All’inizio, devi allenarti a camminare “con i tuoi piedi”…sempre dietro a me o accanto a Me:
          Dovrai fare molti esercizi di pietà, di meditazione, di
          mortificazione e di penitenza…e lottare con tutte le tue forze per vivere in Grazia e per praticare le virtù.
Ma l’entusiasmo e il fervore delle prime esperienze ti renderanno più bello e più agevole il cammino.

b)-  Man mano che vai avanti nella vita spirituale, la strada
      si va facendo sempre più ripida e scoscesa…
              le insidie più nascoste e imprevedibili…
              e il cammino diventa sempre più difficile:
Ti può accadere (con tua grande rabbia) di inciampare ad ogni passo…e la meta ti appare sempre più lontana.

      Allora sarai portato istintivamente a sforzarti di più…
          a lottare con maggiore tensione e accanimento…
          a moltiplicare le tue preghiere e pratiche spirituali…
Ma tutto ti apparirà inutile: le tue forze non ce la fanno più ad andare avanti…e sarai tentato di tornare indietro, scoraggiato e deluso:   
          “La santità non è fatta per me”, andrai ripetendo.

2°- Povero figlio mio, fatti coraggio:
      No, non sei diventato più debole…o più cattivo…
                    (anche se è vero che cadi più di prima).
Sei, piuttosto, andato avanti… più in alto…
    e hai bisogno di metodi e di mezzi diversi,
    per continuare a salire.
Non sei cambiato tu, né la tua volontà:
    è cambiato il livello e la natura della strada:
a)-  Prima, la strada che percorrevi era un alternarsi
              di pianure e di salite, più o meno facili.
Ogni tanto incontravi dei sentieri irti e tortuosi…ma potevi percorrerli “con i tuoi piedi” (anche se a fatica), tenendoti per mano al Papà tuo dolcissimo.

b-   Ma ora, di fronte a certe “pareti” ripidissime e abissali,
    tu non puoi più nulla:
        non puoi continuare a poggiarti sulle tue  “gambe”
        o ad arrampicarti “a forza di braccia”:
    Devi fermarti… e  “lasciarti portare” da me.

a)- Prima, in qualsiasi difficoltà, trovavi il tuo rifugio e il
      tuo sostegno nella preghiera:
          ti immergevi in essa e ritrovavi la forza e la gioia per
          proseguire.
b)-  Ora, invece, non riesci più a pregare né a meditare…
          non senti più niente…
      ti  sembra di aver perso tutto:
          la luce della Fede,
          la gioia della Speranza,
          il fervore della Carità.
Credi di essere precipitato giù, in un abisso di tenebra e di impotenza!
      -   “Non c’è più nulla da fare”  -  vai ripetendo:
            E’ finito tutto…senza alcuna speranza,
              perché si è inaridita la sorgente stessa della speranza,
              che è la preghiera!”-

3°-  No, non è finito nulla; proprio ora, anzi,
          comincia tutto:
a)-  E’ finita la prima tappa del tuo viaggio,
      che era fatta prevalentemente di sentimento,
          di fervore sensibile, di soddisfazioni spirituali:
          Eri legato “più alle consolazioni di Dio,
               che al Dio delle consolazioni”;
          eri stimolato più dalla riuscita dei tuoi sforzi,
               che dalla fiducia nella mia Grazia.
Era ancora il tuo io” il centro di tutta la tua vita:
     cercavi te stesso, contavi su te stesso.
          Tutto in te era impastato di orgoglio raffinato,
                di presunzione, di golosità spirituale…
          persino le attività più sante e più benefiche.   
b)-  Ma ora Io devo purificarti ed elevarti sempre più.
      E’ arrivato il momento (ed è proprio questo)
      in cui tu devi poter ripetere, come Giovanni Battista:              “Bisogna che Egli cresca e io diminuisca”.             Deve morire in te  “l’uomo vecchio”,
          perché “venga alla luce”  “l’Uomo Nuovo”.
      Deve essere scolpita in te la mia immagine divina:
          i colpi vibrati da me nella tua “carne viva”
    saranno dolorosi, ma salutari…Vedrai
quali “meraviglie”!Solo il mio Spirito le può compiere.    


