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venerdì 21 novembre 2014

TIEPIDEZZA – Tratto da “ Cammino” di Josemaría Escrivá




Capitolo 1 - Carattere



Punto 16 - Tu, uno qualunque? Tu... del gregge!? Ma se sei nato per essere un leader! In mezzo a noi non c'è posto per i tiepidi. Umìliati, e Cristo ti accenderà di nuovo con fiamme d'Amore.

 
Punto 17 - Attento a non cadere in quella malattia del carattere che ha per sintomi la mancanza di stabilità in tutto, la leggerezza nell'operare e nel dire, la superficialità...: in una parola, la frivolezza.
E la frivolezza —non dimenticarlo—, che rende i tuoi programmi quotidiani così vuoti (così “pieni di vuoto”), farà della tua vita, se non reagisci in tempo —non domani: adesso!— un fantoccio, morto e inutile.

Capitolo 9 - Propositi



Punto 257 - Stai lì come un sacco di sabbia. —Da parte tua, non fai nulla. E così non è strano che cominci a sentire i sintomi della tiepidezza. —Reagisci.

 

Capitolo 14 - Tiepidezza

 
Punto 325 - Lotta contro quella fiacchezza che ti fa pigro e rilassato nella vita spirituale. —Bada che può essere il principio della tiepidezza..., e, come dice la Scrittura, i tiepidi Dio li vomiterà.


Punto 326 - Mi addolora vedere il pericolo della tiepidezza che ti minaccia, quando non ti vedo camminare seriamente verso la perfezione nel tuo stato.
—Di' con me: la tiepidezza, no! Confige timore tuo carnes meas —dammi, Dio mio, un timore filiale che mi faccia reagire!

Punto 327 - Lo so che eviti i peccati mortali. —Vuoi salvarti! —Ma non ti preoccupa quel continuo cadere deliberatamente nei peccati veniali, benché ogni volta tu senta la chiamata di Dio a vincerti.
—È la tua tiepidezza a farti avere questa cattiva volontà.

 
Punto 328 - Che poco Amore di Dio hai quando cedi senza lottare perché non è un peccato grave!

 
Punto 329 - I peccati veniali fanno un gran danno all'anima. Per questo, capite nobis vulpes parvulas, quae demoliuntur vineas, dice il Signore nel “Cantico dei cantici”: date la caccia alle piccole volpi che distruggono la vigna.

 
Punto 330 - Che pena mi fai: non senti ancora dolore per i tuoi peccati veniali! —Perché, fino a quel momento, non avrai cominciato ad avere una vera vita interiore.
Punto 331 - Sei tiepido se fai pigramente e di malavoglia le cose che si riferiscono al Signore; se vai cercando con calcolo o con furbizia il modo di diminuire i tuoi doveri; se non pensi che a te stesso e alla tua comodità; se le tue conversazioni sono oziose e vane; se non aborrisci il peccato veniale; se agisci per motivi umani.


Capitolo 16 - Formazione


Punto 368 - Ti annoi? —È perché tieni desti i sensi e addormentata l'anima.

 
Capitolo 17 - Il piano della tua santità

Punto 414 - Che pena un “uomo di Dio” pervertito! —Ma fa ancora più pena vedere un “uomo di Dio” tiepido e mondano.



 

Maria accolta nel Tempio. Ella, nella sua umiltà, non sapeva di essere la Piena di Sapienza. Tratto da "L'Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta – Libro I capitolo 8



30 agosto 1944.

Vedo Maria fra mezzo al padre e alla madre camminare per le vie di Gerusalemme.
I passanti si fermano a guardare la bella Bambina, tutta vestita di un bianco di neve e avvolta in un leggerissimo tessuto che per i suoi disegni, a rami e fiori, più opachi fra il tenue dello sfondo, mi pare sia lo stesso che aveva Anna il giorno della sua Purificazione. Soltanto che, mentre ad Anna esso non sorpassava la cintura, a Maria, piccolina, scende fin quasi a terra e l'avvolge in una nuvoletta leggera e lucida di una vaghezza rara. Il biondo dei capelli sciolti sulle spalle, meglio, sulla nuca gentile, traspare là dove non vi è damascatura nel velo, ma unicamente il fondo leggerissimo. Il velo è trattenuto sulla fronte da un nastro di un azzurro pallidissimo, su cui, certamente per opera della mamma, sono ricamati in argento dei piccoli gigli. L'abito, come ho detto, candidissimo, scende fino a terra, e i piedini appena si mostrano nel passo, coi loro sandaletti bianchi. Le manine sembrano due petali di magnolia che escano dalla lunga manica. Tolto il cerchio azzurro del nastro, non vi è altro punto di colore. Tutto è bianco. Maria pare vestita di neve. Gioacchino ed Anna sono vestiti, lui con lo stesso abito della Purificazione, e Anna invece di viola scurissimo. Anche il mantello, che le copre anche il capo, è viola scuro. Ella se lo tiene molto calato sugli occhi. Due poveri occhi di mamma, rossi di pianto, che non vorrebbero piangere e non vorrebbero, soprattutto, esser visti piangere, ma che non possono non piangere sotto la protezione del manto.

giovedì 20 novembre 2014

IL COMANDAMENTO CALPESTATO - NON RUBARE - di Don Giuseppe Tomaselli


INTRODUZIONE

Attraversavo in filobus la via Etnea di Catania. In una « fermata facoltativa » ebbi modo di osservare le copertine di alcuni libri esposti in vetrina presso una libreria. Mi colpì un titolo: « Tutti la­dri ».

