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martedì 10 febbraio 2015

Santa Scolastica (Norcia, 480; † Piumarola frazione di Villa Santa Lucia, 547) è stata una monaca e fondatrice italiana e patrona dell'ordine delle benedettine. È Venerata come santa vergine dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa anglicana.



La storia di Santa Scolastica ha un stretto legame con quello che, per i disegni della Provvidenza è nato per la vita, il grande San Benedetto, suo fratello gemello e padre del monachesimo occidentale,a chi ha amato di tutto il suo cuore.

Quando Nostro Signore è venuto nel mondo, ci ha portato un nuovo comandamento: "Come Io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34). Questo amore portato alle ultime conseguenze ci ha propiziato la Redenzione. E un rapporto umano regolato e ben condotto deve seguire l´esempio del Divino Maestro. Il vero amore del prossimo è quello che si nutre di altri per l´amore a Dio e che ha il Creatore come il centro, mirando alla santità di quei che amiamo. Già Santo Agostino ha insegnato che ci sono solo due amori: o si ama a sé stesso fino all´oblio di Dio, o si ama a Dio fino alla dimenticanza di sé stesso.
Così era Santa Scolastica, un´anima innocente e piena d´amore a Dio, dal quale poco si sa, ma lei quando si è aperta alla sua grazia ha acquisito eccezionale forza d´animo ed è riuscita a raggiungere l´onore dell´ altare. La sua storia ha un legame stretto a quello che per i disegni della Provvidenza è nato insieme a lei, il grande San Benedetto, suo fratello gemello e padre del monachesimo occidentale, che amava con tutto il cuore.

Benedetto e Scolastica sono nati a Norcia, in Umbria, regione d´Italia situata ai piedi degli Appenini, nell´anno 480. Insieme al fratello, ha avuto una buonissima educazione. Insieme ai genitori, cattolici e timorati di Dio, sono stati una delle famiglie più illustri di quelle montagne. Scolastica era un modello di fanciulla cristiana, molto pia, virtuosa, coltivava la preghiera e era nemica dello spirito mondano e delle vanità.
Camminava sempre all´unisono con suo fratello Benedetto, uniti già prima della nascita e gemelli anche nell´anima. Con la morte dei genitori, Scolastica ha vissuto più raccolta a casa sua. Quando viene a sapere che il fratello aveva lasciato il deserto di Subiaco e aveva fondato il famoso monastero di Monte Cassino, Scolastica ha deciso di professare anche lei la perfezione evangelica, distribuendo tutti i suoi beni ai poveri e partendo insieme a una cameriera all´incontro del fratello.
Quando lo ha trovato, gli ha spiegato le sue intenzioni di passare il resto della vita in solitudine come lui, e gli ha pregato perché fosse il suo padre spirituale, le prescrivendo le regole che dovrebbe seguire per il miglioramento della sua anima. San Benedetto, conoscendo già la vocazione della sorella ha accettato la sua richiesta e ha mandato costruire a Scolastica e alla sua cameriera una cella non molto lontana dal monastero, dando a lei praticamente le stesse regole che ai suoi monaci.
La fama di questa nuova santa eremita cresceva e, poco a poco si sono unite a lei altre giovane che si sentivano chiamate alla vita monastica e che dovevano obbedire a Santa Scolastica e a San Benedetto, dando origine così a un nuovo Ordine Femminile, che più tardi è diventata conosciuta come L´Ordine delle Benedittine, che ha avuto circa 14 mila conventi sparsi in tutto l´Occidente.
Ogni anno, qualche giorno prima della Quaresima, Benedetto e Scolastica restavano a metà del percorso per i due conventi, in una piccola casa che esisteva lì per questo fine. Loro trascorrevano la giornata tra colloqui spirituali e poi tornavano a incontrarsi solo l´anno successivo. Uno dei capitoli del libro "Dialoghi", di San Gregorio Magno ha aiutato a salvare dell´oblio il nome di questa importante santa, che ha un posto d´onore tra le vergine consacrate. Il grande Papa narra con semplicità l´ultimo incontro tra San Benedetto e Santa Scolastica, nei quali l´innocenza e l´amore hanno vinto la propria ragione.
Era il primo giovedì della Quaresima dell´anno 547. San Benedetto era andato a vedere sua sorella alla piccola casa come d´abitudine. Hanno passato tutta la giornata insieme. Al tramonto, San Benedetto si è alzato, deciso a tornare al suo monastero, e poi tornerebbe a vedere la sorella solo nel prossimo anno. Sentendo però che la sua morte arriverebbe presto, Santa Scolastica ha chiesto al fratello che passasse la notte lì e che non interrompesse il così benedetto incontro tra di loro. E il fratello le a risposto:
"Cosa dice ? Lei non sa che non posso passare la notte fuori la clausura?"
Scolastica niente ha detto. Ha soltanto abbassato la testa e, nell´innocenza del suo cuore, ha chiesto a Dio che le concedesse la grazia di essere un po´di più insieme al fratello e padre spirituale, a chi tanto amava. Quindi, nello stesso momento il cielo si è offuscato. Lampi e tuoni riempivano il cielo di luci e frastuoni. La pioggia ha cominciato a cadere intensamente e era impossibile salire sul Monte Cassino in quelle condizioni. Scolastica ha appena chiesto a suo fratello:
"E allora, non deve uscire ?"
San Benedetto essendo accorto di quello che era successo le ha domandato:
"Cosa ha fatto, sorella mia? Dio la perdoni per questo..."
"Io Le ho fatto una richiesta e Lei non ha voluto accoglierla. Ho pregato a Dio e Lui mi ha sentito", ha risposto la candida vergine.
Allora, loro hanno trascorso quella notte in santa convivenza, e poi il santo fondatore ha potuto ritornare al suo monastero così si è fatto giorno. Infatti, si è confermato il presentimento di Scolastica e lei ha consegnato la sua anima a Dio appena tre giorni dopo di quel bell´avvenimento. San Benedetto ha visto, dalla finestra della sua cella, l´anima di Scolastica salire al cielo sotto la forma di una colomba bianca, simbolo dell´innocenza che lei ha sempre avuto. Il suo corpo è stato portato al monastero e lì sepolto nel tumulo prevviamente preparato. Pochi mesi dopo anche San Benedetto ha consegnato la sua anima a Dio. Sono stati per sempre uniti nella morte quei due fratelli, che in vita si erano uniti per la vocazione.
Trattando questo avvenimento della vita dei due santi, San Gregorio ha detto che il procedimento di Santa Scolastica è stato giusto, e Dio ha voluto dimostrare la forza dell´anima di una innocente, che ha messo l´amore a Dio sopra le proprie ragioni o regole. Secondo San Giovanni, "Dio è amore" (Gv 4,7) e non c´è da meravigliarsi che Santa Scolastica sia stata più potente del suo fratello, nella forza della sua preghiera piena d´amore. "Ha potuto di più chi ha amato di più", ci insegna San Gregorio. Dunque, in quella singolare contenda l´amore ha superato la ragione.
Chiediamo a Santa Scolastica la grazia del restauro della nostra innocenza battesimale, perché cresca l´amore di Dio nella nostra anima e perché possiamo avere la forza spirituale per dire con tutta la proprietà le parole di San Paolo: "Tutto posso in Colui che mi conforta" (Fil 4,13)