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venerdì 13 marzo 2015

Dal libro del profeta Daniele - Io muoio innocente - Dn 13,1-9.15-17.19-30.33-62



Dn 13,1-9.15-17.19-30.33-62

In quei giorni, abitava a Babilonia un uomo chiamato Ioakìm, il quale aveva sposato una donna chiamata Susanna, figlia di Chelkìa, di rara bellezza e timorata di Dio. I suoi genitori, che erano giusti, avevano educato la figlia secondo la legge di Mosè. Ioakìm era molto ricco e possedeva un giardino vicino a casa, ed essendo stimato più di ogni altro, i Giudei andavano da lui.
In quell’anno erano stati eletti giudici del popolo due anziani; erano di quelli di cui il Signore ha detto: «L’iniquità è uscita da Babilonia per opera di anziani e di giudici, che solo in apparenza sono guide del popolo». Questi frequentavano la casa di Ioakìm, e tutti quelli che avevano qualche lite da risolvere si recavano da loro. Quando il popolo, verso il mezzogiorno, se ne andava, Susanna era solita recarsi a passeggiare nel giardino del marito. I due anziani, che ogni giorno la vedevano andare a passeggiare, furono presi da un’ardente passione per lei: persero il lume della ragione, distolsero gli occhi per non vedere il Cielo e non ricordare i giusti giudizi.
Mentre aspettavano l’occasione favorevole, Susanna entrò, come al solito, con due sole ancelle, nel giardino per fare il bagno, poiché faceva caldo. Non c’era nessun altro al di fuori dei due anziani, nascosti a spiarla. Susanna disse alle ancelle: «Portatemi l’unguento e i profumi, poi chiudete la porta, perché voglio fare il bagno».
Appena partite le ancelle, i due anziani uscirono dal nascondiglio, corsero da lei e le dissero: «Ecco, le porte del giardino sono chiuse, nessuno ci vede e noi bruciamo di passione per te; acconsenti e concediti a noi. In caso contrario ti accuseremo; diremo che un giovane era con te e perciò hai fatto uscire le ancelle». Susanna, piangendo, esclamò: «Sono in difficoltà da ogni parte. Se cedo, è la morte per me; se rifiuto, non potrò scampare dalle vostre mani. Meglio però per me cadere innocente nelle vostre mani che peccare davanti al Signore!». Susanna gridò a gran voce. Anche i due anziani gridarono contro di lei e uno di loro corse alle porte del giardino e le aprì.
I servi di casa, all’udire tale rumore in giardino, si precipitarono dalla porta laterale per vedere che cosa le stava accadendo. Quando gli anziani ebbero fatto il loro racconto, i servi si sentirono molto confusi, perché mai era stata detta una simile cosa di Susanna.
Il giorno dopo, quando il popolo si radunò nella casa di Ioakìm, suo marito, andarono là anche i due anziani, pieni di perverse intenzioni, per condannare a morte Susanna. Rivolti al popolo dissero: «Si faccia venire Susanna, figlia di Chelkìa, moglie di Ioakìm». Mandarono a chiamarla ed ella venne con i genitori, i figli e tutti i suoi parenti. Tutti i suoi familiari e amici piangevano.
I due anziani si alzarono in mezzo al popolo e posero le mani sulla sua testa. Ella piangendo alzò gli occhi al cielo, con il cuore pieno di fiducia nel Signore. Gli anziani dissero: «Mentre noi stavamo passeggiando soli nel giardino, è venuta con due ancelle, ha chiuso le porte del giardino e poi ha licenziato le ancelle. Quindi è entrato da lei un giovane, che era nascosto, e si è unito a lei. Noi, che eravamo in un angolo del giardino, vedendo quella iniquità ci siamo precipitati su di loro. Li abbiamo sorpresi insieme, ma non abbiamo potuto prendere il giovane perché, più forte di noi, ha aperto la porta ed è fuggito. Abbiamo preso lei e le abbiamo domandato chi era quel giovane, ma lei non ce l’ha voluto dire. Di questo noi siamo testimoni». La moltitudine prestò loro fede, poiché erano anziani e giudici del popolo, e la condannò a morte.
Allora Susanna ad alta voce esclamò: «Dio eterno, che conosci i segreti, che conosci le cose prima che accadano, tu lo sai che hanno deposto il falso contro di me! Io muoio innocente di quanto essi iniquamente hanno tramato contro di me». E il Signore ascoltò la sua voce.
Mentre Susanna era condotta a morte, il Signore suscitò il santo spirito di un giovanetto, chiamato Daniele, il quale si mise a gridare: «Io sono innocente del sangue di lei!». Tutti si voltarono verso di lui dicendo: «Che cosa vuoi dire con queste tue parole?». Allora Daniele, stando in mezzo a loro, disse: «Siete così stolti, o figli d’Israele? Avete condannato a morte una figlia d’Israele senza indagare né appurare la verità! Tornate al tribunale, perché costoro hanno deposto il falso contro di lei».
Il popolo tornò subito indietro e gli anziani dissero a Daniele: «Vieni, siedi in mezzo a noi e facci da maestro, poiché Dio ti ha concesso le prerogative dell’anzianità». Daniele esclamò: «Separàteli bene l’uno dall’altro e io li giudicherò».
Separàti che furono, Daniele disse al primo: «O uomo invecchiato nel male! Ecco, i tuoi peccati commessi in passato vengono alla luce, quando davi sentenze ingiuste, opprimendo gli innocenti e assolvendo i malvagi, mentre il Signore ha detto: Non ucciderai il giusto e l’innocente. Ora, dunque, se tu hai visto costei, di’: sotto quale albero tu li hai visti stare insieme?». Rispose: «Sotto un lentìsco». Disse Daniele: «In verità, la tua menzogna ti ricadrà sulla testa. Già l’angelo di Dio ha ricevuto da Dio la sentenza e ti squarcerà in due».
Allontanato questi, fece venire l’altro e gli disse: «Stirpe di Canaan e non di Giuda, la bellezza ti ha sedotto, la passione ti ha pervertito il cuore! Così facevate con le donne d’Israele ed esse per paura si univano a voi. Ma una figlia di Giuda non ha potuto sopportare la vostra iniquità. Dimmi dunque, sotto quale albero li hai sorpresi insieme?». Rispose: «Sotto un léccio». Disse Daniele: «In verità anche la tua menzogna ti ricadrà sulla testa. Ecco, l’angelo di Dio ti aspetta con la spada in mano, per tagliarti in due e così farti morire».
Allora tutta l’assemblea proruppe in grida di gioia e benedisse Dio, che salva coloro che sperano in lui. Poi, insorgendo contro i due anziani, ai quali Daniele aveva fatto confessare con la loro bocca di avere deposto il falso, fece loro subire la medesima pena che avevano tramato contro il prossimo e, applicando la legge di Mosè, li fece morire. In quel giorno fu salvato il sangue innocente.
Parola di Dio