- Possibile, dissi tra me, che tutti siamo ladri? - Non mi diedi la briga di provvedermi del volume; ma ritor­nando col pensiero a quel titolo, con­clusi: Se non si è ladri da tutti, lo si è certamente da una gran maggioranza!

Volli in seguito approfondire il pro­blema e mi decisi a comporre questo scritto.

Tratterò della giustizia, in genere ed in specie, e dell'obbligo della restitu­zione.


PARTE PRIMA

NON RUBARE


PRELUDIO.

Simpatico quel vecchietto messinese che, anni or sono, mi raccontava le sue avventure! Dopo la narrazione, soggiun­se: Io sono di novant'anni e voi di qua­ranta; non dimenticate ciò che vi dico: La società è un ammasso di ladri! È la­dro chi vende, perché falsifica la merce e pretende più del giusto; è ladro chi com­pra, non volendo pagare quanto deve. Ladro il datore di lavoro, perchè riduce la paga all'operaio; ladro l'operaio, che non compie con coscienza il lavoro. La­dro chi dà denaro in prestito, esigendo troppo interesse; ladro chi ha avuto il prestito, perché non vuol restituire ... Tutti ladri oggi; ma ai miei tempi c'era più coscienza! –

IL COMANDO DI DIO.

I Comandamenti di Dio contengono i doveri che abbiamo verso di Lui, verso il prossimo e verso noi stessi. Queste leggi morali sono conformi alla retta ragione e si possono osservare con la buona vo­lontà e con l'aiuto della grazia divina.

Ascoltiamo quanto Iddio ha coman­dato nell'Antico Testamento e nel Nuo­vo, riguardo alla roba altrui.

« Io sono il Signore Dio tuo... Non rubare » (Es., 20, 15).
« A nulla gioveranno i tesori male acquistati » (Prov., 10,2).
« Altri rubano l'altrui e sono sempre in miseria » (Prov., 11, 24).
« È meglio poco con giustizia, che grandi entrate con iniquità» (Prov., 16,8).
« Molti uomini son chiamati misericor­diosi; ma un uomo fedele chi lo potrà trovare? » (Prov., 20, 6).
« Chi ruba a suo padre ed a sua madre e dice che non è peccato, è compagno del­l'omicida » (Prov., 28, 24).
« Chi si associa al ladro, odia la sua anima » (Prov., 29, 24).
« Immonda è l'offerta di chi sacrifica roba di male acquisto » (Eccl., 34, 21).
« Chi offre sacrifici con la roba dei po­veri, è come chi sgozza un figliuolo sotto gli occhi del padre. Il pane dei bisognosi è la vita dei poveri; chi loro lo toglie, è un assassino » (Eccl., 34, 24).
« Chi toglie il pane del sudore, è come se uccidesse il prossimo. Chi sparge il san­gue e chi defrauda la mercede all'operaio, sono fratelli » (Eccl., 34, 26).
« Guai a colui che accumula roba non sua! Diranno: E fino a quando durerà a caricarsi addosso denso fango? (Abacuc, 2, 6).
« La maledizione si spande sopra la faccia di tutta la terra, perché tutti i la­dri saranno giudicati » (Zacc., 5, 3).
« Badate di non errare: Nè i ladri, né gli avari possederanno il Regno di Dio » (Cor., 1, 6-9).

lunedì 17 novembre 2014

GESU’ MIO! Chi sei tu? – Chi sono io?...... di Don Tomaselli Giuseppe


 

INTRODUZIONE

Un'insegnante di quarta elementare diede a svolgere alle alunne il tema: " Dite chi è la mamma ».

Lo svolgimento doveva farsi in classe. Le bambinette fecero del loro meglio per esporre i sentimenti verso la propria mamma. Tutte alla fine presentarono il compito, con una o due paginette di svol­gimento.

Il migliore voto fu dato ad una bam­bina, che ridusse il compito ad una sola proposizione: " La mamma... è... la mam­ma! ..."

L'insegnante, madre di famiglia, vide in questa proposizione l'animo dell'alun­na, l'effluvio dei suoi sentimenti filiali e l'incapacità di esprimere ciò che sentiva in cuore, e, quando scorse sul foglio in bianco l'impronta di due lacrimoni, si commosse e diede un bel dieci di svolgi­mento.

