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sabato 13 settembre 2014

L’INVIDIA "Il diavolo vive di questi due mali: l'orgoglio e l'invidia" S. Agostino


 CHE COS'E'
"L'invidia è la tristezza che si prova di fronte al successo di un altro" (S. Basilio Magno).

Una delle caratteristiche dell'invidia è la tristezza. L'invidia è un male che non ha consolazione. L'invidia è molto diffusa nel mondo intero. A cominciare dal "rigare" una macchina nuova per dare una seccatura al suo proprietario, diffamare un altro perché "ci fa ombra", fino a commettere dei crimini "passionali"... tutto è invidia. Invidia che la pubblicità, i films, la televisione e le riviste "sordide" (intendo quelle "di classe") si impegnano a suscitare ed alimentare.
I paesi democratici del mondo intero hanno apostatato Cristo e hanno fatto, posto al diavolo che ha seminato la zizzania dell'invidia e instaurato il regno della menzogna. Ecco perché ci sono tanti menzogneri, cioè "figli del diavolo", "la verità non è in lui, e quando dice la menzogna, parla di una qualità che è sua, perché e' bugiardo per natura e padre di quella" ( Giov.,8,44).
E come dice il proverbio spagnolo: "Se l'invidia fosse tigna, quanti tignosi ci sarebbero !"..."L'invidia - dice Frate Luigi da Granada - è tristezza del bene altrui e dispiacere della felicità degli altri; cioè: tristezza di fronte a coloro che sono più grandi, perché l'invidioso vede che non li può eguagliare; di fronte a coloro che sono più piccoli, perché sono uguali a lui; dei suoi pari, perché rivaleggiano con lui".

DEUS TI SALVET, MARIA



DEUS TI SALVET, MARIA


Deus ti salvet, Maria
chi ses de gratzias piena,
de gratzias ses sa vena
e-i sa currente.

Su Deus onnipotente
cun tegus est istadu
pro chi t'hat preservadu
immaculada.

Beneitta e laudada
subra tottu gloriosa:
mama, fiza e isposa
de su Segnore.

Beneittu su fiore
ch'est fruttu de su sinu,
Gesus, fiore divinu,
Segnore nostru.

Pregade a Fizu 'ostru
pro nois peccadores:
chi tottu sos errores
nos perdonet.

E-i sa gratzia nos donet
in vida e in sa morte
e-i sa diciosa sorte
in Paradisu. Amen.


DIO TI SALVI, MARIA

Dio ti salvi, o Maria,
che sei di grazia piena,
di grazie sei la vena
e la sorgente.

Il tuo Signor potente
teco è sempre stato
perchè t'ha preservato
immacolata.

Benedetta sei stata
fra le donne gloriosa,
madre, figlia e sposa
del mio Signore.


Sia benedetto il fiore
e il frutto del tuo seno,
Gesù fior nazareno
e il Signore nostro.

Prega il figlio tuo
per noi gran peccatori
acciò che i nostri errori
a noi perdoni.

La sua grazia ci doni
in vita e nella morte
e la felice sorte
in Paradiso.

L'IPOCRISIA È UN DELITTO SOMMAMENTE DETESTABILE


 
L’IPOCRISIA
1. L'IPOCRISIA È UN DELITTO SOMMAMENTE DETESTABILE. - L'ipocrisia è raffigurata da Clemente Alessandrino nella neve e l'ipocrita è paragonato ad un letamaio coperto di neve, perché nasconde sotto la candida apparenza di virtù i suoi vizi (Strom., lib. III). Non vi è cosa tanto opposta allo spirito di Gesù Cristo, quanto l’ipocrisia. Gesù è la verità in persona, la semplicità e la sincerità per essenza, non può dunque in nessun modo accoppiarsi con la falsità, con la finzione, con la doppiezza... Dio ha dato la parola all'uomo, perché manifesti il suo pensiero, perché apra l'interno dell'animo suo. Ora l'ipocrita esprime con la lingua tutt'altro da ciò che ha nel cuore: e non è questa una azione abominevole innanzi a Dio, vergognosa innanzi agli uomini? Seneca dice: «Il cattivo che s'infinge buono, dimostra di essere pessimo (Prov.
«Gli ipocriti, scriveva S. Paolo a Timoteo, mostrano una certa vernice di pietà, ma ne rinnegano lo spirito, non ne conoscono la sostanza» (II, III, 5). «Su le loro labbra, dice il Salmista, non suona la verità; il loro cuore è un abisso; la loro bocca un sepolcro aperto; la loro lingua è ingannatrice» (Psalm. V, 9-10). Con le parole protestano di amare Dio, ma la loro lingua mentisce (Id. LXXVII, 36).

