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martedì 21 giugno 2016

Dal Vangelo secondo Luca Lc 1, 5-25 - La nascita di Giovanni Battista è annunziata dall' angelo.



Luca 1, 5-25


Al tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abia, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta. Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l'offerta dell'incenso. Tutta l'assemblea del popolo pregava fuori nell'ora dell'incenso. Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: "Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto". Zaccaria disse all'angelo: "Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni". L'angelo gli rispose: "Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo".
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: "Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini".


Parola del Signore.


Riflessione

Il brano del Vangelo di oggi ci parla di una coppia avanti negli anni e senza figli... Una coppia che, nonostante la sofferenza per l'umiliazione della sterilità, non ha abbandonato il Signore, ma ha osservato in tutto le Sue leggi... Una coppia amata dal buon Dio e ritenuta da Lui “giusta”.
Ecco il primo insegnamento…. Se le cose non vanno come abbiamo sognato, se le cose prendono un'altra piega, se ci troviamo ad affrontare delle situazioni precarie di salute o di lavoro, non dobbiamo mai e poi mai abbandonare il Signore, non dobbiamo mai pensare che Lui ce l'abbia con noi, non dobbiamo mai farci prendere dallo sconforto, non dobbiamo credere che Lui ci abbia abbandonato, non dobbiamo pensare che quello che ci sta capitando sia un castigo di Dio... ma dobbiamo continuare a pregare ed essere sempre Suoi amici, non dobbiamo smettere di credere in Lui anche gemendo, dobbiamo essere convinti che ogni cosa che ci succede è perchè Lui lo permette, e, se lo permette, è per il nostro bene... e se sul momento non ci sconfinfera molto... un bel giorno capiremo. Lasciamoci fare... Lui ha tutto sotto controllo. Proviamo allora ad imitare il comportamento di Zaccaria ed Elisabetta, impariamo a non pretendere ogni cosa che desideriamo: un figlio, un lavoro, un'amicizia, un'amore, viaggi, soldi, divertimenti... se Dio ce li concede, bene, altrimenti dobbiamo ringraziare ugualmente, perché se Dio decide di non darceli, evidentemente non sono un bene per noi.
Zaccaria, infatti, per tutta la vita aveva pregato il Signore di concedergli un figlio, ma la sua preghiera non aveva ricevuto alcuna risposta, almeno fino a quel momento. Lui però non ha smesso di rimanere fedele al Signore un solo attimo, non si è allontanato da Lui solo perché non ha ottenuto quello che desiderava, non lo ha cacciato dalla sua vita anche se, in certi momenti, si è forse sentito abbandonato, non ha voltato le spalle a Dio solo perché non è stato speedygonzales... e, quando ormai non ci pensava più, ecco la sorpresa: Dio gli manda un angelo ad annunciargli che sarebbe diventato papà. Non ci stupiamo del turbamento o della paura di Zaccaria quando sente un tale annuncio... Al suo posto noi saremmo usciti dal Tempio e ci saremmo messi a correre dallo spavento. Ed ecco un altro insegnamento: le cose di Dio sono così grandi, sono così meravigliose e, soprattutto, così inaspettate, che è impossibile rimanere indifferenti. Quanto più ci rendiamo conto di essere piccoli e quanto più siamo inesperti delle cose di Dio, più ci spaventiamo, ma Gesù dice a tutti sempre la stessa parola: “Non temere”...
Quindi non abbiamo scuse... se ci ostiniamo a dubitare delle sue promesse per credere solo a ciò che è umanamente possibile, commettiamo un grave peccato. Infatti, per Zaccaria arriva puntuale la punizione. Di primo acchito ho pensato: Gesù caro, ma non ti sembra di aver calcato troppo la mano?... D'altronde, Zaccaria ha detto semplicemente: “Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni"… era una semplice domanda!!!… E se proprio vogliamo essere sinceri, ci sono stati altri personaggi nella Bibbia che hanno pensato o detto qualcosa di simile... ma chissà perché, la Tua reazione è stata diversa. E' una domanda che non trova risposta e che mi fa impazzire da tempo... In ogni caso, ho pensato: "Ma quanto bene ci vuoi caro Gesù? Che punizione dovresti dare a noi oggi?"… Ma forse, pensandoci bene, subiamo la stessa punizione di Zaccaria. Quando infatti dubitiamo delle Sue parole, quando iniziamo a tirare la corda dalla nostra parte, quando ci irrigidiamo davanti al Suo amore, quando si indebolisce la fede... cosa succede nelle nostre giornate? Iniziamo a essere nervosi, scontrosi, perdiamo la pace e non riusciamo a gioire di niente; siamo talmente concentrati su noi stessi e ripiegati sul nostro ombelico, che non riusciamo a dare gioia, o un sorriso, o un conforto a nessuno... insomma, diventiamo MUTI!!! Se non abbiamo fede riusciamo solo a dire delle parole inutili... Mentre le parole che consolano, le parole che edificano, le parole che lodano Dio, non potranno mai uscire dalla nostra bocca... e la punizione di Zaccaria ci raggiunge implacabilmente!!! Un mutismo che non è una cerniera sulla bocca, ma la nostra anima si ritrova incapace di parlare a noi e agli altri... e questo è terribile!!!
Chiediamo allora al buon Dio di aumentare la nostra fede affinché, nei momenti di sconforto, rimaniamo attaccati a Lui come dei polipi. Dobbiamo metterci in testa che Dio prevede tutto, programma ogni cosa nei minimi dettagli: tempi, luoghi, modi, incontri, eventi, ispirazioni, provvidenze... Gesù, alle software house, gli fa un baffo!!!
Allora, lasciamoci condurre dal buon Dio, non temiamo, continuiamo ad essergli fedeli anche se questo significherà aspettare a lungo. Lui adempie sempre le Sue promesse e con Lui al nostro fianco non ci succederà niente di brutto. Con i pochi amici che ha... pensate che voglia perderne qualcuno?
Pace e bene