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sabato 30 agosto 2014

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi - 1Cor 1,26-31 - Dio ha scelto quello che è debole per il mondo.



 1Cor 1, 26-31
 Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, “chi si vanta, si vanti nel Signore”.


Parola di Dio

Riflessione


Che bella questa lettura!!! Mi conforta tantissimo... Quanti di noi, agli occhi del mondo, contano poco? Penso tanti... ma agli occhi di Dio, come ci suggerisce San Paolo, siamo molto speciali. E' stupendo sapere che siamo in buona compagnia... Gesù infatti, tra i Suoi discepoli ha scelto persone comuni. Diciamo pure che il nostro Gesù predilige le persone che dai “sapienti” vengono etichettate come “sciocche o insipide”. I “sapienti” storcono il naso? Dio ci sceglie!!!...
Dio infatti si diletta ad avere come amici persone umili. Diceva bene la mia Teresina di Lisieux nel libro "LA STORIA DI UN’ANIMA": “...Ho capito anche un'altra cosa: l'amore di Nostro Signore si rivela altrettanto bene nell'anima più semplice la quale non resista affatto alla grazia, quanto nell'anima più sublime; in realtà, è proprio dell'amore umiliarsi, e se tutte le anime somigliassero ai santi Dottori, i quali hanno rischiarato la Chiesa con i lumi della loro dottrina, parrebbe che Dio misericordioso non discendesse abbastanza per raggiungerli; ma egli ha creato il bimbo il quale non sa nulla e si esprime sol­tanto con strilletti deboli deboli; ha creato il selvaggio il quale, nella sua totale miseria, possiede soltanto la legge naturale per regolarsi; e Dio si abbassa fino a loro! Anzi, sono questi i fiori selvatici che lo rapiscono perché sono tanto semplici”.
Ecco... è la persona debole, indifesa e che ammette di essere tale che riceverà l'amicizia speciale di Gesù. Dobbiamo quindi toglierci le belle scarpette con i tacchetti e metterci delle scarpe più comode se vogliamo intraprendere seriamente il cammino verso Dio. Avete mai provato a camminare su una stradina di ciottolato con i tacchi? E' terribile!!! Ti incastri a ogni passo...
Molto spesso pensi di non potercela fare neanche con le scarpe comode. Pensi a Dio, alla Sua perfezione, al Suo amore grande... e tra te dici: "Io non c'è la farò mai... mi manca tutto!!!". Ma non dobbiamo scoraggiarci... Quando ci manca qualcosa nella dispensa, che facciamo? Andiamo a comprarla al supermercato. Allora, perché non approfittare delle dispense che il buon Dio ci mette a disposizione? “…O voi tutti assetati venite all'acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e senza spesa, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro patrimonio per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti” (Is 55, 1-2).
Come vedete non dobbiamo neanche metterci la manina in tasca... dobbiamo solo riconoscere che abbiamo bisogno di Lui. Ci manca la sapienza? Chiediamola a Lui... “...Se qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data...” (Gc 1, 5). Ci manca la forza? …Chiediamola a Lui... La fede traballa? Chiediamo a Lui di rafforzarla... Gesù non aspetta altro!!!
Con le nostre suppliche, e dopo che abbiamo riconosciuto la nostra debolezza, Dio ci equipaggerà di tutto quello che abbiamo bisogno per procedere sul suo cammino. E così potremo dire come San Paolo nella lettera ai Filippesi “Tutto posso in colui che mi dà la forza” (Fil 4, 13).
Oh Gesù mio... allora... ti prego, aumenta la mia fede perché confidi solo ed esclusivamente in Te e nella Tua bontà, e non nelle mie povere risorse... perché altrimenti... sarò spacciata!!! Io riconosco che ho bisogno di te e che tutto quello che possiedo ora viene solo da Te... Dove sta dunque il vanto?” (Rm 3, 27)... E chi si vanta?... Secondo Te... mi sono forse dimenticata cosa c'era nel mio cuore prima? E allora continuo a lodarti perché sei venuto a salvarmi senza che io ti cercassi, è stata per me una GRAZIA e io sono rinata. Da un “nessuno”... mi hai trasformato in un “gigante”... - Parbleu!!! - ... Direbbe qualcuno... Ho esagerato un po'?... Un pochetto...
Pace e bene.

venerdì 29 agosto 2014

L’OLIO SUL FUOCO - Tratto dal libro di p.Marie-Dominique Molinié o.p. “ Il coraggio di avere paura”.





