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martedì 23 agosto 2016

Elisabetta Sanna , membro dell’Unione dell’Apostolato Cattolico, verso la beatificazione - La mistica sarda, nata a Codrongianos, Sassari, 23 aprile 1788, sarà elevata all’onore degli altari sabato 17 settembre 2016 nella spianata davanti alla basilica di Saccargia dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per i Santi, espressamente delegato da papa Francesco.


A Codrongianos (Sassari), il 23 aprile 1788, da una famiglia di agricoltori, ricca di fede e di figli, nasce Elisabetta Sanna. Nella sua casa si lavora, si prega, mai si nega l’elemosina ai poveri. Quando ha appena tre mesi, un’epidemia di vaiolo causa la morte di molti bambini ed anche lei ne viene colpita. Guarisce, ma rimane con le braccia leggermente storpie e le articolazioni alquanto irrigidite. Ciò non le impedisce di crescere, imparando a sopportare il suo handicap, come cosa naturale e a sbrigare al meglio le faccende domestiche, a presentarsi sempre ordinata e pulita.
Dalla famiglia, riceve il dono di un’intensa vita cristiana, fin da piccola, così che a sei anni riceve la Cresima, il 27 aprile 1794, da Mons. Della Torre, Arcivescovo di Sassari. Poco dopo, è affidata a una certa Lucia Pinna, terziaria francescana, assai attiva in parrocchia, animatrice di un gruppo di donne dedite all’adorazione eucaristica, al Rosario, al soccorso dei poveri: ogni giorno. Lucia, benché analfabeta, come quasi tutte le donne di quei tempi, è una singolare catechista in mezzo alle ragazze del borgo e della campagna. Alla sua scuola, Elisabetta impara a conoscere Gesù e a volergli bene.

Giovane catechista

A dieci anni, la prima Confessione e la prima Comunione. Frequenta il catechismo tenuto da Don Luigi Sanna, cugino del papà, e al catechismo porta le compagne, dicendo: «Dai, vieni che è bello». Ella stessa, giovanissima, pur non sapendo né leggere né scrivere, diventa piccola catechista. Un giorno, guardando il Crocifisso, sente una voce interiore che le dice: «Fatti coraggio e amami!».
Quindicenne, raduna le ragazze nei giorni festivi in casa sua e insegna loro la dottrina cristiana e a pregare con il Rosario. Suo fratello, Antonio Luigi – dal quale ha imparato a intensificare il culto alla Madonna – entra in Seminario a Sassari dove diventerà sacerdote. Elisabetta, rimanendo nel mondo si iscrive alla Confraternita del Rosario e a quella dello Scapolare del Carmelo. Una giovinezza serena, piena di lavoro, di colloquio con il Signore Gesù, di apostolato.
Vorrebbe farsi suora; sicuramente, essendo handicappata, non pensa a sposarsi, eppure, ventenne è cercata in sposa da giovani buoni. Così il 13 settembre 1807, a 19 anni, celebra il matrimonio con un certo Antonio, un vero buon cristiano di modeste condizioni. Una festa semplice e serena, un totale affidamento al Signore e alla Madonna, è l’inizio della loro vita coniugale. Antonio è un marito e padre esemplare che stravede per la sua sposa e le dà totale fiducia. Agli amici dice: «Mia moglie non è come le vostre, è una santa!». Elisabetta dirà: «Io non ero degna di tale marito, tanto era buono». La loro famiglia è modello per tutto il paese.

lunedì 22 agosto 2016

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 23,13-22 - Guai a voi, guide cieche.


Mt 23,13-22

In quel tempo, Gesù parlò dicendo:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.
Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso».

