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martedì 14 novembre 2017

CHIAMATI AD ESSERE FIGLI NEL FIGLIO - Tratto da: “Il mio ideale: Gesù, Figlio di Maria” di P. Emilio Neubert - Libro terzo


I. LA MIA MISSIONE MATERNA: TRASFORMARTI IN GESÙ
 Maria: Mio caro figlio, che partorii partorendo Gesù, nel quale vedo Gesù e che amo con l'amore stesso che porto a Gesù, hai imparato da mio Figlio primogenito ad essere per me ciò che fu egli stesso; ora voglio essere per te ciò che già sono stata per lui.
Come lui, ti sei dato tutto a me. E io per te, per Gesù presente in te e negli altri, ti ho chiamato ad essere mio figlio prediletto. Non puoi certo comprendere ancora tutto ciò che ti dico; lo comprenderai però a poco a poco.
Innanzitutto voglio occuparmi della tua educazione, come ho fatto per Gesù. Tu sei il mio «bambino», perché sei tutt'uno con lui; allevando te, continuerò ad allevare lui.
Allevarti vuol dire insegnarti a vivere pienamente della vita di Gesù, a pensare, ad amare, a volere come lui, a parlare e ad agire come lui, in una parola: a modellarti su di lui. In altri termini, intendo operare in te una trasformazione analoga a quella che il sacerdote opera nell'Ostia: per i sensi l'Ostia consacrata è sempre pane, ma per la fede è Gesù. Tu pure all'esterno resterai te stesso; ma nell'interno, sarai lui.
Pensi che sia un ideale troppo alto per te? Non ti sgomentare: conosco troppo bene il modello che devi riprodurre e l'arte di foggiare le anime a sua somiglianza. Tutti i santi sono diventati tali per me. Ciò che ho fatto per gli altri, perché non potrei farlo anche per te? Unica tua preoccupazione dev'essere quella di, lasciar fare a me e di essermi docile in tutto.
Ora ti indicherò alcune pratiche speciali che ti aiuteranno in questo lavorìo di trasformazione. Ponile in atto gradualmente. Non passare alla seguente se non dopo aver acquisito l'abitudine della precedente. Ma una volta che ne avrai adottata una, non abbandonarla mai più.
Invito al colloquioO Madre mia, diventare un santo! io, povero peccatore, così colpevole in passato, così vile al presente, così incostante forse anche in avvenire!... Ma mi abbandono a te. Tutti i miracoli ti sono possibili, anche quello di fare di me un santo! Ottienimi la grazia di non resistere mai ai tuoi desideri!
II. IMPARA A PENSARE CON I PENSIERI DI GESÙ

a) DAI LIBRI
Maria: Figlio mio, per vivere della vita di Gesù devi anzitutto imparare a pensare coi pensieri di lui. Se il mondo la pensa in un modo, Gesù la pensa in maniera del tutto diversa: e il tuo pensiero è spesso più simile a quello del mondo che a quello di Gesù.
Il pensiero di Gesù è contenuto nel Vangelo e anche nei libri scritti da uomini ripieni dello Spirito del Vangelo. Evidentemente, anzitutto lo devi studiare. Riserva ogni giorno alcuni momenti da dedicare alla lettura spirituale. Non ti sarà difficile trovare per questo ogni giorno un quarto d'ora o perlomeno cinque minuti; quando vuoi sai trovare il tempo per tante altre cose assai meno necessarie! Ma per breve che sia, non omettere mai la lettura spirituale quotidiana. Stabilisci con precisione il momento che ad essa vuoi consacrare, o al principio, o a metà, o alla fine della giornata; e sii puntuale nel cominciarla al momento stabilito.