venerdì 12 settembre 2014

"Una donna eroica nella testimonianza coerente della vita monastica"- Omelia del cardinale Amato nella Messa di beatificazione di Maria Luisa Prosperi



SPOLETO, domenica, 11 novembre 2012 (ZENIT.org).– Riprendiamo di seguito l'omelia tenuta ieri dal cardinale Angelo Amato, sdb, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, nella Messa di beatificazione di Maria Luisa Prosperi (1779-1847).

1. In questo Duomo monumentale, dedicato a Maria Assunta in cielo, la Chiesa celebra oggi la solenne Beatificazione di Maria Luisa Prosperi (1799-1847), Badessa benedettina del Monastero di Santa Lucia in Trevi. La novella Beata, eminente per santità, è figlia di questa terra benedetta dal Signore con le testimonianze gloriose di numerosi martiri e santi. La beatificazione odierna è un evento del tutto eccezionale. Infatti, l’ultima volta che in questo Duomo si è svolta una cerimonia analoga risale a circa otto secoli fa, precisamente al 30 maggio 1232, quando papa Gregorio IX proclamò Santo, Antonio da Padova.
La gioia di tutta la Chiesa, in particolare della diocesi di Spoleto, delle Benedettine del Monastero di Santa Lucia in Trevi e di tutto l'Ordine benedettino è accompagnata dalla nostra comune gratitudine al Santo Padre, Benedetto XVI, per aver oggi elevato agli onori degli altari una donna eroica nella testimonianza coerente della vita monastica.

2. Gertrude Teresa Elisabetta Prosperi – questi i nomi di battesimo della nostra Beata – nacque nella borgata di Fogliano, tra Cascia e Norcia, il 19 agosto 1799, da genitori agiati, di antica nobiltà. Il 4 maggio 1820, varca la soglia del Monastero di Santa Lucia in Trevi, che allora contava una trentina di monache. Un anno dopo vestiva l’abito religioso, ricevendo il nome di Donna Maria Luisa Angelica del Sacro Cuore di Gesù.
Per l’esemplarità della vita fu eletta badessa, il 1 ottobre 1837, e confermata per altre quattro volte fino alla morte. Madre Luisa era alta di statura, di portamento maestoso, ma dal tratto benevolo, che istillava serena cordialità. La sua imponenza più che soggezione, spronava alla venerazione, al rispetto e all’obbedienza.
Diventata badessa, si adoperò per ripristinare l’osservanza religiosa, con la dolcezza della carità e la lezione del buon esempio. Risollevò economicamente il monastero, restaurando i muri pericolanti e restituendo decoro alla Casa di Dio, col provvedere suppellettili e paramenti nuovi. Si assunse anche la diretta amministrazione dei beni della comunità, che, gestiti da persone sleali, risultavano sempre in passivo; con la nuova badessa, invece, si ebbe già dal primo anno un attivo, che permise una maggiore carità verso i poveri e una esistenza più serena delle monache. Madre Maria Luisa si spense santamente, il 12 settembre 1847, dopo lunga e sofferta malattia.

3. Chi era questa donna vissuta quasi due secoli fa?

giovedì 11 settembre 2014

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 6,36-38 - Perdonate e sarete perdonati.



