Pagine statiche

venerdì 18 dicembre 2015

SEGRETO PER VALORIZZARE LA VITA : L’UNIRSI AL SACRO CUORE DI GESU’




Queste parole sono tratte dal Messaggio che il Signore affidò a sorella Josefa Menèndez r.s.c.j. il testo si trova nel libro “ Colui che parla dal Fuoco”
Il mio Amore tanto può, che dal nulla può ricavare alle anime immensi tesori: quando unendosi a Me al mattino offrono tutta la loro giornata con l’ardente desiderio che il mio Cuore se ne serva per il vantaggio delle anime.. quando con amore compiono ogni loro dovere momento per momento. Quali tesori accumulano in un giorno! Non è l’azione in sé che ha valore ma l’intenzione e l’unione al mio Cuore. L’anima che vive una vita costantemente unita alla mia, mi glorifica e lavora molto al bene delle anime. Il suo lavoro è forse per sé insignificante, ma se lo immerge nel mio Sangue e lo unisce al lavoro che feci nella mia vita mortale ne trarrà gran frutto. Se l’anima si trova calma le è facile pensare a Me, ma se è oppressa dall’angoscia non tema! Mi basta uno sguardo: la capisco e quello sguardo otterrà dal mio Cuore le più tenere delicatezze. Il mio Cuore non è soltanto un abisso di Amore ma anche una abisso di Misericordia. Conosco tutte le miserie umane, di cui neppure le anime più amate vanno esenti: ho voluto che le loro azioni anche minime potessero rivestirsi per mezzo mio di un valore infinito. Poco m’importano le miserie: voglio l’amore. Poco m’importano le debolezze: ciò che voglio è la fiducia. Voglio che il mondo sia salvo, che vi regni, l’unione e la pace, che le anime non si perdano! Aiutami in quest’Opera d’amore !! Desidero che le mie parole siano conosciute, saranno Luce e Vita per un gran numero di anime, la Grazia accompagnerà le mie parole e quelli che le faranno conoscere.”
Gli insegnamenti di Nostro Signore sono mirabilmente sintetizzati nell’offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù dell’Apostolato della Preghiera.


CUORE DIVINO DI GESU’, io ti offro, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini nella Grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.
In particolare per…


Il Signore concede grazie speciali a chi offre a Dio il lavoro che fa.

NOVENA DI FIDUCIA



O GESU' , affido al tuo Cuore….
(per intercessione di Sorella Josefa o Santa Margherita Alacocque.. quell’anima… quell’intenzione… quel dolore… quell’affare)

Guarda.. e poi fa quanto il Cuore ti dirà…Lascia agire il Tuo Cuore…

Conto su di Te… di Te mi fido… a Te mi abbandono… O Gesù sono sicura di te!


C’E’ SEMPRE QUALCUNO CHE TI VUOLE AIUTARE


- Nei dubbi ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Troverai la luce.

- Nella solitudine, quando gli altri ti dimenticheranno ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Ti sentirai Gesù vicino.

- Nella lotta contro le tentazioni ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Troverai la vittoria.

- Nello scoraggiamento ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Ti sentirai sollevato.

- Nell’angoscia e nel timore ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Sarai consolato

- In ogni difficoltà che ti si presenta ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Troverai la forza per vincerla.

- Nell’ansietà per i tuoi cari ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Saranno protetti.

Le anime con una fiducia illimitata in Me sono le ladre delle mie grazie”

Gesù a San Faustina Kowalska



giovedì 17 dicembre 2015

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 1,16.18-21.24 - Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.



Mt 1,16.18-21.24

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.
 

Parola del Signore. 

Riflessione

Giuseppe e Maria, erano una coppia di fidanzati come tanti giovani di oggi, con tante speranze, con tanti sogni e tanti progetti in cantiere. Ma il Signore per loro aveva altri pensieri e così ha deciso di rivoluzionare la loro modesta vita. Non penso sia stato facile per entrambi accettare tutto questo. Chissà quanti pensieri, quante domande senza risposta,quanti dubbi. Io ad esempio gli avrei detto: Scusa... ma perché proprio a me?... Con tutte le coppie che ci sono al mondo, proprio me dovevi andare a cercare? Attenzione... magari in cuor loro possono averlo anche pensato, questo non lo sappiamo. In ogni caso sia Maria sia Giuseppe hanno risposto sì, con tanta perplessità, tanta paura e qualche dubbio, specialmente lui. A Maria infatti l'angelo le aveva annunciato quello che stava per succedere a breve, con Giuseppe invece è dovuto intervenire per togliergli i dubbi su questo “particolare” disegno di Dio. In ogni caso ci vuole una grande fede per accettare un disegno del genere e Giuseppe evidentemente ne aveva tanta.

