«La considerazione della vita dei
santi – con le loro lotte ed il loro eroismo – ha prodotto in
ogni tempo abbondanti frutti nelle anime dei cristiani. Ancor
oggi... i credenti hanno un bisogno particolare dell'esempio di tali
vite eroicamente consacrate all'amore di Dio e, per Dio, agli altri
uomini» (Documento della Congregazione per il Clero sul Prete, 19
marzo 1999). L'esempio dei martiri è particolarmente illuminante,
come ricordava papa Pio XI in occasione della canonizzazione di san
Tommaso Moro: «Se non tutti siamo chiamati a versare il nostro
sangue per la difesa delle leggi divine, tutti dobbiamo, tuttavia,
attraverso l'esercizio dell'abnegazione evangelica, la mortificazione
cristiana dei sensi e la ricerca laboriosa della virtù «avere il
desiderio di essere martiri, per poter partecipare con essi alla
celeste ricompensa», secondo le espressive parole di san Basilio»
(19 maggio 1935).
Tommaso Moro nasce a Londra, il 6
febbraio 1477. Riceve dai suoi genitori un'educazione severa ed
attenta, cui corrisponde docilmente, dimostrandosi ubbidiente e
gentile. Viene iscritto molto presto alla scuola Sant'Antonio di
Londra. Appena adolescente, è accolto, su richiesta di suo padre,
nella casa del Cardinale Morton, arcivescovo di Canterbury e
Cancelliere del Regno d'Inghilterra (primo dignitario dello Stato,
dopo il Re). Incanta il prelato ed i suoi ospiti, in occasione delle
sedute ricreative, grazie ad un dono d'improvvisazione che denota un
grande senso dell'osservazione.



