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lunedì 2 marzo 2015

IO SONO....



«Vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi!» (1 Gv 1,2)
Quando Gesù apre la sua bocca noi ascoltiamo parola di Dio, riceviamo amore di Dio, siamo chiamati a modificare il pensare e l'agire su quello di Dio. Gesù si è presentato molte volte alle folle e ai suoi discepoli con l'espressione «Io Sono», espressione che riprende il Nome di Dio rivelato a Mosè: «Io Sono Colui che c'è!». Quest'espressione, in chi lo ama, risuona e trova riposte varie e piene: Tu sei il mio Amico! Tu sei il mio Rifugio, Tu sei il mio Aiuto! Tu sei il mio Salvatore! Tu sei il mio pane! Tu sei il mio tesoro! Tu sei il mio Dio! Queste pagine sono un tentativo per aiutare a continuare questa litania in maniera cosciente e riconoscente.
1. IO SONO LA VIA
Gesù vede la vita dell'uomo come cammino.
Da dove parte l'uomo? dove deve arrivare?
Quale percorso gli è possibile per giungere alla meta?
L'uomo è partito dal paradiso terrestre. Si trova definitivamente al di fuori di quella porta custodita dal Serafino, con una grande nostalgia e con momenti lunghi di confusione, dubbi, oscurità della sua mente, durante i quali non sa nemmeno cosa ci sta a fare sulla terra.
La vita dell'uomo è andare verso il Padre.
«Mi alzerò e andrò da mio padre».
Che cosa significa? tornerò ad essere figlio. Tornerò alla fiducia in Dio e all'obbedienza ai suoi desideri. Tornerò a realizzare i disegni del Padre, a costruire e custodire la sua Casa. Tornerò alla comunione con lui attraverso la dipendenza amorosa dalla sua persona.
Tornerò da mio padre.
Il cammino dell'uomo: da uomo diventare figlio. Da uomo autosufficiente, autonomo, schiavo delle cose e delle paure d'ogni sorta, diventare figlio, dipendente, affidato alle mani premurose del Padre.
Un cammino di vita! difficile, perché l'uomo abituato all'orgoglio difficilmente si lascia piegare all'umiltà.

Questa è necessaria per accettare d'essere figlio, per accogliere sentimenti e atteggiamenti filiali. È come diventare bambini.
Umiltà; da essa fiducia, apertura, semplicità; poi abbandono; ne deriva serenità, pace, gioia. La gioia e la sicurezza di chi si sa amato fino in fondo dal Dio dell'amore.
Cammino difficile, ma possibile.
Dio stesso ce lo mette... sotto i piedi. Dio stesso ci ha messo davanti la via per giungere a Lui, l'unica via. «Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me». «Io sono la via».
Gesù è questa strada segnata per l'uomo che si trova nudo e indifeso fuori dal paradiso terrestre. Una via che non ci porta solo a godere una vita felice, ma ci porta nelle braccia stesse del Padre, una via che ci porta oltre il paradiso terrestre, nella dimensione stessa di Dio; ad essere divinizzati.
Gesù è la via che ci porta gratuitamente ad essere «uguali» a Dio. Non è la via falsa che Adamo, illuso e deluso da Satana, ha imboccato; e l'ha fatto perché Satana gli ha confuso gli occhi, gli ha fatto vedere un'immagine falsa di Dio, l'immagine di un Dio padrone, dominatore, geloso, chiuso, tanto da non sentirsi non amato da Lui e da sospettare gelosia nel suo cuore.
Gesù ci porta realmente a Dio, a Dio che è Padre, amore, dono totale di sé, fiducia, accoglienza.
Gesù ci fa entrare nel cuore del Padre per rivestirci del suo stesso Essere, del suo Amore, del suo donarsi. Con Gesù l'uomo diventa realmente «figlio», e può godere di essere portatore di natura divina. Gesù è la via. Fuori di Lui l'uomo cerca, prova e riprova, ma rimane sempre dipendente da immagini distorte e false di Dio, sempre su sentieri che allontanano da Lui, nonostante l'apparenza.
Gesù, Tu sei la VIA. Tu mi conduci alla pace, Tu mi fai vivere nella Casa del Padre, Tu mi trasformi il cuore finché diventa, anche il mio, cuore di padre che si dona, che ama, che perdona. Tu sei la VIA. Voglio seguirti, voglio entrare in Te, rivestirmi di Te. Signore Gesù Cristo, Figlio Unigenito del Padre, eccomi. Te solo voglio accogliere, sulle tue orme voglio camminare. TU SEI LA VIA.
2. IO SONO
S. Giovanni Battista, pur pressantemente sollecitato a dare una risposta sulla propria identità, non ha mai pronunciato l'«io sono». Egli ha sempre detto «io non sono», e in ultimo «io voce che grida nel deserto», senza il verbo «sono»! Egli sapeva che la frase « io sono » appartiene a Dio. Solo Dio può dire « io sono ».
