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domenica 12 giugno 2016

Mt. 5, 38-48 - Io vi dico di non opporvi al malvagio. - Discorso diciottesimo di San GIOVANNI CRISOSTOMO


                                         

 
Avete udito che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Io invece vi dico di non resistere al maligno; ma a chi ti percuote sulla guancia destra, presenta anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello {482}.

1. – Vedete, fratelli, che Gesù Cristo non parlava dell’occhio del corpo quando ci comandava di strapparci l’occhio che dà scandalo ma che, con tale espressione, indicava coloro la cui amicizia ci nuoce e che possono gettarci nel baratro della perdizione? Come potrebbe, infatti, ordinare per legge di strappare il nostro stesso occhio colui che, pur usando qui una iperbole così forte, non ci permette di cavare l’occhio neppure al nemico che ci ha strappato il nostro?
Se d’altra parte qualcuno biasima la legge antica, in quanto essa ordina di vendicarsi esigendo «occhio per occhio e dente per dente», a me pare che costui non comprenda né la saggezza che il legislatore deve avere, né le diverse circostanze dei tempi e neppure il vantaggio che è derivato agli uomini da questa divina condiscendenza alla loro debolezza. Se voi considerate in quali condizioni era il popolo, in quali disposizioni d’animo viveva e vi ricordate in quale epoca fu data questa legge, potrete facilmente riconoscere che unico e identico è l’autore del vecchio e del nuovo Testamento e che molto opportunamente egli ha istituito sia l’uno che l’altro, contemperando le leggi con i tempi. Se avesse fin dall’inizio istituito le elevate e sublimi leggi evangeliche, gli uomini non avrebbero accolto né la legge antica né quella nuova: proclamandole, invece, in tempi diversi, e istituendo ciascuna nell’epoca più adeguata, si è servito sia dell’una che dell’altra per rinnovare tutta la terra. D’altra parte, dando quel comando, non era certo perché voleva spingere gli uomini a strapparsi gli occhi a vicenda ma, al contrario, perché voleva trattenere le loro mani, impedendo di usarsi reciprocamente violenza. La minaccia di questa pena era un freno all’ira; il Signore cominciava così a seminare a poco a poco, ma in profondità, una certa saggezza nel mondo, ordinando che gli uomini si accontentassero di una vendetta uguale al male che avevano subito, anche se chi aveva per primo arrecato ingiuria meritava una pena più grave e un’equa giustizia. Ma, poiché Dio voleva fin d’allora temperare la giustizia con la misericordia, condannava colui che aveva peccato di più a una pena minore di quella che si meritava, insegnando in tal modo ad avere molta pazienza nel sopportare i mali di cui soffriamo.