Prima della lettura pregami di farti comprendere ciò che Gesù ti vuole insegnare, e mentre leggi dimmi le riflessioni che ti vengono alla mente. Leggendo, pensa che è Gesù stesso a parlarti. Leggi rispettosamente, per onorare la parola di Gesù. Leggi posatamente, senza fretta, non per soddisfare la tua curiosità, ma per comprendere lo spirito di Gesù ed imparare a vivere della sua vita. Applica ciò che leggi alla tua vita. Esamina ciò che hai da riformare nei tuoi pensieri e nella tua condotta e termina con un proposito che affiderai a me.
III. IMPARA A PENSARE CON I PENSIERI DI GESU’
b) NEL CONTATTO PERSONALE CON LUI
Maria: Figlio mio, vi è un'altra via per arrivare a pensare coi pensieri di Gesù, una via assai rapida, sicura ed efficace; essa consiste nel mettersi in contatto diretto con lui.
Contempla Gesù, preferibilmente nel Vangelo. Ascolta i suoi detti, osserva i suoi atti. Ma non ti fermare alle apparenze esteriori; cerca di penetrare nell'anima di lui e cerca di scoprirvi ciò che pronunciando quelle date parole o compiendo quelle date azioni egli ha pensato, sentito, voluto. Considera soprattutto come in lui ogni discorso, ogni operazione procede da un sentimento di amore. Gesù non è solo un maestro che proferisce discorsi pieni di sapienza: è il Dio d'amore; per comprendere la sua dottrina, devi quindi addentrarti fino alla sua sorgente: all'amore infinito del Cuore di Gesù.
Dalla contemplazione di Gesù, volgiti un momento a guardare te stesso, e considera quanto sei lontano dal pensare, dal sentire, dal volere e dall'agire come lui. Esamina ciò che ti occorre fare, quali ostacoli rimuovere, quali mezzi prendere, quali sacrifici compiere per arrivare a trasformarti in lui.
Mentre contempli Gesù e contempli te stesso alla luce di Gesù, parla con lui. Parla con lui come se lo vedessi. Egli del resto è già in te; sente la tua voce come sentiva quella di Pietro, della Maddalena e di Giovanni; ti ama come amava i suoi discepoli; ti ama di un amore particolare: per questo ti ha dato me, come Giovanni, in qualità di figlio prediletto. Parla con lui direttamente senza usare formule. Digli alla buona, ciò che pensi, ciò che provi, ciò che desideri, come faresti con un fratello o con un intimo amico.
Non ti scordare di unirti a me in questo colloquio con Gesù. Tu sai che sono sempre accanto a te, e che per trovare il figlio bisogna passare attraverso la Madre. Di questo ti accorgerai facilmente: sarai meno raccolto, meno familiare, meno affabile con Gesù quando non mi sentirai vicino a te. Ho passato la mia vita nel meditare ciò che vedevo e sentivo riguardo a mio Figlio. Ogni meditazione che farai sulla vita di lui, sarà sempre il ripetersi di una meditazione fatta altre volte da me. Stringiti a me, e ti farò comprendere e provare qualche cosa di quello che comprendevo e provavo io stessa nel contemplare i misteri di Gesù.
Non cercare di moltiplicare concetti e ragionamenti: accontentati di credere, di amare e di pregare. Credi! Se Gesù ha detto questo o quello, la sua parola è decisiva. Sarebbe vano cercare altri argomenti. Egli l'ha detto, dunque è vero, infallibilmente vero: credi! Gli uomini che ti circondano affermeranno il contrario, almeno con la loro condotta. Poco importa. Gesù l'ha detto: credi! gli uomini passano; la verità del Signore rimane in eterno. La tua sensibilità potrà forse essere d'accordo col modo di vedere o di pensare del «mondo», o per lo meno resterà fredda dinanzi agli insegnamenti di Gesù. Poco importa: qui non si tratta di sentimento, ma di fede. Gesù l'ha detto: Credi! Unisciti a me e crederai con fede più pura e più salda. Moltiplica gli atti di fede; non quasi a suggestionare te stesso, ma per far penetrare le verità divine fin nell'intimo del tuo cuore e per trarne le dovute conseguenze pratiche.
