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sabato 18 gennaio 2014

NELLA SOLITUDINE



NELLA SOLITUDINE
Nei momenti in cui siamo soli,
lontano dagli uomini e dagli affari,
sii per noi,
Signore nostro,
il nostro guadagno,
e in te rallegreremo la nostra tristezza.

È confidando nella tua grazia
che noi siamo usciti
per dimorare nella solitudine:
fa' che vediamo in modo manifesto,
Signore nostro,
nella realtà,
la forza che ha il ricordo di te.

Riversa la tua pace
nei nostri cuori
e la tua calma nei nostri moti,
perché la notte che sorpassa ogni tenebra
sia per noi come il giorno.

In quell'ora in cui siamo resi un deserto
perché la notte ci rinchiude
all'interno della sua tenebra
e ci isola da tutti gli uomini,
cresca, mio Signore,
la nostra consolazione in te.
Dise X, 13-14 ISACCO DI NINIVE

AMARE I POVERI San Gregorio Nazianzeno *

AMARE I POVERI
       San Gregorio Nazianzeno *

Gregorio Nazianzeno (329-390) è, con Basilio e il fratello di questi, Gregorio di Nissa, uno dei tre grandi della Cappadocia. Contemplativo e poeta, ebbe un'esistenza molto tormentata. Monaco al seguito di Basi/io, dovette contro sua volontà divenire arcivescovo e fu in seguito elevato alla sede di Costantinopoli. Stanco degli intrighi di questa città, si ritirò dapprima a Nazianzo, quindi nella solitudine, ove scrisse le sue opere principali.
Il primo comandamento e il maggiore, fondamento della Legge e dei profeti è l'amore che, mi sembra, dà la più grande prova di sé nell'amore dei poveri, nella pietà e compassione verso il prossimo. Nulla fa onore a Dio quanto la misericordia, poiché nulla gli è più affine, lui che la misericordia e la verità precedono (SI. 88, 15) e che preferisce la misericordia alla giustizia (cf. Osea, 6,6). Nulla quanto la benevolenza verso il prossimo attira la benevolenza dell'amico degli uomini: la sua ricompensa è giusta, egli pesa e misura la misericordia.
A tutti i poveri dobbiamo aprire il cuore, ed anche a tutti gli infelici, quali che siano le loro sofferenze. Questo è !'intimo significato del comandamento che ci impone di rallegrarci con coloro che sono nella gioia e di piangere con coloro che piangono (cf. Rom. 12,15). Essendo noi stessi degli uomini, non è forse opportuno che siamo benevoli verso gli uomini?
Vegliamo sulla salute del prossimo con altrettanta premura che sulla nostra, sia esso sano o malato. Poiché noi formiamo un sol corpo in Cristo (Rom. 12,5): ricchi o poveri, schiavi o liberi, sani o infermi. Per tutti, non v'è che un solo Capo, principio di tutto: il Cristo. Ciò che le membra del corpo sono l'una per l'altra, ognuno di noi lo è per ciascuno dei suoi fratelli, e tutti lo sono per tutti. Non bisogna dunque trascurare né abbandonare coloro che san caduti prima di noi in uno stato di infermità in cui tutti possiamo cadere.
Piuttosto che rallegrarci d'essere in buona salute è molto meglio compatire le disgrazie dei fratelli... Sono fatti ad immagine di Dio come noi e, nonostante la loro apparente miseria, hanno custodito meglio di noi la fedeltà di tale immagine. In essi, l'uomo interiore ha rivestito il Cristo stesso ed hanno ricevuto le stesse caparre dello Spirito (2 Cor. 5,5). Hanno le stesse leggi, gli stessi comandamenti, gli stessi patti, le stesse assemblee, gli stessi misteri, la stessa speranza. Cristo è morto anche per essi, colui che toglie i peccati del mondo (Gv. 1,29). Partecipano all'eredità della vita celeste, essi che furono privati di molti beni quaggiù. Sono i compagni delle sofferenze di Cristo, lo saranno della sua gloria...
La natura umana ci impone di aver compassione gli uni degli altri. Insegnandoci la solidarietà nelle necessità, ci inculca il rispetto e l'amore agli uomini.
 *  De l'amour des pauvres, 4-6, 14, 15: PG 35, 683, 867, 875.

