venerdì 1 novembre 2013
O Gesù, che tanto mi ami.....
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Preghiere
giovedì 31 ottobre 2013
LA GIOIA......
LA
GIOIA......
Ora,
qualcuno potrebbe dire: ma sarà lecito essere tanto felici,
quando il mondo è così pieno di sofferenza, quando
esiste tanta oscurità e tanto male? È lecito essere
così spavaldi e gioiosi? La risposta può essere
soltanto: «sì»! Perché dicendo «no»
alla gioia non rendiamo servizio ad alcuno, rendiamo il mondo
solamente più oscuro. E chi non ama se stesso non può
dare nulla al prossimo, non può aiutarlo, non può
essere messaggero di pace.
Benedetto XVI - discorso 3 agosto 2012
Benedetto XVI - discorso 3 agosto 2012
La
gioia è amore, la conseguenza logica di un cuore ardente
d'amore. La gioia è una necessità e una forza fisica.
la nostra lampada arderà dei sacrifici fatti con amore se
siamo pieni di gioia.
Madre Teresa di Calcutta
Madre Teresa di Calcutta
La
gioia nasce dalla gratuità di un incontro! E’ il
sentirsi dire: “Tu sei importante per me”, non
necessariamente a parole. Questo è bello… Ed è
proprio questo che Dio ci fa capire. Nel chiamarvi Dio vi dice: “Tu
sei importante per me, ti voglio bene, conto su di te”. Gesù,
a ciascuno di noi, dice questo! Di là nasce la gioia! La gioia
del momento in cui Gesù mi ha guardato. Capire e sentire
questo è il segreto della nostra gioia. Sentirsi amati da Dio,
sentire che per Lui noi siamo non numeri, ma persone; e sentire che è
Lui che ci chiama.
Papa Francesco, discorso 6 luglio 2013
Papa Francesco, discorso 6 luglio 2013
Non
date luogo nell'anima vostra alla tristezza, poichè essa
impedisce la libera operazione allo Spirito Santo. e se pur vogliamo
rattristarci, rattristiamoci pure, ma facciamo sì che la
nostra tristezza sia santa, ed il tutto in vedere il male che si va
sempre più dilagando in mezzo all'odierna società.
(Epist. II, p. 246)
San Pio da Pietrelcina - (Epist. II, p. 246)
San Pio da Pietrelcina - (Epist. II, p. 246)
Solo
per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per
essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.
Papa Giovanni XXIII
Papa Giovanni XXIII
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Pensieri Spirituali
mercoledì 30 ottobre 2013
Devo accettare....
Devo
accettare
di
non capire come uno possa diventare due.
Non comprendendo come
qualche cosa avviene,
come qualcuno è qualcuno come in
qualche cosa
qualche cosa rimane; non comprendendo che cosa sia
corpo,
che cosa sia anima, contemplerò l'universo con animo
stupefatto,
in silenzio, per sempre.
Non
posso conoscere in un momento il principio, la fine,
il valore,
l'essenza di colui di cui non posso raggiungere l'eterno.
Solo
questo so: che è temibile, grande, variopinto, insondabile
e
che bello è il mio diletto.
Questo so: che il moto dell'animo dell'universo, ignaro, nell'oscurità, cammina verso di Te.
TAGORE
sabato 26 ottobre 2013
Se qualche volta trovi chiusa la porta del mio cuore.....
Se
qualche volta trovi chiusa la porta del mio cuore, sfondala ed entra
nel mio animo,
non tornare indietro, o Signore.
non tornare indietro, o Signore.
Se
qualche giorno le corde del flauto non fanno risuonare il tuo caro
nome, per pietà, aspetta un poco, non tornare indietro, o Signore.
Se
qualche volta la tua voce non rompe il mio sonno profondo,
risvegliami con i colpi del tuo tuono, non tornare indietro, o
Signore.
Se
qualche giorno faccio sedere altri sul tuo trono, o Re di tutti i
giorni della mia vita, non tornare indietro, o Signore.
TAGORE
giovedì 24 ottobre 2013
PARLAMI, O DIO, NEL MIO SILENZIO!
O
Dio,
parla con dolcezza nel mio silenzio,
quando il chiasso dei rumori esteriori
di ciò che mi circonda
e il chiasso dei rumori interiori delle mie paure
continuano ad allontanarmi da te,
aiutami a confidare che tu sei ancora qui,
anche quando non riesco ad udirti.
parla con dolcezza nel mio silenzio,
quando il chiasso dei rumori esteriori
di ciò che mi circonda
e il chiasso dei rumori interiori delle mie paure
continuano ad allontanarmi da te,
aiutami a confidare che tu sei ancora qui,
anche quando non riesco ad udirti.