Ama! Ama la verità, perché Gesù l'ha amata. Amala perché egli l'ha insegnata agli uomini per amore. Ama soprattutto Gesù, ed impara ad amarlo sempre più. Quanto più l'amerai, tanto più perfettamente, anche a tua insaputa, imiterai le sue interiori disposizioni. Vieni a me, ed unirò il mio amore al tuo, ed insieme ameremo Gesù con amore singolarmente forte e puro.
Prega! Prega Gesù che venga in aiuto alla tua incredulità! Pregalo di infondere in te i suoi pensieri, i suoi affetti e i suoi voleri! E pregami di rivelarti Gesù e di farti vivere della sua vita.
Tra le disposizioni di Cristo, studia di preferenza quella che più ti manca o quella per la quale provi una speciale attrattiva, o quella di cui qualche fatto recente, agitando o sconcertando il tuo animo, ti ha rivelato più urgente il bisogno.
Invece che al Vangelo, puoi anche ricorrere a qualche altro pio libro, ad una formula di preghiera o a un canto religioso. Ma sforzati di riferire tutto a Gesù, di credere, di amare e di operare sempre in vista di Gesù.
Prepara il tuo colloquio con Gesù prevedendo ciò che gli vuoi dire e raccogliendoti meglio. Nell'iniziare pregami di condurti a mio Figlio e mettiti alla sua e alla mia presenza. E nel concludere non dimenticarti di prendere un proposito pratico, come t'insegnerò in seguito.
Nel corso della giornata, cerca di ricordarti ogni tanto, mentre vai da un luogo all'altro, negli intervalli tra una occupazione e l'altra, il pensiero che più ti ha colpito nel colloquio con Gesù, e su quel punto ripeti frequenti atti di fede.
Cominci ora a comprendere quello che poc'anzi ti ho detto circa l'importanza di questa pratica per chiunque vuole imparare a pensare coi pensieri di Gesù? Se lo comprendi, comprenderai anche che mai e a nessun costo devi omettere il colloquio giornaliero con lui. Stabilisci il momento preciso e la durata di esso, e poi, qualunque cosa avvenga, rimani fedele a ciò che avrai deciso. Abbrevialo se è necessario; non ometterlo mai. Non ometterlo col pretesto che hai solo il tempo necessario per dire le tue orazioni del mattino o della sera. Riduci piuttosto queste alla metà, pur di dare alcuni momenti al colloquio con Gesù. Non ometterlo per tema di non poter fare la lettura spirituale; ma fa' la tua lettura in preparazione al colloquio con Gesù, riservando però sempre alcuni minuti al contatto diretto con lui. Non ometterlo a motivo della molteplicità delle tue occupazioni. Quanto più sei occupato, tanto più hai bisogno di possedere te stesso: ora non vi è mezzo migliore di possedersi che di possedersi in Dio. Gli uomini che hanno svolto un'attività più feconda sono appunto quelli che hanno saputo vivere più intimamente uniti con Gesù. Non ometterlo perché sei stato tiepido o infedele o perché ti senti sprovvisto di pensieri o di affetti; chi ti purificherà, chi ti guarirà se non Gesù? Accostati sempre fiducioso a lui in mia compagnia.
Hai ben capito, figlio caro, le mie parole? O ti applicherai con risolutezza e perseveranza alla pratica che ora ti ho insegnato, ed allora mi sarà facile trasformarti in Gesù; oppure non avrai il coraggio di intraprenderla, ed allora resterai nella tua mediocrità e non potrò servirmi di te per il compito cui ti destinavo. Decidi.
Invito al colloquioO Madre mia, ti prometto di non omettere mai, per qualsiasi pretesto, il mio colloquio quotidiano con Gesù e con te. Sotto la tua guida voglio applicarmi a conoscere sempre meglio il tuo divin Figlio Gesù.
