O
Spirito Santo,
anima
dell'anima mia, in te solo posso
esclamare:
Abbà, Padre.
Sei
tu, o Spirito di Dio,
che
mi rendi capace di chiedere
e
mi suggerisci che cosa chiedere.
O
Spirito d'amore,
suscita
in me il desiderio
di
camminare con Dio:
solo
tu lo puoi suscitare.
O
Spirito di santità,
tu
scruti le profondità dell'anima
nella
quale abiti, e non sopporti in lei
neppure
le minime imperfezioni:
bruciale
in me, tutte,
con
il fuoco del tuo amore.
O
Spirito dolce e soave,
orienta
sempre più la mia volontà
verso
la tua,
perchè
la possa
conoscere
chiaramente,
amare
ardentemente
e
compiere efficacemente.
AMEN
Dal
De Diligendo Deo
Secondo
Bernardo esistono quattro gradi sostanziali dell'amore, che presenta
come un itinerario, che dal sé esce, cerca Dio, e infine torna al
sé, ma solo per Dio. I gradi sono:
1)
L'amore di se stessi per sé: «[...] bisogna che il nostro amore
cominci dalla carne. Se poi è diretto secondo un giusto ordine,
[...] sotto l'ispirazione della Grazia, sarà infine perfezionato
dallo spirito. Infatti non viene prima lo spirituale, ma ciò che è
animale precede ciò che è spirituale. [...] Perciò prima l'uomo
ama sé stesso per sé [...]. Vedendo poi che da solo non può
sussistere, comincia a cercare Dio per mezzo della fede, come un
essere necessario e Lo ama.»
2)
L'amore di Dio per sé: «Nel secondo grado, quindi, ama Dio, ma per
sé, non per Lui. Cominciando però a frequentare Dio e ad onorarlo
in rapporto alle proprie necessità, viene a conoscerlo a poco a poco
con la lettura, con la riflessione, con la preghiera, con
l'obbedienza; così gli si avvicina quasi insensibilmente attraverso
una certa familiarità e gusta pura quanto sia soave.»
3)
L'amore di Dio per Dio: «Dopo aver assaporato questa soavità
l'anima passa al terzo grado, amando Dio non per sé, ma per Lui. In
questo grado ci si ferma a lungo, anzi, non so se in questa vita sia
possibile raggiungere il quarto grado.»
4)
L'amore di sé per Dio: «Quello cioè in cui l'uomo ama sé stesso
solo per Dio. [...] Allora, sarà mirabilmente quasi dimentico di sé,
quasi abbandonerà sé stesso per tendere tutto a Dio, tanto da
essere uno spirito solo con Lui. Io credo che provasse questo il
profeta, quando diceva: -Entrerò nella potenza del Signore e mi
ricorderò solo della Tua giustizia-.»
Nel
De diligendo Deo, dunque, San Bernardo presenta l'amore come una
forza finalizzata alla più alta e totale fusione in Dio col Suo
Spirito, che, oltre a essere sorgente d'ogni amore, ne è anche
«foce», in quanto il peccato non sta nell'«odiare», ma nel
disperdere l'amore di Dio verso il sé (la carne), non offrendolo
così a Dio stesso, Amore d'amore.
Dagli
scritti
…“Non
sembri assurdo ciò che ho detto, che anche Dio vive di una legge;
non lo direi di una legge che non fosse quella della carità. Che
cosa infatti in quella suprema e beata Trinità conserva quella
suprema e ineffabile unità, se non la carità? E’, dunque, una
legge, una legge del Signore, la legge della carità, che stringe in
unità la Trinità e la racchiude in un legame di pace. Ma non si
creda, a questo proposito, che io concepisca la carità come una
qualità, come un qualche accidente. Io la concepisco come la
sostanza stessa di Dio, il che non è una dottrina nuova né
insolita, dato che Giovanni dice “Dio è carità”. Perciò la
carità può essere giustamente definita Dio.”