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giovedì 4 febbraio 2016

"Se uno ha sete, si avvicini a me; e chi ha fede in me, beva!" Tratto da “ Visite al Santissimo Sacramento e a Maria Santissima “ di Sant'Alfonso Maria de Liguori.



VISITA I
Gesù fonte di acqua viva
Gesù nel santissimo Sacramento è la fonte di ogni bene. Ce lo ricorda lui stesso: «Se uno ha sete, si avvicini a me; e chi ha fede in me, beva!» (Gv 7,37-38). E grazia in abbondanza hanno attinto i santi da questa sorgente, dove Gesù elargisce i frutti della redenzione, come aveva predetto il profeta Isaia: «Come l’acqua fresca ristora chi ha sete, così la tua salvezza dà gioia al tuo popolo» (Is 42,3).
Si legge nella biografia di donna Anna Poncede León, contessa di Feria, grande discepola del venerabile padre Avila e poi clarissa, che, appunto perle sue frequenti e prolungate visite a Gesù sacramentato,fu chiamata sposa del santissimo Sacramento. E a chí le chiedeva cosa facesse, tante ore, davanti al Santissimo, rispondeva: «Io ci starei tutta l'eternità. Non è lì l'essenza di Dio, l'alimento che sarà dei beati? Oh Dio,che si fa e che non si fa davanti a lui? Ma si ama, si loda, si ringrazia, si chiede. Cosa fa un povero davanti a un picco, un ammalato davanti a un medico, un assetato davanti a una fonte d'acqua limpida, un affamato davanti a una lauta mensa?»
Gesù amabilissimo, dilettissimo,dolcissimo, vita, speranza, tesoro, unico amore dell’anima mia, quanto ti è costato restare con noi in questo Sacramento!


Hai affrontato la morte per rimanere sui nostri altari; hai sofferto tanti oltraggi in questo Sacramento per assisterci con la tua presenza.
Su tutto ha vinto il tuo amore, il tuo desiderio di essere amato da noi.
Vieni, dunque, Signore, vieni nel mio cuore e chiudine per sempre la porta, affinché non vi entri alcuno e rubi parte di quell'amore che devo e voglio dare tutto a te, solo a te.
Redentore mio caro, dominami,prendimi tutto. E se qualche volta non dovessi obbedirti perfettamente, castigami con rigore affinché io capisca che devo amarti come vuoi tu. Fa' che io non desideri, né cerchi altro che di compiacerti, visitarti spesso, trattenermi con te e riceverti nella Santa Eucaristia. Cerchi pure, chi vuole, altri beni . Io non bramo né desidero altro che il tesoro del tuo amore. Questo solo ti chiedo ai piedi di questo altare. Fa' che io dimentichi me stesso e mi ricordi solo della tua bontà.
Serafini beati, io non vi invidio per la vostra gloria, ma per il grande amore verso il vostro e mio Dio. Insegnatemi voi ad amarlo, a compiacerlo in tutto.
Gesù mio, voglio amare solo te, solo a te voglio piacere.


Maria fonte di gioia
Altra fonte di gioia è la madre nostra Maria, tanto ricca di beni e di grazie che, come osserva san Bernardo, non c’è persona al mondo che non ne partecipi:«Tutti siamo beneficati dalla pienezza della sua grazia». Maria santissima fu da Dio colmata di grazia,come appunto la salutò l’angelo Gabriele:«Ti saluto, Maria ! |Signore è con te: egli ti ha colmata di grazia» (Lc 1, 28), Ricolma di grazia non solo per lei, ma anche per noi, suoi devoti, come scrive san Pietro Crisologo. «Tutta questa grazia riceveste, Maria, perché destinata a portare la salvezza al mondo»
Maria, fonte della mostra gioia, prega per noi.


