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sabato 5 dicembre 2015

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési - Fil 1, 4-6. 8-11 - Siate integri e irreprensibili per il giorno di Cristo.



 Fil 1, 4-6. 8-11

Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

Parola di Dio


Riflessione

La seconda lettura di oggi è una lettera che Paolo scrive mentre si trova in prigione a motivo di Cristo, ma, nonostante tutto, rivolge ai Filippesi parole di grande affetto. Queste poche righe, infatti, sono colme di stima verso una comunità che, evidentemente, lo ha sostenuto quando si trovava tra loro per annunciare la buona novella.
In questa lettera affettuosa ci sono tanti consigli utili per tutti, specialmente per chi non ha ancora trovato una “vocazione” che gli calzi a pennello... ci incoraggia inoltre a non aver paura di rimanere in “panne” nel cammino di fede, anche quando si fa duro, perché il buon Dio, quando inizia una cosa, la porta a compimento senza fallire... i fallimenti succedono solo quando vogliamo fare di testa nostra.
Attenzione però, Dio inizia, è vero... e Dio porta a compimento, e questo è altrettanto vero, ma in mezzo ci sta un bel buco... e questo va coperto da noi, va coperto con il nostro impegno, va coperto con il nostro si. Dobbiamo insomma lasciarci fare da Lui, perché solo Lui porta a compimento ciò che ha iniziato, ma con la nostra collaborazione.
Prendiamo ad esempio una conversione “lampo”, la mia... Dio ha iniziato, Dio mi ha chiamata a ... io ho risposto si... e così mi sono trovata “inguaiata”!!!
Dico inguaiata perché la mia conversione è stata solo l'inizio di un'avventura... è stata l'inizio di un viaggio interminabile e, più passa il tempo, più mi rendo conto di non essermi mossa di un millimetro!!!
Questo per dire che la crescita spirituale ha bisogno di tempo, per maturare bisogna stare a lungo a prendere il Sole... non si può arrivare al decimo scalino senza fare gli altri... non si può risorgere se prima non si muore... e non si muore se ci ostiniamo a scansare la Croce o se ci ostiniamo a non farci lavorare dal Signore.
Dobbiamo avere pazienza e fare nostre le parole di Qoelet (3, 1-2) - Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo. C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante”. Quando piantiamo un alberello, prima che porti frutto ci vogliono anni, e non è detto che ne porti... In certi momenti c'è anche bisogno che la pianta venga potata qua e là... Proprio così fa il Signore, non con tutti però, ma solo con chi da il consenso a procedere con la potatura, o la cura. All'inizio non si prova una bella sensazione, perché ti ritrovi, un bel giorno, come una gallina spennacchiata che tutti beccano...
Un giorno mi è capitato di osservare in un pollaio questa scena: c'era una gallina che perdeva le piume... le sue compagne la beccavano e la allontanavano dal cibo quando questa poveretta cercava di mangiare. Alla fine, le altre galline erano belle ciccione, lei invece era anoressica... e il padrone del pollaio si lamentava perché non faceva le uova... sfido io!!! Di primo acchito mi sono scandalizzata e dispiaciuta per il comportamento di queste scellerate, ma poi ho pensato che questa scena succede anche nella nostra società, anche tra i fratelli di fede. Quindi non dovevo tanto meravigliarmi, perché l'ostilità dei fratelli è il prezzo che deve pagare un vero amico del Signore, e l'ostilità o l'indifferenza dei fratelli fa particolarmente male...
Proviamo allora ad ascoltare Paolo e chiediamo a Dio di aumentare la nostra fede, in modo da non temere la Croce, da non temere di non farcela, perché nel momento in cui Dio ci prende nella Sua barca, così come siamo, ci aiuterà Lui a diventare dei bravi pescatori e a farci tornare a riva... se ci prende così come siamo, non è per lasciarci così come siamo, ma per farci diventare come vuole Lui, ossia dei veri discepoli, dei veri amici.
Però, mio caro Gesù... anch'io ti ho preso a bordo della mia vita così come sei!!! Mi prendo infatti ogni giorno le consolazioni... insieme a tanti ceffoni...
Per diventare dei veri cristiani Paolo ci dice che bisogna crescere nell'amore, e nella conoscenza in pieno discernimento. Ma cosa significa crescere in pieno discernimento?
Molto spesso noi, poveri umani, ci troviamo davanti a diverse scelte buone e non sappiamo scegliere quella giusta. Ad esempio, sposarsi con una persona che si ama e mettere su famiglia, è una cosa buona... non sposarsi e consacrarsi al Signore, è una cosa buona... fare volontariato in diverse associazioni e dare aiuto e conforto a tanti fratelli, è una cosa buona... ma Paolo precisa che dobbiamo sciegliere il “meglio” del bene. Quindi, come esiste il male - e questo un vero cristiano lo riconosce subito e lo scarta all'istante, senza esitare - esiste anche il bene, ma esiste anche il meglio... Si tratta dunque di scegliere il meglio, si tratta cioè di scegliere ciò che Dio vuole veramente da noi. Ecco, in questo caso abbiamo bisogno di discernere. E come si fa il discernimento?... Pregando... Solo la preghiera infatti riesce a dare la luce vera, solo la preghiera ci aiuta a capire ciò che Dio vuole da ciascuno di noi.
Allora, mio caro Gesù, siccome molto spesso abbiamo qualche problemino con la preghiera, perché come diceva San Giacomo: Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri” (Gc 4, 2-3). Ti supplico di aiutare tutti i tuoi amici inviando loro una bella dose del Tuo Spirito, in modo che sappiano distinguere ciò che è meglio e siano pronti per la Tua venuta, belli, colmi di frutti di giustizia... perché, come diceva l'apostolo delle genti: “...nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio” (Rm 8, 26-7).
Gesù... aumenta la nostra fede, fa che diventiamo sempre più consapevoli del Tuo immenso amore per ognuno di noi,  e fa che anche noi ti amiamo sempre più.
Pace e bene