Riflessione

Nella lettura di oggi una persona viene condannata ingiustamente. In qualche modo è rievocata la storia di Gesù condannato e crocifisso.
Questo bellissimo racconto è descritto in maniera che tante persone, anche di diverse mentalità, si schierino dalla parte di Susanna che, oltre a essere bellissima, era anche timorata di Dio. Oggi, nella nostra società, qualcuno avrebbe da ridire... bella e timorata di Dio?”.... Come se chi ama il Signore dovesse essere per forza uno scorfano !!!
Susanna quindi era una donna bella, fedele al Suo Dio, a suo marito, e che osservava già da piccola, grazie ai suoi genitori, la legge di Mosè.
Ma questo non le è bastato per non farla cadere nella rete di due personaggi che oggi chiameremo: “persone che hanno un certo ruolo” e quindi, agli occhi del mondo, sono per forza credibili. Viene così inscenata una storia di adulterio solo perché lei non è voluta scendere a compromessi con questi due “delinquenti e maiali”...!!! Ma Susanna, senza arrendersi o farsi prendere dallo sconforto, nonostante il giudizio del mondo, che naturalmente non era dalla sua parte, si appoggia completamente al giudizio del buon Dio. Si affida a Lui che tutto può e che tutto conosce.
Dio naturalmente accoglie questa preghiera, breve ma efficace, e come al solito capovolge tutto, i “fetentoni” si ritrovano così sul banco degli imputati e giustamente condannati.
Come si dice: “Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi...!!!”. Un bambino direbbe invece: “Tiè... così imparate a dire bugie...!!! ”. 
Ma nella società di oggi, per caso, succedono ancora queste cose? Assolutamente no...!!!!
Siamo dei credenti e praticanti perfetti... noi non lasciamo che le passioni trionfino, non perdiamo mai il lume della ragione, non approfittiamo mai delle situazioni di disagio o di necessità di qualcuno, incutendo magari timore grazie al nostro ruolo di comando, non diciamo mai male di nessuno, ma solo parole buone, non cerchiamo mai di essere forti quando siamo in compagnia, come hanno fatto invece i due anziani con Susanna.
Ma per favore!!! Purtroppo invece, tutti questi comportamenti sono all'ordine del giorno e l'andamento delle cause nei nostri tribunali non è molto diverso da allora... Infatti il povero, che non si può permettere un avvocato di grido, finisce per essere annientato dall'altra parte, che invece ha soldi e conoscenze, e quindi il poveretto, non solo perde la causa, ma viene diffamato con accuse terribili. Quanti casi leggiamo nei giornali o ascoltiamo in TV? Quanti casi di abuso ai colloqui di lavoro? Quante volte persone si sono trovate a dover accettare certi compromessi perché disperate? E in tribunale... chi ha vinto? Quanti casi di sentenze di divorzio dove la coppia si fa guerra a vicenda dicendo menzogne l'uno dell'altro, senza pensare al povero figlio che subisce tutto, come Gesù sulla croce? Quanti casi di sfruttamento minorile da parte di persone di un certo potere? E alla fine chi vince? Purtroppo molto spesso vince il male... Continuo a dire che siamo dei fenomeni!!! Povero Gesù... cosa deve vedere!!! Che pianto che siamo!!!
E pensare che basterebbe poco per vivere più sereni e felici in questo mondo.
Basterebbe semplicemente essere più amici di Gesù... non è difficile... basta volerlo, basta aprire la porta del nostro cuore e Lui farà il resto. Lui che tutto può....
Pace e bene