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giovedì 31 ottobre 2013

Beatitudini - Giovanni Paolo II

LA GIOIA......

LA GIOIA......

Ora, qualcuno potrebbe dire: ma sarà lecito essere tanto felici, quando il mondo è così pieno di sofferenza, quando esiste tanta oscurità e tanto male? È lecito essere così spavaldi e gioiosi? La risposta può essere soltanto: «sì»! Perché dicendo «no» alla gioia non rendiamo servizio ad alcuno, rendiamo il mondo solamente più oscuro. E chi non ama se stesso non può dare nulla al prossimo, non può aiutarlo, non può essere messaggero di pace.
Benedetto XVI - discorso 3 agosto 2012

La gioia è amore, la conseguenza logica di un cuore ardente d'amore. La gioia è una necessità e una forza fisica. la nostra lampada arderà dei sacrifici fatti con amore se siamo pieni di gioia.
Madre Teresa di Calcutta

La gioia nasce dalla gratuità di un incontro! E’ il sentirsi dire: “Tu sei importante per me”, non necessariamente a parole. Questo è bello… Ed è proprio questo che Dio ci fa capire. Nel chiamarvi Dio vi dice: “Tu sei importante per me, ti voglio bene, conto su di te”. Gesù, a ciascuno di noi, dice questo! Di là nasce la gioia! La gioia del momento in cui Gesù mi ha guardato. Capire e sentire questo è il segreto della nostra gioia. Sentirsi amati da Dio, sentire che per Lui noi siamo non numeri, ma persone; e sentire che è Lui che ci chiama.
Papa Francesco, discorso 6 luglio 2013

Non date luogo nell'anima vostra alla tristezza, poichè essa impedisce la libera operazione allo Spirito Santo. e se pur vogliamo rattristarci, rattristiamoci pure, ma facciamo sì che la nostra tristezza sia santa, ed il tutto in vedere il male che si va sempre più dilagando in mezzo all'odierna società. (Epist. II, p. 246)
San Pio da Pietrelcina - (Epist. II, p. 246)

Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.
Papa Giovanni XXIII

mercoledì 30 ottobre 2013

Devo accettare....

Devo accettare


di non capire come uno possa diventare due.
Non comprendendo come qualche cosa avviene,
come qualcuno è qualcuno come in qualche cosa
qualche cosa rimane; non comprendendo che cosa sia corpo,
che cosa sia anima, contemplerò l'universo con animo stupefatto,
in silenzio, per sempre.

Non posso conoscere in un momento il principio, la fine,
il valore, l'essenza di colui di cui non posso raggiungere l'eterno.
Solo questo so: che è temibile, grande, variopinto, insondabile
e che bello è il mio diletto.

Questo so: che il moto dell'animo dell'universo, ignaro, nell'oscurità, cammina verso di Te.

TAGORE

sabato 26 ottobre 2013

Se qualche volta trovi chiusa la porta del mio cuore.....




Se qualche volta trovi chiusa la porta del mio cuore, sfondala ed entra nel mio animo,
non tornare indietro, o Signore.
Se qualche giorno le corde del flauto non fanno risuonare il tuo caro nome, per pietà, aspetta un poco, non tornare indietro, o Signore.
Se qualche volta la tua voce non rompe il mio sonno profondo, risvegliami con i colpi del tuo tuono, non tornare indietro, o Signore.
Se qualche giorno faccio sedere altri sul tuo trono, o Re di tutti i giorni della mia vita, non tornare indietro, o Signore.


TAGORE

giovedì 24 ottobre 2013

PARLAMI, O DIO, NEL MIO SILENZIO!