IV. IL GRANDE NEMICO DI GESÙ IN TE
MariaFiglio mio, non è sufficiente che tu conosca i pensieri di Gesù per vivere della sua vita. Bisogna ancora che tu combatta e vinca i nemici che si oppongono alla vita di Gesù in te. Ora sappi che il più pericoloso di questi nemici sei tu stesso. Tu vorresti vivere per Gesù solo, ma nello stesso tempo vorresti assecondare le tendenze della tua natura corrotta. Non t'ingannare: «Nessuno può servire due padroni». Finché ti lasci guidare dalla natura, Gesù non può regnare in te. Bisogna dunque che tu combatta senza tregua né esitazione alcuna questa tua natura, finché non lasci il campo interamente sgombro a Gesù.
Condizione dura, ma ineluttabile. Quanti miei figli che un tempo erano pii, generosi, forniti delle migliori doti per giungere alla santità e per esercitare intorno a sé un fruttuoso apostolato, hanno finito col rimanere nella mediocrità e non hanno attuato neppure la centesima parte del bene che pure erano chiamati a fare, seppure non si sono perduti miseramente, trascinando talvolta nella loro caduta un gran numero di altri fratelli, proprio perché non hanno saputo riconoscere e combattere in se stessi la guasta natura!
Impara dunque a conoscere le disdicevoli tendenze della tua natura. Esse sono legione, poiché il peccato d'origine, rafforzato dalle cattive abitudini avute in eredità dai tuoi antenati o da te stesso contratte, ha viziato tutte le energie del tuo essere. Tuttavia non ti perdere d'animo davanti ai tuoi nemici anche se sono tanti. Essi obbediscono ad un capo, vinto il quale, tutti saranno per il fatto stesso abbattuti o almeno ridotti in condizioni tali da non poter opporre se non una debole resistenza. Ora importa che tu individui anzitutto questo vizio dominante. Qual è?
La vanità? Sei forse avido di lodi? Godi di riceverne, anche se non meritate? Sogni di fare cose meravigliose, tali da procurarti gli applausi degli uomini?
L'orgoglio? Hai forse un alto concetto del tuo valore e disprezzi talora gli altri? Li tratti con alterigia, con durezza o con collera, soprattutto se non rendono omaggio alla tua superiorità?
La permalosità? Ti adonti dei biasimi ricevuti, veri o supposti, delle mancanze di riguardo, anche involontarie? Pensi facilmente ai torti ricevuti? Ti riesce difficile perdonare? Sei tentato di abbandonare il bene intrapreso perché sei stato offeso da qualcuno?
L'ambizione? Cerchi in tutti i modi di metterti in vista? Desideri la tua gloria più della gloria di Cristo? Sei pronto a lavorare alla sua causa, a condizione però di poter comandare, tirandoti indietro quando si tratta di servire come semplice gregario?
L'invidia? Mal sopporti che altri facciano più bella figura di te, o godi quando li vedi umiliati?
L'incostanza? Ti lasci forse tiranneggiare dalle tue impressioni, ora pieno di entusiasmo e pronto a qualsiasi sacrificio, ora scoraggiato ed indifferente a tutto. Ti accade di intraprendere un grande numero di cose, senza portarne a termine alcuna?
La leggerezza? Ti lasci troppo facilmente attrarre dalle realtà esteriori, e fai fatica a raccoglierti internamente e a dare alle cose serie l'importanza che si meritano?
La sensualità? Assecondi troppo il tuo corpo col procurargli ogni soddisfazione riguardo al cibo, alla bevanda, al riposo, e perfino ad altre tentazioni più grossolane ancora?
La pigrizia? Temi troppo la fatica, trascuri il tuo lavoro e ricusi di fare anche i più leggeri sacrifici?
L'egoismo? Pensi solo a te stesso? Dimentichi che anche gli altri hanno i loro diritti e che all'occorrenza devi saper rinunciare ai tuoi comodi piuttosto che incomodare il prossimo?