4°-  In  questa  nuova  fase  del  tuo  cammino  spirituale
          si  va  realizzando  in  te  (quasi inavvertitamente)
      un cambiamento sostanziale:                   
a)-  Non ti interessa più “fare”, maessere”:
Essere in Me, immerso nel mioEssere”…
Ti vai sempre più convincendo, per esperienza diretta, che “sederti ai miei piedi, come Maria,
        per guardami e ascoltarmi”,
è davvero “la sola cosa  di cui c’è bisogno…
è la parte migliore, che non ti può essere tolta”
da nessun’altra cosa, da nessun altro interesse (Lc.10,38).
L’orazione ti appare, sempre più, come la condizione e la sorgente di ogni bene autentico e di ogni agire perfetto.
Invaso interamente dall’Assoluto, sei portato a relativizzare ogni cosa:
          anche le cose più sacre,
          anche le attività migliori…
Tocchi con mano, sempre più, che sono Io che faccio tutto,
da me deve partire tutto…e tutto devi aspettarti da me:
      Dalla “contemplazione del mio volto” scaturisce e si alimenta ogni tua azione…
      e non sarà più “l’azione” ad assorbire o soppiantare “la contemplazione”.           
b)-  Ma è proprio la tua preghiera a registrare
          la trasformazione più profonda,
      perché, ora, non sei più tu che preghi,
      ma  “è il mio  Spirito a pregare in te”:
        ”Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché noi non sappiamo neppure come dobbiamo   pregare, mentre lo Spirito stesso prega Dio per noi,
          con sospiri che non si possono spiegare a parole”.
                                                                     (Rom.8,26)
E tu sei portato, sempre più, a tacere
      e a far tacere ogni cosa dentro di te (pensieri, parole,
                               preoccupazioni, sentimenti, affetti…)
      per ascoltare tutti i ”sospiri” del mio “Spirito”.
Il tuo spirito si muove “quasi in punta di piedi”,
      spegnendo qualsiasi rumore interiore ed esteriore.
Più progredisci nell’orazione e più domina dentro di te
il silenzio, che è l’atteggiamento più giusto di fronte alla “Parola” che ti risuona dentro.
                    (Certo, anche il silenzio nella preghiera deve essere
         regolato dal mio Spirito: un silenzio “a tutti i
         costi” e in ogni momento potrebbe  diventare causa
         o fonte di distrazioni incontrollabili.
                       Per evitare ciò, ti consiglio di alternare il silenzio (o la preghiera di ascolto) con qualche invocazione appropriata (o giaculatoria)…o con qualche parola del Vangelo, ripetuta lentamente).
c)-  Anche il rapporto di comunione e di collaborazione
          tra noi due si va modificando:
Man mano che tu progredisci, l’iniziativa divina diviene, sempre più, predominante nella tua vita;
      mentre la parte che svolgi tu diviene, sempre più relativa e subordinata.
Come fa ogni artista che vuole realizzare un’opera d’arte, lo Spirito Santo, all’inizio, fa compiere a te stesso, sotto la sua direzione, tutto il lavoro di preparazione e di “sgrossamento”.
      Ma certe “rifiniture”... certi “finissimi ceselli” interiori solo  LUI, l’Artista divino, può compierli in te.
      Se non confiderai più nelle tue forze e “ti lascerai amare e condurre docilmente dal mio Spirito,
Egli ti introdurrà in una realtà interiore tuttanuova”,  nella quale è Lui che ispira,  crea, manovra e perfeziona ogni cosa.

Egli, certamente, non ti lascia mai in disparte, perché vuole che in te tutto sia opera Sua e, insieme, opera tua.
Ma il tuo atteggiamento, ora, è profondamente mutato:
      -   non più attivismo agitato
          o protagonismo esasperato,
      ma attività distaccata e serena,
          (come se fosse “un Altro a fare ogni cosa in te).

