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giovedì 19 febbraio 2015

Lasciarsi amare da Dio - Dalla collana sulla Piccolezza Evangelica curati da Don Liborio Tambè



Perfetti come il Padre”

Figlio mio, il mio desiderio più grande è che tu progredisca sempre più nell’Amore:
Nato dall’Amore sei fatto per amare.
      Ma l’Amore (quello vero) non si ferma mai!
La vita è un cammino inarrestabile:
      bisogna crescere… crescere…andare avanti, sempre!
Devi crescere soprattutto spiritualmente, fino a raggiungere “lo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo”.
    (Ef. 4,13)
Sei “Corpo di Cristo” ( I Cor. 12,27).
Con Me e in Me, sei figlio del Padre Celeste:
      Non puoi contentarti del minimo impegno;
      la tua meta è la perfezione stessa di Dio:
      “ Siate  perfetti come è perfetto  il Padre vostro”.
                                                                                          (Mt. 5,48)               
      Non devi certo angosciarti per la tua fragilità o per i tuoi limiti.
      Ma, nello stesso tempo, non puoi e non devi mai rassegnarti alla mediocrità, che è la negazione dell’Amore.
      L’Amore esige tutto, per sua intrinseca natura:
Non si può amare “a metà” ;
      devi tendere al massimo, almeno con la volontà.
Le “mezze misure” non sono per il cristiano:
devi combatterle, come  le  combatto Io, perché sono la tua rovina, la rovina del mio “Regno”:
Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo.
  Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché  sei    
  tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per
  vomitarti dalla mia bocca” (Ap. 3,15)
Perché ti amo, sono così esigente.
Non ti chiedo poco… o molto…ti chiedo “tutto” :
      “Ama Dio con tutto il tuo cuore, con tutta  
       la tua anima, con tutta la tua mente.” ( Mt. 22, 37)
Molti cristiani (si vede subito) mi mettono all’ultimo posto nella loro vita:
      E tu sei lì pronto a condannarli.
Per te, invece, Io occupo sicuramente il primo posto,
      come per tanti altri cristiani “praticanti”,
che si sentono soddisfatti della loro fedeltà ai “doveri” religiosi.
Io però non mi contento solo del primo posto.
Che giova, infatti, dare a Me il primo posto, se tutto il resto della tua vita viene occupato e dominato dall “uomo vecchio” e da quei falsi beni che inaridiscono l’anima?

Io per te non sono soltanto il primo; sono il Tutto…
      sono l’unico: l’Unico Amore, l’unico Bene!
Da me, come da sorgente unica, scaturisce ogni vero Amore, ogni bene autentico.
E’ solo nel mio amore che tu puoi realizzare ogni bene e raggiungere i vertici più alti della carità.
Non esiste amore fuori di Me:
      Tu non potrai realmente amare i fratelli, se non ti lasci “invadere” dal mio Amore.
Più crescerà in te il mio Amore, più ti donerai agli altri.
      E la tua vita sarà rinnovata.




I - TUTTO E’ GRAZIA
Ora voglio spiegarti “il segreto” per crescere nell’Amore:

martedì 17 febbraio 2015

Mio Dio, non dimenticarti di me!





Mio Dio, non dimenticarti di me,
quando io mi dimentico di te.
Non abbandonarmi, Signore,
quando io ti abbandono.
Non allontanarti da me,
quando io mi allontano da te.
Chiamami se ti fuggo,
attirami se ti resisto,
rialzami se cado.
Concedimi, ti prego,
una volontà che ti cerchi,
una sapienza che ti trovi,
una vita che ti piaccia,
una perseveranza che ti attenda
con fiducia e una fiducia
che alla fine giunga a possederti.

SAN TOMMASO D’ACQUINO

« Non intendete e non capite ancora ? Avete il cuore indurito ? ».... di Sant'Ilario di Poitiers - Trattato sulla Trinità 1, 37-38



O Dio, Padre Onnipotente, voglio che tu sia il fine principale della mia vita. Ogni mia parola, ogni mio sentimento, esprima te... Noi, poveri come siamo, ti chiediamo ciò che ci manca; scruteremo con zelo tenace le parole dei tuoi profeti e dei tuoi apostoli, e busseremo a tutte le porte che troveremo chiuse al riconoscimento della verità.
Ma dipende da te esaudire la preghiera, concedere quanto si chiede, aprire a chi bussa (Lc 11,9). La natura è presa da una strana pigrizia e non possiamo capire ciò che ti riguarda per la debolezza della nostra intelligenza.
Per fortuna lo studio dei tuoi insegnamenti ci mette in grado di intendere la tua divinità, e la sottomissione alla fede ci innalza al di sopra della conoscenza naturale. Speriamo dunque che tu dia slancio agli inizi di questa difficile impresa, la consolidi con crescente successo e ci chiami a partecipare dello Spirito dei profeti e degli apostoli. Vorremmo capire le loro parole nello stesso senso con cui essi le hanno pronunziate e interpretarle nel loro significato per trasmettere fedelmente quanto hanno espresso… Aprici dunque l'autentico significato delle parole, e donaci luce per comprendere, efficacia di parola, vera fede. Fa' che possiamo esprimere ciò che crediamo.




lunedì 16 febbraio 2015

“Perché questa generazione chiede un segno?”.... di Sant'Agostino Discorso 126, 4-5



Ammira le meraviglie di Dio e risvegliati. Ti sai stupire delle novità. Sono più importanti delle cose che vedi abitualmente? Gli uomini rimasero attoniti del fatto che il Signore nostro Gesù Cristo avesse saziato tante migliaia di persone con cinque pani (Mt 14,19ss), e non si meravigliano che con pochi grani i campi si riempiono di messi. Gli uomini notarono fatta vino quella che era acqua e rimasero sbalorditi (Gv 2,19); Che avviene di diverso nei riguardi della pioggia a contatto con le radici della vite? E' sempre colui che fece quello ad operare anche questo.… Ha compiuto tali opere e fu disprezzato da molti… Si dicevano: “Tali opere sono divine, ma costui è un uomo”. Tu noti dunque due cose: le opere di Dio e l'uomo. Se le opere di Dio possono essere compiute soltanto da Dio, bada che non si celi Dio nell'uomo. Osserva, ripeto, le cose che hai sotto gli occhi, credi a quello che non vedi. Non ti ha abbandonato chi ti ha chiamato a credere. Sebbene ti comandasse di ritenere per certo ciò che non puoi vedere, tuttavia non ti ha lasciato senza vedere qualcosa, tanto che tu possa credere ciò che non vedi. Le stesse cose create sono forse segni di poco rilievo, prove deboli della presenza del Creatore? E' venuto perfino nel mondo, ha operato miracoli. Non potevi vedere Dio, potevi vedere l'uomo. Allora Dio si è fatto uomo perché nell’unità delle due nature tu potessi vedere e credere.