Nell’orazione della Messa di san Lorenzo si chiede a Dio di spegnere la fiamma dei nostri Vizi. Questa fiamma non è una metafora: per causa sua ogni Vita cristiana che va fino in fondo, cioè fino alla santità, è un martirio. Non bisogna pronunciare questa parola alla leggera. Si dice qualche volta: "Sopporto un vero martirio!". Ma il vero martirio va fino alla morte. Finché le nostre sofferenze non superano un certo limite, non siamo ancora nel mistero della sofferenza che da soli non possiamo raggiungere. Anche se si tratta della morte dell’uomo vecchio, è già un martirio subire questa morte. Se non si accetta questo, a che cosa serve rinnovare le promesse del nostro battesimo? Solo quelli che accettano questa guarigione con tutte le sue implicazioni, possono dire di aver donato a Dio tutto il loro cuore e di amare con tutte le loro forze. Questo martirio è una misericordia, ma se non lo si accetta, non si potrà approfittare in pienezza del Sangue di Gesù Cristo. Per dire che si tratta di un martirio, mi avvalgo pure del sermone di sant’Agostino in occasione della festa di san Lorenzo: "Anche se non siamo bruciati sulla graticola del carnefice, questo Viene vantaggiosamente sostituito dalla fiamma della fede". Ciò presuppone che si tratti di una fiamma e che abbia gli stessi effetti: se no, non è una cosa seria! Dice ancora: "Noi non bruciamo corporalmente, ma bruciamo d’amore". Il nostro peccato è di leggere ciò come fosse letteratura. Il Creatore del sole può essere meno scottante del sole? Quando ci si lascia consumare da Lui si subisce realmente il martirio del fuoco, ma questo martirio ha una dolcezza che si conosce solo lasciandosi fare senza opporre resistenza... Sulla terra, finché resistiamo, Dio non ci fa sentire tutta la forza di questa fiamma - perfino nel purgatorio o nell’inferno, Egli attenua molte cose.

lunedì 25 agosto 2014

LA STORIA DEL MIO CROCIFISSO...