Nemmeno io posso dire - se voglio parlare in verità - « io sono »... nonostante tutti i desideri che ho di definirmi, di trovare un'identità personale ecc.
Ogni volta che dicessi «io sono» per definirmi in qualche modo, mentirei. Se dicessi ad esempio «io sono un uomo», non direi qual è il rapporto di Dio con me, che mi fa essere più uomo. Se dicessi «io sono figlio di Dio» nasconderei il fatto che è solo il Padre che mi fa essere tale col suo amore generante: io non sono nulla. Se dicessi «io sono umile», in quel momento stesso peccherei di egocentrismo, e se dicessi «io sono superbo», in quell'attimo starei facendo - forse - un atto di umiltà.
Le mie preoccupazioni di... identità, quelle che mi portano a vedere chi sono, e addirittura quelle che mi portano a vedere a che punto della vita spirituale sono arrivato, sono grosse tentazioni di egocentrismo, sono un gioco del Maligno che mi vuol mettere nel cuore la pretesa di essere come Dio, di essere dio a me stesso, proprio come tentò Adamo.
Io vivo solo in rapporto al Padre. Egli è! lo posso solo guardare Lui e ascoltare Lui, e sono vivo e vero solo in questo atteggiamento. Quando guardo al Padre e lo ascolto la mia vita sta ricevendo qualcosa di ciò che è, riceve Colui che è, e perciò divento vita e amore, divento veramente Dio, secondo quanto Gesù stesso ci ha rivelato: «non è forse scritto nella vostra Legge: io ho detto: voi siete dei?».
Solo Dio può dire e dice io sono. Questa è la parola udita da Mosè mentre teneva gli occhi chiusi davanti al roveto ardente.
«Io sono colui che è», ossia «Io sono colui che è presente», «Io sono colui che è in noi»! Mosè ha visto e udito. A noi è dato di vedere e udire. Noi abbiamo visto la luce di Dio e udito la sua Parola. Noi vediamo il Figlio, roveto ardente che manifesta la presenza e la vicinanza di Dio all'uomo e ne realizza la salvezza! Gesù può dire « Io sono », anzi, lo deve dire per la gloria del Padre e per amore nostro. «Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre!» (Eb 13,8).
Egli deve dire « Io sono »! Per Lui questa parola è vera!
«Se infatti non credete che Io sono, morirete nei vostri peccati» (Gv 8,24).
«Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io sono» (Gv 8,28). «Prima che Abramo fosse, Io sono (Gv 8,58).
«Io e il Padre siamo una cosa sola» (Gv 10,30).
Gesù è! Egli è la manifestazione concreta di Dio: «chi vede me vede il Padre»!
Se entro in Lui, e quando entro in Lui, anch'io vivo, anch'io godo santità e pienezza! Egli è la vita, la verità, la perfezione. Senza di Lui io non sono, con Lui anch'io partecipo dell'Essere, del rapporto con il Padre. Importante è perciò che io possa dire: io sono di Gesù, e non «io sono qualcuno»!
Le crisi degli uomini non sono crisi di identità, ma crisi di appartenenza! Quando l'uomo non sa più a chi appartiene si trova male ovunque. E lo psicologo non risolve.
Quando so che appartengo a Gesù, e con Lui al Padre, non m'importa più chi sono, né come sono! M'importa solo di Lui, chi è e come è!
Di qui la necessità della contemplazione e la dannosità dell'introspezione. Io conosco me stesso quando guardo il Volto di Colui che mi ha voluto e mi vuole, quando conosco la fedeltà e la grandezza delle mani che mi sostengono.
Gesù, tu sei! Tu sei il roveto ardente che mi manifesta il Padre, sei il Santo di Dio, sei la gloria e la pace. Tu sei, e io sono tuo! Sono tuo; ogni timore, ogni ansietà e paura si dissolve quando mi ricordo che sono tuo. Ogni preoccupazione diventa dolce certezza e ogni contrattempo diviene sicurezza quando m'accorgo che le tue mani mi hanno afferrato e non mi abbandonano più. Gesù, grazie. Tu mi tieni perché il Padre mi ha consegnato a Te. E Tu sei obbedienza ferma ed eterna al Padre. Sono sicuro, sono in pace. Gesù, Tu sei!
3. IO SONO LA VERITÀ
«La grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo» (Gv 1,17).
Gli uomini si sono sbizzarriti con questa parola: verità! E noi chiamiamo filosofi - amici della sapienza! - coloro che hanno cercato di scoprirla e comunicare le loro scoperte, più o meno sensate!
Che cosa è la verità? È la domanda che Pilato ha fatto risuonare nel momento più drammatico della storia. Una domanda che rimane ancora sospesa nell'aria davanti agli occhi e alla mente di moltissimi uomini incerti e timorosi.
