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mercoledì 8 luglio 2015

Santo è il tempio di Dio, che siete voi - Dal «Commento sul salmo 118» di sant'Ambrogio, vescovo - (Nn. 12. 13-14; CSEL 62, 258-259)



    «Io e il Padre verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14, 23). Sia aperta a colui che viene la tua porta, apri la tua anima, allarga il seno della tua mente perché il tuo spirito goda le ricchezze della semplicità, i tesori della pace, la soavità della grazia. Dilata il tuo cuore, va' incontro al sole dell'eterna luce «che illumina ogni uomo» (Gv 1, 9). Per certo quella luce vera splende a tutti. Ma se uno avrà chiuso le finestre, si priverà da se stesso della luce eterna. Allora, se tu chiudi la porta della tua mente, chiudi fuori anche Cristo. Benché possa entrare, nondimeno non vuole introdursi da importuno, non vuole costringere chi non vuole.
    Nato dalla Vergine, uscì dal suo grembo irradiando la sua luce sulle cose dell'universo intero, per risplendere a tutti. Quelli che lo desiderano ricevono la chiarezza dell'eterno fulgore che nessuna notte riesce ad alterare. A questo sole che vediamo ogni giorno tiene dietro la notte tenebrosa. Ma il sole di giustizia non tramonta mai perché la sua luce di sapienza non viene mai offuscata da alcuna ombra.
    Beato colui alla cui porta bussa Cristo. La nostra porta è la fede la quale, se è forte, rafforza tutta la casa. È questa la porta per la quale entra Cristo. Perciò anche la Chiesa dice nel Cantico dei Cantici: «Un rumore! È il mio diletto che bussa» (Ct 5, 2). Ascolta colui che bussa, ascolta colui che desidera entrare: «Aprimi, sorella mia, mia amica, mia colomba, perfetta mia; perché il mio capo è bagnato di rugiada, i miei riccioli di gocce notturne» (Ct 5, 2).
    Rifletti sul tempo nel quale il Dio Verbo bussa più che mai alla tua porta: allorché il suo capo è pieno di rugiada notturna. Infatti egli si degna di visitare quelli che si trovano nella tribolazione e nelle tentazioni perché nessuno, vinto per avventura dall'affanno, abbia a soccombere. Il suo capo dunque si riempie di rugiada, ovvero di gocce, quando il suo corpo soffre. È allora che bisogna vegliare, perché quando lo Sposo verrà non si ritiri, vistosi chiuso fuori. Infatti, se dormi e il tuo cuore non veglia, se ne va prima di bussare. Ma se il tuo cuore veglia, egli bussa e domanda che gli si apra la porta. Abbiamo dunque la porta della nostra anima, abbiamo anche le porte delle quali è scritto: «Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria» (Sal 23, 7). Se vorrai alzare queste porte della tua fede, entrerà da te il re della gloria, recando il trionfo della sua passione. Anche la giustizia ha le sue porte. Infatti anche di queste leggiamo scritto quanto il Signore Gesù ha detto per mezzo del profeta: «Apritemi le porte della giustizia» (Sal 117, 19).
    L'anima dunque ha le sue porte, l'anima ha il suo ingresso. Ad esso viene Cristo e bussa, egli bussa alle porte. Aprigli, dunque; egli vuole entrare, vuol trovare la sposa desta.

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 10, 7-15 - Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date



 Mt 10, 7-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».

