sabato 14 dicembre 2013
Ecco la tua madre !
“Ecco
la tua madre!” Gesù rivolge queste parole a ciascuno di
voi, cari amici. Anche a voi chiede di prendere Maria come madre
“nella vostra casa”, di accoglierla “tra i vostri
beni”, perché “è Lei che, svolgendo il suo
ministero materno, vi educa e vi modella fino a che Cristo non sia
formato in voi pienamente”
Giovanni
Paolo II - 13 aprile 2003
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Giovanni Paolo II
Rispondere alla Sua chiamata ....aderendo con la nostra vita, alle verità da Lui rivelate.
Dio ci propone la sua amicizia. Possiamo dirgli di si e possiamo dirgli
di no. L'inferno non è che la conseguenza estrema del rispetto che Dio
ha per la nostra libertà: rispetto eterno di fronte ad un rifiuto eterno
(M. D. Molinié).
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Molinié Marie Dominique op
L' anima che cammina nell'amore non annoia gli altri né stanca sé stessa. San Giovanni della Croce
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San Giovanni della Croce
Dio Solo
Dio Solo
Nostro Signore soggiunge che la via della perfezione è stretta. Con quest’espressione Egli vuole insegnarci come l’anima che desidera avanzare in questo cammino deve non solo entrare per la porta angusta liberandosi dai beni sensibili, ma anche restringersi, espropriandosi e sbarazzandosi anche di quelli spirituali…. Giacché si tratta di un impegno in cui si cerca e si guadagna solo Dio, Dio solo si deve cercare e guadagnare.
San Giovanni della Croce
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San Giovanni della Croce
DIO CI HA DETTO TUTTO NEL CRISTO
DIO CI HA
DETTO TUTTO NEL CRISTO
San
Giovanni della Croce *
Nato nel
1542 nella Vecchia Castiglia, Giovanni di Yepes compi i suoi studi
dai Gesuiti di Medina ed entrò tra i Carmelitani di questa città.
Nel 1567 incontrò S. Teresa d'Avila e fu conquistato dal suo
programma di riforma del Carmelo. Prese allora il nome di Giovanni
della Croce e diede origine al ramo maschile di tale riforma. Questa
però non fu subito compresa da tutti e il Santo dovette sopportare
molte prove, che completarono la purificazione della sua anima di
mistico. Alla fine della vita fu allontanato da ogni carica e,
privato dell'affetto e della comprensione anche dei frati della
riforma, morì in un convento dell'Andalusia nel 1591. Aveva
confermato con la vita la dottrina delle sue opere: «La salita al
monte Carmelo», «La notte oscura», «ll cantico spirituale».
Il motivo
principale per cui nell'antica
Legge erano lecite le domande che si rivolgevano a Dio e conveniva
che i profeti e i sacerdoti chiedessero visioni e rivelazioni divine,
deriva dal fatto che, in quei tempi, la fede non era ancora ben
fondata, né la Legge evangelica stabilita. Era quindi necessario che
essi interrogassero Dio e che Egli parlasse, ora con parole, ora con
visioni e rivelazioni, ora con figure e similitudini, ora con molte
altre manifestazioni. Perché tutto quel,lo che egli rispondeva,
diceva e rivelava, erano misteri della nostra fede e cose a lei
attinenti o indirizzate ad essa...
Ma ora, in questo tempo di grazia in cui la fede in Cristo è fondata e la legge evangelica è promulgata, non c'è motivo di interrogare Dio in quel modo e nemmeno occorre più che egli parli e risponda come allora. Poiché nel darci, come ci diede, suo Figlio. ,che è la sua Parola unica e definitiva, ci disse tutto - insieme e in una sola volta - in quest'unica Parola, e non ha più nulla da dire. E questo è il significato di quell'autorità con cui San Paolo, cercando di indurre gli ebrei a staccarsi da quei primitivi modi e rapporti con Dio propri della legge di Mosè e a fissare i loro occhi solamente in Cristo, dice: «Quello che Iddio anticamente manifestò per mezzo dei profeti ai nostri padri in molte e varie maniere, ora infine, in questi giorni, ce lo ha detto nel suo Figlio, tutto in una volta» (Ebr. 1, 1-2). E con questo l'Apostolo vuoi far intendere che Dio è restato come muto e non ha più niente da dire, poiché ciò che prima diceva, in parte, ai profeti, ormai lo ha detto interamente in lui, dandoci il Tutto, che è suo Figlio.
