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sabato 31 ottobre 2015

O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria.....



Il padre Carlo Bovio racconta che a Dormans, in Francia, vi era un uomo il quale, pur essendo sposato, aveva una relazione con un'altra donna. La moglie, non potendo sopportare ciò, non faceva altro che invocare su di loro i castighi di Dio. Un giorno, andò in una chiesa, davanti a un altare della beata Vergine, a chiedere giustizia contro la donna che le toglieva il marito. Davanti a questa stessa immagine andava ogni giorno anche quella peccatrice a recitare un'Ave Maria. Una notte la divina Madre apparve in sogno alla moglie la quale, appena la vide, cominciò il suo solito ritornello: "Giustizia? A me chiedi giustizia? Va', trova altri che te la facciano; io non te la posso fare. Sappi che quella peccatrice mi recita ogni giorno un saluto e, qualunque sia la persona che così mi prega, io non posso permettere che essa soffra e sia castigata per i suoi peccati".

giovedì 29 ottobre 2015

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 14,1-6 - Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?


Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.

Parola del Signore



Riflessione

Come possiamo vedere Gesù non disdegna l'invito di nessuno, nonostante sappia molto bene che è un invito-tranello... Si trova a pranzare infatti con persone che non fanno altro che spiarlo, sempre in agguato, lo osservano con molta attenzione per vedere se trasgredisce la legge del sabato. Stanno in silenzio... non hanno il coraggio di parlare. Quindi, oltre a essere ipocriti, sono anche codardi. Ma Gesù conosce i pensieri del cuore di ognuno e sapeva che, anche se stavano in silenzio, il loro cuore mormorava . La cosa buffa è che Gesù, invece di comportarsi come un ospite, si comporta come il padrone di casa. Mi sa che in quel momento a qualcuno gli sia venuta l'idropisìa... le vene del collo gli saranno gonfiate come un pallone... non di liquido, ma di rabbia!!!
Molto spesso Gesù guariva di sabato. Allora mi sono domandata: scusa Gesù... ma con tutti i giorni a disposizione, dovevi proprio guarire la gente in quel giorno? Ma pensandoci bene proprio il sabato è il giorno del Signore e guarire una persona di sabato è un modo per santificare il buon Dio.
Gesù oggi ci vuole far capire che è giusto osservare una legge, ma la sua osservanza non deve andare a scapito dell'amore.
Veniamo ora ai nostri giorni...

La vita del Beato Alessio (OleKsa) Zaryckyj - Sacerdote dell’Arcidiocesi di Lviv Bilch, Ucraina, 17 ottobre 1912 – Dolynska, Kazakistan, 30 ottobre 1963




Il Beato Alessio Zaryckyj nacque, sestogenito, il 17 ottobre 1912 nel villaggio di Bil’ce del distretto di Medynyci, nella regione di Lviv (Ucraina). Ordinato sacerdote il 7 giugno 1936, il Beato partì per Stynova Alta e Stynova Bassa, in Galizia, con l’incarico di viceparroco. Di questo periodo abbiamo la testimonianza di Sua Beatitudine Josyp Slipyj che il 28 marzo 1964 mise per iscritto: “«Alessio» si distinse dagli altri per l’esercizio quotidiano delle virtù teologali e morali. Era, infatti, una personalità profondamente pia e religiosa, di spirito dolce e modesto. Me lo ricordo sempre allegro, vivace e pronto al lavoro. Non è quindi strano che già mentre studiava attirasse su di sè l’attenzione di tutti a causa dell’intensa vita spirituale che conduceva. Veniva, secondo i suoi meriti, giustamente considerato uno degli allievi più progrediti per quanto riguarda la sua formazione sacerdotale. Come sacerdote doveva essere nominato padre spirituale del Seminario Minore, però la sua salute fragile non glielo permise; fu quindi assegnata alla sua cura pastorale una parrocchia di campagna.”

AR PAPA NOSTRO, GAJARDO E TOSTO! (In ricordo di San Giovanni Paolo II) - Poesia in dialetto romanesco di Padre Lucio Maria Zappatore, O. Carm.




Ciài lassati così, a poco a poco,
sempre più curvo in quer vestito bianco.
Fino all’urtimo hai fatto véde er foco
ch’ardeva drento ar core tuo, mai stanco.

Quanno ch’hai dato er pugno sur leggìo,
perché nun ce riuscivi più a parlà,
se semo messi tutti a pregà Iddio,
che te facesse ancora un po’ campà.

Ciài visto ‘n quela piazza? Che rimpianto!
Ce bastava sapé che stavi lì:
saressimo restati nun sai quanto,
pe’ fatte compagnia e facce sentì.

Ma mo te ne sei annato veramente,
e ce resta quer: “damose da fà”!
Tu nun ciài detto “dateve”, ma in mente,
te vorzi mette in mezzo p’ aiutà.