VISITA II
Gesù pane di vita eterna
Scrive il devoto padre Giovanni Eusebio Nieremberg che, essendo il pane un alimento che si consuma mangiando e si conserva tenendolo, Gesù ha voluto restare sulla terra sotto la specie del pane, non solo per unirsi a chi lo ama con la santa Comunione, ma anche per essere conservato nel Tabernacolo, facendosi a noi presente e ricordandoci così il suo amore . - Scrive l’apostolo Paolo che Gesù «rinunziò a tutto: diventò come un servo, fu uomo tra gli uomini e visse conosciuto come uno di loro» (Fil 2, 7). Ma che dovremmo dire, poi, vedendolo assumere la specie del pane? «Ebbene nessuna lingua – scrive san Pietro d’Alcantara – potrebbe esprimere la grandezza dell'amore che Gesù porta a ciascun uomo che è in grazia. Dovendo, infatti, questo sposo dolcissimo partire da questo mondo, affinché non se ne perdesse anche il ricordo, gli lasciò se stesso in questo Santissimo Sacramento a tenerne viva la memoria» Dunque, Gesù mio, giacché te ne stai chiuso in questo Tabernacolo per accogliere le suppliche dei bisognosi che si rivolgono a te per avere udienza, ascolta oggi la preghiera che ti rivolge questo ingrato peccatore. Io mi prostro ai tuoi piedi, cosciente e pentito del male che ho fatto. Prima di tutto, perdonami tutte le mie colpe. Ah! mio Dio, non ti avessi mai offeso! E poi, sai cosa voglio? Ecco, ora che ho sperimentato la tua grande amabilità, mi sono innamorato di te e mi struggo dal desiderio di amarti e fare tutto ciò che piace a te. Però, non ne ho la forza, se tu non mi aiuti. Ebbene, sii generoso con me; fa' conoscere a tutto il paradiso la tua onnipotenza, la tua bontà immensa. Trasformami da ribelle in grande innamorato di te. Tu lo puoi fare; tu lo vuoi fare. Supplisci a quanto mi manca per amarti assai, o almeno per amarti nella stessa misura in cui ti ho offeso. Ti amo, Gesù mio, sopra ogni cosa. Ti amo più della mia vita, mio Dio, mio amore, mio tutto.
Dio mio, mio tutto.


Maria dispensatrice di grazie
«Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia, ed essere aiutati al momento opportuno» (Eb 4, 16). Ora, scrive sant'Antonino, questo trono è Maria da cui Dio dispensa tutte le grazie.
Amabilissima Regina, se desideri tanto aiutare i peccatori, ecco un grande peccatore che a te ricorre: aiutami molto, aiutami presto.
Maria, unico rifugio dei peccatori, abbi pietà di me.


VISITA III
Gesù gioisce di stare con gli uomini
«La mia gioia è vivere con gli uomini» (Prv 8, 31).
Gesù, non contento di essere morto per amor nostro, ha voluto rimanere con noi nel Santissimo Sacramento, per farci capire che tra gli uomini trova la sua gioia.
«Uomini – esclama santa Teresa –, come potete offendere un Dio a cui piace tanto trovarsi tra voi?». Gesù trova la sua gioia a stare con noi; e noi non la troveremo con Gesù? Specialmente noi che abbiamo l’onore di abitare nel suo palazzo? Come si sentono onorati quei sudditi che il re si degna di alloggiare nel suo palazzo! Palazzo del re è appunto questa casa, nella quale viviamo con lui. Ringraziamolo e profittiamone per conversare con lui.
Eccomi, dunque, mio Signore e mio Dio, davanti a questo altare, dove ti trattieni notte e giorno per me. Sei tu la fonte di ogni bene, il medico di ogni male, la ricchezza di ogni povero. Ecco oggi ai tuoi piedi il più povero tra i poveri, il più infermo tra gli infermi che ti chiede pietà. Abbi compassione di me!
Non mi scoraggi la mia miseria contemplandoti in questo Sacramento, sceso dal cielo in terra, solo per il mio bene. Io ti lodo, ti ringrazio, ti amo. E se mi consenti di chiederti una elemosina, ecco, ascoltami: non voglio più offenderti; voglio solo luce e grazia per amarti con tutte le mie forze.
Signore, io ti amo con tutta la mia anima, con tutti i miei affetti. Fa' che questo io lo dica in tutta sincerità, non solo in questa vita ma per tutta l’eternità.
Maria Santissima, santi miei intercessori, angeli e beati tutti del paradiso, aiutatemi ad amare il mio amabilissimo Dio.
Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi .

Maria catena d'amore
Le sue catene sono un legame di salvezza (cf. Sir 6, 24.29) . Scrive il pio Pelbarto di Themesvar che la devozione a Maria è come il vincolo di una catena, un segno sicuro di salvezza eterna .
Preghiamo Maria, nostra Signora, che ci stringa sempre più forte con catene di amore e ci tenga sotto la sua protezione.
O clemente, o pia, o dolce vergine Maria.