Che cosa è la verità?
Il termine significa etimologicamente il venir alla luce di ciò che l'uomo ancora non vede, non conosce, non penetra. E quante cose sono ancora nascoste all'uomo! e quanti uomini sono come ciechi di fronte al significato della loro stessa vita, e dei fatti che succedono, e dei gesti che essi stessi compiono!
Tutto questo perché manca loro una luce: quella di Dio. Gli uomini non vedono Dio, non ne colgono la luce; e quindi anche tutto il resto rimane per essi sfuocato e tenebroso.
Che cos'è quindi la verità?
È quella luce che permette di vedere Dio, e tutta la realtà alla sua luce, una luce di eternità e di amore. Di amore soprattutto, perché Dio è amore.
La luce dell'amore supera quella dell'egoismo come la luce del sole supera quella di una candela. Solo l'amore fa luce sulla realtà, è la chiave della realtà, della verità. L'amore, quello vero, dono di sé: l'amore di Dio, solo l'amore di Dio è vero amore, solo questo permette all'uomo di avvicinarsi alla verità!
Quell'amore di Dio che è divenuto visibile in Gesù apre allo sguardo dell'uomo la possibilità di entrare nelle vere dimensioni della vita; non solo quindi di conoscere verità, ma di diventare verità.
Chi incontra Gesù, chi riesce ad amarlo, a donarglisi, ad ascoltarlo e ubbidirlo, a unirsi a Lui trova pace, e la gioia di chi ha trovato la Verità: trova la forza di vivere accanto agli uomini perché ha trovato l'Amore. Gesù è la verità.
Io sono la Verità: Egli stesso ha donato questa affermazione ai suoi discepoli nel segreto del cenacolo. Gesù è la Verità. «Chi ha visto me ha visto il Padre». Vedere Gesù è vedere Dio, l'lnvisibile, l'lneffabile. Vedere Gesù!
Una parola! I dodici lo avevano veduto, ma ancora non lo avevano «visto», almeno fino a quel momento. Per vedere Gesù e riconoscerlo veniente da Dio, carico della luce di Dio, anzi Luce Egli stesso, è necessario lo Spirito Santo. Uno spirito umano vede in Gesù solo un uomo, benché straordinariamente uomo.
Lo Spirito Santo effuso sulla terra dalla croce del Golgotha fa vedere Gesù come il Dio con noi, l'Emmanuele, ci fa vedere in Lui il volto di Dio concreto e santo, buono e sapiente.
Chi «vede» Gesù vede veramente il Padre, vede l'Amore.
Vedere significa avere la percezione della realtà, esser sicuro. Vedere Dio significa esser sicuro della sua Presenza, averne la consolazione; chi vede Dio non vede altro al di sopra di Lui. Chi vede Dio lascia che tutto il resto perda la sua presunta importanza.
«Vede» il Padre chi vede Gesù. Perciò Gesù è la Verità, l'unica Verità, perché Egli è l'Unigenito, Egli è l'unico amore che viene da Dio.
E nei fatti della vita dov'è la verità?
Verità è tutto ciò che mi manifesta il volto del Padre di Gesù! Ciò che nasconde il volto di Dio è menzogna. Tutto quello che io faccio per attirare l'attenzione su di me toglie luce alla Presenza di Dio: è menzogna!
Quando io faccio qualcosa che manifesta il volto di Dio sono partecipe della Verità. La mia vita che accoglie Gesù e gli ubbidisce opera verità, diventa verità.
La mia vita, quando non fosse espressione di amore e dipendenza, anche se le mie idee fossero logicamente impeccabili, non sarebbe verità, perché non lascerebbe vedere il volto di Dio, che è amore.
Verità è solo una: Gesù.
Siamo verità solo intimamente uniti a Lui.
Signore Gesù, unica luce per tutti i popoli, unica verità per ogni cuore, Tu riempi il mondo di amore: chi ti vede il Padre, si riconosce amato e vede come può amare. Chi vede Te entra nella verità, nasconde se stesso e diventa luce con Te. Con Te non voglio cercare di aver ragione, desidero piuttosto il tuo amore. Con l'amore nel cuore avrò luce per scoprire ovunque e in ogni evento, anche piccolo e povero o doloroso, i segni e i disegni dell'amore del Padre, che perché gli siano figli ci ha dato Te, Gesù.
4. IO SONO LA VITA
Con una sola parola traduciamo due termini greci del Nuovo Testamento: uno indica la vita di un corpo che si muove, mangia, dorme, cresce; l'altro indica una dimensione ulteriore, la vita interiore, su cui si innesta la capacità di amare, di donarsi, di essere in relazione spirituale con altre persone, tra cui Dio in particolare.
