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venerdì 1 agosto 2014

Lettere di una bambina morta a otto anni - Fr. M.D. Molinié, o.p.



Miei cari Amici,
il testo che oggi vi propongo costituisce per me un enigma sotto tutti i punti di vista. Quando l’ho ricevuto si presentava sotto la forma di un piccolo opuscolo grigio, senza il nome dell’editore né dell’autore e senza nemmeno una data che consentisse di risalire alla fonte. Il contenuto? Delle lettere inviate da una bambina di nome Stella a un’adolescente di nome Lena: o è una finzione letteraria, o l’autrice e la destinataria sono realmente esistite...
Questo opuscolo ciclostilato mi è stato donato verso il 1996 da un seminarista. Ne aveva trovate 300 copie in uno scatolone nell’abbazia di Champagne-sur-Rhône: ne ha presa una e me l’ha mostrata. Le ho prestato un’attenzione distratta... e oggi la ritrovo, stupefatto di non essermi accorto prima di un simile gioiello!
Non riesco a credere che si tratti di un’opera di fantasia, e mi assumo il rischio di presentarvela come autentica. Pur non potendo sostenere il confronto con gli scritti del Beato Rafael, le pagine che leggerete ci portano nelle profondità della via d’infanzia dove Stella sembra muoversi d’istinto, senza aver avuto, apparentemente, alcuna decisione da prendere, immersa com’era fin dalla nascita in una povertà totale dell’intelligenza e del cuore.

Vi trasmetto dunque questo piccolo tesoro che mi affascina, nella speranza che affascini anche voi e che abbiate voglia come me di saperne di più... e quindi forse di aiutarmi.
Vi ringrazio fin d’ora, e vi do la mia benedizione.

Avvento 2000
Fr. M.D. Molinié, o.p.

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 13,54-58 - Non è costui il figlio del falegname? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?



Mt 13,54-58
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Parola del Signore
Riflessione

Il mondo non è cambiato dai tempi di Gesù. La gelosia infatti indurisce il cuore delle persone fino al punto da non sopportare che una persona, cresciuta sotto i propri occhi, possa essere il Messia. Anche oggi tanta gente è convinta di sapere tutto di te senza averti mai  frequentato veramente. La presunzione che c'è nel cuore umano impedisce di vedere il buono o il bello nei fratelli. «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua».
Quando la Parola di Dio non garba molto o è scomoda, nel cuore di tanti suscita un pochetto di insofferenza, disagio, e, alla fine, una reazione anche violenta, soprattutto tra le persone che dovrebbero accoglierla con più entusiasmo. La fede ottiene miracoli, ma le persone incredule non saranno mai destinatarie di un miracolo del Signore perché non riuscirebbero a vederlo. Se manca la fede infatti, la forza e l'amore di Gesù non possono guarire, non possono salvare. "Aumenta la nostra fede!". Il Signore rispose: "Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe" (Lc 17 , 6).
Gesù non ha problemi di udito... non è sordo alle nostre sofferenze e al nostro pianto... Dobbiamo però cercare di non fare di testa nostra, ma di ricorrere a Lui che tutto può... Non solo dobbiamo essere certi che Dio ci salverà, ma dobbiamo anche saper aspettare ed essere fiduciosi quando in certi momenti sta in silenzio e sembra lontano... non ci dobbiamo scoraggiare, ma dobbiamo continuare a pregare anche se non otteniamo il risultato sperato. Dobbiamo credere con tutto il cuore che nessuna preghiera resterà senza risposta. I tempi di Dio infatti non sono i nostri... Me ne sono accorta!!! Diceva bene don Divo Barsotti: “Prima che Dio salvi l'uomo, bisogna che l'uomo esperimenti fino in fondo la sua incapacità di agire; bisogna che esperimenti fino in fondo l'inutilità della sua vita e della sua morte”.
Quando saremo stati umiliati per benino, quando saremo diventati umili, Gesù ci darà udienza... Di un Dio così ci si può fidare. Credetemi!!! Fede e preghiera... ecco le due ali che ci permettono di volare verso Gesù. Lui ci aspetta, ci osserva e, come il padre del figliol prodigo ci viene incontro con le braccia spalancate. E' anche vero che la nostra piccola fede molto spesso è messa a dura prova da tante situazioni... ecco perché dobbiamo sempre chiedere al buon Dio di accrescere la nostra fede. Molte volte pensiamo che il nostro posticino in paradiso sia garantito dalle opere che facciamo, dai Rosari che recitiamo e dalle Sante Messe a cui partecipiamo... Che presuntuosi!!! Quello che ci salva infatti non è tanto essere praticanti, ma essere credenti... A questo proposito mi viene in mente una frase mitica di don Divo Barsotti: “Io non stupisco che siano pochi i credenti, ma mi stupisco che ce ne possano essere”... Preghiamo allora con Sant' Agostino: Credo Signore, che io creda sempre più fermamente; spero Signore, che io speri più fiduciosamente; amo Signore, che io ami più ardentemente”.
Pace e bene

lunedì 28 luglio 2014

Dal libro del profeta Geremìa - Ger 13,1-11 - Questo popolo diventerà come questa cintura, che non è più buona a nulla.