Esaminandoti, scoprirai in te gli indizi di un gran numero di queste tendenze disordinate. E senza dubbio hai in te i germi di tutte le cattive tendenze; ma non tutte sono dominanti. Quale di esse ti sembra la più forte e la più dannosa? Quale costituisce la fonte più ordinaria dei tuoi dispiaceri, delle tue preoccupazioni, del tuo cattivo umore o del tuo appagamento? Quando ti sorprendi in atto di sognare, sono pensieri di vanità, di vendetta o di sensualità quelli che ti occupano? Donde derivano le distrazioni che più ti attraggono e delle quali ti riesce più difficile liberarti? Di che cosa ti hanno rimproverato i tuoi parenti, i tuoi maestri, i tuoi amici, o le persone adirate contro di te? Quale è la tendenza riguardo alla quale potresti dire: «Se non avessi questo o quell'altro difetto, sarei in relazioni molto migliori con Dio e con gli uomini?»
Sii del tutto sincero in questo esame, e prega per ottenere luce dall'alto. Poiché si cade facilmente in errore in tale materia, dando una maggiore importanza a qualche difetto più evidente, ma meno profondo, o che sarebbe più facile sacrificare. Poiché gli uomini sono attaccatissimi al loro vizio dominante: è un compagno col quale sono nati, sono cresciuti ed hanno vissuto sempre, e che ha procurato loro continue soddisfazioni. Talvolta essi lo scambiano perfino per una virtù, o lo credono la loro dote più bella. Ed è naturale, poiché ognuno ama troppo se stesso. Ma bisogna avere il coraggio di amare Gesù più di sé. Tu, sappi riconoscere con perfetta sincerità ciò che devi sacrificare a Gesù in te. Non temere; rinunciando ad un falso idolo, possederai il vero Dio; e morendo alla tua natura malata, vivrai della vita di Gesù.
Invito al colloquio: Viva Gesù con me, a prezzo di qualunque sacrificio! Bisogna ch'egli cresca in me, e che io mi faccia sempre più piccolo!
V. LE TUE DISPOSIZIONI SIANO QUELLE DI GESU’
Maria: Figlio mio, se è un impresa difficile riconoscere il tuo principale nemico, è ancora più difficile debellarlo. Da solo non vi riusciresti mai; ma se starai con me trionferai.
In primo luogo cerca di riconoscere le manifestazioni della tua tendenza dominante, le varie forme, chiare o larvate, che essa riveste, le circostanze nelle quali ti reca maggior danno.
Poi intraprendi contro di essa una lotta impietosa. Nel combattere i difetti, si possono adottare due diverse tattiche. Alcuni mettono molta attenzione nel sorvegliare le manifestazioni dei loro difetti per notarle, computarne il numero, sforzandosi di ridurlo di giorno in giorno. Tattica questa che può produrre buoni frutti se la si adopera con perseveranza. Ma, se seguita in maniera esclusiva, può diventare faticosa e cagionare talvolta dolorose sorprese. Capita infatti che se si interrompe per un certo tempo questa continua vigilanza sul difetto da correggere per convogliare il lavoro spirituale su di un altro punto, l'antica tendenza rimane lì, non meno vivace di prima, quantunque si manifesti forse diversamente. Si sono tagliate le erbe cattive man mano che spuntavano da terra, ma non avendole sostituite con piante utili, esse rinascono folte e rigogliose come prima.
Voglio insegnarti un'altra tattica più efficace e più facile, che se non potrà sostituire potrà almeno completare la precedente. Studia in Gesù la virtù direttamente opposta alla tua tendenza dominante. Sei orgoglioso? Considera la sua umiltà. Sei egoista? Ammira la sua volontà di dimenticare se stesso e di sacrificarsi per gli uomini. Sei sensuale? Medita la sua dolorosa Passione.