Quando Gesù dice «Io sono la vita» viene usato nel greco questo secondo termine. Gesù non è una vita «animale», egli è una vita spirituale. Egli è l'amore che «esce» dal Padre, quel dono che mette chi lo riceve a contatto con Dio così direttamente da essere egli stesso chiamato figlio di Dio.
Gesù è la vita.
Vuoi avere con Dio un rapporto di gioia, di serenità, di fiducia, di pace?
Accogli Gesù nel cuore.
Altrimenti, il tuo rapporto con Dio resterà instabile, inquieto, basato sulla tua volontà e fragilità, quindi un rapporto preoccupato e pieno di malcelate paure.
Vuoi godere la vita, nel senso più profondo? Accogli Gesù.
Egli ti fa entrare in una posizione di riposo. Non devi più attendere nulla e nessuno, perché Egli è il figlio del Re, che ti fa sedere a un banchetto senza fine. Con Lui nel cuore sei a posto, anche se sei stato e sei peccatore.
Con Gesù puoi finalmente godere, in pace!
Vuoi avere con gli uomini un rapporto libero, profondo, solidale, cordiale?
Accogli Gesù.
Egli è la tua vita più profondamente sociale. Con Lui non ti attacchi a nessuno, nemmeno a chi ti fa regali. Con Lui non rifiuti nessuno, nemmeno chi ti odia o ti biasima alle spalle. Gesù ti aiuta a calcolare queste pugnalate come conseguenze di un malattia del fratello alla cui guarigione tu stesso puoi collaborare con l'amore.
Con Gesù diventano tuoi i problemi di tutti, e nessun problema ti schiaccia, perché sai vederlo come non definitivo, come problema per il quale il Padre ha una soluzione, o come croce da offrire nella pace.
Con Gesù tu stesso guardi agli uomini come a persone amate, a cuori già incontrati dal cuore del Padre, già accolti dal Signore stesso.
Con Gesù nel cuore gli altri si sentiranno liberi di parlarti, perché percepiscono in te un amore divino; saranno liberi di aprirsi, di donarsi: e così tu stesso diventi sentiero di salvezza:
Con Gesù nel cuore! Io sono la vita!
Gesù, Tu sei la vita. Tu sei il mio rapporto col Padre e il mio rapporto con gli uomini e il mio io più profondo e vero.
TU, solo TU.
Con Te io sono vivo, e non muoio mai: né di giorno né di notte, né quando sono solo, né nella folla.
Senza Te mi sentirei già vuoto, morto, animale senza scopo, senza significato: sei Tu la mia vita.
TU in me.
Ed io strumento della gloria di Dio, del suo amore silenzioso, nascosto, segreto, che passa inosservato.
Che io sia sano o malato, efficiente o incapace, in vista o dimenticato, cercato da tutti o recluso in una casa di riposo, più recluso di un eremita, TU sei la mia vita, e la mia vita così è luogo di Dio.
Luogo prezioso e santo dove passa l'amore silenzioso, nascosto e segreto del Padre.
Gesù, TU sei la mia vita!
5. IO SONO LA LUCE
Gesù usa affermazioni sconvolgenti.
Solo di Dio finora era stato detto così: Jahwè è mia luce (Salmo 27 e Mi 7,8). Con questa parola perciò Gesù si vede e si fa vedere dentro il fuoco di Dio, come se il Padre fosse il fuoco e Lui, il Figlio, la luce che lo manifesta.
Io sono la luce!
La luce è la vita degli uomini; l'uomo che siede nelle tenebre è morto, non ha relazioni con nessuno, non conosce la realtà delle cose, è assente dalla vita. Chi è senza luce non vede... chi è senza luce non conosce il significato di molte cose, le destinazioni di molte altre, le conseguenze di molte azioni! Per chi è al buio divengono inutili e incomprensibili i fiori, il cielo stellato, i colori dell'alba, le opere d'arte, i libri e le penne, i quadri e i quaderni: le creature di Dio e le opere degli uomini.
Tutto inutile. E gli oggetti posti nella stanza divengono per lui pericolosi, perché possono ostacolare la libertà di movimento, e gli uomini divengono nemici o perlomeno fonte d'insicurezza.
Fin che non arriva la luce; allora tutto cambia, tutto diviene chiaro: si capisce il perché e si intuisce il posto di ciascuna cosa, il volto umano dà sicurezza e fiducia.
Così è la vita senza Gesù, e la vita con Gesù. Egli è la luce. È la luce del mondo.
Senza di Lui gli uomini non capiscono il perché di molte realtà di cui è costellata la loro stessa vita. Senza di Lui gli altri sono nemici da cui difendersi o di cui approfittare. Senza di Lui non si rendono conto di fare il male, tutto quel che fanno sembra loro «bene!» Sono padroni di se stessi. Si credono così.
Io sono la luce.
