Pagine statiche

domenica 24 gennaio 2016

Dagli Atti degli Apostoli - At 9,1-22 - Egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni




 At 9,1-22


In quei giorni, Saulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via.
E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare».
Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno. Saulo allora si alzò da terra, ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco. Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda.
C’era a Damasco un discepolo di nome Ananìa. Il Signore in una visione gli disse: «Ananìa!». Rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando, e ha visto in visione un uomo, di nome Ananìa, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista». Rispose Ananìa: «Signore, riguardo a quest’uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme. Inoltre, qui egli ha l’autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome». Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli di Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome».
Allora Ananìa andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo». E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono.
Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, e subito nelle sinagoghe annunciava che Gesù è il Figlio di Dio. E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: «Non è lui che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocavano questo nome ed era venuto qui precisamente per condurli in catene ai capi dei sacerdoti?».
Saulo frattanto si rinfrancava sempre di più e gettava confusione tra i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo.

Parola di Dio
Riflessione

La lettura di oggi inizia con Saulo che minaccia stragi contro i cristiani. Saulo era un giovane che aveva studiato con il maestro Gamaliele ma non aveva mai conosciuto Gesù. Questo non gli impedisce di essere nemico dei Suoi seguaci. Infatti, ha visto e approvato la lapidazione di Stefano, il primo martire. Inoltre, non contento di aver messo in carcere intere famiglie di cristiani, chiede al sommo Sacerdote delle lettere, una sorta di pass, per mettere in prigione tutte le persone di Damasco che seguivano la Via che è Cristo. Queste lettere non assomigliavano certo a quelle di Schindler!!!
Ma mentre era sulla strada per Damasco una luce improvvisa dal cielo lo fa cadere per terra. Diciamo pure che, se fino a quel momento aveva preso a calci chi stava nella “via di Dio”... questa volta la strada ha preso a calci lui... visto che il suo sederino si è sfracellato al suolo!!!
Certo che Saulo deve aver provato un bello spavento nel sentire una voce potente che dice: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti!”, e non vedere nessuno!!! Il Signore a questo punto si presenta, gli dice di alzarsi e di andare in città. Anche a lui, come a Filippo, il Signore non dice tutto subito. Paolo inoltre, impaurito come un coniglio, si accorge di essere diventato cieco e bisognoso di aiuto per andare a Damasco. Viene accompagnato infatti dalle persone che erano con lui. Questo per farci capire che in un cammino di fede ognuno di noi ha bisogno di essere guidato per mano da qualcun altro... per tre giorni inoltre non riesce né a mangiare né a bere. Sfido!!! Il Signore gli ha servito a puntino un bel pranzetto con i fiocchi... A chi non sarebbe passata la fame? Una chiamata di Dio così forte e improvvisa non può non farti uscire fuori dal binario!!!
Una conversione come quella di Paolo, e ne accadono ancora ai nostri giorni, è vissuta dall'interessato in maniera un pochetto drammatica. Non è facile, infatti, vederti rigirare come un calzino e non riuscire ad opporti. Il tuo corpo rimane quello, ma dentro non sei più la stessa persona. Non riesci a metabolizzare questo cambiamento improvviso e ti sembra di sognare. La conversione di una persona penso sia uno dei miracoli più stupefacenti. La cosa strana è che, in questi casi, si era odiati prima per il comportamento violento, e si è odiati dopo perché gli altri non comprendono appieno questa chiamata, si vive allora in un clima di diffidenza. Anania, infatti, dopo che il Signore gli ha comandato di andare da Saulo per guarirlo dalla cecità, obbietta..., quasi a dire: "Scusa... forse hai sbagliato persona... guarda che quello è un poco di buono!!!". Ma Dio non fa errori...
Infatti, Lui aveva deciso di utilizzare Paolo come strumento per portare il Suo nome in tutto il mondo. E così è stato....
Paolo diventa quindi da persecutore a perseguitato... Più beffa di così!!!
Da nemico temutissimo dai discepoli diventa uno di loro, e anche uno dei più forti lavoratori della vigna del Signore. Il cuore di Saulo, come quello di ogni convertito, è stato trasformato da Dio... da un cuore di pietra.... ecco il miracolo di un cuore di carne. Dalle tenebre si passa alla Luce, da un cuore che odia a un cuore che ama. La cosa triste però è che molte persone, vissute in famiglie credenti e la cui conversione è avvenuta per gradi quasi impercettibili, non riescono a comprende la portata di questo tipo di conversione e, invece di rallegrarsi, quasi invidiano la persona convertita... non solo... cercano di evitarla come la peste. E il motivo è forse quello che mi ha detto qualcuno...: è che la forte luce che viene fuori da un convertito "tipo San Paolo", mette in evidenza la loro poca fede e il loro poco amore.
Allora preghiamo il buon Dio di illuminarci sempre più con la Sua luce, di liberare i nostri occhi dal velo che non ci fa vedere le cose nel modo giusto e di darci sempre la Sua pace... la pace di Gesù risorto.
Pace e bene.