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domenica 26 giugno 2016

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 8,18-22 - Seguimi.



 


In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva.
Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

Parola del Signore


Riflessione
Come inizio non c'è male!!... Gesù inizia il Vangelo di oggi chiedendoci una cosa particolare, anzi, a dire il vero è un ordine e per molti anche impegnativo: “passare all’altra riva”... , ossia cambiare la nostra vita... Chi accetta di seguire Gesù lo deve fare senza condizioni.
Di primo acchito le risposte che Gesù da ai due discepoli che gli chiedono del “tempo” prima di seguirlo, lasciano un po' perplessi: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo» e «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».
Dobbiamo però comprendere queste affermazioni in un senso più profondo. Seppellire un parente è una cosa giusta e tutti lo facciamo, ma Gesù non si riferisce certo alla morte fisica o ai cimiteri. Gesù chiama ognuno di noi e ci chiede di avere uno sguardo non verso le cose materiali, ma verso quelle del cielo. La nuova vita deve iniziare infatti con Lui e Lui al primo posto. Se dovessimo seguire il Signore solo dopo aver risolto tutte le nostre questioni, mi sa che non troveremmo mai il tempo o, come succede molto spesso, daremmo al buon Dio solo le briciole. 
La risposta di Gesù non è quindi un no, ma è un avvertimento.
Al secondo discepolo però, Gesù dice una parolina in più: “seguimi”. Perché questa differenza di trattamento? Forse, perché a ognuno di noi il Signore dà dei talenti diversi e chiede di farli fruttare. Alcuni li chiama alla vocazione matrimoniale, altri a lavorare nel sociale, altri alla vita religiosa o consacrata... Insomma, a ognuno chiede qualcosa, tutti sono modi diversi di seguire il Signore. Basta che si faccia con verità. Non dobbiamo neanche essere invidiosi dei talenti degli altri. Non dobbiamo giudicare una persona solo perché ha deciso di seguire Dio in modo esclusivo o, magari, perché non vuole fare “comunella” con gruppetti impegnati in critiche e pettegolezzi. Amare i fratelli non significa frequentare le “brutte compagnie”; e per brutte compagnie non si intendono solo i ladri, ma tutte le persone che in qualche modo vogliono stare con un piede verso il cielo e l'altro verso la terra. Certo però, non si può dire che non sono persone atletiche... la spaccata è il loro pane quotidiano!!! Queste persone non aiutano a camminare dritti verso Dio, ma sono di intralcio, intasano le strade rendendo difficile avvicinarsi a Gesù, e la cosa singolare è che pensano di essere dei "giusti". Può un cieco accompagnare un altro cieco?
Certo che il primo discepolo è stato un pochetto presuntuoso... «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Quante volte partiamo in quarta pensando che tutto sarà facile, tutto sarà bello, tutti saranno buoni e belli... e poi, alla prima difficoltà, le cose cambiano e tutto diventa difficile, brutto, impossibile...? Come mai all'inizio tanto fervore e poi tutto si sbriciola? Forse perché la fede non è così salda e profonda come sarebbe richiesto... si vuole fare, ma non fare, si vuole andare da Gesù, ma quando ho tempo, si vuole pregare, ma adesso ho altro da pensare... L'iniziativa del primo discepolo è anche lodevole, ma dobbiamo imparare a ponderare... e, come nella parabola della costruzione della torre, dobbiamo metterci a tavolino prima di iniziare l'avventura con il Signore, dobbiamo essere coscienti delle difficoltà a cui andremo incontro se non vogliamo battere ritirata e prendere il primo treno.
Chiediamo al Signore di darci più fede e di aiutarci ad andare da Lui senza mettere dei paletti, perché, non c'è niente di più bello e di prezioso che l'amore di Gesù. Con Lui abbiamo tutto. Evitiamo di aggrapparci con forza alle cose del mondo e, una volta che abbiamo deciso di seguirLo, cerchiamo di essere delle persone credibili, perché ne va della reputazione del Signore. Chi non è autentico infatti, non glorifica Dio... chi pensa di essere giusto, non glorifica Dio... chi giudica senza conoscere un fratello, non glorifica Dio... chi cita due versetti della Bibbia per giustificare il proprio comportamento stolto, non glorifica Dio... chi fa il caruccio per mettersi in mostra, non glorifica Dio, e per quanto uno si sforzi di essere ciò che non è, prima o poi, uscirà fuori il suo vero valore. Come si dice: tutti i nodi vengono al pettine!!! Allora, proviamo a seguire Dio non con sentimenti umani, ma consapevoli che non avremo nulla dal mondo e tutto da Dio... sapendo in anticipo che, come il figlio dell'uomo, non avremmo un posto dove posare il capo... insomma, non avremmo un attimo di tregua. Ma, come diceva bene San Giovanni della Croce: tutto è salute! Perché le prove ci aiutano a guarire da tante malattie spirituali.
Pace e bene