In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.
Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Parola del Signore
 

Riflessione

Gesù ci insegna che la misericordia e la generosità nei confronti del prossimo è il passaporto di un autentico cristiano che permette l'ingresso nella Patria Celeste, ma a differenza del passaporto, che va rinnovato ogni dieci anni, esercitare la misericordia è uno “sforzo” che dobbiamo impegnarci a fare ogni giorno. Altrimenti, con quale coraggio ci mettiamo ai piedi della croce invocando il Suo perdono se noi non lo diamo agli altri? A volte abbiamo una gran bella faccia di padella... chiediamo a Dio con suppliche e pianti la Sua misericordia, la giustizia, la pace, la salute, ma noi... quanto ne diamo di tutto ciò ai nostri fratelli? In confronto....”una cippa lippa”!!!
A volte si pensa che siccome abbiamo dato a un poverello delle nostre sostanze siamo a posto con Dio. Mi viene da sorridere, quando un giorno una persona mi ha detto che ogni tanto dedicava del suo tempo per andare a sistemare i capelli a casa di qualche signora e che non prendeva soldi e che Dio così l'avrebbe premiata... Come se Dio in paradiso avesse bisogno di parrucchieri!!! E' vero che lassù ci sarà un po' di vento e che saranno un po' tutti spettinati... ma non penso che questo basti!!! Certo... la misericordia è anche questa, ma esiste anche un'altra misericordia ed è quella spirituale, con la quale però fatichiamo un po' di più perché ci “toglie” del tempo per noi prezioso. Infatti, istruire un fratello che sta iniziando il cammino di fede, consolarlo nei tanti momenti di sconforto, perdonare qualcuno e sopportare con pazienza i suoi limiti, dare dei buoni e saggi consigli, fare una coccola, ma soprattutto far sorridere, comporta dispendio di tempo ed energie e noi, molto spesso, siamo sempre di corsa e non abbiamo “tempo” per queste cose... e quindi, la misericordia dov'è? Diceva bene Papa Luciani: "Il buon umore, se comunicato, può diventare carità squisita".
Allora, se non vogliamo essere trattati allo stesso modo dal Signore, proviamo a rilassarci un attimo, perché solo in questo modo abbiamo la possibilità di notare lo sguardo triste di chi ci passa accanto o che vive con noi. Una persona calma generalmente ha la pace nel cuore. La pace porta silenzio e nel silenzio si possono sentire meglio le grida di aiuto.
Pace e bene.

martedì 9 settembre 2014

CON GESÙ L'AMICO – Tratto da “ L'Araldo “ - La rivista di Casa S. Maria - Congregazione dei Sacerdoti del S. Cuore di Gesù (Dehoniani)


"Chi trova un amico, trova un tesoro!". Bella questa cosa che ci dice la Bibbia (Sir 6,14). Se poi l'amico trovato si chiama Gesù, la cosa è molto ma molto più bella, meravigliosa.

Perché, trovando Lui, si trova non un tesoro ma "il tesoro", il vero tesoro, al quale inevitabilmente si attacca il cuore ( cfr Lc 12,34 ), al quale coraggiosamente si dedica la vita ( cfr Fil 1,21 ) e per il quale decisamente vale la pena lasciar perdere il resto (cfr Rm 8,37-39).

Nel mese di giugno, che la devozione cristiana dedica al Sacro Cuore, vogliamo puntare la nostra attenzione sull'amore di Dio per noi, amore che ha il suo segno e il suo riferimento teologico e umano nel Cuore di Gesù, visto come "tesoro" e amato come "amico". Queste non sono parole superate o fuori luogo. Al contrario ci portano al centro della nostra fede e della nostra vita, in modo sempre più attuale e significativo. Infatti "l'amore di Cristo è la chiave per capire il cristianesimo, la luce della propria vita spirituale…

Ricordiamolo questo, per capire il segreto del mondo e mettere il nostro cuore all'unisono con il Cuore di Cristo" ( Paolo VI, 14.06.1970).

Gesù, per noi, chi è?

Chi è stato e chi è Gesù per l'umanità? Come affascina e attira oggi la nostra vita? In quale mistero ci introduce e verso quale meta ci conduce?". La teologia presenta Gesù come il Figlio di Dio fatto uomo, il Messia e Redentore morto e risorto per la salvezza dell'umanità, Colui che instaura il Regno di Dio, il Giudice e il Traguardo della storia e del mondo. È così e sarà così.