PARLAMI, O DIO, NEL MIO SILENZIO!
O Dio,
parla con dolcezza nel mio silenzio,
quando il chiasso dei rumori esteriori
di ciò che mi circonda
e il chiasso dei rumori interiori delle mie paure
continuano ad allontanarmi da te,
aiutami a confidare che tu sei ancora qui,
anche quando non riesco ad udirti.
Dammi orecchi per ascoltare
la tua sommessa, dolce voce, che dice:
"Venite a me,
voi che siete affaticati ed oppressi,
ed io vi darò riposo...
perché io sono mite ed umile di cuore!".
Che questa voce amorevole
sia la mia guida…
Amen!

mercoledì 16 ottobre 2013

Non giudicare

Non giudicare
Ma ditemi, su che cosa sono fondati tutti questi giudizi e queste apparenze? Ahimè! è su deboli apparenze e, per lo più, su un «si dice ». Forse mi direte che avete visto e sentito. Ahimè! potete sbagliarvi lo stesso, vedendo e sentendo, lo vedrete...
Ecco un esempio che vi dimostrerà nel modo migliore che possiamo facilmente sbagliarci, e che ci sbagliamo quasi sempre. Ditemi, cosa avreste fatto se aveste vissuto al tempo di san Nicola, e l'aveste visto venire, in piena notte, girare attorno alla casa di tre giovani signorine, esaminando bene, e facendo attenzione affinché nessuno lo vedesse. Ecco un vescovo, avreste pensato subito, che disonora la sua dignità, è un bell'ipocrita. In chiesa sembra essere un santo ed eccolo, in piena notte, alla porta di tre signorine che non hanno troppo buona riputazione. Però quel vescovo che sicuramente sarebbe condannato, era un grande santo e molto amato da Dio. Ciò che faceva era la migliore opera del mondo. Per evitare a quelle giovani persone la vergogna di chiedere, veniva di notte e gettava loro denaro dalla finestra, temendo che la povertà le inducesse ad abbandonarsi al peccato.
Questo vi deve spingere a non giudicare mai azioni del nostro prossimo senza aver prima riflettuto bene. E inoltre, solo allorché siamo incaricati della condotta di quelle persone, come i padri e le madri, i maestri e le maestre. Per qualsiasi altra persona, facciamo quasi sempre male... Ditemi, abbiamo noi un miglior fondamento per i giudizi che portiamo sulle azioni del nostro prossimo di quelli che avessero visto san Nicola che si aggirava attorno a quella casa, e che si sforzava di trovare la porta della camera di quelle tre signorine?
Non è a noi che gli altri devono rendere conto della loro vita, ma soltanto a Dio. Sarebbe volerci costituire giudici di ciò che non ci riguarda... Il buon Dio non ci chiederà conto di ciò che gli altri hanno fatto, bensì di ciò che avremo fatto noi. Stiamo ben attenti a noi stessi e non tormentiamoci tanto degli altri, pensando o dicendo quello che hanno fatto o detto. Tutto questo è affanno inutile che non può venire che da un fondo di orgoglio, simile a quello di quel fariseo che era soltanto occupato a pensare e a giudicare male il suo prossimo, invece di occuparsi di se stesso e di piangere sulla sua povera vita. No, lasciamo la condotta del prossimo da parte, accontentiamoci di dire, come il santo re David: «Mio Dio, fammi la grazia di conoscermi così come sono, affinché io veda ciò che può dispiacerti, perché possa correggermi, pentirmi e ottenere il perdono».
No, fratelli, finché una persona si diverte ad esaminare la condotta degli altri, né conoscerà se stessa, né sarà del buon Dio.
CURATO D’ARS - PASSI SCELTI DEI SERMONI

venerdì 11 ottobre 2013

Grazie perché, o Dio, ami i piccoli



Grazie perché, o Dio, ami i piccoli
Padre, ti benediciamo,
perché hai nascosto i tuoi segreti
«ai sapienti e agli intelligenti»,
e li hai rivelati a questa «piccola» santa,
Teresa di Lisieux.
Grazie per la sapienza che le hai donato,
facendone per tutta la Chiesa
una singolare testimone e maestra di vita!
Grazie per l'amore che hai riversato in lei,
e che continua a illuminare
e riscaldare i cuori, spingendoli alla santità!
Grazie, o Padre,
perché oggi a nuovo titolo ce la rendi vicina,
a lode e gloria del tuo nome nei secoli.
Amen!
GIOVANNI PAOLO II