 Ger 13,1-11
Il Signore mi disse così: «Va’ a comprarti una cintura di lino e mettitela ai fianchi senza immergerla nell’acqua». Io comprai la cintura, secondo il comando del Signore, e me la misi ai fianchi.
Poi la parola del Signore mi fu rivolta una seconda volta: «Prendi la cintura che hai comprato e che porti ai fianchi e va’ subito all’Eufrate e nascondila nella fessura di una pietra». Io andai e la nascosi presso l’Eufrate, come mi aveva comandato il Signore.
Dopo molto tempo il Signore mi disse: «Àlzati, va’ all’Eufrate e prendi di là la cintura che ti avevo comandato di nascondervi». Io andai all’Eufrate, cercai e presi la cintura dal luogo in cui l’avevo nascosta; ed ecco, la cintura era marcita, non era più buona a nulla.
Allora mi fu rivolta questa parola del Signore: «Dice il Signore: In questo modo ridurrò in marciume l’orgoglio di Giuda e il grande orgoglio di Gerusalemme. Questo popolo malvagio, che rifiuta di ascoltare le mie parole, che si comporta secondo la caparbietà del suo cuore e segue altri dèi per servirli e per adorarli, diventerà come questa cintura, che non è più buona a nulla. Poiché, come questa cintura aderisce ai fianchi di un uomo, così io volli che aderisse a me tutta la casa d’Israele e tutta la casa di Giuda – oracolo del Signore –, perché fossero mio popolo, mia fama, mia lode e mia gloria, ma non mi ascoltarono».

Parola di Dio
Riflessione


Nella prima Lettura di oggi il Signore ci invita al cinema... Titolo del film: “La fine della cintura sfilacciata”.
All'inizio sembra una storia piuttosto misteriosa e senza senso, ma guardando attentamente il film, il Signore ci fa vedere la nostra vita di fede: noi dovremmo essere la cintura di Dio!!!...
Perchè Dio dice a Geremia: “Va’ a comprarti una cintura di lino e mettitela ai fianchi senza immergerla nell’acqua”? Cosa succede a una cintura di lino se la bagnamo? Si restringe... Bene! Così dovremmo aderire noi a Gesù, dovremmo stringerlo stretto, stretto... se non vogliamo che la nostra vita vada a pezzi...
Se prendiamo infatti una cintura di stoffa e ci accorgiamo che è sporca,  se consapevolmente o per negligenza non la laviamo e la nascondiamo in un baule con le tarme, che fine volete che faccia quella povera cintura?
Quanto è importante allora, per ogni cristiano, aderire a Dio con tutto il cuore come una cinghia ai pantaloni. Quanto è importante avvicinarci con frequenza al Sacramento della Riconciliazione. Avere un cuore docile e puro è indispensabile  per evitare che il Signore ci giudichi dei fannulloni e buoni a nulla. Insomma... delle cinghie marce.
Chiediamo allora al Signore di aumentare la nostra fede in modo da aderire perfettamente a Lui, perché se la cintura dei pantaloni si rompe o marcisce, non serve a nulla e si butta in pattumiera,  sarebbe  un bel guaio!!!... Ecco cosa succederebbe se ci staccassimo da Gesù, se lo nascondessimo in un angolino o se lo usassimo come soprammobile da spolverare solo quando è irriconoscibile... cadremmo nelle tenebre e non serviremmo più a nulla, faremmo la fine della cintura nella fessura della pietra... Allora, cosa aspettiamo ad aderire a Dio e a chiedergli: "Scusa... puoi aiutarmi a sistemare questa cinghia rovinata dai miei peccati, dai miei limiti, dalle mie mancanze?" Lui, che solo può aiutarci, sarà ben felice di fare il sarto per sistemare questa povera e sfilacciata anima...
Gesù non fa altro che esaudire ogni nostro desiderio... allora, perché non esaudiamo noi un desiderio Suo?... “Poiché, come questa cintura aderisce ai fianchi di un uomo, così io volli che aderisse a me tutta la casa d’Israele e tutta la casa di Giuda”. Lasciamoci allora legare ai fianchi di Gesù senza timore, perchè la Sua stretta è dolce e soave. A dire il vero, ogni tanto... stringe troppo... ma per la nostra salvezza si può sopportare anche una strettina un po' più forte...
Pace e bene