La leggenda di San
Martino
Martino,
figlio di un tribuno romano, nacque a Sabaria, in Pannonia (ai
confini dell’Ungheria con l’Austria), verso fra il 315 e
317. Suo padre gli diede il nome di Martino in onore di Marte, il dio
della guerra. Fu educato nella città di Pavia, dove passò
la sua infanzia fino all'arruolamento nella guardia imperiale,
all'età di quindici anni La legge romana lo obbligava a
entrare nell' esercito come suo padre, così, malgrado fosse un
tipo molto pacifico, dovette diventare soldato. A scuola Martino
prese i primi contatti con i cristiani e, all'insaputa dei genitori,
si fece catecumeno e prese a frequentare con assiduità le
assemblee cristiane. Si narra che avesse appena dodici anni quando,
contro la volontà dei suoi genitori, che credevano negli dei
di Roma, si fece battezzare e divenne cristiano.
La
sua umiltà e la sua carità hanno dato vita ad alcune
leggende. La più famosa è quella in cui, mentre era
ancora soldato, in una grigia giornata d’autunno, mentre usciva
da una delle porte della città francese di Amiens, dove
viveva, Martino vide un povero vecchio, mezzo nudo e tremante per il
freddo. Preso da pietà sguainò la spada, tagliò
il suo bel mantello di lana e ne diede la metà al povero per
coprirsi e scaldarsi. Subito il sole spuntò nel cielo proprio
come in una calda giornata estiva. Per questo si chiama “estate
di S. Martino” quel periodo agli inizi di novembre in cui
spesso la temperatura è più mite.
Quella notte, in
sogno, Martino vide Gesù avvolto in quel mezzo mantello che
gli sorrideva riconoscente e gli restituiva la metà di
mantello che aveva condiviso. Udì Gesù dire ai suoi
angeli: "Ecco qui Martino, il soldato romano che non è
battezzato, egli mi ha vestito." Quando Martino si risvegliò
il suo mantello era integro. Il mantello miracoloso venne conservato
come reliquia, ed entrò a far parte della collezione di
reliquie dei Re Merovingi dei Franchi. Il termine latino per
"mantello corto", cappella, venne esteso alle persone
incaricate di conservare il mantello di San Martino, i cappellani, e
da questi venne applicato all'oratorio reale, che non era una chiesa,
chiamato cappella.
Il sogno ebbe un tale impatto su San
Martino, che si fece battezzare il giorno seguente e divenne
cristiano. Ottenuto dall'imperatore l'esonero dal servizio militare,
Martino si recò a Poitiers presso il vescovo Sant'Ilario, che
completò la sua istruzione religiosa e in seguito divenne un
monaco nei pressi della città di Tours.
Un’altra
leggenda narra della sua volontà di abbattere un albero che i
pagani avevano trasformato in un idolo. Questi lo sfidarono: "Mettiti
sotto l'albero mentre cade e vedremo se il 'tuo' Dio ti salverà".
Martino rimase in piedi sotto l'albero mentre le scuri dei boscaioli
incidevano il tronco, proprio nella direzione in cui sarebbe dovuto
cadere; al momento dello schianto, l'albero si drizzò su se
stesso e cadde dalla parte opposta...
Stremato dalle
fatiche e dalle penitenze, pregava il Signore dicendo: " Se sono
ancora necessario non mi rifiuto di soffrire, altrimenti venga la
morte." Morì a Candes e volle essere disteso sulla nuda
terra, cosparso di cenere e cinto da un cilicio: era l' 11 novembre
del 397, sepolto nella cattedrale di Tours, la sua tomba divenne
oggetto di molti pellegrinaggi e su di essa venne eretta una
straordinaria basilica.