LA CONFESSIONE:
PERCHÉ? COME?
P. SLAVKO BARBARIC
PRESENTAZIONE
Dopo il compendio
"Pregate con il cuore" , ecco ancora una riflessione del
dott. Fra Slavko Barbaric, che fa appello anch'essa al cuore.
Infatti, siccome quest'organo si pone quale centro vitale di tutto
l'essere umano e della sua esistenza, è facile dedurne che anche
questa meditazione avrà per oggetto uno dei perni fondamentali della
realtà cristiana. Nel lavoro precedente tale realtà si realizzava
con la preghiera; in questo, invece, si esplica nel sacramento della
Riconciliazione, ovvero: la Santa Confessione.
Per il cristiano
convinto questo Sacramento è parte essenziale e centrale della
propria vita di credente, perché una vita che si professi tale è
inimmaginabile senza la costante rappacificazione con Dio e con gli
uomini. E questa conciliazione non si ottiene con nessun compromesso
verbale, come avviene per i politici, ma con la totale trasformazione
della propria coscienza e si realizza appunto mediante la Confessione
correttamente effettuata.
Invece, esiste il
timore considerevole che i credenti non comprendano tale Sacramento
come si dovrebbe e come è spiegato secondo lo spirito del Santo
Vangelo. Molto spesso esso viene inteso in modo estremamente generico
e, senza dubbio, fuorviante. Così, per esempio, non sono rari i casi
in cui si affronta questo Sacramento alla stregua di un processo che
si deve subire e, faticosamente, superare! Quando poi in certi
ambienti si comincia a parlare di Confessione, spesso si sente dire e
si conclude che essa non consiste in altro che nel rivelare il
proprio peccato ed attendere la penitenza e la relativa assoluzione.
E coloro che ritengono di non essere in peccato o che addirittura ne
sono convinti, mettono in rilievo il fatto che non hanno ucciso
nessuno, che non hanno rubato niente e non hanno bruciato nulla al
proprio vicino, per danneggiarlo. Tutto ciò si può anche ritenere
collegato con il Sacramento, ma in questo caso già si manca di
annoverare i peccati di omissione.
Altri poi, che si
ritengono più liberi, aggiungeranno che la Confessione è un inutile
peso e si domandano perché non ci si può confessare direttamente
con Dio anziché con il suo mediatore, il sacerdote, che è un uomo
come tutti gli altri.
Simili riflessioni
chiarificano quanto si è già affermato, che cioè la Confessione si
prende con troppa leggerezza ed in maniera errata! La Confessione è,
infatti, prima di tutto un incontro dell'uomo, nella sua condizione
di peccatore, con la infinita e misericordiosa CARITA' DI DIO:
proprio come ci viene descritto nella parabola del FIGLIOL PRODIGO
che ritorna al PADRE BUONO. La confessione è, inoltre, un
indefinibile atto di amore verso Dio e verso il prossimo: quell'Amore
che costituisce il più grande comandamento della Legge di Dio. Dove
andare contro l'amore costituirebbe per il cristiano il più grande
peccato: quello di tradire il Vangelo stesso di Gesù!
D'altra parte solo chi
non cade in errore contro l'amore sarebbe veramente un uomo senza
peccato! Tant'è: come si è detto, sbaglierebbe di grosso chi
volesse definire "senza peccato" una persona, solo perché
non ha commesso alcuna cattiveria: si è peccatori, infatti, anche e
solo se non si è compiuto totalmente il proprio dovere secondo la
Legge dell'amore. Pertanto tutti siamo peccatori e tutti siamo feriti
dal male. Per il ferito sono necessarie le medicine e le cure, come
per il malato è essenziale la guarigione. Ebbene, questo è la
Confessione: è la casa di cura e il "luogo di convalescenza".
Essa guarisce il nostro cuore ferito. Cura il nostro essere malato.
Il medico e guaritore è il Signore Dio, ma ne è mediatore il
sacerdote, colui che confessa. Se si comprende la Confessione così
come veramente si deve comprendere, la Confessione cristiana
diventerà molto più profonda e più semplice da accettare.
Questa meditazione
sulla Confessione di Fra Slavko Barbaric, che reca un titolo
significativo, "Dammi il tuo cuore ferito", è un segno di
fiducia nei confronti di questo insigne Sacramento! E anche di più.
E' la vera linfa di un cuore caldo che brilla d'amore ed invita
all'amore.
Queste pagine
richiedono anche un po' d'attenzione. E' possibile, infatti, che i
lettori che pregano notino nella sezione dedicata alla preghiera,
talune ripetizioni. Queste non devono costituire un elemento di
disturbo. Esse sono infatti sinceri impeti dell'anima che non si
possono ascrivere a nessuna norma letteraria. Perciò, se le
ripetizioni sono un riflesso della fiamma dell'amore, come qui,
allora non sono mai troppe. Nel sottotitolo apposto a questo scritto
si legge che esso è particolarmente indicato per la confessione a
Medjugorje. Non c'è dubbio, tuttavia, che sarà utile per tutti i
credenti ed i sacerdoti in qualsiasi altro posto. Jakov Bubalo