Beata Nemesia (Giulia) Valle Vergine - Aosta, 26 giugno 1847 - Borgaro Torinese, Torino, 18 dicembre 1916


1847-1862
UN’INFANZIA SEGNATA

Giulia Valle nasce ad Aosta il 26 giugno 1847, donando tanta felicità a una coppia giovane e benestante di Donnas che aveva già perso prematuramente i due figli precedenti. Anselmo Valle e Maria Cristina Dalbard, suoi genitori, la conducono al fonte battesimale il 26 giugno 1847, presso l'antica collegiata di Sant' Orso e la chiamano Maddalena, Teresa, Giulia. Segue la nascita di Vincenzo. La sua infanzia trascorre serena, tra il lavoro di modista della mamma e i viaggi e i commerci del padre. Animata da un profondo senso religioso, Maria Cristina Dalbard ispira ai due figli, accanto ad una visione serena della vita, anche un’autentica apertura verso gli altri e un’indole generosa che orientano il temperamento particolarmente vivace e luminoso e la naturale curiosità della piccola Giulia.

Nel corso del 1850, per esigenze di lavoro, Anselmo Valle deve trasferirsi in Francia, a Besançon e decide di portare con sé l’intera famiglia. Il soggiorno, purtroppo, si interrompe traumaticamente per la morte prematura della moglie Maria Cristina, quando Giulia ha solo cinque anni. Insieme a Vincenzo, è affidata al nonno paterno e a una zia nubile, in un ambiente troppo austero, nel quale i due fratelli percepiscono tutta la tristezza di essere orfani.

Quando Giulia compie 11 anni, per continuare gli studi viene mandata di nuovo a Besançon, in un educandato delle Suore della Carità, dove apprende bene la lingua francese, diventa abile nel suonare il pianoforte, nel ricamare e nel dipingere, arricchisce la sua cultura e si accosta ai testi dei grandi maestri della spiritualità cattolica, da Vincenzo de’ Paoli a Francesco di Sales.


martedì 15 dicembre 2015

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,28-32 - « I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio »


Mt 21, 28-32.
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore
Riflessione
La Parola che Gesù oggi ci propone è un po' severa... naturalmente non vale solo per i capi religiosi di quel tempo, incoerenti e molto furibondi... ma per ognuno di noi. Non dobbiamo però prenderla come una condanna, ma come un invito alla conversione continua. Convertirsi infatti significa assomigliare a Gesù e ci vuole tempo... penso tutta una vita.
La parabola di oggi ci deve sollecitare a essere sempre migliori, per questo Gesù ci mette davanti un caso molto frequente che tutti abbiamo avuto modo di osservare. La storia è dunque quella di due figli, entrambi imperfetti, chiamati dal loro padre a lavorare nella vigna di famiglia. Il primo figlio, un po' ribelle, dice subito: “Non ne ho voglia”... (un ragazzo di oggi avrebbe detto: "Mollami!"), ma alla fine ubbidisce. Il secondo figlio, apparentemente buono, subito dice: “Si, Signore”, ma poi continua a fare i comodi suoi.

IL DESIDERIO DELLA VITA ETERNA; LA GRANDEZZA DEI BENI PROMESSI A QUELLI CHE LOTTANO - L'imitazione di Cristo – Libro III - Capitolo quarantanovesimo





PAROLE DEL SIGNORE


Figlio, quando senti infonderti dall'alto il desiderio della felicità eterna ed aspiri ad uscire dalla dimora del corpo, per poter contemplare il mio splendore senza alternativa d'ombra, allarga il tuo cuore ed accogli con ogni desiderio questa santa ispirazione. Rendi grazie, quanto più t'è possibile, alla somma Bontà, che agisce con te con tanta benignità, che ti visita con indulgenza, che ardentemente ti eccita, che potentemente ti solleva, perché per il tuo proprio peso tu non abbia ad inclinare verso le cose della terra. Questo desiderio, infatti, non è frutto del tuo pensiero o del tuo sforzo, ma soltanto della degnazione della grazia di Dio e del suo sguardo, allo scopo che tu progredisca nelle virtù ed in una più profonda umiltà, preparandoti alle future battaglie, stretto a Me con tutto l'affetto del cuore e desideroso di servirMi con fervente zelo. Figlio, spesso il fuoco arde, ma la fiamma non sale senza fumo. Allo stesso modo, in alcuni divampa il desiderio delle cose celesti, e tuttavia essi non sono liberi dalla tentazione degli affetti carnali. Perciò, quello che chiedono a Dio con tanto desiderio, non lo compiono con perfetta rettitudine per la sua gloria. Così è spesso anche il tuo desiderio del Cielo, perché tu stesso vi hai immesso un fermento così poco confacente. Non è, infatti, puro e perfetto ciò che è inquinato dall'interesse proprio.