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martedì 18 ottobre 2016

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 12, 39-48 - A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto.


 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Parola del Signore

Riflessione

Il tema di oggi è la vigilanza; Gesù, con la Sua ammonizione, ci fa un bel regalino... ci avverte in anticipo di un pericolo imminente e, se lo ascoltiamo, eviteremo di farci del male.
Ma Pietro, come al solito, pensa di essere migliore degli altri... con un po' di compiacimento e una certa presunzione chiede a Gesù: “Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?”. Caro Pietro, anche tu, come tutti gli altri, devi vigilare, anzi, forse di più, visto quello che hai combinato dopo!!!... O pensi,  perché stai vicino al Maestro, di poter stare su un'amaca a pancia all'aria!?... Scendi dal Tabor e inizia a pedalare!!!
Attenzione, l'atteggiamento del caro Pietro, a me molto simpatico, è molto comune anche oggi... Pietro infatti rappresenta in qualche modo ognuno di noi... con le proprie debolezze, con le proprie miserie, con le proprie infedeltà e sopratutto con la propria spavalderia. 

Tenersi pronti...
A molti, anche cristiani, non piace troppo questo avvertimento del Signore, infatti fanno gli scongiuri... Ma l'incontro con Gesù e la Sua venuta, non devono necessariamente accadere con la morte... "Ti voglio bene... però se tardi ad arrivare è meglio o se non arrivi per niente è ancora meglio". Dobbiamo metterci in testa che Gesù è vivo e vegeto, è già presente nella nostra quotidianità e non vorrebbe certo aspettare la fine della vita terrena per incontrarci. Ma noi non Lo aspettiamo, non desideriamo vederLo molto presto, abbiamo paura di Lui... allora non riusciamo a riconoscerLo e a coccolarLo come dovremmo.
Non dobbiamo neanche pensare che chi è vigilante e cerca di tenere l'abito lindo, sia sempre sulla soglia di casa con la valigia in mano pronto a partire per l'altra vita... semplicemente non è ossessionato dalla morte fisica, ma cerca di vivere in questo mondo senza troppi debiti con Dio e con i fratelli. Allora... perché non iniziare oggi? Cosa aspettiamo a cambiare? Se sapessimo infatti che oggi è l'ultimo giorno della nostra vita, cosa faremmo? Forse vorremmo chiedere perdono a tante persone o dire quella parola che poco spesso ci esce dalla bocca: ti voglio bene o ti amo, faremmo qualche sorriso in più al mondo e chissà quante altre cose... Sapere per tempo di un pericolo a cui andiamo incontro è una vera benedizione e Gesù oggi ci da questa possibilità. Se dobbiamo fare un viaggio in qualche paese tropicale e ci avvertono che sarebbe meglio fare dei vaccini e noi non ce ne curiamo, la nostra negligenza potrà avere conseguenze gravi per noi e per le persone a noi vicine. Dobbiamo quindi decidere se accettare questo avvertimento oppure no.
Certo che siamo veramente strani... Abbiamo più paura di un tribunale umano che di quello divino. Ci preoccupiamo più del dovuto del giudizio degli uomini e ci rattristano per le loro sentenze, anche se spesso sono ingiuste... ma non ci preoccupiamo molto del giudizio di Dio; un giorno, tutti ci troveremo faccia a faccia con Lui. E' il Suo giudizio che dobbiamo temere, non quello degli uomini! Se seguiamo ogni giorno le Sue direttive, anche se a volte sono un pochetto faticose, e se viviamo i Suoi insegnamenti, non avremo delle sorprese spiacevoli in futuro.
Il mio padrone tarda a venire...
Anche a noi che seguiamo il Signore capita spesso di smarrirci, soprattutto quando dobbiamo confrontarci con i suoi tempi e i suoi modi che, il più delle volte, non coincidono con i nostri. Facciamo infatti un pochetto di cagnara quando Lui non risponde alle nostre attese, non ci concede ciò che desideriamo... e poi, con Lui, i tempi di attesa sono lunghissimi e la pazienza non è il nostro forte... e così protestiamo, mormoriamo e accusiamo il buon Dio di non ascoltare le nostre suppliche: Perché nascondi il tuo volto, dimentichi la nostra miseria e oppressione? (Sal 44, 25). Ma Dio ci risponde: Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie, oracolo del Signore” (Is 55, 8). Mettiamoci l'anima in pace... proviamo a prendere come esempio Maria Santissima e San Giuseppe. Ci ricordiamo tutti quando Gesù, da fanciullo, ha deciso di sparire per tre giorni. I poveri genitori erano sì angosciati, ma non per questo hanno smesso di cercarlo... non per questo ne hanno adottato un'altro... ma hanno perseverato nella ricerca. Loro ci insegnano che anche nelle angosce, nelle nostre quotidiane tribolazioni, non dobbiamo mai disperare, non dobbiamo mai cambiare la direzione di marcia, il nostro sguardo deve essere sempre puntato verso Dio. Quando invece ci facciamo prendere dall'agitazione, quando vogliamo che ogni cosa venga fatta all'istante, quando non tolleriamo un minimo ritardo... cosa succede?… Che ci prende la sindrome del “Padre Eterno”... succede che vogliamo prendere le redini della nostra vita in mano e diciamo: "Adesso basta... so io cosa debbo fare... adesso faccio tutto io e gli altri vedranno cosa sono capace di fare... non posso più aspettare, se non intervengo io nessuno può aiutarmi"... - E Dio?... - "Dio non esiste... se esistesse non permetterebbe questo e quest'altro"... Oh Signore!!! Abbi pietà di noi... Non dobbiamo mai perdere la fiducia, anche fra le lacrime diciamo: "Gesù confido in Te".
A chiunque fu dato molto...
Gesù mette quindi a confronto due comportamenti: possiamo vedere nel primo il cristiano che si sforza di seguirLo,  che cerca in tutti i modi di essere coerente, che si sforza di andare contro corrente in una società che gli rema contro, che dorme o lo deride... nel secondo il cristiano che pensa di essere a posto così, di essere arrivato al traguardo e quindi non aspetta il suo Signore e non Lo serve come si deve...
La fine dei “due” è naturalmente scontata e opposta... il primo avrà la coccarda su un bel podio, il secondo un'esemplare punizione, che sarà molto dura perché, pur conoscendo la volontà di Dio se ne è altamente fregato... prendendo magari anche in giro il primo.
Preghiamo allora il buon Dio di rafforzare la nostra fede, che è sempre un pochetto deboluccia, in modo da piacere sempre di più a Lui in ogni cosa, preghiamolo di aiutarci a essere sempre vigili e a non farci trovare con i “bigodini” in testa, perché è in questa vita che ci giochiamo la salvezza o la perdizione. Dio vuole tutti salvi, ma non pensiamo di rimandare a domani il proposito di cambiare o di pregare. Facciamolo ora... domani sarà troppo tardi.
Gesù mio... Tu mi hai dato tanto e continui a darmi tanto... quindi so molto bene cosa ti aspetti da me: "molto di più"... spero di non deluderti. Ma dammi tempo... io mi sto sforzando e tu lo sai. Grazie...
Pace e bene