Scrivere un libro per svolgere il tema: « Gesù mio, chi sei Tu? Chi sono io? » non è cosa facile. Per quanto di bello, di grande e di santo si possa dire, si dice sempre poco. Lo svolgimento potrebbe ridursi ad una sola espressione: « Gesù mio, Tu sei il tutto! Io sono il nulla! ».

Tuttavia tenterò di esprimere i miei sentimenti di amore e di riconoscenza verso Gesù, facendo miei i sentimenti di molte anime. Che queste pagine diven­tino fuoco ed infiammino i cuori di amo­re verso Gesù, Figlio di Dio, Verbo In­carnato!

PROEMIO

Un uomo viveva della sua figliuola; la vedeva crescere buona e giudiziosa e faceva sogni d'oro sul suo avvenire; ave­va posato gli occhi sopra un bravo gio­vane, fiducioso di darlo ad essa come com­pagno della vita.

Niente mancava in casa alla signorina; avrebbe potuto dirsi felice, a preferenza di cento altre coetanee.

Un pomeriggio, nella solitudine della camera, si svolse un colloquio tra figlia e padre:

- Tu sai, babbo mio, quanto ti ami. Ho fatto di tutto per risparmiarti i di­spiaceri. Eppure, devo dirti una cosa che ferirà il tuo cuore.

- Parla pure, figlia mia!

- Devo lasciarti, per seguire la mia vocazione religiosa; da anni coltivo l'a­spirazione di divenire Suora; è Gesù che mi chiama e m'invita dolcemente; Gesù mi ha fatto comprendere che nel mondo è tutto vanità, felicità falsa. Sono risoluta di seguire Gesù molto da vicino e di ser­virlo fra le mura di un convento. -

Il padre, tanto affettuoso verso la figlia, ma ateo, rimase impietrito e poi esclamò:

- E tu avresti il coraggio di lasciare me, tuo padre?... E tu dici di amarmi?... Se mi ami, non devi staccarti da me!

- Ti amo, ma più di te amo Gesù. Egli ha detto: Chi ama il padre o la madre più di me, non è degno di me!

- Ma, dunque, tu sei innamorata di questo Gesù?

- Sì, e sono disposta a seguirlo ove Egli mi vuole! -

Il padre invitò la figlia a lasciarlo solo un momento; passeggiando concitatamente nella camera, livido per la rab­bia, sembrava un orso ferito. Il suo sguardo si posò sopra un'immagine di Gesù, davanti alla quale spesso la figlia si raccoglieva in preghiera.

I due sguardi s'incontrarono e subito l'uomo esclamò: Chi sei tu, o Gesù, che hai la forza di strapparmi la figlia? –

Gesù

Gli uomini mi chiedono chi sia io! Me lo chiesero anche gli Ebrei, meravi­gliati della mia dottrina e dei miei prodigi; e la risposta fu: Sono il Principio, che vi parlo! - Nessuno mi conosce appieno, tranne il Padre mio Celeste. Mi conob­be Simon Pietro, quando disse: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. - Ed io gli soggiunsi: Beato te, Simone, figlio di Giona! Non é stata la carne nè il san­gue a rivelarti ciò, ma il Padre mio che è nei Cieli. - Tanti altri mi conoscono, perchè il Padre lo rivela loro.

domenica 16 novembre 2014

Dieci cose che Dio non vorrà sapere......





Dio non vorrà sapere che genere di automobili hai avuto; ti chiederà se ci hai accompagnato dei bisognosi.

Dio non vorrà sapere il numero di metri quadri della tua casa, ti chiederà quante persone vi hai accolte.

Dio non vorrà sapere che tipo di abili hai indossalo: ti chiederà se hai contribuito a vestire esseri umani.

Dio non vorrà sapere quanto lunghi e belli siano stati i tuoi viaggi; ti chiederà se ti sei fermato per donare una carezza a chi era ai bordi della tua strada.

Dio non vorrà sapere quanto alto fosse il tuo stipendio; ti chiederà se per ottenerlo hai distolto attenzione e premura a chi ti vuole bene.

Dio non vorrà sapere quale fosse il tuo titolo di studio; ti chiederà se hai svolto il tuo lavoro al meglio delle tue capacità.

Dio non vorrà sapere quanti amici hai avuto; ti chiederà se ti sei dimostrato un vero amico.

Dio non vorrà sapere in quale quartiere hai abitato; ti chiederà se hai avuto cura dei tuoi vicini.

Dio non vorrà sapere quale fosse il colore della tua pelle; ti chiederà cosa era nascosto nel tuo cuore.

Dio non vorrà sapere perché hai impiegato così tanto tempo per avvicinarti a Lui; ti porgerà la Sua mano e ti accompagnerà amorevolmente verso le porte del Paradiso.