Approfitta dei colloqui giornalieri con Gesù per studiare in lui la disposizione che ti manca. Vedi ciò che Gesù pensava, sentiva, diceva e faceva. Ama questa disposizione del tuo Modello e cerca di infiammarti di entusiasmo per essa. Poi stabilisci un confronto tra lui e te. Prega Gesù, per mia intercessione, di trasformarti in lui. Nelle tue comunioni sacramentali e spirituali pregalo di farti vivere della sua vita.
Nel corso della giornata riandrai con la mente a Gesù mite, umile, paziente, secondo quella sua particolare disposizione che vuoi ricopiare in te. Te lo ricorderai soprattutto allorquando la tua cattiva tendenza cercherà di manifestarsi di nuovo. Anziché fare penosi sforzi per combatterla, guarda tranquillamente il tuo Modello dicendo: «Gesù, che cosa penseresti, che cosa faresti tu se fossi al posto mio? Vieni a farmi vivere della tua vita». E Gesù comanderà alle onde sconvolte del tuo essere, e alla tempesta succederà una grande calma.
Col guardare spesso Gesù e attirano in te con ardenti voti, arriverai a poco a poco a liberarti dalla tendenza alla quale ti eri attaccato tanto tenacemente, e finirai per non avere più altre disposizioni che quelle di Gesù. Tuttavia non ti fidare di un nemico che potrebbe sorprenderti ancora proprio quando crederesti d'esserne del tutto al sicuro. Esamina di tanto in tanto, sia pure con un rapido sguardo, se esso non tenti di spuntare nuovamente magari sotto nuova forma.
Mio Figlio ti ha raccomandato di imitare me, tua Madre. Dopo le disposizioni di Gesù contempla anche le mie. Quando per estirpare qualche vizio o acquistare qualche virtù guarderai a me per vedere cosa farei io trovandomi nelle medesime circostanze, imparerai a conoscere e ad imitare meglio Gesù.
Invito al colloquioO Maria fammi conoscere Gesù, perché io viva solo della sua vita!
VI. TRE MEZZI DI SICURO PROGRESSO
Maria: Figlio mio, se vuoi progredire più rapidamente nel progetto della tua trasformazione in Gesù, ti occorrerà procedere con metodicità. Voglio indicarti tre mezzi che ti saranno in ciò di grande aiuto.
ESAME QUOTIDIANO
Innanzitutto trova ogni giorno, preferibilmente a metà giornata, un momento per fare un breve esame del tuo lavoro spirituale. Esamina quello che hai fatto, fin dall'inizio della giornata, per vivere della vita di Gesù, con particolare riferimento a qualche sua disposizione particolare, e determina ciò che intendi fare fino a sera.
Nota bene i due seguenti punti: In primo luogo, come già ti ho spiegato, sforzati non tanto di conoscere il numero delle tue mancanze quanto di vedere ciò che Gesù avrebbe pensato, sentito e fatto nelle situazioni in cui la tua debole natura si è ancora manifestata, e di prevedere come imitare le sue disposizioni quando si dovessero ripresentare. In secondo luogo, fai in modo che questa rassegna sia una conversazione con Gesù e con me. Ne ricaverai indubbiamente più profitto di quanto ne ricaveresti limitandoti ad una disamina solitaria del tuo lavoro spirituale. Raccontaci le tue vittorie e le tue sconfitte, sottoponi alla nostra approvazione i tuoi piani, e chiedi il nostro aiuto per poter vivere meglio della vita di Gesù.
RINNOVAMENTI SPIRITUALI
Ecco un secondo mezzo che faciliterà non poco l'opera della tua identificazione con Gesù. Trova il modo di fare nel corso della giornata un certo numero di brevi soste, una o due in mattinata, altrettante nel pomeriggio, nei momenti in cui le tue occupazioni te lo consentiranno. Saranno altrettante occasioni di rimetterti in intimo contatto con Gesù e con me, mediante una comunione spirituale, una parola d'amore e di fiducia relativa a ciò che di gradito e di spiacevole ti è accaduto, o anche col richiamare alla mente l'ultima conversazione con Gesù, ecc. Ciò che importa soprattutto è che per un momento tu riprenda contatto con noi. Dopo di che darai un rapido sguardo a quanto avrai fatto per imitare Gesù dopo il precedente «appuntamento» e prevederai quanto vorrai fare fino al successivo. Così riprenderai lena nel lavoro spirituale, e la tua unione con Gesù e con me si farà sempre più intima.