Quando Gesù fa irruzione nel cuore di una persona, o viene dolcemente, allora tutta la vita comincia a brillare. Allora il passato diventa chiaro, lo si vede come un dono. Anche la sofferenza diviene motivo di grazie, perché con la luce che è Gesù crocifisso e risorto, la sofferenza è il luogo dell'amore più grande, l'occasione dell'offerta reale di se stesso, il momento che unisce in maniera più sicura all'uomo dei dolori, la grazia che ci fa strumento della redenzione dell'uomo: già compiuta da Gesù, ma ancora attuantesi.
Io sono la luce del mondo.
Chi viene a me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.
Gesù è la mia luce. Io vedo ora tutte le cose illuminate da Lui. Vedo anche il mio futuro, che non conosco, come un punto di luce. E allora non voglio programmarlo, nemmeno secondo le più belle convinzioni e nemmeno secondo le promesse ricevute. Sul mio futuro si adagia la luce, Gesù, ed io cercherò solo Lui.
Gesù è la nostra luce. Il mio vivere con te, con tutti, sarà un vivere con Gesù che ama te, che ama tutti. Ogni uomo diviene un fiore su cui la luce disegna forme e colori: il fiore è importante, ma la luce è essenziale.
Il «noi» di tutti gli uomini è possibile perché imperniato su Gesù: Egli è il capo, il motivo per cui io sto attento a te e per cui amo tutti.
Io sono la luce del mondo
Ti do gloria, Signore Gesù. Tu sei la luce per cui posso riconoscere il Padre che è nei cieli e posso riconoscere fratelli gli uomini che vivono sulla terra.
Sei luce che non inganna, sei luce che apre infiniti orizzonti. Tu sei la luce che mi permette di camminare senza inciampare, e di correre speditamente verso le mete che man mano mi fai evidenziare.
Gesù, luce viva, fonte di speranza e di certezza. Tu sei la mia luce, di nulla temerò. Tu sei chiarezza, gioia e salvezza
La tua luce sostituisce quella del sole e quella di ogni lampada ardente.
Solo Tu dai all'uomo il coraggio di vivere, la grazia di amare, perché con Te l'uomo conosce le proprie capacità, quelle che il Padre ha nascosto nel profondo del cuore di ognuno. Gesù, sei una luce penetrante e viva!
Io sono la luce del mondo.
Sì, ti adoro e ti ringrazio, Signore Gesù!
6. IO SONO LA VITE VERA
Di una vigna la Bibbia aveva già parlato. Una vigna cui Dio aveva dedicato ogni attenzione, delicata cura. L'aveva circondata di siepe, vangata, liberata dai sassi, fornita di torre e tino; vi aveva piantato viti scelte. Ed essa non ha dato il frutto atteso. Una vigna deludente, fatta di viti... bastardi (cfr. Is 5, Ger 2).
Quale sarà la vite vera che darà al suo padrone frutti squisiti, la gioia e la soddisfazione attesi?
Io sono la vite vera
Gesù è la nuova e vera vite. Di Lui il Padre si occupa con cura, con la cura consueta del vignaiolo. Con i suoi che gli sono ormai uniti per sempre - Egli dà vita al nuovo popolo destinato a compiere l'amore del Padre per tutto il mondo.
L'immagine della vite coi suoi tralci, circondata di cure dal vignaiolo, ci parla dei vari rapporti che si stabiliscono tra Gesù e i suoi, tra il Padre e Gesù, tra il Padre e i discepoli (Gv 15).
Io sono la vera vite
Gesù darà al Padre la soddisfazione e la gioia. il Padre si occupa del Figlio, piantato ben saldo sulla terra, unito così da formare un corpo solo, con quanti lo hanno accolto, e uniti a Lui vivono del Suo Spirito.
Il Padre ha cura di questa vite. Vuole che porti frutto, abbondante. E perciò prende forbici ben taglienti e pota. Egli sa dove metter le mani. Pota. E ciò che rimane dei tralci lo lega ben stretto ai sostegni. Non lascia nessun tralcio intatto, nessuno libero.
Così il Padre col Corpo di Cristo.
Io sono uno dei tralci. Vivo della vita di Gesù, unito con Lui in un unico destino. Egli si servirà della mia unità con sé per portare frutto, per diffondere lo Spirito Santo sulla terra.
Ma per questo devo ricevere le cure del Padre. Egli vede e sa che non occorrono tutte le mie doti, che non tutte le direzioni dove i miei desideri spingono sono necessarie, né - a lungo andare - utili.
Egli vede che alcune mie volontà e occupazioni sono perder tempo prezioso, spreco di energie che nel suo Regno potrebbero essere occupate altrimenti. Egli pota.
Adopera forbici taglienti. Contrattempi? malattie? obbedienze? delusioni? persecuzioni? Sì, e anche altro. Le forbici del Padre sono inattese, ma preziose. Fanno soffrire, ma sono necessarie. Sono lo strumento di cui si serve l'amore del Padre. L'amore!