Parola del Signore
Riflessione


Oggi Gesù fa un rimprovero molto severo agli scribi e ai farisei. Questi infatti, oltre a non ascoltare veramente la Parola di Dio, cercano in vari i modi di sviare le persone allontanandole dalla via del Maestro. Questi rimproveri però, valgono anche per noi oggi, perché l'ipocrisia è diventata quasi una cosa normale come il peccato... Come si dice... "così fan tutti!!!".
Quante cose si fanno solo per apparire nascondendo la vera intenzione? Si vuole far credere infatti che il proprio “zelo” è per la gloria di Dio e la salvezza delle povere anime, ma la realtà è che, sotto sotto, la vera ragione è un'altra:... il proprio onore, il proprio profitto... Così facendo non si ingannano solo gli altri, ma anche se stessi. La farsa però ha sempre un tempo contato... prima o poi le magagne vengono a galla. Il “GUAI A VOI” che Gesù in questo brano dice per ben tre volte, è un avvertimento molto serio e lo dobbiamo tenere sempre a mente. Il Signore, quando ha dato le chiavi del Suo Regno a Pietro, ha anche dato ad ognuno di noi un duplicato di quelle chiavi. A ognuno di noi infatti Il buon Dio ha affidato un compito e dobbiamo stare molto attenti a come lo svolgiamo. Dobbiamo essere insomma degli esempi sani in questa società un pochetto malandata. Specialmente noi adulti dobbiamo essere degli specchi sempre puliti, in modo da riflettere la luce vera, quella di Cristo. Dobbiamo insegnare la verità e non “sputare” solo sentenze. Molto spesso invece, chi scandisce condanne ha più bisogno di misericordia di altri. Chi non sperimenta infatti la bontà e la pietà del Signore è portato alla rigidità verso tutti. Nel momento in cui ci mettiamo la maschera dell'ipocrisia, nel momento in cui ci erigiamo a sapientoni, a persone perfettine, a persone caritatevoli, a persone pie, nel momento in cui usiamo male il potere che ci è stato dato per abusare e approfittare del più debole, siamo dei mostri!!!... "Chi usa i poteri di cui dispone in modo tale da spingere ad agire male, si rende colpevole di scandalo e responsabile del male che, direttamente o indirettamente, ha favorito. «È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono» (Lc 17,1)" Dal CCC al n° 2287.
Con il nostro pessimo esempio contribuiamo a “fabbricare” mostri e le nostre Chiese saranno sempre più vuote. A questo proposito mi viene in mente una frase, detta naturalmente con ironia, da un don: ”D'estate non c'è molta gente in chiesa perché sono tutti fuori a evangelizzare!!!”. Uauuuuuu... poveri noi!!!
Comunque, l'unico comportamento che al Signore piace, è quello delle persone vere e aperte. Aperte all'amore di Dio e del prossimo.... La chiusura mentale e spirituale, di fatto chiude le porte al Cielo e per Gesù questo atteggiamento è molto preoccupante, perché in qualche modo trascina anche altri in un tunnel buio e senza via d'uscita. Gli ipocriti infatti sono come gli attori di una fiction televisiva... sempre alla ricerca di consenso e successo... e più persone li seguono più si sentono sicuri e invincibili. Il problema di questi “attori” è che, quando le cose non vanno secondo i loro schemi, si infuriano come delle iene... Le persone che non hanno una maschera, vengono viste dagli ipocriti come degli elementi da eliminare o da allontanare. Non vogliono attorno a sé dei disturbatori. Gesù era un grande “disturbatore”... disturbava il loro “quieto vivere”, oscurava il loro "prestigio", la loro presunta "sapienza"... e quindi andava eliminato.
Evitiamo allora di considerarci i padroni di quella “preziosa chiave” che il buon Dio ci ha donato... perché Lui potrebbe togliercela quando vuole... e lo farà tranquillamente nel momento in cui nota che apriamo una porta che non è quella del Cielo ma che introduce in un altro regno.
Preghiamo il buon Dio di rafforzare la nostra fede, perché più avremo fiducia in Lui, meno cadremo nella rete di tante persone che vendono lucciole per lanterne. Chiediamogli di rinnovare il nostro cuore in modo da diventare persone autentiche, coerenti, buone e comprensive con tutti, anche con gli antipatici!!! E sono tanti... Preghiamo anche il Signore di avere in dono una guida saggia e generosa per la nostra vita di fede... e chi avesse già questo dono lo custodisca molto gelosamente. Lo sto facendo!!! Grazie Gesù e, come ti dico sempre, accetta il mio sforzo e la mia buona volontà... non voglio finire con una macina da asino al collo e gettata in mare!
Pace e bene.