RITIRI
Infine dovrai consacrare un tempo più lungo, ad intervalli stabiliti, agli interessi della tua vita interiore. Ogni anno sforzati di fare alcuni giorni di ritiro, o almeno di impiegare, durante un certo tempo, tutti i momenti liberi per metterti in più stretto contatto con Gesù e con me. Mediterai allora nuovamente gli insegnamenti che ti abbiamo dato, esaminerai le cause del poco progresso fatto durante l'anno trascorso e studierai i mezzi da adottare per progredire maggiormente nell'anno seguente.
Ogni mese, preferibilmente il primo sabato o la prima domenica, ti raccoglierai durante una parte del tempo disponibile per considerare a che punto sei arrivato nel lavoro spirituale, e per prendere risoluzioni più efficaci per il nuovo mese.
Ogni settimana, in un giorno stabilito, troverai un momento per riscontrare gli sforzi fatti nei giorni trascorsi e per prevedere quelli da farsi nella settimana entrante.
La fedeltà a queste pratiche richiederà da te un sacrificio continuo; ma se amerai, lo stesso sacrificio ti diventerà caro e facile, perché ti aiuterà ad amare sempre di più.
VII. TRE DISPOSIZIONI ESSENZIALI
MariaFiglio mio, i mezzi esteriori che ti ho indicati ti saranno utili solo se ad essi aggiungerai alcune indispensabili disposizioni interiori. Non a caso infatti le medesime pratiche conducono alcuni alla santità e lasciano altri nella mediocrità. Solo «lo spirito vivifica». Ascolta ciò che questo spirito richiede da te.
Anzitutto: «abnegazione». Ne avrai bisogno per combattere senza stanchezze il tuo difetto dominante. Ne avrai bisogno per rinunziare a te stesso in ogni cosa, così da non ostacolare l'opera di Gesù in te.
Ne avrai bisogno per sforzarti di riprodurre in te i sentimenti di Gesù. Se la pietà filiale verso di me consistesse soltanto nell'invocarmi, nel cantare le mie lodi e nel gustare la mia intimità, il praticarla non richiederebbe grande abnegazione! Ma poiché essa deve condurti all'identificazione con Gesù, non può evidentemente andare disgiunta da una totale rinuncia a te stesso. Non potrai servire due padroni. Il padrone o sarà Gesù o sarai tu stesso. Devi scegliere decisamente tra l'uno e l'altro. Io posso aiutarti in questa rinunzia; non posso in alcun modo dispensartene.
In secondo luogo: «costanza». Trovo più facilmente cento anime pronte a fare un sacrificio eroico in un momento di fervore, che non una sola capace di perseverare per più giorni nella fedeltà alle risoluzioni prese. Quante volte sarai tentato di abbandonare qualcuna delle pratiche da me suggerite! Sii ad esse fedele ad ogni costo. Se oggi ne sopprimi qualcuna con un buon pretesto, domani la sopprimerai con un pretesto qualunque, e poi la sopprimerai per sempre senza pretesto alcuno. Si può abbreviarle se è necessario, sopprimerle mai. Solo così si raggiunge l'intento.
Infine e soprattutto: «generosità». Vi sono due forme di generosità. La prima consiste nel dare a Gesù, senza esitare, non soltanto ciò che egli richiede, ma anche ciò che, pur non essendo di precetto, gli farebbe piacere. Tale è stata la generosità di tua Madre, e dal più al meno di tutte le anime sante. Cerca di praticarla meglio che potrai.