Dammi
orecchi per ascoltare
la tua sommessa, dolce voce, che dice:
"Venite a me,
voi che siete affaticati ed oppressi,
ed io vi darò riposo...
perché io sono mite ed umile di cuore!".
Che questa voce amorevole
sia la mia guida…
Amen!
la tua sommessa, dolce voce, che dice:
"Venite a me,
voi che siete affaticati ed oppressi,
ed io vi darò riposo...
perché io sono mite ed umile di cuore!".
Che questa voce amorevole
sia la mia guida…
Amen!
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Henri J. M. Nouwen,
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lunedì 21 ottobre 2013
Più veloce della luce....
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venerdì 18 ottobre 2013
GRAZIE GESU' MIO.....
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mercoledì 16 ottobre 2013
Non giudicare
Ma ditemi, su che cosa sono fondati
tutti questi giudizi e queste apparenze? Ahimè! è su deboli
apparenze e, per lo più, su un «si dice ». Forse mi direte che
avete visto e sentito. Ahimè! potete sbagliarvi lo stesso, vedendo e
sentendo, lo vedrete...
Ecco un esempio che vi dimostrerà nel
modo migliore che possiamo facilmente sbagliarci, e che ci sbagliamo
quasi sempre. Ditemi, cosa avreste fatto se aveste vissuto al tempo
di san Nicola, e l'aveste visto venire, in piena notte, girare
attorno alla casa di tre giovani signorine, esaminando bene, e
facendo attenzione affinché nessuno lo vedesse. Ecco un vescovo,
avreste pensato subito, che disonora la sua dignità, è un
bell'ipocrita. In chiesa sembra essere un santo ed eccolo, in piena
notte, alla porta di tre signorine che non hanno troppo buona
riputazione. Però quel vescovo che sicuramente sarebbe condannato,
era un grande santo e molto amato da Dio. Ciò che faceva era la
migliore opera del mondo. Per evitare a quelle giovani persone la
vergogna di chiedere, veniva di notte e gettava loro denaro dalla
finestra, temendo che la povertà le inducesse ad abbandonarsi al
peccato.
Questo vi deve spingere a non giudicare
mai azioni del nostro prossimo senza aver prima riflettuto bene. E
inoltre, solo allorché siamo incaricati della condotta di quelle
persone, come i padri e le madri, i maestri e le maestre. Per
qualsiasi altra persona, facciamo quasi sempre male... Ditemi,
abbiamo noi un miglior fondamento per i giudizi che portiamo sulle
azioni del nostro prossimo di quelli che avessero visto san Nicola
che si aggirava attorno a quella casa, e che si sforzava di trovare
la porta della camera di quelle tre signorine?
Non è a noi che gli altri devono
rendere conto della loro vita, ma soltanto a Dio. Sarebbe volerci
costituire giudici di ciò che non ci riguarda... Il buon Dio non ci
chiederà conto di ciò che gli altri hanno fatto, bensì di ciò che
avremo fatto noi. Stiamo ben attenti a noi stessi e non tormentiamoci
tanto degli altri, pensando o dicendo quello che hanno fatto o detto.
Tutto questo è affanno inutile che non può venire che da un fondo
di orgoglio, simile a quello di quel fariseo che era soltanto
occupato a pensare e a giudicare male il suo prossimo, invece di
occuparsi di se stesso e di piangere sulla sua povera vita. No,
lasciamo la condotta del prossimo da parte, accontentiamoci di dire,
come il santo re David: «Mio Dio, fammi la grazia di conoscermi così
come sono, affinché io veda ciò che può dispiacerti, perché possa
correggermi, pentirmi e ottenere il perdono».
No, fratelli, finché una persona si
diverte ad esaminare la condotta degli altri, né conoscerà se
stessa, né sarà del buon Dio.
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Catechesi,
Curato d’Ars-San Giovanni Maria Vianney
venerdì 11 ottobre 2013
Grazie perché, o Dio, ami i piccoli
Grazie
perché, o Dio, ami i piccoli
Padre,
ti benediciamo,
perché
hai nascosto i tuoi segreti
«ai
sapienti e agli intelligenti»,
e
li hai rivelati a questa «piccola» santa,
Teresa
di Lisieux.
Grazie
per la sapienza che le hai donato,
facendone
per tutta la Chiesa
una
singolare testimone e maestra di vita!
Grazie
per l'amore che hai riversato in lei,
e
che continua a illuminare
e
riscaldare i cuori, spingendoli alla santità!
Grazie,
o Padre,
perché
oggi a nuovo titolo ce la rendi vicina,
a
lode e gloria del tuo nome nei secoli.
Amen!
GIOVANNI
PAOLO II
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