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domenica 8 gennaio 2017

Dal Vangelo secondo Marco - Mc 1, 14-20 - Convertitevi e credete nel Vangelo.



Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore
Riflessione personale
 

Giovanni Battista in questo ultimo periodo ci ha annunciato la venuta di Cristo, il nostro Liberatore, il nostro Salvatore; se siamo stati attenti il Vangelo di oggi non ci dovrebbe cogliere impreparati: “Convertitevi e credete nel Vangelo”... Ma cosa significa convertirsi e credere nel Vangelo? Significa forse andare in Chiesa? Significa forse recitare orazioni fino alla nausea? Significa forse fare tante opere?... Molti purtroppo lo credono, e, se ci pensiamo bene, è molto triste. Troppi infatti si professano discepoli di Gesù ma, chissà perché, pensano diversamente da Lui e camminano per vie molto diverse dalle Sue.  Questa incoerenza di tanti cristiani è un vero scandalo per la Chiesa di Dio, per tutte le anime che si sforzano quotidianamente a seguire il Signore come si deve.
Gesù passa continuamente sul mare delle nostre vicende umane, dove tante anime sono intente a pescare tutto ciò che luccica, ma che non serve alla salvezza eterna.
La chiamata di Dio a qualsiasi stato: religioso o laico, è un dono immensamente grande che non solo dobbiamo accogliere con sollecitudine, ma che dobbiamo anche custodire con cura. L’unico modo per conservare questa grazia è la preghiera costante. Troppe anime invece si comportano come Giuda, chiamato da Dio, ma con un cuore che non si è staccato dalle ricchezze, dai piaceri del mondo... non si è staccato dal proprio IO.


Nel momento in cui Dio si manifesta si subisce una sorta di metamorfosi. Se questo non succede, se si segue Gesù secondo i propri gusti, se si continua a calpestare i fratelli, se non si accettano le incertezze di un percorso stabilito da Gesù e non da noi, se non si vogliono mollare le reti e la barca, ossia una sicurezza e una fonte di vita naturali, se emerge in continuazione il proprio io, allora non solo si sta perdendo tempo, ma con il proprio comportamento malsano si allontano tante anime da Dio.
Le false vocazioni ci sono sempre state e ci saranno sempre e purtroppo sono una spina nel fianco della Madre Chiesa. Tutte le anime, consacrate e non, dovrebbero spargere il buon profumo di Cristo: il nostro comportamento, il nostro parlare, il nostro tacere, i nostri sguardi, i nostri gesti... dovrebbero riflettere Gesù.
Chiediamo al buon Dio di aumentare la nostra fede, ma soprattutto accettiamo di essere lavorati da Lui anche se a volte è doloroso. Solo così saremo condotti a riconoscere un giorno di essere dei veri disastri!!!... non per piangerci addosso, ma per andare a rifugiarci, finalmente poveri, finalmente umili, nelle braccia di Gesù.  Lui prenderà su di Sé le nostre miserie riconosciute e le trasformerà in pietre preziose.
Chiediamo a Dio
- con una certa cautela - di farci vedere la nostra miseria e allora un giorno avremmo una bella corona tempestata di gemme.
Proviamo a seguire l’esempio dei pescatori che hanno afferrato al volo la chiamata di Gesù lasciando tutto… e tutto non sarà più come prima. 
Le parole: “Venite dietro a me”, le dice a tutti e continuerà a dirle fino alla fine del mondo. Facciamo in modo che queste parole non risuonino a vuoto. Cerchiamo di comprendere che solo in Gesù Cristo troviamo la vera salvezza.
Pace e bene