Parola del Signore

Riflessione

Gesù manda i discepoli ad annunciare il Suo Regno... ma non li manda a mani vuote, infatti, dona loro la pace e la forza per operare miracoli. Ogni nuovo inquilino che entra nelle stanze del Cielo è un balsamo per le ferite del mio Gesù.
Per portare l'amore di Gesù ai nostri fratelli, per mettersi al lavoro nella vigna del Signore, non bisogna aspettare di avere tanti mezzi materiali o tanto tempo, quello che Gesù ci chiede è di dire il nostro generoso “SI”, Lui poi farà il resto... Ma cosa significa dire “SI” a Gesù?... Chiudere molto la nostra bocca... e usare molto di più le nostre mani!!! Quello che diciamo a parole o che sappiamo in teoria, o si traduce in fatti o vale molto poco, e i fatti sono tutti gli atti d'amore senza dei quali il nostro cuore e il cuore dei nostri fratelli non può vivere...
Vogliamo essere usati davvero dal Signore come strumenti?... Proviamo allora a nutrire la nostra anima cercando di assimilare quello che Gesù ci dice e ci dona ogni giorno, e poi teniamo a mente quello che Gesù ha fatto e fa per noi. Solo così potremo sperare di vivere degnamente e in modo pieno la missione per la quale siamo stati chiamati. Altrimenti, come dico sempre io... è solo buccia!!!
Gesù però ci avverte che, come tutte le missioni, anche la predicazione del Suo Regno può concludersi con un successo o con un fallimento. Il Suo amore può essere accolto, ma anche rifiutato...
La cosa da evitare è di voler piacere a tutti... Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui” (1 Gv 2, 15)... “Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Gc 4, 4).
Quindi, non scoraggiamoci quando le persone ci sbattono la porta in faccia, o quando veniamo derisi, o quando qualcuno trama alle nostre spalle per screditarci o per difendere i propri interessi... Tranquilli dice Gesù: “uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi”...
Attenzione però, non sempre l'ostilità o l'insuccesso è colpa altrui... A volte infatti, qualcuno pretende di evangelizzare solo con le belle parole... ma se queste non sono accompagnate da una testimonianza di vita non fanno altro che scandalizzare e indurire di più i  cuori.
Per esempio... quando una persona si trova in mezzo alla tempesta, con mille problemi e tormenti, la cosa che non vuole assolutamente sentire è la solita frase: "Non preoccuparti, ci penserà Dio... non angustiarti, Dio ti aiuterà"... Certo che Dio ci aiuterà... certo che Dio ci penserà... Ma quello che non si vuole capire è che Gesù non guida né l'aereo, né scaraventa fuori dal finestrino soldi, lavoro, sorrisi, conforto, pace, gioia... ecc, ecc... Ma usa ognuno di noi per compiere tutte queste belle cose. I cristiani però, a volte, invece di spargere il profumo di Cristo emanano cattivo odore!!!
Quanto è facile dire belle parole e lasciare ad altri il compito di metterle in pratica... quanto è facile predicare l'amore di Dio, ma poi non ci si accorge che un fratello è in gravi difficoltà da mesi e mesi... troppo scomodo sarebbe interessarsi di lui, dei suoi reali problemi, delle sue angosce dei suoi tormenti... molto più semplice far finta di niente, ridere e scherzare come se non ci fosse nessun dramma!!!... Chi vive in qualche modo “protetto”, non si rende conto di quanto pesanti e difficili possano essere certe situazioni... cosa si deve sopportare... quanto si deve lottare... cosa significa essere soli,  cosa significa andare controcorrente... Allora, certe prediche mielose... invece di consolare, ti fanno stare ancora più male...
Parlo per esperienza personale... La delusione più grande l'ho avuta con le persone di “Chiesa... Dopo la mia conversione, avvenuta il 16 Luglio 2011, Gesù è sempre stato attaccato a me come un polipo... L'ho messo al primo posto nella vita, ho cambiato totalmente il mio modo di vivere e di pensare. Sono diventata insomma un'altra Paola. Ascolto e medito ogni giorno la Parola di Dio... cerco con sforzi notevoli di camminare diritta... cerco di essere una vera amica di Gesù... ma ahimè... come succede ai Suoi veri amici, il buon Dio ha deciso di mettermi alla prova e ha permesso anche che mi succedessero cose spiacevoli, il tutto dura oramai da quasi un anno e mezzo. In questo periodo, come è normale, ci sono stati tanti momenti di sconforto, inoltre, tanti, tanti, tanti, sanno delle mie difficoltà... Io sono certa che il buon Dio, insieme alle prove, ha mandato anche tante persone per aiutarmi, ma... il “ SI” generoso al Signore è arrivato solo da una persona. E gli altri, che fine hanno fatto? Spariti nel pozzo nero!!! Il bello è che, dal pozzo nero, continuano a pronunciare le belle parole: "Dio ti aiuterà... Dio ci penserà... Affidati a Dio... Prega"...
Diceva bene il filosofo giapponese Yamamoto Tsunetomo: Le persone che continuano a parlare di questioni di poca importanza probabilmente hanno qualche problema nel loro animo. Ripetono all'infinito le stesse cose per essere elusive e per nascondere le loro difficoltà. Ascoltarle fa sorgere dubbi nel cuore”.
Gesù mio, a questo punto ti devo dire grazie... grazie per quell'unico “SI”... Uno, ma che vale per tutti... grazie per avermi dato la luce per vedere le molte miserie che affliggono il cuore dell'uomo. La "bella" lezione che sto imparando è:
1- Imitare il comportamento dell'unico superstite...
2- Non fare mai affidamento sugli uomini, che sono solo vapore...
3- Vigilare affinché io non mi comporti mai come le persone che mi fanno soffrire...
Ti chiedo anche, Gesù mio, di rafforzare la mia fede per avere come unica sicurezza Te e la Tua Provvidenza. Aiutami ad avere sempre uno stile di vita sobrio e fa che io possa spargere degnamente il tuo profumo. Ti amo Gesù!!!
Senti un pochetto Gesù... sai che oggi è il mio compleanno... cosa mi regali?... "TI BASTA LA MIA GRAZIA!!!"... Ho capito... Come non detto...
Pace e bene

lunedì 6 luglio 2015

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 9, 18-26 - Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni ed ella vivrà.