Io sono la vite vera
Gesù e il Padre godono l'uno nel dar gloria all'altro. La vite potata è più preziosa! Il frutto della vite potata bene dà gioia al vignaiolo.
Il Padre ha cura del Figlio e il Figlio glorifica il Padre. Io sono oggetto delle cure del Padre per il Figlio, perché sono tralcio della vera vite.
Non mi lamento di nulla, anzi godo che le mani del Padre si alzino verso di me, tagliano e leghino. Il Padre ama il Figlio.
Le lacrime che mi sfuggono sono solo segno che amavo ciò che è giudicato inutile dal Padre, o infruttuoso. Dopo le lacrime verranno gemme più rigogliose. Dopo il dolore del legame che pare costringa, vengono viticci che s'aggrappano là dove sono stato legato. Mia volontà diventa la Tua!
IO SONO LA VITE VERA
Sì, Gesù, e io godo di far parte di Te.
Non c'è onore più grande, né vita più intensa, né occupazione più utile che essere uno con te, imbevuto del tuo Spirito, confuso addirittura con te, tanto da non sapere dove finisci Tu e comincio io: siamo uno!
Io ricevo le potature che fan portare frutto a Te, Tu fai portare a me il frutto del Tuo amore al Padre. Gli uomini che cercano di dissetarsi vengono da me per trovare Te, vanno da Te e trovano ancora me. Il tuo Spirito ci fa uno. Tu sei veramente la vite vera.
E il Padre gode di vedere questa unità intensa in cui il tuo Spirito, Gesù, si riversa nel mio cuore e nel mio corpo, e mi fa fare quel che tu desideri e mi fa affrontare con pace e serenità i giorni e gli anni e le responsabilità e le incomprensioni: e anche queste divengono segno e strumento della sua gloria.
Gesù, vite vera, non voglio null'altro che restar unito a te: potato e legato, ma unito a Te. Fin che il Padre mi pota e mi lega è segno che Egli ha visto che posso ancora portare il Tuo frutto, che tra me e Te c'è ancora unione intima.
IO SONO LA VITE VERA
7. IO SONO IL PANE
Non troviamo altra immagine che esprima in modo così chiaro ciò che è indispensabile: tutti i giorni pane. È diventata cosa normale. Il pane è tutto ciò di cui l'uomo si nutre, il pane è lo scopo di tutta la fatica dell'uomo. L'uomo lavora per guadagnare il pane, mangia il pane, riceve forza per tornare a lavorare. Pane è il perno del girare dell'uomo.
Io sono il pane vivo
La vera vita dell'uomo non è il suo muover le braccia e il suo camminare, non è la fatica né il sudore della sua fronte. La vera vita dell'uomo sta più nascosta, è dentro di lui, è ciò che muove i suoi occhi, ciò che muove le sue mani e i suoi passi, ciò che risveglia in lui attenzione e ciò che suscita in lui pensieri e sentimenti. La vera vita dell'uomo è vissuta nel cuore. E perciò il pane, quello di cui l'uomo ha bisogno, è un pane soprasostanziale. C'è un pane vivo e c'è un pane corruttibile. Un pane che nutre e un pane che dà l'illusione di nutrire, ma non è pane, benché sembri buono, benché dia per un momento sensazione di sazietà.
Io sono il pane vivo
Gesù è pane che nutre la vita interiore, e la nutre senza ingannare e illudere.
Quando Gesù diventa il perno della vita dell'uomo, quell'uomo sente di vivere, sembra rinato. Allora gode d'esser amato; e riesce ad amare, non più come risposta a gesti d'amore altrui, ma come dono di cui egli è il primo protagonista. La vita in lui diviene vita perché diventa dono: Starà attento a nutrirsi solo di pane vero, e a faticare per guadagnare il pane vero.
Io sono il pane vivo
Mi nutro di Gesù e vivo per Gesù.
Lascio che sia solo Lui il movente di ogni mia azione. E quelle azioni che non sembrano mosse da Lui le lascio cadere.
Accetto come scopo di ogni mio agire la sua gloria, e ciò che non gli darà gloria non lo terrò più come necessario né utile.
Io sono il pane vivo
Sì, Gesù, Tu cibo del mio vivere.
Con Te nel cuore e con Te nel corpo posso affrontare ogni fatica. Con Te in me, anch'io sono dono gratuito ai fratelli, anch'io divento pane per loro.
Senza di Te l'amore infiacchisce, la gioia scompare, la pace lascia il posto a inquietudine e fretta. Tu sei il pane che nutre il Regno di Dio in me.
Tu solo colui che nutre le capacità di essere attenti agli uomini e di donare loro le vere ricchezze, quelle interiori.
Gesù, Tu mio pane.