Non temere che questo tuo atteggiamento, cosiddetto “passivo”, ti conduca lentamente al disimpegno.
      “Passività”, qui, non significa inattività,
                    (come nel linguaggio comune)
        ma attività ispirata e guidata dall’alto, e perciò
passività super-attiva”, molto più feconda, calibrata,
      incisiva ed efficace:
      ti affannerai di meno… e otterrai di più.

5°- Hai compreso (finalmente) che c’è un Maestro infallibile e buono, che dirige tutta la tua vita…
      e perciò non ti preoccupare più di nulla:
      non ti spaventi se si inaspriscono le tue lotte e le tue  difficoltà…non ti scoraggi se non ti riesce nulla…
      se fallisce ogni tuo proposito.
 Io solo conto ora per te: Io e il mio Amore,
     Io e  il  mio divin Volere,
     Io che  “trionfo nella tua debolezza”
          e nel “fallimento” dei tuoi progetti,
    Io che  “so scrivere dritto anche su linee storte”.
C O N C L U S I O N E
    Tutte le cose che ti ho detto in questo libretto potrebbero apparirti una pura teoria, destinata ad infrangersi nel duro scontro con la realtà quotidiana, che è tutta diversa, imprevedibile, contraddittoria.
      No, figlio mio, non è così:
Ciò che crolla nell’impatto con le situazioni sconvolgenti di ogni momento non è la mia Parola, ma la tua…
non sono i miei suggerimenti, ma i tuoi proponimenti.
      Ma proprio qui si rivela la preziosità di questa mia proposta, che è l’unico rimedio alle miserie e alle contraddizioni della tua vita:
 Quando tutto ti crolla addosso, “non temere”,
 ci sono Io, c’è il mio Amore, indefettibile e
 incommensurabile…
Vieni, figliolo… appoggiati a me,
      soprattutto nei momenti di desolazione!
Aspettati tutto da me Vedrai cose mirabili:
      “Mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie” (Sal.91).
      Abbandonati a Me…”lasciati amare da me”…
      e tutto ciò che di negativo c’è in te diverrà una molla di
      elevazione e di progresso:
La terra bruciata diventerà una palude,
il suolo riarso si muterà in sorgenti d’acqua”…
lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto”… (Is.35,7).
E ancora: “La luce della luna sarà come la luce del sole
e la luce del sole sarà sette volte  di più, quando il   Signore curerà la piaga del suo popolo e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse”. (Is.30,26)
ATTO di DONAZIONE
Mio Dio, voglio donarmi a te:
Voglio essere tutto tuo, sempre tuo!
Ti cedo tutto di me:
          corpo e anima, mente, cuore, volontà.
Metto ogni cosa mia nelle tue mani:
          tempo, salute, lavoro, progetti…
          problemi e difficoltà di ogni genere,
          lotte e tentazioni,
          debolezze e tribolazioni…
senza volermi mai riprendere nulla
con i miei tormenti e le mie preoccupazioni.
Nulla più mi preme, al di fuori del tuo Amore!
      Questo solo io bramo, questo io ti chiedo:
      “L a s c i a r m i   a m a r e   d a   t e”…
      Lasciarmi invadere, plasmare, manovrare da te,
      senza mai dubitare del tuo Amore.
Mi arrendo a Te, con assoluta fiducia e serenità.
Vivi Tu in me:
      Parla, prega, ama tu in me…
      Opera tutto ciò che vuoi in me:
          Conducimi dove vuoi…
          Usami come vuoi…
          Visitami quando vuoi!
Che io accetti contento qualsiasi cosa vorrai
          disporre sul mio conto.
La gioia sia il segno della mia totale appartenenza a te
e la prova che io mi fido di Te,
           o mio Dio e mio Tutto, “mia roccia in cui confido”.

Don Liborio Tambè