 Mt 9, 18-26
In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.

Parola del Signore
Riflessione

Nel Vangelo di oggi vediamo che Gesù guarisce due persone. Due persone diverse, ma entrambe di grande fede. Ci troviamo difronte infatti a una donna emoroissa che non osa guardare in faccia Gesù, ma cerca in tutti i modi di avvicinarsi a Lui per toccargli il mantello ed essere guarita. C'è poi un "capo" che si inginocchia davanti a Gesù chiedendogli di aiutarlo perchè la sua figliola è appena morta. Da come si sono svolti i fatti Gesù vuole insegnare che quello che salva l'uomo e ottiene miracoli è la nostra fede. La fede infatti è la chiave per ottenere la guarigione di tutte le nostre malattie, di tutte le nostre ferite. Dobbiamo allora affidarci a Lui in ogni situazione della vita e porre ai piedi della Sua Croce tutte le nostre sofferenze. Se accettiamo l'amicizia di Gesù non saremo mai soli, perchè Lui ci farà sentire sempre parole di conforto che ci salveranno nei momenti di buio. Per Gesù niente è impossibile, Lui ha il potere sulla vita e sulla morte. Alcune anime si potrebbero identificare nella donna che senza fare troppo baccano cerca di toccare un pezzetto del Suo vestito per essere guarita... Oppure nel "capo" che si prostra davanti a tutti supplicando Gesù per la guarigione della figlia; lui non ha avuto timore di confessare  la Sua fede, e ha riconosciuto in Gesù l'unico che potesse fare qualcosa. E' bello vedere come Gesù apprezzi lo sforzo di entrambi, ascolti le loro preghiere e si prenda cura sia della donna, sia della fanciulla.
Mi viene in mente la parabola di Santa Teresina, quella dell'ascensore e della scala, citata nel libro di p. Marie Dominique Molinié nel libro "Chi comprenderà il cuore di Dio?": Saliamo una scala, Dio è in alto e ci dice “vieni”. Poniamo il caso che la scala conti sessanta gradini. Ci si lancia con tutte le proprie forze, si arriva al decimo o all'unidicesimo scalino. Non male, ma più si sale più tendiamo a rallentare; va ancora bene per il primo piano, un po' meno per il secondo!... Poi si raggiunge una specie d'immobilità apparente a causa della quale non si può più salire neanche un gradino, ci si trova a una svolta, una “crisi” (crisis),  la scelta tra chi persevera e chi non persevera ma si dispera e abbandona la partita; il demonio ci aspetta in questa tentazione: “Non ci arriverò, ho sperato, ho creduto, non posso, è troppo difficile per me!”. Oppure ascoltiamo il Vangelo: “Ti chiedo di alzare il tuo piedino, anche se non riesci a salire un solo gradino. - A che scopo? - Non preoccuparti di nulla (Fil 4, 6)! Quando avrai sufficiemtemente “assaporato” l'accettazione della tua impotenza, t'invierò l'ascensore di cui parla Teresa. Se ti avessi aiutato a salire le scale avresti creduto di essere tu ad esserci riuscito! Ed io non voglio questo; sono geloso della mia Gloria... Alza il tuo piedino, e quando riterrò che sei a buon punto, che ti sei sufficientemente mortificato, che sei diventato abbastanza docile a furia di scoraggiarti e di avere fiducia in Me, ti porterò sulle mie braccia, l'ascensore divino. Ti ritroverai in cima alla scala e riconoscerai che sono stato io a fare ogni cosa! …Per intenerire Dio occorre essere veramente poveri.
Allora chiediamo al buon Dio di aumentare la nostra fede e di aprire i nostri cuori, Lui può tutto. Partecipiamo giornalmente al banchetto nunziale della grazia, perché in quel momento Lui non si fa toccare solo il mantello, ma si unisce a noi; possiamo così dire come San Paolo: Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal 2, 20).
Aiutami Gesù mio nei momenti di difficoltà. Aiutami quando la Tua luce mi sembra lontana. Accetta il mio sforzo quotidiano. Aiutami a rimanerti fedele quando mi trovo nel deserto. Aiutami a comprendere che proprio lontano dalla confusione Tu sei presente più che mai. Io, caro Gesù, ti prendo in parola: “Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore” (Os 2 , 16) ... e so che non mi deluderai mai.
Pace e bene.