Tu il pane nostro che chiedo al Padre per tutto il mondo.
Tu il pane che voglio mangiare a tutte le ore del giorno. Tu che diventi pane vivo attraverso la tua Parola, il tuo sguardo, attraverso i segni sacramentali, attraverso il pane della celebrazione eucaristica!
Tu il pane che io voglio offrire ai fratelli per non ingannarvi e non deluderli!
Gesù, vero pane vivo!
8. IO SONO LA PAROLA
Gesù è la parola. Non è sua l'espressione «Io sono la Parola», ma è vera per Lui.
Con un'espressione che viene dal latino diciamo «il Verbo», colui «per mezzo del quale tutto fu fatto», come dice il Vangelo di Giovanni. Dio creò tutto con la sua Parola.
Parola!
Gesù è la parola del Padre: è il suo potere creatore, è la dolcezza del suo amore, la mitezza della sua misericordia, la sapienza della sua mente. Quanto Gesù dice si realizza: Egli dice al paralitico: «alzati», e quegli si alza; dice al muto «parla», ed egli fa udire la voce; dice al cieco «vedi» ed egli descrive i colori; dice a Lazzaro sepolto «vieni fuori», ed il morto si mette in piedi; dice al mare «calmati», e le acque si acquietano. Gesù è la Parola, la Parola che Dio pronuncia sul mondo. Gesù è la salvezza, perché il suo Nome, proferito dal Padre, significa «Dio con noi»: e quindi nessun nemico può più nuocere.
Quando il Padre dice: «ascoltatelo», è come dicesse: «è Lui il mio messaggio per voi, è Lui quanto ho da dirvi, è Lui il dono che esce dal mio cuore: prendetelo sul serio, lasciatevi conquistare da Lui».
Gesù è la Parola destinata ad entrare da tutti i nostri sensi nel nostro corpo e nella nostra anima, parola degna di occupare il nostro essere. Molte parole ci piovono addosso provenienti dagli uomini: interessanti, sciolgono curiosità, evocano eventi, scrutano il futuro, inquietano, tentano di pacificare, si sostituiscono alle nostre intuizioni. Parole che passano, che rompono un silenzio ricco di pace, un silenzio che potrebbe essere fecondo di amore.
Solo una parola non rompe il silenzio, solo una parola non disturba, solo una parola non passa: la Parola!
Quando Gesù, la Parola, entra nella mia «camera», il silenzio che mi circonda si riempie, si purifica, si fa luogo di crescita; la Parola, che è tutta la Persona di Gesù, non è come le altre parole. Egli toglie la tensione a tutto il resto, Egli riporta il cuore alla calma, Egli rende il passato e il futuro oggetto di sacrificio, di offerta per il presente. «Oggi» nasco, «oggi» muoio, «oggi» vivo quando la Parola arriva nel cuore del mio cuore.
Gesù, Tu sei la Parola che io voglio ascoltare sempre di nuovo.
Tu la Parola che mi è rivolta continuamente dall'amore del Padre, Tu la Parola che lo Spirito Santo mi fa amare e afferrare per ogni situazione in cui mi trovo.
Tu la Parola per ogni mio silenzio. Tu il vero silenzio e Tu il vero dialogo tra me e il Padre. Egli mi dice: Gesù! e io gli rispondo: Gesù! Egli mi dice: Gesù è tutto per Me! e io rispondo: Gesù è tutto per me! Egli mi dice: Gesù è tutto per te! e io rispondo: Gesù è tutto per me! Grazie.
Tu sei il vero e proficuo dialogo tra me e i fratelli. Essi mi interpellano con la loro presenza e la loro voce, ed io sento la tua Voce che mi chiama a diventare offerta al Padre per loro. Io dò loro una vita ricca di Te ed essi si sentono amati dal Padre, immersi nella Parola eterna, nell'Amore sicuro e fedele.
Gesù, sei Tu la Parola: nessun'altra voglio ricevere, nessun'altra voglio donare, per non essere sale senza sapore di Dio.
9. MIO SIGNORE E MIO Dio!
Qualche persona mi si è mostrata dubbiosa per il fatto che Gesù non ha detto con chiarezza, con quella chiarezza che piace a noi, «Io sono Dio». Gesù non l'ha mai detto. Perché? Possiamo quindi dubitare della sua divinità?
Questo interrogativo ci viene riproposto con frequenza da movimenti religiosi antichi e moderni, o da tentazioni interiori tormentose.
Gesù non ha voluto fare un'affermazione di quel genere, e se l'avesse fatta gli interrogativi degli increduli si moltiplicherebbero, anziché acquietarsi.
Gesù non ha detto «Io sono Dio» perché noi avremmo capito quel che avremmo voluto! Ognuno di noi infatti ha ereditato o si è costituito un'immagine di Dio! Chi l'ha ricevuta dai filosofi, chi dalle proprie considerazioni, chi dalle attese più o meno interessate della propria vita.