Diversi anni fa avevo deciso di comprare un Crocifisso da mettere nella mia stanza, ma lo volevo di resina e che assomigliasse a quello della mia Parrocchia. Ho iniziato le ricerche in internet... In tantissimi siti si vendevano Crocifissi di ogni genere e prezzo, ma quello che piaceva a me costava caro e in quel momento non potevo permettermelo. E così, a voce alta e con gli occhi rivolti verso il cielo, ho esclamato: “Oh Gesù caro... ma quanto costi?!” Io lo volevo in resina, perché quelli in ferro color argento o oro, che costavano pochi euro, mi davano un senso di tristezza. Una persona per questa mia affermazione aveva osservato: “Scusa Paola... ma un Crocifisso non deve mica farti ridere...!!!”. E' vero, ma a me Gesù in Croce non mi dava e non mi da un senso di angoscia, al contrario... a me da tanta gioia. E così non mi sono rassegnata... dopo diversi giorni finalmente trovo un negozio online con sede in Sicilia, vedo che vendono il “mio Crocifisso”. Era quello che stavo cercando... Stupendo!!! Guardo il prezzo... insomma!!!... si avvicinava ai cinquanta euro. “Però” - mi son detta - “Non sei davvero a buon mercato!!!, ma ti compro ugualmente!!!”. E così ho fatto l'ordine. Per il pagamento ho scelto di ricaricare la “Poste-Pay” del titolare della ditta. Era domenica, non trovando un tabacchino aperto per fare l'operazione, ho dovuto aspettare l'indomani. Difronte all'ufficio dove lavoravo c'era un bar tabaccheria, ma ahimè... non facevano le ricariche. Così ho pensato: “Oh Signore... mi sa che questo acquisto non sa da fare!!!”. Ma durante la pausa ho deciso di andare da un'altra parte. Non lontano dall'ufficio si trova un altro tabacchino difronte a una Chiesa, mi faccio il segno della Croce e dico: “Gesù... sto andando a ordinarti!!!”. Entro e do gli estremi per l'acquisto, pago e ricevo tre euro di resto. Invece di mettere le monete nel portafoglio chiedo un gratta e vinci dello stesso importo. Gratto davanti al titolare e, con grande stupore, vedo che ho vinto centocinquanta euro!!!. Oh Signore!!! In quel momento mi son sentita morire... Il titolare mi guarda e vedendo la mia faccia non molto contenta mi domanda: “Scusi... ma non è felice di aver vinto?”. Io accenno un sorriso, non potevo dirgli che mi sentivo molto in colpa... Era come se il buon Dio mi avesse mollato un ceffone e detto: “Brutta taccagna che non sei altro!!! Ti sei messa a brontolare per cinquanta euro... tiè!!!”. E così, tra la gioia di aver ricevuto questo regalo e il dolore per il ceffone, sono rientrata al lavoro. Aspettavo con ansia il pacco e ogni volta che pensavo a quello che era successo ridevo da sola. Finalmente arriva il corriere con una scatola grandissima, la scarto subito e, appena vedo il Crocifisso mi viene una grande commozione, gli dico: “Ma quanto sei bello!!!”. Prendo subito chiodo e martello e vado in camera, guardo un un po' le pareti per scegliere il posto più adatto per appenderlo. Penso in un primo tempo di metterlo sopra il capezzale del letto, ma scarto subito questa ipotesi e dico: “Se ti metto sopra la mia testa, poi, come faccio a vederti?”. Decido allora di appenderlo alla mia destra, sopra il termosifone. Perfetto... come si dice: “Due piccioni con una fava!!!”... Io lo posso adorare difronte e Lui, in inverno, sta al calduccio...
La notte non riesco a distogliere lo sguardo da Lui... Ma ahimè, c'era qualcosa che non mi quadrava. Lo guardavo e riguardavo... non capivo cosa non quadrava. La sera vado in Chiesa e, prima della Santa Messa, mi siedo come ogni giorno difronte al Crocifisso, lo guardo e i miei occhi cadono sui Suoi piedi. Oh Signore!!!! I piedi, il chiodo!!! Ecco cosa non quadrava!!! Il Gesù della mia Parrocchia aveva il piede destro sopra quello sinistro... il mio invece aveva il piede sinistro su quello destro. Tra me ho pensato: “Ma guarda un po'... mi hanno rifilato un bidone!!!”. Siccome sono un po' testarda ho voluto fare delle ricerche e così ho scoperto questo su un sito che parla della Sindone:

Le ferite ai piedi: osservando la parte posteriore, risulta che, sulla croce, i due piedi erano incrociati; il piede sinistro era collocato davanti al destro che poggiava direttamente sul palo della croce e, dalla ferita, si nota chiaramente il punto in cui era stato infisso il chiodo.

Povero Gesù mio...” - mi son detta - “Ti hanno sbagliato anche il piede!!!” Quando ho fatto notare questo particolare alle persone della Parrocchia... apriti cielo!!! Loro non avevano mai fatto caso alla posizione dei piedi, e guardandomi con aria di sufficienza mi hanno detto: “Scusa, ma che fai?... ti metti a guardare i piedi di Gesù?”... - “Certo!” - Rispondo io, “Una persona che ama qualcuno è attenta a ogni particolare!!!”... Da quel giorno penso che mi abbiano “odiata”... Aih! Aih! Aih!...
Il mio Crocifisso è sempre al suo posto, mi fa tanta compagnia e mi da tanto coraggio. Spero che Lui sia contento di stare a casa mia, non gli faccio mai mancare le mie coccole. Ecco la storia del mio Crocifisso.

The end