Io penzo che l’hai detto a sta magnera,
sapenno che la strada de quaggiù,
sarebbe stata certo più leggera,
si ‘n mezzo a noi ce stassi puro Tu!

 Padre Lucio Maria Zappatore, O. Carm.

Se segui Maria, non ti smarrirai.... Se ti raccomanderai a Lei, non dispererai.... Se ti sostiene, non cadrai.



È celebre la storia di santa Maria Egiziaca che si legge nel primo libro delle Vite dei padri. A dodici anni, la giovinetta fuggi dalla casa paterna e si recò ad Alessandria, dove per la sua condotta scostumata divenne lo scandalo di quella città. Dopo sedici anni di vita peccaminosa, si trovò a Gerusalemme mentre vi si celebrava la festa della Santa Croce. Più per curiosità che per devozione, si accinse a entrare anche lei nella chiesa. Ma al momento di varcare la soglia, sentì una forza invisibile che la respingeva. 

lunedì 26 ottobre 2015

Chi non avrà fiducia in te, che soccorri anche i disperati?....



Il beato Giovanni Erolto, che per umiltà si chiamava " il discepolo ", narra che vi era un uomo sposato, il quale viveva in stato di peccato. La moglie, donna pia, non potendo indurlo a convertirsi, lo pregò di fare almeno un atto di omaggio alla Madre di Dio: salutarla con un'Ave Maria ogni volta che fosse passato davanti a una sua immagine. Il marito cominciò a praticare questa devozione. Una notte, mentre andava ad abbandonarsi ancora una volta al peccato, vide una luce, guardò bene e si accorse che era una lampada che ardeva davanti a un'immagine di Maria con Gesù bambino in braccio.

domenica 25 ottobre 2015

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani - Rm 8,12-17 - Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».




Rm 8,12-17
Fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Parola di Dio

Riflessione

Nel giorno del nostro Battesimo tutti noi abbiamo ricevuto in dono lo Spirito Santo, siamo diventati nuove creature e siamo stati rivestiti di Cristo, siamo entrati a far parte della Sua famiglia.
"Ricevi perciò la veste bianca e portala senza macchia fino al tribunale del nostro Signore Gesù Cristo, per avere la vita eterna"...
Appena nati, naturalmente, non eravamo in grado di comprendere la grandezza di questa effusione; ecco che allora sono entrati in ballo i nostri genitori e i nostri padrini con il compito, molto importante, di farci crescere nell'amore di Dio. Oggi purtroppo, questo Sacramento è molto incompreso e maltrattato... tante famiglie fanno Battezzare i loro figli solo perché si deve fare... e poi è un'occasione da non perdere per sfoggiare i migliori abiti, per gareggiare in modo da avere la capigliatura più bella, le migliori bomboniere, il miglior ristorante... e così il Battesimo va a “farsi benedire”!!!

Qualunque tu sia, peccatore, infangato di colpe, invecchiato nel peccato, non disperare....



Alano della Rupe e il padre Bonifacio narrano che a Firenze viveva una giovane chiamata Benedetta, ma che meglio si sarebbe potuta chiamare maledetta per la vita scandalosa e disonesta che conduceva allora. Per sua fortuna san Domenico capitò a predicare in quella città ed ella andò un giorno ad ascoltarlo per semplice curiosità. Ma attraverso quella predica il Signore ispirò nel cuore di lei un sentimento di contrizione tale che, piangendo dirottamente, Benedetta andò a confessarsi dal santo. San Domenico la confessò, l'assolse e le ordinò di recitare il rosario. Ma l'infelice, cedendo alle cattive abitudini, riprese la sua vita sciagurata. Il santo lo seppe, l'andò a trovare e ottenne che si confessasse di nuovo. Per confermarla nella vita onesta, Dio un giorno le fece vedere l'inferno e le mostrò alcuni che per causa sua si erano dannati. 

Io sono creato per realizzare un progetto...


 
Io sono creato per realizzare un progetto
per cui nessun altro è creato.
Io occupo un posto mio
nei consigli di Dio, nel mondo di Dio:
un posto da nessun altro occupato.
Poco importa che sia ricco,
povero, disprezzato
o stimato dagli uomini:
Dio mi conosce e mi chiama per nome.
Egli mi ha affidato un lavoro
che non ha affidato a nessun altro.
Io ho la mia missione.
In qualche modo sono necessario
ai suoi intenti,
tanto necessario al mio posto
quanto un arcangelo al suo.
Dio non mi ha creato inutilmente.
Io farò del bene, farò il suo lavoro:
sarò un angelo di pace,
un predicatore della verità
nel posto che Dio mi ha assegnato
anche senza che io lo sappia
purché segua i suoi comandamenti
e lo serva nella mia vocazione.

Card . John Henry Newman