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venerdì 11 marzo 2016

Grazie Gesù mio.



Grazie Gesù mio.
Grazie perché mi ami così tanto.
Grazie per l'angelo che mi hai donato.
Grazie per la pazienza che hai con me.
Grazie per gli scappellotti che molto spesso mi dai e che mi fanno girare la testa.
Grazie per le risate che facciamo insieme.
Grazie per il dono delle lacrime.
Grazie perché mi sei sempre accanto.
Grazie per le coccole che mi fai.
Grazie per le sgridate, che sono quasi all'ordine del giorno!!!
Grazie per la pace e la gioia che continui a infondere nel mio cuore.
Grazie per la tua luce che illumina ogni mia giornata.
Grazie per aver forzato la serratura del mio cuore.
Grazie per le mie preghiere esaudite all'istante.
Grazie perché spesso guardi il mio orologio e non il Tuo.
O Gesù mio, non mi abbandonare... senza di Te sarei un disastro ambulante.

Paola

Chi si fida di Dio, mette Dio in obbligo di prendersi cura di lui. San Luigi Orione - Luigi Orione ( Pontecurone, 23 giugno 1872 - Sanremo , 12 marzo 1940 ) è stato un presbitero italiano, fondatore della Piccola opera della Divina Provvidenza: è stato canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 2004.



«Porta questi soldi a don Orione» Tratto da: “ I fioretti di Don Orione “ di Andrea Gemma – 2002 Ed. Devoniane Bologna

L'episodio venne narrato molte volte da don Orio­ne stesso.
«Un anno, prima del 1900, ci siamo trovati a do­ver pagare alla Banca Popolare di Tortona oltre venti­cinquemila lire per i debiti che avevamo, specialmen­te col panettiere. Quella Banca è molto benemerita in Tortona ed aiutò molto anche i Figli della Divina Provvidenza. Vi era allora direttore un certo avvo­cato Piolti, che mi aveva imprestato le venticinque­mila lire. Avevo pagato gli interessi finché avevo potuto e poi essi s'erano ammucchiati insieme al ca­pitale. Quell'avvocato mi mandò a dire che mi voleva tanto bene, ma che non poteva lasciare la cambiale in sofferenza... Voi non capite ancora - felici voi! - questo termine bancario, ma verrà tempo che anche voi capirete, purtroppo, che cosa vuol dire "cambiale in sofferenza". Basta... Dovevo pagare le venticinque mila lire e qualche cosa di più, al sabato; ma il prote­sto non va in vigore che al lunedì: in domenica si ri­posa.
Io mi raccomandai allora al Signore; quando capii, però, che il Signore non mi ascoltava, mi raccoman­dai alla Madonna. Prega e prega... Ma anche la Ma­donna faceva la sorda. Vedendo dunque, allora, prima del 1900, che anche la Madonna faceva la sorda, mi venne un'idea. 

mercoledì 9 marzo 2016

Dal libro dell’Èsodo - Es 32,7-14 - Desisti dall’ardore della tua ira




In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Va’, scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostràti dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: “Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”».
Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervìce. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione».
Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto con grande forza e con mano potente? Perché dovranno dire gli Egiziani: “Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra”? Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: “Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo, e tutta questa terra, di cui ho parlato, la darò ai tuoi discendenti e la possederanno per sempre”».
Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.

Parola di Dio

Riflessione

Come si dice: “Quando il gatto non c'è... i topi ballano”. 
E' bastato che Mosè si allontanasse dall'accampamento per parlare con Dio che il popolo, datolo per “spacciato”, si è dato ai festeggiamenti. Diciamo che non sono stati capaci di resistere a questa attesa. Questo Dio è troppo complicato... è troppo gravoso seguirlo... per non parlare del Suo orologio, che non è sincronizzato con il nostro!!! La cosa più grave poi, è che non si fermano “al cambio di rotta”, ma danno i meriti di tutto quello che hanno ricevuto finora ad altri. Quindi, oltre che traditori, anche ingrati!
Oggi le cose non vanno diversamente da allora... e spesso il pensiero di un Dio troppo esigente, balena nella nostra mente (dura cervice, come la chiama giustamente il Signore). Quella di costruirci un Dio come lo vogliamo noi, più comprensibile, più caruccio, che corrisponda insomma ai nostri schemi, è una tentazione forte nel cammino di fede. Ma Dio non è una scatola di costruzioni!!!
Infatti, appena le cose non vanno come vogliamo o iniziano a sorgere delle difficoltà, ecco che subito vorremmo prendere in mano le redini della nostra vita, convinti che da soli riusciremmo a farcela. Siamo d'avvero convinti che da soli riusciremo a spaccare il mondo. Una cosa però la spacchiamo, è vero... ma non è il mondo... è la nostra testa. Quindi siamo dei presuntuosi, illusi, che, prima o poi, ci ritroveremo con la testa fracassata! Continuo a pensare che siamo veramente dei fenomeni!!! 
E' anche vero che seguire Gesù è un po' faticoso, specialmente nel contesto in cui viviamo, dove i problemi di ogni genere ci accerchiano, e non sempre riusciamo a essere pazienti, miti e misericordiosi come ci vuole Lui. Dobbiamo però convincerci che Gesù è sempre al nostro fianco, e nei momenti di tribolazione dovremmo affidarci a Lui, parlare con Lui di cosa ci affligge, di quello che proviamo, anche se a volte non sono cose belle, ma Lui, è tutto questo che vuole... la nostra miseria e la nostra consapevolezza. Gesù poi, vede la nostra buona volontà, vede che ci sforziamo a camminare anche a tentoni, e gli basta. Quindi questo Dio non è così esigente. Non solo... è anche misericordioso. Infatti, grazie alla preghiera di Mosè, il Signore avrà misericordia di questo popolo. Una preghiera fiduciosa, detta non per sé, ma per gli altri e forse per questo viene accolta. Quante volte noi invece, nel momento della nostra preghiera, pensiamo forse un po' troppo a noi e meno, o molto poco, agli altri, meravigliandoci poi che il buon Dio non ci “fili di striscio”? E' bello allora recitare un versetto del libro dei proverbi, Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a Lui ed Egli appianerà i tuoi sentieri (Pr. 3, 5-6). Figlio mio, non disprezzare l’istruzione del Signore e non aver a noia la sua esortazione, perché il Signore corregge chi ama, come un padre il figlio prediletto (Pr. 3, 11-12)”. 
Pace e bene