San Josemaría - Per parlare con Dio - Amare Dio col cuore Amare Dio col cuore


San Josemaría - Per parlare con Dio - Amare Dio col cuore

Amare Dio col cuore


"Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente" (Mt 22, 37; Lc 10, 27). Quel che occorre per raggiungere la felicità non è una vita comoda, ma un cuore innamorato. Solco, 795

Con tutto il cuore, con il corpo e con l'anima Figli miei, bisogna amare Dio con tutta l'anima, con tutto il cuore, col corpo e con l'anima. Ripeto: che non manchi la grazia umana nel corrispondere alla grazia divina che riceviamo. Memoria del Beato Josemaría, 92

Il cuore della creatura, con la grazia di Dio, è capace di un amore immenso. Vale la pena essere fedeli! Non dimenticate che noi siamo degli innamorati; non siamo persone senza amore! Se non facciamo entrare Dio nelle nostre vite, completamente, come degli innamorati, non potremmo andare avanti. Non fate nulla senza provare una scintilla d'amore, anche se costa! Memoria del Beato Josemaría, 93

Amare è... non albergare che un solo pensiero, vivere per la persona amata, non appartenersi, essere felicemente e liberamente sottomesso, anima e cuore, a una volontà estranea... e, al tempo stesso, propria. Solco, 795


venerdì 17 gennaio 2014

p. Jean Lafrance s.j. per scoprire LA VOLONTÀ DI DIO su di te


p. Jean Lafrance s.j.
per scoprire
LA VOLONTÀ DI DIO
su di te

    Prega per scoprire la volontà di Dio su di te
    senza possibili illusioni.
    Poi rimani disponibile e abbandonato
    tra le mani del Padre.
Hai sentito la chiamata a seguire Gesù e hai accettato consapevolmente il rischio dell'amore, servendolo nella totale povertà e umiltà. Come Paolo vuoi la vera sapienza: « Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso » (1 Cor 2, 2). È normale che tu viva in te una grande lotta tra questo desiderio di amare veramente il Cristo e quello di compiere invece la tua volontà. Solo lo Spirito Santo può purificare il tuo cuore, al punto di disporlo davanti a Dio a compiere la sua volontà.

Nella tua vita, tutto si riduce – in definitiva – a scoprire questa volontà di Dio, e a compierla: « Non sono coloro che dicono: Signore, Signore, che entreranno nel Regno, ma coloro che fanno la volontà di mio Padre ». In definitiva tu desideri accostarti al Cristo più da vicino nella sua totale povertà, ma non sai con esattezza quale forma particolare di povertà il Cristo voglia da te. Tutto quanto è buono e perfetto in sé, non lo è necessariamente per te. Tu aspetti dunque nella preghiera assidua che Dio ti riveli quello che in te fa ostacolo al dono totale e vero. L'importante non è quello che tu decidi di abbandonare per Dio, ma quello che egli vuole che tu abbandoni per lui.


NON ABBANDONARMI



Non abbandonarmi,
mio Signore,
privandomi di questa misericordia
che è su di me!
Poiché mi hai chiamato,
mio Signore,
e, per mezzo del tuo amore eterno
e senza che io te ne facessi richiesta,
mi hai introdotto nel tuo regno glorioso,
non mi separerò
dalla meditazione del tuo amore.
Manda, mio Signore,
in mio soccorso la tua forza,
perché mi aiuti,
e mi sottragga
all'oceano della vita temporale.
Oceano di aiuto,
continua ad aiutarmi,
e non abbandonarmi all'abisso dei mali!
Disc VII, 19 ISACCO DI NINIVE

VOGLIO DIRE LA TUA PAROLA



Soffi su di me, Signore, lo Spirito di vita
e io possa dire una parola meravigliosa
sul tuo avvento.
Ispira la mia parola, Figlio di Dio,
per la tua lode
e io possa dire ciò che dirò
per l'utilità di tutti.
La tua parola, Figlio di Dio, è piena di vita
e, anche se proclamata dai semplici,
essa è luce.

Non sarà raffinata, né dotta, né bella,
ma fa' che sempre sia utile a chi l'ascolta.
Tu sei, tutto intero, utilità,
Signore nostro, Figlio di Dio
concedimi di essere utile a colui
che mi ascolterà.
Chi infatti guarda il sole pieno
senza esserne illuminato?
o chi trova un tesoro abbondante
senza esserne arricchito?
o chi mangia il tuo pane vivo
senza che lo sazi?