Tuttavia nello scorrere del tempo, l'immagine di Cristo, senza nulla perdere del suo valore fondamentale, subisce delle accentuazioni e delle varianti, ben riconoscibili ma non esclusive, che rispondono alle diverse esigenze religiose, sociali e culturali dei credenti.

domenica 7 settembre 2014

MARIA, VOLUTA DA DIO


MARIA, VOLUTA DA DIO

Cardinale Suenens

Il primate del Belgio, arcivescovo di Malines - Bruxelles, nato nel 1904, ha avuto un compito di grande importanza come moderatore durante il Concilio Vaticano Il. Insieme ad opere vigorose, dedicate all'incremento dell'apostolato e al problema della corresponsabilità nella Chiesa, il cardinale Suenens offre volentieri ai suoi lettori o ai suoi ascoltatori delle meditazioni personalissime sulla Madonna. Pastore dinamico, preoccupato di un autentico rinnovamento, in queste riflessioni egli si rivela animato dai sentimenti più delicati verso la Madre di Cristo e della Chiesa.

La vera devozione mariana non parte dal basso, ma dall'alto; è guidata non dall'affettività, ma dalla fede. E' anzitutto adesione a Dio e accettazione del suo misterioso disegno. La devozione alla Madonna è parte integrante della rettitudine d'intenzione che dobbiamo avere nei riguardi di Dio. Infatti la rettitudine cristiana parte dall'adesione volontaria al piano stabilito 'da Dio, per mezzo di un'unione stretta a Dio che traccia come vuole lui la traiettoria della sua grazia. Dio ha voluto associare Maria alla sua opera di salvezza. Per mezzo di lei, ha dato al mondo suo Figlio. Ora, i doni di Dio sono senza pentimento e quest'ordine di cose non cambierà più. La mediazione di Maria resta per sempre, perché tale è il disegno di Dio.
Cristo ha sempre fatto la volontà del Padre. Con quale amore è entrato nel mondo per la via che il Padre gli tracciava! Noi, suoi discepoli, non dobbiamo esitare ad assumere i suoi stessi sentimenti nei riguardi di Maria. Dal momento che Dio l'ha scelta per suo Figlio e per noi, noi non 'dobbiamo sceglierla, ma solo riceverla come nostra Madre. La sua bellezza e la sua bontà ci attirano: proviamo il bisogno di ricorrere a lei. Ma noi siamo felici di sottometterei alla volontà di Dio, prima di tutto per obbedienza. Il più grande potere della devozione mariana sta proprio qui. Non tocca a noi tracciare i limiti dell'azione divina o fare a meno di quegli intermediari che egli ha scelto liberamente.
È nell'essenza di Dio amarci con abbondanza e con sovrabbondanza e comunicare alle sue creature la gloria di essere suoi strumenti. In Dio c'è posto per tutte le liberalità: "economia esiste soltanto al nostro livello umano. Il nostro culto filiale verso Maria non è altro che rendimento di grazie per la prodigalità d'amore divino, di cui ella costituisce la testimonianza vivente e perenne. Sarebbe un grave errore considerare la pietà mariana come qualcosa di inutile e di superfluo, che ostacoli i nostri rapporti con Dio.
Questa pietà non è una specie di raffinatezza, una concessione all'immaginazione e alla sensibilità popolare, un mezzo di salvezza a buon mercato. E' invece per tutti, indistintamente, l'espressione della volontà di salvezza che Dio ha nei nostri confronti,... volontà divina che nasconde in sé un mistero d'amore. Perché Maria è, dopo il Cristo, la grazia più insigne che Dio ci ha fatto. Ah! Se tu conoscessi il dono di Dio! diceva Gesù alla samaritana (Gv. 4, 10). In questo dono è racchiuso quello di Maria, perché il mistero del Figlio comprende quello della Madre. Non bisogna esitare ad accettare, dalle mani di Dio, colei che ci viene offerta così. A ciascuno di noi, in un certo senso, Dio di,ce di nuovo la parola dell'angelo a Giuseppe: Non temere di accettare Maria... quel che è nato in lei è opera dello Spirito Santo (Cfr. Mt. 1, 20). Occorre ricevere con umiltà questo dono dell'Altissimo: accogliere, con l'anima dilatata, tutto il capitale d'amore che Dio ha investito in Maria, per la felicità sua e per la nostra.
«Pastoralia» dell'archidiocesi di Malines-Bruxelles del 2-12-1968.