L'altra consiste nel riparare immancabilmente le tue colpe e negligenze. Se hai commesso una mancanza, offri in compenso un sacrificio speciale che altrimenti non avresti fatto, e in questo atto racchiudi tanto amore che, fatta la riparazione, Gesù ti sia ancora più caro che se non l'avessi contristato.
I mediocri e i santi differiscono tra loro non perché i primi commettono colpe e gli altri no, ma perché mentre i primi si contentano di riconoscere le loro mancanze, gli altri si sforzano di amare tanto più Gesù quanto meno l'hanno amato in passato. Tu dunque comportati come i santi: ripara.
Ripara soprattutto le tue omissioni o negligenze riguardo al colloquio quotidiano con Gesù, al rinnovamento spirituale, alla rassegna di ogni giorno e ai ritiri.
Ripara quanto prima. Val meglio, generalmente parlando, una riparazione breve ma immediata che una lunga ma rinviata.
Vuoi sapere come fare queste riparazioni? Consultami dopo le tue mancanze e negligenze, e t'insegnerò il da farsi perché ogni tua colpa diventi una «felice colpa». E se saprai perseverare in questa generosa disposizione ti prometto che nonostante i tuoi peccati, i tuoi difetti, le tue tentazioni e la tua debolezza ti farò santo ed apostolo.
Invito al colloquioO Maria, tutta la mia attività, tutto il mio tempo, tutto il mio essere ti appartiene. Ricordami la mia consacrazione quando sono tentato di accidia, e infondi in me la generosità dei santi!
VIII. IL SEGRETO DELLA RIUSCITA
Maria: Figlio mio, le pratiche e le disposizioni che ti ho raccomandato per identificarti con Gesù saranno efficaci solo a patto che ti lasci docilmente guidare da me. Gesù te l'ha detto: è volontà di colui che mi ha costituita Madre di suo Figlio, che nessuno raggiunga una perfetta somiglianza con lui se non per mezzo mio.
Può accadere talvolta che il tuo ardore si raffreddi; il lavoro spirituale ti diventi più penoso, i progressi si facciano più lenti, che ti fermi o che indietreggi. E benché cerchi di ridestarti, finisca per perderti di coraggio. Quale è la causa di tanto languore? Che mezzi prendere per porvi rimedio? Non lo sai. Ebbene, sappi che la prima causa di tutto ciò è invariabilmente un allentarsi della tua unione con me, e che il primo rimedio consisterà pur sempre nel lavorare fedelmente sotto la mia guida. Senza di me non potrai raggiungere la meta; con me vi arriverai di certo.
Vuoi che siano efficaci i tuoi sforzi? Vieni sempre a sottopormi ciò che ti proponi di fare e agisci sempre in mio nome. Consultami particolarmente per ogni risoluzione che devi prendere. Domandami che cosa io desideri da te e dimmi quel che vorresti fare.
Non ti risponderò, certo, con una rivelazione. Ma se verrai a me con piena fiducia, col sincero proposito di eseguire quello che crederai essere la mia volontà, non ti sarà difficile comprendere se io approvi o no la tua risoluzione. Se l'approvo, deponila nelle mie mani, affinché ti aiuti a mantenerla; in caso contrario, prega e rifletti, e forma un'altra risoluzione più precisa che io possa approvare.
Se seguiterai a consultarmi così - purché aspetti veramente la mia risposta e non ti lasci mai trasportare dalla tua naturale smania di agire - ti accorgerai ben presto di fare in questo modo più progressi in pochi giorni di quanti riuscissi a farne prima in parecchi mesi. E se sarai fedele nel volgere lo sguardo verso di me prima di ogni tua azione, io ti dirigerò verso un fine solo: verso Gesù, divenuto vita della tua vita.
Invito al colloquioO Maria, Madre del Buon Consiglio, illuminami, guidami, assistimi ora e sempre. Amen!