O chi beve la tua coppa viva
senza che lo disseti?
Chi si inginocchia per bere di te,
Figlio di Dio
e ha la forza di staccare la bocca
dalla tua fonte?
Dolci sono le tue parole
più del miele del favo.
Fin du monde, Omelia I, pp. 17-20
GIACOMO DI SARUG

ADORIAMO IL PANE DI VITA......Trasformare noi stessi in buon pane di amore per la fame dei fratelli


Preghiera

 È facendo come Lui, dividendo il pane, che possiamo essergli testimoni, renderlo riconoscibile ed essere per coloro che ci circondano dei segni di speranza. Attorno a noi, il pane da spezzare non manca. Non si tratta solo del pane che nutre il corpo. Ci sono molte altre specie di pane: il buon pane bianco dell'amicizia, dell'accoglienza, del rispetto, dell'aiuto reciproco, della giustizia, della libertà... Tutto questo è buono, tutto questo deve essere condiviso tra gli uomini, tutto questo è oggetto di una comunione nella quale gli uomini si ritrovano fratelli. Ma esiste anche il pane nero, quello della povertà, della sofferenza, della solitudine, della disperazione: anche questo dobbiamo prenderlo e condividerlo. Senza la condivisione e la comunione a questo pane, non c'è vita cristiana. Se non arriveremo alla condivisione rischieremo di essere vicini a Cristo, camminare accanto a lui senza riconoscerlo. 
 (Card. Kim di Seul – Corea)

giovedì 16 gennaio 2014

Concile vive nello Zimbabwe, un Paese dove ancora oggi i bambini muoiono per l' assenza di acqua potabile o a causa di malattie che potrebbero invece essere facilmente curate. Mancano anche le scuole e quelle che ci sono non sono sicure, oltre ad essere sovraffollate. Grazie a tante persone come te che hanno scelto di sostenere un bambino a distanza, abbiamo costruito scuole più grandi e sicure e pozzi per rifornire la comunità di acqua potabile, ma c è ancora molto da fare! C è bisogno di te!

A Dio si ascende amando con un cuore puro

 

Sant’Agostino: “A Dio si ascende amando con un cuore puro”

Quando l’amore impuro infiamma un cuore, lo sollecita a desiderare le cose della terra e a cercare ciò che, destinato a perire, conduce l’anima alla stessa rovina: la precipita in basso, la sommerge nelle profondità dell’abisso. Analogamente è dell’amore santo. Eleva alle cose del cielo, infiamma per i beni eterni, desta l’anima a bramare le cose immutabili e immortali, solleva l’uomo dalle profondità dell’inferno alle sommità del cielo. In una parola, ogni amore è dotato di una sua forza e, quand’è in un cuore innamorato, non può restarsene inoperoso: deve per forza spingere all’azione.

Vuoi vedere come sia il tuo amore? Osserva a che cosa ti spinge. Non vi esortiamo, quindi, a non amare, ma a non amare il mondo, affinché possiate amare con libertà colui che ha creato il mondo. Un’anima irretita dall’amore terreno è come se avesse del vischio nelle penne: non può volare. Quando invece è pura da quegli affetti luridi che l’attaccano al mondo, può – per così dire – volare con ambedue le ali spiegate: le sue ali sono libere da ogni impedimento, dove per “ali” intendo i due comandamenti dell’amore di Dio e dell’amore del prossimo.

E dove [volerà] se non verso Dio? Sì, è verso di lui che volando ascenderà, poiché in effetti amando ascende. Prima però di potersi elevare e mentre ne sente in cuore il desiderio, geme per essere ancora sulla terra e dice: Chi mi darà le ali, come di colomba, e volerò e mi riposerò? Per dove spiccherà il suo volo se non per un luogo lontano dagli scandali in mezzo ai quali gemeva la persona che pronuncia le parole or ora ricordate? Vuol volare lontano dagli scandali; lontano dai cattivi ai quali è mescolato; vuol separarsi dalla paglia in mezzo alla quale si trova il buon grano. Giunto alla meta, non dovrà più soffrire per la mescolanza e la compagnia di alcun malvagio ma potrà vivere nella santa società degli angeli, cittadini dell’eterna Gerusalemme.

Sant’Agostino, Sul Salmo 121

AMICI......


I Grandi Amici non sono mai solo coincidenze meravigliose nella vita. Sono molto di più sono disegni stabiliti in cielo. Un tempo eravamo sconosciuti, ma eravamo destinati ad appartenerci e portare un valore inestimabile e ricordi incancellabili.
Stephen Littleword