Pertanto chi volesse ora rivolgere domande a Dio o chiedere qualche visione o rivelazione, non solo farebbe una sciocchezza, ma anche un affronto a Dio, non fissando gli occhi totalmente in Cristo senza chiedere altre cose o novità. Dio infatti potrebbe rispondere così: «Se ti ho già detto ogni cosa nella mia Parola, che è mio Figlio e non ho altro, cosa posso ancora rispondere o rivelare più di quello? Poni il tuo sguardo solo in lui, perché in lui ti ho detto e rivelato tutto e troverai in lui ancor più di quello che chiedi o desideri... Fin dal giorno in cui sul monte Tabor discesi sopra di lui col mio Spirito, dicendo: Questi è il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto, ascoltatelo (Mt. 17, 5), già da allora io levai la mia mano, lasciando tutte le antiche pratiche di insegnamenti e di risposte, e la porsi a lui. Ascoltatelo, dunque, perché io non ho più fede ,da rivelare, né altre cose da manifestare. Infatti, se prima parlavo, era promettendo il Cristo; e se mi interrogavano, le domande erano dirette alla petizione e alla speranza di Cristo, nel quale avrebbero trovato ogni bene, come proclama tutta la 'dottrina degli evangelisti e degli apostoli».
Ma ora, in questo tempo di grazia in cui la fede in Cristo è fondata e la legge evangelica è promulgata, non c'è motivo di interrogare Dio in quel modo e nemmeno occorre più che egli parli e risponda come allora. Poiché nel darci, come ci diede, suo Figlio. ,che è la sua Parola unica e definitiva, ci disse tutto - insieme e in una sola volta - in quest'unica Parola, e non ha più nulla da dire. E questo è il significato di quell'autorità con cui San Paolo, cercando di indurre gli ebrei a staccarsi da quei primitivi modi e rapporti con Dio propri della legge di Mosè e a fissare i loro occhi solamente in Cristo, dice: «Quello che Iddio anticamente manifestò per mezzo dei profeti ai nostri padri in molte e varie maniere, ora infine, in questi giorni, ce lo ha detto nel suo Figlio, tutto in una volta» (Ebr. 1, 1-2). E con questo l'Apostolo vuoi far intendere che Dio è restato come muto e non ha più niente da dire, poiché ciò che prima diceva, in parte, ai profeti, ormai lo ha detto interamente in lui, dandoci il Tutto, che è suo Figlio.
Pertanto chi volesse ora rivolgere domande a Dio o chiedere qualche visione o rivelazione, non solo farebbe una sciocchezza, ma anche un affronto a Dio, non fissando gli occhi totalmente in Cristo senza chiedere altre cose o novità. Dio infatti potrebbe rispondere così: «Se ti ho già detto ogni cosa nella mia Parola, che è mio Figlio e non ho altro, cosa posso ancora rispondere o rivelare più di quello? Poni il tuo sguardo solo in lui, perché in lui ti ho detto e rivelato tutto e troverai in lui ancor più di quello che chiedi o desideri... Fin dal giorno in cui sul monte Tabor discesi sopra di lui col mio Spirito, dicendo: Questi è il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto, ascoltatelo (Mt. 17, 5), già da allora io levai la mia mano, lasciando tutte le antiche pratiche di insegnamenti e di risposte, e la porsi a lui. Ascoltatelo, dunque, perché io non ho più fede ,da rivelare, né altre cose da manifestare. Infatti, se prima parlavo, era promettendo il Cristo; e se mi interrogavano, le domande erano dirette alla petizione e alla speranza di Cristo, nel quale avrebbero trovato ogni bene, come proclama tutta la 'dottrina degli evangelisti e degli apostoli».
* Subida al
Monte Carmelo, libro Il, c. XXII - in «Obras de S. Juan de la
Cruz» - Madrid 1958 - pp. 197-199
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giovedì 12 dicembre 2013
martedì 10 dicembre 2013
MADONNA DI LORETO
NOTIZIE
VARIE SULLA MADONNA DI LORETO
Cos’è
la “Santa Casa” racchiusa nel Santuario della Madonna di Loreto ?
E’
la casa abitata dalla famiglia della Vergine Maria a Nazaret e
trasportata da lì sino a Loreto. Gli studi recenti delle
pietre e dei graffiti e di altri documenti, purificando la tradizione
da elementi leggendari, confermano e attestano l'autenticità della
Santa Casa.
La
Storia e la fama del Santuario iniziano proprio nel sec. XIII (10
dicembre 1294) con detto arrivo.
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