Le nostre immagini intellettuali di Dio sono tutte inadeguate, se non addirittura false ed errate. Il nostro egoismo abbastanza connaturale e i nostri peccati spingono il nostro intelletto a farsi un'immagine di Dio a nostra somiglianza, quindi perlomeno difettosa! Gesù non ha detto «io sono Dio», per non avvalorare le nostre immagini così diverse e contrastanti. Egli non ci ha detto «io sono Dio», ma ci ha detto ciò che questo significa e ciò che questo comporta per noi!
Egli è vissuto in modo tale che noi nei suoi movimenti, nei suoi atteggiamenti interiori, nelle sue parole e nel tono della sua voce potessimo scorgere il vero volto di Dio.
E questo ce l'ha pure detto: «chi vede Me vede il Padre!».
Non ci ha mostrato un Dio da conoscere con la mente, ma un Padre da amare, da incontrare, di cui fidarsi completamente!
Ci ha mostrato contemporaneamente il Volto del Padre col proprio volto umano e ci ha mostrato il modo di vivere dell'uomo davanti a Dio come figlio. Così Gesù è l'unico mediatore: ci mostra Dio e ci mostra l'uomo, ci mostra il Padre e ci mostra il Figlio! È Figlio di Dio e figlio dell'uomo!
Ad ogni pagina del Vangelo e in ogni discorso e parola di Gesù possiamo veramente dire: ecco, vedo Dio! ecco, ascolto Dio! Gesù è Dio, Dio è colui che Gesù mi mostra, perché Egli è il volto di Dio visibile dall'uomo.
Gesù non ci ha detto di essere Dio (chissà cosa avremmo capito), ma parlando di sé ci ha detto ciò che serve per suscitare in noi verso di Lui i sentimenti e gli atteggiamenti giusti e veri dovuti a Dio. Egli si è fatto conoscere come colui che possiamo ascoltare come si ascolta Dio, obbedire come si obbedisce Dio, adorare come si adora Dio, come colui cui possiamo affidarci come ci s'affida a Dio.
«Credete in Dio e credete anche in me», disse ai suoi. Se non fosse Dio potrebbe forse dirci una cosa simile?
S. Paolo con una frase sola riassume tutto questo: «in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità». L'umanità di Gesù porta la divinità a contatto con l'uomo, e permette all'uomo di raggiungere quello che ha sempre desiderato e cercato senza mai riuscirci: raggiungere Dio! Chi ama Gesù, chi gli ubbidisce, chi lo ascolta e lo accoglie entra nella vita divina, nella vita eterna!
«Chi crede in Lui (nel Figlio) ha la vita eterna». Se Gesù non fosse Dio queste parole sarebbero bestemmia.
Egli ha attribuito a sé tutti i titoli che spettano a Dio. Dio è luce, dice un salmo. Dio è il pastore, Dio è il vivente, Dio è! Ogni volta che Gesù dice «io sono», «io sono il buon pastore», «io sono la luce», «io sono la verità» ecc. afferma la propria partecipazione totale alla vita divina, la propria divinità: Lo avevano ben compreso i Giudei che, per queste affermazioni, cercavano di lapidarlo: «tu che sei uomo ti fai Dio» (Gv 10,33).
«Se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre» (ivi 38).
Credo, Signore Gesù: Tu sei nel Padre, e il Padre è in Te. In Te la Sapienza, in Te l'Onnipotenza, in Te l'Amore del Padre.
Obbedisco a Te per obbedire al Padre, ascolto Te, adoro Te! Il Padre gode di Te, e, quando Ti accolgo, comincia a godere di me, e mi fa suo Figlio! Gesù, uomo di Dio e Dio dell'uomo, grazie che mi riveli il volto paterno di Dio, grazie che m'avvicini a Lui come figlio, grazie che non lasci che Dio sia distante da me e non permetti che io mi formi delle immagini distorte di Lui, perché Tu stesso sei già Colui che io adoro e amo, Tu sei le braccia di Colui che mi accoglierà per sempre! Gesù, tu hai accettato l'adorazione dei Magi, e quella del cieco di Gerico, e quella del lebbroso samaritano! Tu hai accolto l'amore e la fede degli uomini, quella fede e quell'amore che si dà solo a Dio! Tu che hai accolto l'acclamazione di Tommaso accogli anche la mia voce: mio Signore e mio Dio!
Gesù, quando t'accolgo come Dio della mia vita, come Signore della mia volontà, come Pastore dei miei passi allora sono certo che il Padre è glorificato e si compiace ancora di Te e salva me dai numerosi nemici, che per impedirmi la pace e la gioia vorrebbero distogliermi dal riconoscerti Dio!
«MIO SIGNORE E MIO Dio!»