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lunedì 21 dicembre 2015

La Madonna e Napoleone - Tratto da “ Ecco la tua Mamma “ - del Cardinale Angelo Comastri





Spesso ho raccolto dalle labbra della mia mamma questa esclamazione: «Figlio mio, l’orgoglio accieca!». Lì per lì non ho dato tanto peso al valore di queste parole, ma poi la vita me ne ha svelato il senso profondamente vero e veramente profondo. Quante volte ho toccato con mano che l’orgoglio è un’autentica cecità! Quante volte ho verificato che, a causa dell’orgoglio, alcune persone non riescono a stabilire un rapporto reale e leale neppure con i fatti e le situazioni più evidenti. Un caso singolare è Napoleone Bonaparte: a motivo del suo smisurato orgoglio, egli ha guardato con diffidenza anche la Madonna e l’ha sentita come una presenza scomoda, ingombrante e fastidiosa. Ecco i fatti. Napoleone nasce ad Ajaccio, in Corsica, il 15 agosto 1769. Divenuto adulto, Napoleone avrebbe dovuto gioire nel ricordare la sua nascita nello stesso giorno in cui la Chiesa ricorda la nascita di Maria al cielo: era una coincidenza così bella da far vibrare il cuore di chiunque. No, Napoleone ne fu irritato perché l’orgoglio, appunto, accieca.
E l’irritazione crebbe quando egli venne a sapere che nel giorno dell’Assunta si festeggiava il “voto di Luigi XIII”: questo re di Francia, infatti, il 15 agosto del 1637 aveva emanato un suo solenne decreto con il quale metteva la nazione sotto l’esplicita protezione di Maria. Anche questo fatto doveva far esultare il cuore di Napoleone. Invece egli non poteva accettare neppure l’idea di un affidamento della nazione alla Madonna, perché – ecco ancora l’orgoglio! – la nazione doveva contare esclusivamente sul genio e sul potere invincibile dell’Imperatore.
Ma ciò che maggiormente irritò Napoleone fu la lettura del Vangelo, che la Chiesa propone il giorno della solennità dell’Assunta. La Chiesa, infatti, non ha trovato un brano migliore del Magnificat per commentare il miracolo umile e grande della vita della Madonna. In lei si sono compiute mirabilmente queste parole: «Dio rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili; i ricchi li rimanda a mani vuote, mentre i poveri li ricolma dei suoi doni» (cfr.Lc 1,52-53).
Potete però immaginare lo stato d’animo di Napoleone nel sentire proclamare proprio nel giorno del suo compleanno la più netta e decisa condanna dell’orgoglio: «Dio disperde i superbi nei pensieri del loro cuore» (cfr.Lc 1,51)! Sentite che cosa gli venne in mente: Napoleone con decreto ufficiale del 19 febbraio 1806 abolì la festa dell’Assunta e la sostituì con la festa di san Napoleone, compiendo un gesto di inaudita arroganza contro il quale protestò lo stesso Papa Pio VII, dichiarando «inammissibile che il potere civile sostituisca al culto della Madonna Assunta in Cielo quello di un santo introvabile, con una ingerenza intollerabile del temporale nello spirituale». Ma Napoleone non ascoltò nessuno: l’orgoglio è cieco e sordo!
E la conclusione? Tutti la conosciamo. Le parole profetiche, che Maria aveva pronunciato nel suo incantevole Magnificat, si compirono puntualmente: anche per Napoleone! Napoleone, infatti, a motivo del suo orgoglio “fu disperso nei pensieri del suo cuore e fu rovesciato dal trono”, mentre Maria, dopo l’abdicazione dell’Imperatore nel marzo del 1814, ha ripreso il suo posto nella solennità dell’Assunta, anche in Francia, per continuare a indicare la strada della vera grandezza. Dio voglia che questa lezione della storia faccia riflettere i “prepotenti” di oggi!